{"id":215,"date":"2009-11-07T14:01:06","date_gmt":"2009-11-07T13:01:06","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=215"},"modified":"2009-11-07T14:01:06","modified_gmt":"2009-11-07T13:01:06","slug":"7-novembre-2009-chiara-e-le-scatole-cinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=215","title":{"rendered":"07 novembre 2009 &#8211; Chiara e le scatole cinesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>No al crocefisso in classe La battaglia su un simbolo di Stefano Rodot\u00e0, Repubblica, 4 novembre 2009<\/strong><\/p>\n<p>Ancora una volta una sentenza prevedibile, ben argomentata giuridicamente, non suscita le riflessioni che meritano le difficili questioni affrontate, ma induce a proteste sopra le righe, annunci di barricate, ambigue sottovalutazioni.<\/p>\n<p>Dovremmo ricordare che le precedenti decisioni italiane, che avevano ritenuto legittima la presenza del crocifisso nelle aule, erano state assai criticate per la debolezza del ragionamento giuridico, per il ricorso ad argomenti che nulla avevano a che fare con la legittimit\u00e0 costituzionale. E, considerando il fatto che la nostra Corte costituzionale aveva ritenuto inammissibile per ragioni formali un ricorso in materia, s\u00b4era parlato addirittura di una &#8220;fuga della Corte&#8221;, nelle cui sentenze si potevano ritrovare molte indicazioni nel senso della illegittimit\u00e0 della esposizione del crocifisso.<\/p>\n<p>Nella decisione della Corte europea dei diritti dell\u00b4uomo di Strasburgo, che ha ritenuto quella esposizione in contrasto con quanto disposto dalla Convenzione europea dei diritti dell\u00b4uomo, non v\u00b4\u00e8 traccia alcuna di sottovalutazione della rilevanza della religione, della quale, al contrario, si mette in evidenza l\u00b4importanza addirittura determinante per quanto riguarda il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni e la libert\u00e0 religiosa degli alunni. La sentenza, infatti, sottolinea come la scuola sia un luogo dove convivono presenze diverse, caratterizzate da molteplici credenze religiose o dal non professare alcuna religione. Si tratta, allora, di evitare che la presenza di un &#8220;segno esteriore forte&#8221; della religione cattolica, quale certamente \u00e8 il crocifisso, &#8220;possa essere perturbante dal punto di vista emozionale per gli studenti di altre religioni o che non ne professano alcuna&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre, il rispetto delle convinzioni religiose di alcuni genitori non pu\u00f2 prescindere dalle convinzioni degli altri genitori. \u00c8 in questo crocevia che si colloca la decisione dei giudici di Strasburgo che, in ossequio al loro mandato, devono garantire equilibri difficili, evitare ingiustificate prevaricazioni, assicurare la tutela d\u00b4ogni diritto.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 ricorrere, infatti, all\u00b4argomento maggioritario, come incautamente aveva fatto il Tar del Veneto, che per primo aveva respinto la richiesta di togliere il crocifisso dalle aule, ricorrendo ai risultati di un sondaggio che sottolineava come la grande maggioranza degli interpellati fosse a favore del mantenimento di quel simbolo.<\/p>\n<p>Un grande teorico del diritto, Ronald Dworkin, ha ricordato che \u00abl\u00b4istituzione dei diritti \u00e8 cruciale perch\u00e9 rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignit\u00e0 ed eguaglianza saranno rispettate. Quando le divisioni tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far funzionare il diritto, dev\u00b4essere ancor pi\u00f9 sincera\u00bb. La garanzia del diritto, fosse pure quella di uno solo, \u00e8 sempre un essenziale punto di riferimento per misurare proprio la tenuta di uno Stato costituzionale.<\/p>\n<p>Guai a considerare la sentenza di ieri come un documento che apre un insanabile conflitto, che nega l\u00b4identit\u00e0 europea, che \u00e8 &#8220;sintomo di una dittatura del relativismo&#8221;, addirittura &#8220;un colpo mortale all\u00b4Europa dei valori e dei diritti&#8221;. Soprattutto da chi ha responsabilit\u00e0 di governo sarebbe lecito attendersi un linguaggio pi\u00f9 sorvegliato. Non vorrei che, abbandonandosi a queste invettive e parlando di una &#8220;corte europea ideologizzata&#8221;, si volesse trasferire in Europa lo stereotipo devastante dei giudici &#8220;rossi&#8221;, che tanti guai sta procurando al nostro paese. Allo stesso modo sarebbe sbagliato se il fronte &#8220;laicista&#8221; cavalcasse il pronunciamento per rilanciare una battaglia anti-cristiana.