{"id":2093,"date":"2013-02-09T13:03:38","date_gmt":"2013-02-09T13:03:38","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2093"},"modified":"2013-02-09T13:03:38","modified_gmt":"2013-02-09T13:03:38","slug":"9-febbraio-2013-una-firma-per-un-caso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2093","title":{"rendered":"9 febbraio 2013  &#8211;  Una firma per un caso"},"content":{"rendered":"<p>Ho firmato e chiesto ad alcuni amici di firmare (pubblicando anche su facebook la mia adesione) la petizione che potete raggiungere facendo clic sull\u2019indicazione che segue. <a href=\"http:\/\/www.change.org\/it\/petizioni\/cittadinanza-per-cristian-discriminato-in-quanto-disabile?utm_source=supporter_message&amp;utm_medium=email\">Visualizza la petizione: <\/a>|<br \/>\nPoi ho ricevuto di nuovo il testo della petizione che ora non voglio trascurare. Eccolo:<\/p>\n<p><em>Sono la mamma di Cristian, un ragazzo con sindrome di Down che, pur essendo nato in Italia non \u00e8 italiano, perch\u00e9 io sono cittadina colombiana e il padre italiano non lo ha riconosciuto.<\/em><\/p>\n<p><em>Al compimento della maggiore et\u00e0 Cristian ha provato a inoltrare la richiesta di cittadinanza italiana (come prevede la legge n. 91\/92 l&#8217;istanza pu\u00f2 essere presentata, per i nati in Italia, fino al compimento del 19mo anno di et\u00e0). Ma ancora prima di entrare nel merito della questione, \u00e8 bastato alla prefettura sapere che Cristian \u00e8 persona con sindrome di Down per ritenerlo non idoneo a prestare il giuramento di fedelt\u00e0 alla Repubblica, atto necessario per la convalida del decreto di cittadinanza.<br \/>\nSia all\u2019anagrafe che in prefettura, mi hanno detto: secondo la legislazione italiana, pu\u00f2 ottenere la cittadinanza solo chi sia in grado di manifestare \u00abautonomamente la propria volont\u00e0 e il desiderio di diventare cittadino\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Se \u00e8 certamente possibile che alcune persone con sindrome di Down, o con altra disabilit\u00e0 intellettiva, non comprendano il senso di quanto devono giurare, \u00e8 altrettanto vero che tale incapacit\u00e0 non pu\u00f2 essere presunta a priori per tutti.<br \/>\nImpedire a Cristian di accedere a tale diritto si traduce in un atto di discriminazione basata sul suo stato di persona con disabilit\u00e0, violando l\u2019art. 18 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilit\u00e0, ratificata dal nostro Paese con la legge n. 18\/2009.<\/em><\/p>\n<p><em>Cristian \u00e8 nato nel nostro Paese e vorrebbe che il suo essere cittadino italiano di fatto fosse riconosciuto a livello giuridico, cosa che sarebbe possibile semplicemente prevedendo l\u2019acquisizione per \u201cius soli\u201d cio\u00e8 per nascita nel territorio italiano.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante sia uscita la notizia che il Ministro dell\u2019Interno Anna Maria Cancellieri abbia richiesto una risoluzione del mio caso, a tutt\u2019oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Chiedo pertanto che venga risolto il caso di mio figlio e che l\u2019ufficio legislativo del Viminale lavori alla stesura di un disegno di legge, da lasciare pronto per l\u2019avvio della prossima legislatura, che eviti per il futuro il ripetersi di casi simili.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo messaggio \u00e8 di Gloria Ramos, il creatore della petizione Cittadinanza per Cristian, discriminato in quanto disabile che hai firmato su Change.org.<\/em><\/p>\n<p><strong>Non solo un caso<\/strong><\/p>\n<p>La signora Ramos, mamma di Cristian, dice una cosa importantissima \u201c<em>Chiedo pertanto &lt;\u2026&gt; che l\u2019ufficio legislativo del Viminale lavori alla stesura di un disegno di legge, da lasciare pronto per l\u2019avvio della prossima legislatura, che eviti per il futuro il ripetersi di casi simili\u201d.