{"id":1612,"date":"2012-07-31T04:45:18","date_gmt":"2012-07-31T04:45:18","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=1612"},"modified":"2012-07-31T04:45:18","modified_gmt":"2012-07-31T04:45:18","slug":"31-luglio-2012-senza-legge-e-senza-pieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1612","title":{"rendered":"31 luglio 2012  &#8211;   Senza legge e senza piet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il 15 luglio ho pubblicato una nota (raggiungibile anche da <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1547 \">qui)<\/a> in cui riportavo un messaggio ricevuto che segnalava la presenza di una donna straniera, in avanzato stato di gravidanza che, fuori dal Centro di identificazione ed espulsione (CIE di Gradisca \u2013 Go), cercava di sollecitare l\u2019opportuno interesse per il padre del suo bambino, trattenuto nel Centro.<br \/>\nNon sono riuscita a saperne pi\u00f9 nulla e non so quindi se si sia attivato un processo di tutela dovuta a lei e al nascituro (il comune di Gradisca \u00e8 intervenuto per\u00a0garantire a una donna incinta ridotta in strada le misure di assistenza dovute? Qualcuno ha assicurato il padre del padre del piccolo in merito alla registrazione anagrafica dopo la nascita, atto che deve poter compiere senza presentazione alcuna del permesso di soggiorno per far s\u00ec che quel bambino non diventi un apolide \u2013 si veda il tag anagrafe in questo blog)?<br \/>\nDi regola da queste parti le associazioni e i movimenti che si adoperano per i migranti scelgono la strada della protesta generale contro il CIE (obiettivo certamente condivisibile) affidando la tutela dei soggetti in difficolt\u00e0 a misure assistenziali di vario genere, cui spesso sono estranei i soggetti istituzionali se non come erogatori di contributi (quando ne erogano).<\/p>\n<p><strong>La legge che non c\u2019\u00e8<\/strong><br \/>\nRicopio di seguito una nota ricevuta da un\u2019amica bolognese che segnala la strada della tutela individuale a termine di legge.<br \/>\nPersonalmente penso che una seria riflessione sui diritti violati servirebbe anche a sostenere la richiesta di modifica dei CIE e non solo.<br \/>\nIn Italia manca infatti una legge sull\u2019asilo a norma della Convenzione di Ginevra.<br \/>\nL\u2019articolo 1 della Legge 28 febbraio 1990, n. 39 (cd legge Martelli) dice: \u201c<em>Dalla data di entrata in vigore del presente decreto cessano nell&#8217;ordinamento interno gli effetti della dichiarazione di limitazione geografica e delle riserve di cui agli articoli 17 e 18 della convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, ratificata con legge 24 luglio 1954, n. 722, poste dall&#8217;Italia all&#8217;atto della sottoscrizione della convenzione stessa. Il Governo provvede agli adempimenti necessari per il formale ritiro di tale limitazione e di tali riserve<\/em>\u201d.<br \/>\nNonostante gli impegni allora previsti nulla \u00e8 stato fatto per questo problema anche se sono state emanate diverse norme (di vario livello e con diverse finalit\u00e0) relative ai migranti.<br \/>\nIl semplice testo della Convenzione si dimostra da tempo insufficiente garanzia per i richiedenti asilo, uomini e donne.<br \/>\nLa drammaticit\u00e0 della notizia che pubblico ci ricorda l\u2019importanza della distinzione di genere.<\/p>\n<p><strong>LA RIFUGIATA LIBANESE A BOLOGNA<\/strong>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Repubblica\/BO, 20 luglio 2012<br \/>\nGiancarla Codrignani<br \/>\n<em>Anche a Bologna non ci sono soltanto stranieri &#8211; e straniere &#8211; immigrati. Anche a Bologna ci sono i richiedenti asilo e rifugiati e la struttura per la loro protezione (Sprar) che gestisce tre centri di accoglienza: 18\u00a0 posti sono riservati a donne sole, che, ben peggio di noi occidentali, vivono la discriminazione di genere. L&#8217;avvocata Antonietta Cozza e le operatrici dei servizi\u00a0 si fanno carico dei &#8220;diritti difficili&#8221; di<\/em> <em>queste persone vulnerabili, ma riscontrano che le donne hanno contro tutto: non credute, in conflitto con legislazioni discriminatorie del loro paese, &#8220;diverse&#8221; anche ai fini dell&#8217;ottenimento della protezione.