{"id":1186,"date":"2012-05-07T04:32:49","date_gmt":"2012-05-07T04:32:49","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=1186"},"modified":"2012-05-07T04:32:49","modified_gmt":"2012-05-07T04:32:49","slug":"7-maggio-2012-se-non-ora-quando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1186","title":{"rendered":"7 maggio 2012  &#8211;  Se non ora quando"},"content":{"rendered":"<p>Il comitato promotore di \u2018se non ora quando\u2019 ha diffuso una petizione che si pu\u00f2 firmare (io l\u2019ho gi\u00e0 fatto) andando a <a href=\"http:\/\/www.petizionepubblica.it\/?pi=P2012N24060\"><strong>http:\/\/www.petizionepubblica.it\/?pi=P2012N24060<\/strong><\/a><br \/>\nPer comodit\u00e0 di chi legge ne riporto il testo.<\/p>\n<p><strong>Mai pi\u00f9 complici <\/strong><br \/>\n<em>Cinquantaquattro. L\u2019Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall\u2019inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L\u2019ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l\u2019et\u00e0, le citt\u00e0 cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini pi\u00f9 vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilit\u00e0. E\u2019 ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l\u2019orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell\u2019indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E\u2019 tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilit\u00e0 di chi le uccide perch\u00e9 incapace di accettare la loro libert\u00e0.<br \/>\nE ancora una volta come abbiamo gi\u00e0 fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest\u2019orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d\u2019Italia. Un paese che consente la morte delle donne \u00e8 un paese che si allontana dall\u2019Europa e dalla civilt\u00e0.<br \/>\nVogliamo che l\u2019Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l\u2019inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla.<br \/>\nComitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne<\/em>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Una lettera da Bologna<br \/>\n<\/strong>Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera dall\u2019amica Giancarla Codrignani, una donna che non solo nel suo lavoro di senatrice (lo \u00e8 stata molti anni fa) ma anche oggi nel suo impegno culturale ha saputo dare un senso all\u2019espressione \u2018il personale \u00e8 politico\u2019.<\/p>\n<p><em>Care amiche,<br \/>\n<\/em><em>qualcuna di voi che mi vuole bene, mi chiede come mai \u00e8 molto tempo che non scrivo. Forse perch\u00e9 sono arrabbiata. Anzi, preoccupata. Preoccupata per i problemi di tutti, uomini e donne; ma non (solo) per le conseguenze della crisi. Preoccupata perch\u00e9, nonostante tutti ormai abbiano la licenza media, restiamo analfabeti politicamente. E perch\u00e9 ci sembra strano che si possa dire questo, soprattutto in una regione come la nostra, dove di tutto si pu\u00f2 essere stati carenti, tranne che di politica. Peccato che si tratti di politica dell&#8217;altro secolo, che in questo caso vuole dire dell&#8217;altro millennio: mi sembra di sognare quando sento qualcuno\/a fare confronti con la Francia, come se fosse pensabile ignorare l&#8217;abisso del 120 % di debito sul Pil. Ancora di pi\u00f9 resto stupita quando persone giovani (anche meno giovani) e perfino sinceramente democratiche non percepiscono che un Beppe Grillo &#8211; a prescindere dal linguaggio che loro correttamente di solito non usano &#8211; di vere proposte ha fatto solo quelle di negare la cittadinanza agli stranieri nati in Italia, uscire dall&#8217;euro, non pagare le tasse, preferire la mafia ai partiti. Siamo sempre a correr dietro ai pifferai? con &#8220;questa&#8221; crisi incombente?<\/em><\/p>\n<p><em>Intanto, siccome le donne vengono ammazzate da chi dice di amarle o ha con loro una relazione &#8220;proprietaria&#8221; al ritmo di una ogni tre giorni, pi\u00f9 quelle di cui non si sa (questo il dato 2011, ormai sembra in via di superamento), vediamo chi dei maschi (politici soprattutto) sta firmando l&#8217;appello di &#8220;Se non Ora Quando&#8221;. Personalmente continuo a pensare che sarebbe interessante se, con una legge di iniziativa popolare (di per s\u00e9 improduttiva), tornassimo a riempire tutto il paese di tavolini e dibattiti. Temo molto che i problemi della crisi riporteranno presto il silenzio sul nostro appello.