{"id":1150,"date":"2012-04-25T06:15:57","date_gmt":"2012-04-25T06:15:57","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=1150"},"modified":"2012-04-25T06:15:57","modified_gmt":"2012-04-25T06:15:57","slug":"25-aprile-2012-quando-la-memoria-non-e-un-rifugio-per-il-letargo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1150","title":{"rendered":"25 aprile 2012 &#8211;  Quando la memoria non \u00e8 un rifugio per il letargo"},"content":{"rendered":"<p>Prima di tutto segnalo gli aggirnamenti nelle segnalazioni che riguardano tre avvenimenti locali e un viaggio in Iran organizzato per il prossimo agosto.<br \/>\nVi ricordo che oggi &#8211; nel corso di programmi di Radio3 -vengono lette lettere dei condannati a morte della Resistenza.<\/p>\n<p><strong>Quando la memoria non \u00e8 un rifugio per il letargo<br \/>\n<\/strong>ma si fa strumento per comprendere il presente e interagire con responsabilit\u00e0.<br \/>\nIl mensile Ho un sogno ha pubblicato nel numero di aprile un articolo del giornalista Max Mauro che riporto integralmente.<br \/>\nPer chi volesse saperne di pi\u00f9 sul giornalista che ne \u00e8 autore ricordo che il suo sito (con cui da <a href=\"http:\/\/maxmauro.wordpress.com\/\">qui<\/a> potete collegarvi) si chiama My home is where I\/&#8217;m happy.<\/p>\n<p><strong>Bambini nascosti, una storia (purtroppo) ancora attuale.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un capitolo dell\u2019emigrazione italiana su cui poco si \u00e8 scritto e parlato fino ad oggi. Diversamente da altri, tuttavia, ed \u00e8 un paradosso non insignificante, racconta una storia che non ha perso di attualit\u00e0. Si tratta del fenomeno dei \u201cbambini nascosti\u201d o \u201cbambini clandestini\u201d nella Svizzera degli anni sessanta e settanta (ma \u00e8 proseguita fino ai novanta). Il recente dibattito attorno ai diritti dei figli di immigrati irregolari in Italia ha riportato di attualit\u00e0 quegli eventi. Mi \u00e8 stato chiesto di scrivere un breve contributo al riguardo e lo faccio volentieri. Il mio libro \u201cLa mia casa \u00e8 dove sono felice\u201d (pubblicato da Kappa VU nel 2005 e da poco ristampato) conteneva un capitolo intitolato \u201cBambino nascosto\u201d. Era la storia, comune a migliaia di altre nella Svizzera a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, di un figlio di emigranti friulani residenti in quel paese con regolari permessi lavorativi che, stante le leggi vigenti, non erano autorizzati a tenere con s\u00e9 i figli. Al tempo la legge svizzera distingueva fra diverse categorie di immigrati. Numerosi erano gli stagionali, ai quali non era consentito avere con s\u00e9 i figli. Va detto che i settori dell\u2019edilizia e del turismo, a cui si riferivano quei permessi, occupavano immigrati lungo tutto l\u2019anno, ma per convenzione i permessi erano distinti a questo modo. Erano gli anni del boom demografico e le giovani coppie di immigrati (in maggioranza italiani) che davano alla luce dei bambini erano costrette a trovare soluzioni dolorose e spesso terribili per non rischiare l\u2019espulsione. Molti affidavano i figli ai nonni al paese di origine, finendo per vederli una o due volte all\u2019anno. Altri li nascondevano in casa o li \u201cpiazzavano\u201d in collegi al confine con la Svizzera. Altri ancora, come il bambino di cui ho parlato nel mio libro, venivano \u201calloggiati\u201d presso famiglie con permessi di soggiorno pluriennali oppure presso famiglie di svizzeri disponibili a correre dei rischi. E\u2019 facile immaginare il carico di sofferenze che tutte queste scelte implicavano. \u201cBambino nascosto\u201d prende spunto dall\u2019esperienza della mia famiglia. Al tempo avevo voluto cercare di mantenere un distacco da studioso e l\u2019avevo trattata come le altre raccolte nel volume, ma oggi, a distanza di qualche anno, sento sia giusto affrontare a viso aperto questo passaggio della mia vita. La decisione \u00e8 stata in parte influenzata dal dialogo a distanza con Marina Frigerio, ricercatrice svizzera autrice, assieme a Simone Burgherr, del libro \u201cVesteckte Kinder\u201d (Bambini nascosti, uscito in Svizzera nel 1992). Frigerio mi ha chiesto di scrivere la post-fazione al suo libro \u201cBambini proibiti\u201d (in uscita presso l\u2019editore Il Margine), dove ricostruisce il contesto storico e riporta alcune testimonianze di ex bambini nascosti di origine italiana. Trovarmi a riflettere nuovamente su quegli eventi mi ha aiutato a capire l\u2019importanza di una memoria civile vissuta in prima persona e sulla necessit\u00e0 di coltivarla per opporsi agli orrori del presente.<\/p>\n<p><em>NOTA: il libro di Frigerio non \u00e8 ancora in distribuzione in Italia, appena lo sar\u00e0 ne dar\u00f2 notizia.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di tutto segnalo gli aggirnamenti nelle segnalazioni che riguardano tre avvenimenti locali e un viaggio in Iran organizzato per il prossimo agosto. Vi ricordo che oggi &#8211; nel corso di programmi di Radio3 -vengono lette lettere dei condannati a morte della Resistenza. 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