<br \/>\n<\/em>E\u2019 emozionante trovare una cittadina (in questo caso non italiana ma residente in Italia) che ha capito quello che sfugge a politici, aspiranti a un seggio al Parlamento e, se non al Parlamento, a una qualche regione o comune e persino a esponenti della societ\u00e0 civile. Risolvere un caso \u00e8 un atto riparatorio di giustizia negata ma UN CASO pu\u00f2 essere una spia di pessima, confusa legislazione costruita (da incompetenti o irresponsabili) su spinte di lobbies e non sul rispetto di norme fondanti la nostra convivenza che pur ci vincolano.<br \/>\nPurtroppo ho verificato molti esempi di questa malinconica deriva che ci umilia tutti.<br \/>\nLa signora Ramos richiama tutti alla responsabilit\u00e0, all&#8217;etica e alla competenza necessarie a chi ci rappresenta e ci rappresenter\u00e0.<br \/>\nIl mio commosso grazie alla mamma di Cristian.<\/p>\n<p><strong>E voglio proseguire<\/strong><\/p>\n<p>Chi legge il mio blog sa bene come da anni io mi occupi della registrazione anagrafica negata in legge a chi non ha il permesso di soggiorno.<br \/>\nIl mio \u00e8 un chiaro fallimento, ma nella mia etica ci sono impegni che prescindono dal successo e perci\u00f2 mi ostino e ora voglio leggere le mie considerazioni in parallelo a quanto scrive la signora Ramos, sostenendo \u2013 da cittadina che sa leggere i segni positivi che il nostro tempo riesce ancora ad offrire \u2013 la causa di suo figlio.<\/p>\n<p>Scrive la signora Ramos: che suo figlio \u2018<em>pur essendo nato in Italia non \u00e8 italiano, perch\u00e9 io sono cittadina colombiana e il padre italiano non lo ha riconosciuto\u2019.<br \/>\n<\/em>Sorvolo sul \u2018padre italiano\u2019 (la cui scelta di negarsi a un figlio \u00e8 legittima per quanto ripugnante) e ricordo che \u2013 in parallelo \u2013 ci sono padri che vorrebbero registrare all\u2019anagrafe i propri figli, sottraendoli cos\u00ec al destino di apolidi. Questi padri per\u00f2 (e madri evidentemente la cui condizione \u00e8 in qualche modo e per un certo tempo meglio protetta) al momento della richiesta di registrazione in comune devono presentare il permesso di soggiorno e, se non ce l\u2019hanno (quale che sia la ragione), rischiano l\u2019espulsione e quindi l\u2019abbandono coatto del figlio. E\u2019 vero che la madre potrebbe tenerlo con s\u00e9 ma se la coppia volesse restare unita (sostenitori della famiglia procreativa dove siete?) e portare il figlio con s\u00e9, nonostante l\u2019assenza di qualsiasi registrazione che testimoniasse la loro genitorialit\u00e0, potrebbero trovarsi nella condizione di rapitori di bambini. Quindi si nascondono e nascondono il piccolo se non \u00e8 stato loro possibile giovarsi della volatile circolare che consente la registrazione del nuovo nato.<br \/>\nQuesta infamia (ha altre definizioni la negazione di paternit\u00e0 e maternit\u00e0 riconosciute e certificate come si conviene nella societ\u00e0 civile?) funziona dal 2009, da quando cio\u00e8 fu approvato il cosiddetto \u2018pacchetto sicurezza\u2019. Prima sia la legge Turco Napolitano, sia la Bossi Fini non richiedevano l\u2019esibizione del permesso di soggiorno per la registrazione delle nascite. Rinvio, per altre informazioni, al tag anagrafe.<br \/>\nNaturalmente le mie sono ipotesi relative a una non remota possibilit\u00e0.<br \/>\nCasi concreti non ne conosco e se li conoscessi non li dichiarerei<br \/>\nTestimonianze della situazione si possono trovare nella documentazione del gruppo <a href=\"http:\/\/www.gruppocrc.net\/IMG\/pdf\/5o_Rapporto_di_aggiornamento__Gruppo_CRC-3.pdf\">CRC<\/a> che qui collego (si veda il cap. 3.1)<\/p>\n<p>Io spero che ci sia un intervento efficace per il figlio della signora Ramos ma so che i rappresentanti politici da me interpellati e i rappresentanti di quella che viene ancora chiamata \u2013 chiss\u00e0 perch\u00e9 \u2013 societ\u00e0 civile hanno negato qualsiasi attenzione al problema della mancata registrazione anagrafica, pur prevista per tutti dalla legge 176\/1991 (legge di ratifica alla Convenzione di New York sui diritti dei minori).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho firmato e chiesto ad alcuni amici di firmare (pubblicando anche su facebook la mia adesione) la petizione che potete raggiungere facendo clic sull\u2019indicazione che segue. 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