{"id":1952,"date":"2012-12-08T15:29:21","date_gmt":"2012-12-08T15:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=1952"},"modified":"2012-12-08T15:29:21","modified_gmt":"2012-12-08T15:29:21","slug":"8-dicembre-2012-avevo-sperato-in-una-politica-di-pace-nel-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1952","title":{"rendered":"8 dicembre 2012  &#8211; Avevo sperato in una politica di pace nel Mediterraneo."},"content":{"rendered":"<p>Giorni fa avevo sperato che la scelta dell\u2019Italia di votare a favore della risoluzione delle Nazioni Unite per il riconoscimento della Palestina come stato osservatore dell\u2019ONU aprisse finalmente una fase politica di attenzione al Mediterraneo come luogo di scambio e di pace possibile, da costruire ma possibile.<br \/>\nOra temo che il risorgente cavaliere, con il suo seguito di alleati che si costruir\u00e0 via via secondo le alleanze che opportunisticamente stipuler\u00e0, trover\u00e0 di nuovo le modalit\u00e0 per imporci scene come quelle che aveva organizzato con il colonnello Gheddafi a copertura di una sciagurata politica estera.<br \/>\nDo per scontata la vittoria di Berlusconi? Forse no ma certamente una sua presenza parlamentare significativa cui faranno da spalla i seguaci di Grillo.<br \/>\nAlla mia ipotesi di un pessimismo totale offrono sostegno alcune telefonate di Prima Pagina, la lettura delle lettere ai giornali e altri segnali che ho raccolto a modo mio che mi fanno disperare della capacit\u00e0 degli italiani di sapersi assicurare e mantenere un governo decente.<br \/>\nSperando di aver torto riporto alcuni articoli che avevo raccolto nel momento di speranza per la partecipazione positiva alla decisione dell\u2019ONU.<\/p>\n<p>1 novembre\u00a0 <strong><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/\"><span style=\"color: #000000;\">La coerenza di una svolta<\/span><\/a> <\/strong><strong>di Daniel Barenboim\u00a0 &#8211;\u00a0 <\/strong>Corriere della sera<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl 29 novembre \u00e8 una data storica. Il 29 novembre 1947 le Nazioni Unite, con il \u00abPiano di partizione della Palestina\u00bb, stabilirono la suddivisione della regione in un territorio per gli ebrei e uno per i palestinesi. Fino a quel giorno eravamo tutti \u00abpalestinesi\u00bb: musulmani, cristiani ed ebrei. La ripartizione del 1947 fu accolta con gioia dagli ebrei di tutto il mondo e rifiutata dal mondo arabo, che considerava la Palestina come una terra propria ed esclusiva. Segu\u00ec una guerra, cominciata il giorno dopo la dichiarazione d&#8217;indipendenza dello Stato d&#8217;Israele, il 14 maggio del 1948.<\/p>\n<p>Il 29 novembre 2012, esattamente 65 anni dopo, i palestinesi hanno chiesto e ottenuto a grande maggioranza il riconoscimento dello status di \u00abStato osservatore\u00bb presso le Nazioni Unite. Questi sono semplicemente i fatti. Un&#8217;interpretazione potrebbe essere: hanno avuto bisogno di 65 anni per rendersi conto che Israele \u00e8 divenuta una realt\u00e0 innegabile e sono dunque pronti ad accettare il principio della ripartizione del territorio palestinese rifiutato nel 1947?<\/p>\n<p>In questo senso diventa chiaro che la decisione presa ieri dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite deve essere un motivo di soddisfazione anche per lo Stato d&#8217;Israele. Non voglio dare lezioni di morale o di strategia politica n\u00e9 agli israeliani n\u00e9 ai palestinesi; per\u00f2 desidero ricordare che se questo conflitto non \u00e8 stato risolto per molti anni, \u00e8 forse perch\u00e9 n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri e nemmeno il resto del mondo, ne hanno colto l&#8217;essenza profonda. Il conflitto israelo-palestinese non \u00e8 un&#8217;ostilit\u00e0 politica tra due Stati che si possa risolvere con mezzi diplomatici o militari: un dissidio politico tra due nazioni pu\u00f2 riguardare problematiche relative ai confini, al controllo dell&#8217;acqua, del petrolio o casi simili.