<\/em><\/p>\n<p><em>Per\u00f2 oggi non voglio accrescere la depressione collettiva. C&#8217;\u00e8 una bella cosa da segnalare sulla stampa odierna. A Bagdad \u00e8 andata in scena, con grande successo, una Giulietta e Romeo da brivido: lei \u00e8 sunnita e lui sciita (o viceversa, poco importa), si amano contro la volont\u00e0 della politica religiosa e la morte che li condanna avr\u00e0 il volto del kamikaze. Davvero d\u00e0 i brividi, sapendo come \u00e8 la situazione internazionale. Ma questo dimostra che cosa pu\u00f2 fare la cultura che vuole creare cittadinanza civile e pace anzich\u00e9 divisione e guerra. Vale per la politica in Iraq, ma anche in Europa e in Italia. Speriamo?<br \/>\n<\/em><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><strong>E la mia risposta<br \/>\n<\/strong>Cara Giancarla,<br \/>\n\u00e8 inutile che ti scriva il mio consenso (tanto pi\u00f9 che ho gi\u00e0 firmato la petizione).<br \/>\nPermettimi qualche considerazione solo sui banchetti che tu \u2013giustamente- auspichi.<br \/>\nVoglio auspicarli anch\u2019io ma mi chiedo: che ci faremmo? cosa diremmo?<br \/>\nPiet\u00e0 per le vittime \u2026 non basta per quanto ci si voglia soffermare sulla differenza di genere che le rende tali. Quando per\u00f2 ci si irrigidisca nei pregiudizi, con cui spesso si identificano le differenze che sappiamo esserci all\u2019interno di quella fondante dell\u2019essere donna, nemmeno la piet\u00e0 pu\u00f2 farsi universale sentire.<br \/>\nE la percezione di quelle differenze \u2013 colte senza simpatia, persino senza curiosit\u00e0 &#8211; impedisce spesso a un moto di piet\u00e0 di farsi \u201csolidariet\u00e0 politica\u201d, come dice l\u2019art. 2 Costituzione della Repubblica.<br \/>\nGi\u00e0 politica perch\u00e9 la solidariet\u00e0 che con quella parola la Costituzione ci chiede non si indentifica con il chinarsi pietosamente su chi soffre ma si incarna nel \u2018patire con\u2019 che \u00e8 il senso spesso dimenticato della parola compassione.<br \/>\nNon cediamo all\u2019alibi del guardare alle altre come a un \u2018furi di noi\u2019. Nel guardare al patire delle altre e degli altri celebriamo spesso la nostra deriva, la nostra umiliazione di cittadine e cittadini.<br \/>\nGli ostacoli che si frappongono al godimento dei diritti che a tutte (e a tutti naturalmente) appartengono si trovano (\u00e8 ancora la Costituzione che ce lo ricorda all\u2019art.3) nella distorta percezione delle distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<br \/>\nChe ci sia una conclamata distinzione di sesso ce lo dice l\u2019impietosa situazione che anche tu hai ricordato, ma a questa aggiungiamo pure le distinzioni di razza (che si intreccia e si identifica con le condizioni personali e sociali che fanno la differenza per chi viene da altri paesi, senza dimenticare le connotazioni specifiche delle nuove povert\u00e0 anche per le donne italiane), di religione, per cui l\u2019islam \u00e8 spesso identificato in blocco come fattore di irrimediabile violenza che, generalizzando, si imputa a tutti coloro che questa religione praticano e che vorrebbe quindi le donne mussulmane vittime della loro scelta di fede \u2026 procedendo con tutta una serie di alibi che declinano \u2013con furbesca opportunistica pignoleria \u2013 i tanti aspetti che un tempo si riassumevano nella semplificatoria volgarit\u00e0 del \u2018delitto d\u2019onore\u2019.<br \/>\nNon mi soffermo su altre questioni che tu poni ed \u00e8 inutile che io ripeta.<br \/>\nMi limito alle poche considerazioni di cui ti ho scritto, cercando di resistere al desiderio di lasciar perdere nella crescente tristezza che mi prende guardandomi attorno e ascoltando le atrocit\u00e0 dei vari luoghi comuni, cos\u00ec carichi di riconosciuto e condiviso buon senso da provocarti il desiderio di un rifugio dove la sterile rigidit\u00e0 di quel \u2018buon senso\u2019 che la tradizione sacralizza non abbia diritto d\u2019ingresso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comitato promotore di \u2018se non ora quando\u2019 ha diffuso una petizione che si pu\u00f2 firmare (io l\u2019ho gi\u00e0 fatto) andando a http:\/\/www.petizionepubblica.it\/?pi=P2012N24060 Per comodit\u00e0 di chi legge ne riporto il testo. 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