{"id":2165,"date":"2013-03-09T07:22:10","date_gmt":"2013-03-09T07:22:10","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2165"},"modified":"2013-03-09T08:07:55","modified_gmt":"2013-03-09T08:07:55","slug":"9-marzo-2013-chiamammo-braccia-e-arrivarono-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2165","title":{"rendered":"9 marzo 2013  &#8211;  Chiamammo braccia e arrivarono uomini"},"content":{"rendered":"<p><em>Marina Frigerio Martina BAMBINI PROIBITI \u2013 Storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinit\u00e0 e separazione COLLANA Orizzonti pp. 208 Casa editrice IL MARGINE Via Taramelli n.8 \u2013 38122 Trento \u20ac 16,00<\/em><\/p>\n<p>Il 7 febbraio\u00a0 avevo pubblicato\u00a0 una parziale recensione del volume che ho citato in premessa, riprendendola dal numero di gennaio del mensile Ho un sogno (chi volesse conoscere quel mensile lo trova \u2013 a Udine \u2013 alle librerie CLUF e Pecora Nera in via Gemona).<br \/>\nIn quel primo intervento mi ero soffermata sulla postfazione in cui un \u2018bambino nascosto\u2019 \u2013 diventato adulto- ragionava sulla sua esperienza.<\/p>\n<p>Nel numero di febbraio ho analizzato, nello stesso mensile e sempre facendo riferimento al lavoro della Frigerio, la situazione generale dei \u2018bambini nascosti\u2019, figli di emigranti in Svizzera.<\/p>\n<p><strong>CHIAMAMMO BRACCIA E ARRIVARONO UOMINI<\/strong><\/p>\n<p>Lo scrittore svizzero tedesco Max Frisch (morto nel 1991) aveva scritto <i>\u00ab<\/i><i>chiamammo braccia e arrivarono uomini\u00bb. <\/i>Infatti<i> <\/i>per ammettere i migranti nel proprio territorio <i>\u00ab<\/i><i>\u2026la Svizzera aveva scelto la politica dell\u2019emigrazione basata sul principio della rotazione: gli stranieri non andavano integrati ma chiamati in base ai bisogni dell\u2019economia.\u00a0 Erano gli stagionali\u00bb<\/i>.<br \/>\nE gli affetti non dovevano far parte della vita degli stagionali, la vita familiare poteva affidarsi al massimo allo scritto, non era consentito si facesse normale quotidianit\u00e0.<br \/>\nMolto spesso i migranti lasciavano e lasciano i loro figli al paese d\u2019origine ma \u00e8 capitato e capita che non sempre ci sia chi pu\u00f2 accudirli e la ricomposizione di una famiglia in terra straniera pu\u00f2 essere fonte di problemi drammatici, a volte insolubili.<br \/>\nDei figli degli stagionali nella Confederazione Elvetica si occupa una importante ricerca di Marina Frigerio, i cui dati arrivano fino alla soglia del nostro secolo e si accompagnano a significative testimonianze che danno voce a bambini costretti al silenzio nella segregazione.<br \/>\n<i>\u00ab<\/i><i>Per Francisco la Svizzera consisteva in due letti, un armadio , un com\u00f2, un tavolo con quattro sedie e un televisore. Quest\u2019unica stanza rappresentava il suo mondo. Questo bambino di cinque anni trascorreva tutto il giorno con sua madre e sua sorella\u00a0 rinchiuso in trenta metri quadrati, la sua infanzia consisteva nello stare seduto fermo e in silenzio. Nessuno doveva accorgersi della sua esistenza\u00bb<\/i>.<br \/>\nE la clandestinit\u00e0, imposta per legge d\u2019altro paese, produceva i suoi effetti anche dopo il ritorno. <i>\u00ab<\/i><i>Maria ha otto anni e disegna mostri enormi che minacciano una bambina minuscola \u201cDue anni fa \u2013 <\/i>racconta la madre<i>&#8211; mio marito era ancora lavoratore stagionale, eravamo clandestini e vivevamo costantemente nel terrore di venire scoperti ed espulsi\u201d\u00bb.<\/i><br \/>\nScriveva nel 1992 la sociologa Elsbeth M<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Cantar_de_Roncesvalles&amp;action=edit&amp;redlink=1\">\u00fc<\/a>ller : <i>\u00ab<\/i><i>I bambini che vivono illegalmente in Svizzera soffrono le conseguenze del conflitto tra diversi livelli giuridici. Il diritto universale all\u2019istruzione deve fare i conti con il divieto di soggiorno nazionale e i bambini ne portano le conseguenze\u00bb.<br \/>\n<\/i>Nello stesso anno l\u2019Unicef documentava <i>\u00ab<\/i><i>Esistono davvero i bambini che vivono chiusi in mansarde e appartamenti restando soli tutto il giorno. I bambini cui si impedisce di frequentare gruppi di gioco e scuola materna , e per i quali incontrare altri bambini al parco giochi resta solo un sogno\u00bb.<br \/>\n<\/i>L\u2019Unicef documentava undici anni fa in Svizzera.<br \/>\nSe volesse guardare a ci\u00f2 che accade oggi nel nostro paese potrebbe leggere nel 5\u00b0 Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza in Italia (anno 2011-2012 &#8211; cap 3.1 <a href=\"http:\/\/www.gruppocrc.net\">www.gruppocrc.net<\/a>) che <i>\u00ab<\/i><i>il timore \u2026 di essere identificati come irregolari pu\u00f2 spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all\u2019identit\u00e0<\/i><i>\u00bb<\/i><i>.<br \/>\n<\/i>Tutto deriva dal fatto che una legge (che, con sarcasmo forse involontario, abbiamo chiamato \u2018pacchetto sicurezza\u2019) nega ai figli dei migranti irregolari la registrazione anagrafica e non basta la rassicurazione di una circolare che contraddice la norma (ma le circolari sono per loro natura volatili!) a cancellare la paura.<br \/>\nE cos\u00ec potrebbe capitare che le mamme dicano ai loro bambini, oggi in Italia come ieri in Svizzera: <i>\u00ab<\/i><i>Se non fai silenzio e non stai buona la polizia ti verr\u00e0 a prendere e ti caccer\u00e0 via\u00bb <\/i>(Frigerio pag<i>.<\/i>51).<i><br \/>\n<\/i>Una rivisitata modalit\u00e0 di integrazione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marina Frigerio Martina BAMBINI PROIBITI \u2013 Storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinit\u00e0 e separazione COLLANA Orizzonti pp. 208 Casa editrice IL MARGINE Via Taramelli n.8 \u2013 38122 Trento \u20ac 16,00 Il 7 febbraio\u00a0 avevo pubblicato\u00a0 una parziale recensione del volume che ho citato in premessa, riprendendola dal numero&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2165\" title=\"Read more 9 marzo 2013  &#8211;  Chiamammo braccia e arrivarono uomini\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[18,29],"class_list":["post-2165","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-bambini","tag-informazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2165"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2170,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2165\/revisions\/2170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}