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 prima di tutto un conflitto umano tra due popoli che sono profondamente convinti di avere entrambi il diritto di vivere nello stesso piccolo territorio e preferibilmente in maniera esclusiva. \u00c8 ora, anche se tardi, di riconoscere il fatto che israeliani e palestinesi hanno la possibilit\u00e0 di vivere o insieme, o uno accanto all&#8217;altro, ma non negandosi.<\/p>\n<p>La decisione presa ieri da 138 Paesi \u00e8 forse l&#8217;ultima opportunit\u00e0 per dare vita al progetto di due Stati indipendenti, sicuri, ognuno con un proprio territorio continuo e non frammentato. Forse \u00e8 il destino o la giustizia del tempo che d\u00e0 oggi ai palestinesi la possibilit\u00e0 di iniziare un processo verso l&#8217;indipendenza in maniera identica a quelli che furono gli esordi dello Stato israeliano. \u00c8 il momento giusto anche per le riconciliazioni interne, essenziali per risolvere la situazione, a partire da quella tra Hamas e Fatah, riconciliazioni necessarie per avere un&#8217;unica posizione e direzione politica.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte \u00e8 un errore pensare, come spesso accade, che sia meglio avere di fronte a s\u00e9 un nemico diviso; per questo, anche per Israele \u00e8 meglio che i palestinesi siano politicamente uniti. Sono altres\u00ec cosciente che i palestinesi non accetteranno mai una soluzione ideologica al conflitto, perch\u00e9 la loro storia \u00e8 diversa e dovrebbe essere lo Stato d&#8217;Israele a cercare una soluzione pragmatica.<\/p>\n<p>Credo infine che gli ebrei abbiano un diritto storico-religioso di vivere nella regione ma non in forma esclusiva. Dopo la crudelt\u00e0 europea verso il popolo ebraico nel ventesimo secolo ci sarebbe la necessit\u00e0 di aiutarlo ora con i suoi problemi per il futuro e non solo riconoscendo le responsabilit\u00e0 del passato. Sono commosso dalla quantit\u00e0 di nazioni che hanno votato a favore della risoluzione; mentre mi rattrista la posizione assunta dal governo israeliano, che mi sembra poco lungimirante nel non cogliere le opportunit\u00e0 che si offrono per un futuro migliore, e degli Stati Uniti, l&#8217;unico Paese in grado di far pesare la propria influenza.<\/p>\n<p>Mi riempie di felicit\u00e0 che l&#8217;Italia, dove trascorro diversi mesi l&#8217;anno in qualit\u00e0 di Direttore Musicale del Teatro alla Scala, abbia votato a favore di una speranza per tutti i popoli della regione<\/p>\n<p><strong>Altri due articoli<\/strong><br \/>\ndi cui\u00a0non riporto il testo ma il titolo e il link che permetter\u00e0 a chi lo desideri di raggiungerli.e a me di conservarne memoria.<\/p>\n<p>La Repubblica 4 dicembre 2012 Il mondo accetter\u00e0 sempre meno l\u2019occupazione della Palestina<br \/>\nIntervista di Fabio Sciuto a <strong>David Grossman\u00a0<\/strong> (<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2012\/12\/04\/il-mondo-accettera-sempre-meno-loccupazione-della.html?ref=search\">qui<\/a> il link)<\/p>\n<p>La Stampa 26 novembre 2012<strong> Abraham B. Yehoshua<\/strong>. Perch\u00e9 serve un accordo con Hamas (<a href=\"hamas&amp;format=pdf&amp;ml=2&amp;mlt=yoo_explorer&amp;tmpl=component1:guerre-armi-a-terrorismi&amp;id=39061:israele-gaza-perche-serve-un-accordo-con-hamas\">qui<\/a> il link)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorni fa avevo sperato che la scelta dell\u2019Italia di votare a favore della risoluzione delle Nazioni Unite per il riconoscimento della Palestina come stato osservatore dell\u2019ONU aprisse finalmente una fase politica di attenzione al Mediterraneo come luogo di scambio e di pace possibile, da costruire ma possibile. Ora temo che&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=1952\" title=\"Read more 8 dicembre 2012  &#8211; Avevo sperato in una politica di pace nel Mediterraneo.\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6],"tags":[29,31,42,43],"class_list":["post-1952","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-medio-oriente","tag-informazione","tag-istituzioni","tag-paceguerra","tag-palestina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1952"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1954,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1952\/revisions\/1954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}