<\/em><\/p>\n<p><em>E&#8217; accaduto cos\u00ec che non sia stata giustificata la richiesta di una camerunese impossibilitata a rientrare perch\u00e9, giudicata strega, chiunque pu\u00f2 aggredirla; oppure che abbia ottenuto solo &#8220;protezione umanitaria&#8221; la congolese settantenne che non pu\u00f2 certo trovare casa e lavoro per mantenere un soggiorno non richiesto.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi \u00e8 in grande difficolt\u00e0 una signora libanese arrivata a Bologna alla fine del 2010, dopo un viaggio fortunoso fino al porto di Ancona e presa in carico dallo sportello protezioni internazionali dell&#8217;Asp Poveri vergognosi, in osservazione al Bellaria per ematoma cranico e difesa dall&#8217;avv. Cozza. Si tratta di un caso apparentemente fuori dalla giurisprudenza della Convenzione di Ginevra (del 1951, estesa ai paesi non-europei nel 1967) perch\u00e9 legato a persecuzione e maltrattamenti maritali; ma la ragione della richiesta di protezione \u00e8 dovuta alla volont\u00e0 della donna di far uscire l&#8217;ultimo figlio avuto da un marito che, dopo il divorzio, l&#8217;ha inseguita, ingravidata e abbandonata con un figlio &#8220;illegittimo&#8221; e privo di personalit\u00e0 giuridica secondo la legge patriarcale libanese. Amal &#8211; chimiamola cos\u00ec &#8211; \u00e8&#8217; stata ascoltata in febbraio di quest&#8217;anno dalla Commissione per il Riconoscimento che, in giugno, le notificava il respingimento, pur consentendole il soggiorno. La lettura dell&#8217;atto \u00e8 interessante: per tutte le dichiarazioni della donna si usa l&#8217;indicativo dell&#8217;oggettivit\u00e0, per l&#8217;uomo il condizionale dubitativo, anche per l&#8217;edema cerebrale dell&#8217;ultima aggressione e per l&#8217;affidamento al padre dei quattro figli non pi\u00f9 rivisti. Si tratterebbe, dunque, di questioni &#8220;di natura esclusivamente personale e familiare&#8221;, di un rapporto &#8220;complesso&#8221;, non sarebbe &#8220;credibile&#8221; la rinuncia ai figli e, ancor meno convincente, che &#8220;la donna non abbia potuto presentare denuncia per le aggressioni subite&#8221;. Ma soprattutto non si fa menzione della ragione della richiesta di protezione e non di soggiorno: Amal chiede il ricongiungimento familiare per salvare il suo bambino &#8220;illegittimo&#8221; e senza diritti e su questa base \u00e8 urgente il riesame del provvedimento.<\/em><br \/>\n<em>La Convenzione, nata per tutelare gli esuli politici, oggi si confronta con ben altri problemi di sopravvivenza e di dignit\u00e0 umana: per le donne vari paesi tengono in considerazione anche la fuga da paesi che legittimano l&#8217;infibulazione. Ma c&#8217;\u00e8 anche la Convenzione per i diritti dell&#8217;infanzia. La loro applicazione secondi la nostra concezione dell&#8217;universalit\u00e0 dei diritti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 15 luglio ho pubblicato una nota (raggiungibile anche da qui) in cui riportavo un messaggio ricevuto che segnalava la presenza di una donna straniera, in avanzato stato di gravidanza che, fuori dal Centro di identificazione ed espulsione (CIE di Gradisca \u2013 Go), cercava di sollecitare l\u2019opportuno interesse per il&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1612\" title=\"Read more 31 luglio 2012  &#8211;   Senza legge e senza piet\u00e0\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,8],"tags":[15,25,29,31,32,36,45,46],"class_list":["post-1612","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-migranti","category-minori","tag-anagrafe","tag-donne","tag-informazione","tag-istituzioni","tag-istituzioni-localregionali","tag-nascita","tag-permesso-di-soggiorno","tag-religioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1612"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1612\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1614,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1612\/revisions\/1614"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}