<\/p>\n<p>Mantenendo lucidit\u00e0 di giudizio, si dovrebbe piuttosto concludere che la sentenza della Corte europea vuole sottrarre il crocifisso a ogni contesa. In questo \u00e8 la sua superiore laicit\u00e0. Viviamo tempi in cui la difesa della libert\u00e0 religiosa non pu\u00f2 essere disgiunta dal rispetto del pluralismo, da una riflessione pi\u00f9 profonda sulla convivenza tra diversi. L\u00b4ossessione identitaria, manifestata anche in questa occasione e che percorre pericolosamente i territori dell\u00b4Unione europea, era lontanissima dai pensieri e dalla consapevolezza che ispirarono i padri fondatori dell\u00b4Europa, tra i quali i cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, che proprio quando si scrisse la Convenzione sui diritti dell\u00b4uomo nel 1950, quella sulla quale \u00e8 fondata la sentenza di ieri, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a &#8220;radici cristiane&#8221;, che avrebbero introdotto un elemento di divisione nel momento in cui si voleva unificare l\u00b4Europa, anche intorno all\u00b4eguale diritto di tutti e di ciascuno. Dobbiamo rimpiangere quella lungimiranza?<\/p>\n<p>Questa sentenza ci porta verso un\u00b4Europa pi\u00f9 ricca, verso un\u00b4Italia in cui si rafforzano le condizioni della convivenza tra diversi, dove acquista pienezza quel diritto all\u00b4educazione dei genitori che i cattolici rivendicano, ma che deve valere per tutti. Libera anche il mondo cattolico da argomentazioni strumentali che, pur di salvare quella presenza sui muri delle scuole, riducevano il simbolo drammatico della morte di Cristo a una icona culturale, ad una mediocre concessione compromissoria ai partiti d\u00b4ispirazione cristiana (cos\u00ec \u00e8 scritto nella memoria presentata a Strasburgo della nostra Avvocatura dello Stato). L\u00b4Europa ci guarda e, con il voto unanime dei suoi giudici, ci aiuta.<\/p>\n<p>(4 novembre 2009)<\/p>\n<p><strong>La Croce nelle mani di Gasparri e Calderoli &#8211; 05-11-2009 di Raniero La Valle<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei dire il mio sentimento riguardo alla sentenza della Corte europea sul crocefisso nelle scuole. La sentenza \u00e8 ineccepibile: una volta investita del caso, la Corte non poteva che decidere cos\u00ec; infatti in discussione non c\u2019era l\u2019utilit\u00e0, l\u2019opportunit\u00e0, il significato, religioso o civile, del crocefisso, la percezione positiva o negativa che dei minori, per lo pi\u00f9 ignari del cristianesimo, possono avere di un uomo \u201cappeso nudo alla croce\u201d e, cos\u00ec umiliato e ucciso, esposto alla vista di tutti. Non su questo verteva il giudizio e non su questo dovrebbe svilupparsi il dibattito sulla sentenza, in odio alle ragioni degli uni o degli altri, come ho visto fare anche in giornali amici. Il giudizio verteva sull\u2019obbligo, imposto dallo Stato, di mettere il crocefisso nelle aule scolastiche; come dice la Corte di Strasburgo \u201csull\u2019esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione religiosa\u201d nel contesto di una funzione pubblica gestita dal governo. \u00c8 evidente che a quest\u2019obbligo, derivante da decreti reali e da circolari fasciste che imponevano insieme al crocefisso il ritratto del re, si oppongono tutti i principi del moderno Stato di diritto, le norme della Costituzione, la Convenzione europea e forse anche la Dichiarazione conciliare \u201cDignitatis humane\u201d sulla libert\u00e0 religiosa.<br \/>\nNondimeno vorrei dire il mio sentimento di dolore per ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e ancor pi\u00f9 per ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere.<br \/>\nInzitutto mi dispiace che ad attivare il procedimento nelle sue diverse fasi, con innegabile tenacia, sia stata una madre di due bambini che \u00e8 anche socia dell\u2019Unione Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR), il che fa pensare che oltre alla difesa dei due figli da indesiderate interferenze religiose, tra i motivi del ricorso ci fosse un pi\u00f9 generale interesse ideologico.<br \/>\nMi dispiace anche che la giurisdizione amministrativa italiana e il governo siano stati cos\u00ec miopi, sia nella sostanza che nelle motivazioni, nel respingere le ragioni della ricorrente (mentre per darle ragione sarebbe bastata la Costituzione), da provocare l\u2019appello alla Corte di Strasburgo e da chiamare perci\u00f2 in causa addirittura la Convenzione dei diritti dell\u2019uomo; testo normativo certo pertinente, ma alquanto sproporzionato se si pensa a quali e quanti diritti umani sono impunemente e atrocemente violati in tutto il mondo, e alla compressione vicino allo zero che per contro la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche infligge ai diritti umani dei fanciulli che sono costretti a vederlo.<br \/>\nInoltre mi dispiace che l\u2019Italia, in una sede significativa come la Corte di Strasburgo, abbia mostrato il grado infimo a cui la considerazione del diritto \u00e8 arrivata nel governo del nostro Paese, mettendo tra le motivazione della sua memoria difensiva \u201cla necessit\u00e0 di trovare un compromesso con i partiti di ispirazione cristiana\u201d, che nella migliore delle ipotesi \u00e8 una ragione inerente alla politica politicante, cio\u00e8 al potere, e non al diritto.<br \/>\nMa soprattutto mi dispiace che, riconoscendosi da parte di tutti che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una religione di Stato, e che non si pu\u00f2 imporre a tutti la rappresentazione simbolica di una sola confessione, ci sia una gara per dire che il crocefisso andrebbe mantenuto perch\u00e9 avrebbe cessato di essere un simbolo religioso, e sarebbe invece \u201cun simbolo dello Stato italiano\u201d, \u201cun simbolo della storia e della cultura italiane\u201d, un segno \u201cdell\u2019identit\u00e0 italiana\u201d, \u201cuna bandiera della Chiesa cattolica, l\u2019unica \u2013 ha osservato il tribunale amministrativo di Venezia \u2013 a essere nominata nella Costituzione italiana\u201d; anzi, secondo il Consiglio di Stato, la croce sarebbe diventata un valore laico della Costituzione e rappresenterebbe i valori della vita civile. Come dice giustamente un terzo intervenuto nel giudizio di Strasburgo (un\u2019organizzazione per l\u2019attuazione dei principi di Helsinki), questa posizione \u201c\u00e8 offensiva per la Chiesa\u201d.<br \/>\nQuesta posizione \u00e8 infatti atea, ma \u00e8 devota, e tende a lucrare i benefici della religione come religione civile. E io dico la verit\u00e0: se il Crocefisso diventasse la bandiera di un\u2019identit\u00e0, di un nazionalismo, di un razzismo, di una lotta religiosa, e se la sua difesa dovesse essere messa nelle mani di Gasparri, di Calderoli o di Pera, della Lega o di Villa Certosa, e cessasse di essere la memoria di un Dio che si \u00e8 fatto uomo, per rendere gli uomini divini, e che \u201cavendo amato i suoi fino alla fine\u201d ha accettato dai suoi carnefici la sorte delle vittime, e continua a salire su tutti i patiboli innalzati dal potere, dal danaro e dalla guerra, allora io non vorrei pi\u00f9 vedere un crocefisso in vita mia.<br \/>\nE mi dispiace infine che questa controversia abbia preso il via da una regolamentazione giudiziaria, norma contro norma, obbligazione contro abolizione. Il diritto non pu\u00f2 che operare cos\u00ec, e quello che era obbligatorio prima pu\u00f2 rendere illegittimo oggi. Ma io penso che non c\u2019\u00e8 solo il diritto scritto; ci sono le consuetudini, c\u2019\u00e8 una cultura comune, che pian piano muta, che ieri era \u201ccristiana\u201d, oggi \u00e8 agnostica, domani sar\u00e0 laica; si possono far crescere i processi, senza imposizioni e senza strozzature, accompagnando col variare delle proposte educative, dei mondi vitali, delle culture diffuse, delle etnie compresenti, il variare delle forme e dei simboli mediante i quali una societ\u00e0 rappresenta se stessa. E non \u00e8 detto che tutto il cambiamento debba avvenire tutto in una volta e in tutto il Paese, come quando a un solo segnale vennero rovesciati i ritratti del re e i simboli del fascismo.<br \/>\nNon credo che quello che oggi manca in Italia sia il riaccendersi di un conflitto religioso, di una guerra ideologica. Certo al governo piacerebbe, perch\u00e9 sarebbe ancora un altro modo per dirottare l\u2019attenzione, per restare esente dal giudizio sul disastro prodotto dalle sue politiche reali.<br \/>\nSe dovessi dire come procedere, direi che lo Stato smetta di imporre alle scuole il crocefisso, e non impugni Strasburgo; che la Chiesa non ne rivendichi l\u2019obbligo, tanto meno come simbolo d\u2019identit\u00e0 e di radici, piuttosto che come simbolo di salvezza, e per ottenerlo non corra nelle braccia del governo; e che con buon senso, secondo le tradizioni e le esigenze dei luoghi, si trovi un consenso tra genitori, alunni e maestri, sul lasciare o togliere la croce. L\u2019ultima cosa che vorrebbe quel Dio schiavo che vi si trova appeso, \u00e8 di portare l\u2019inquietudine, l\u2019inimicizia e lo scontro nei luoghi dove una generazione sta scegliendo, e forse solo subendo, il suo futuro.<\/p>\n<p>Raniero La Valle ha diretto, a soli 30 anni, L\u2019Avvenire d\u2019Italia, il pi\u00f9 importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novit\u00e0 e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967) quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (\u201cMarianela e i suoi fratelli\u201d), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in parlamento con Sinistra Indipendente; si occupa della riforma della legge sull\u2019obiezione di coscienza. Altri libri \u201cDalla parte di Abele\u201d, \u201cPacem in Terris, l\u2019enciclica della liberazione\u201d, \u201cPrima che l\u2019anno finisca\u201d, \u201cAgonia e vocazione dell\u2019Occidente\u201d. Nel 2008 ha pubblicato \u201cSe questo \u00e8 un Dio\u201d. Nel 2008 \u00e8 stato promotore del \u201cManifesto per la sinistra cristiana\u201d nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del \u201948 e la critica della democrazia maggioritaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Repubblica e Arcoiris due articoli di Rodot\u00e0 e La Valle sulla questione del crocifisso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[20,21,26,46],"class_list":["post-215","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-chiesa-cattolica","tag-chiese-cristiane","tag-europa","tag-religioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=215"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/215\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}