{"id":2556,"date":"2013-08-03T04:11:10","date_gmt":"2013-08-03T04:11:10","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2556"},"modified":"2013-08-03T04:12:03","modified_gmt":"2013-08-03T04:12:03","slug":"3-agosto-2013-le-vittime-sono-scomode","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2556","title":{"rendered":"3 agosto 2013 &#8211; Le vittime sono scomode"},"content":{"rendered":"<p><em>Ho\u00a0 ripreso nel titolo la citazione di un passaggio del discorso pronunciato ieri a Bologna da Laura Boldrini.<br \/>\nSi trova nella pagina della Presidente nel\u00a0sito del Parlamento<\/em><\/p>\n<p>Buon giorno a tutte e a tutti. Ringrazio il Sindaco Virginio Merola e l&#8217;onorevole Paolo Bolognesi, Presidente dell&#8217;Associazione dei Familiari, per l&#8217;invito che mi \u00e8 stato rivolto a partecipare a questo incontro. Rivolgo un caloroso saluto al Ministro Delrio, al Presidente Errani, alla Presidente della Provincia Beatrice Draghetti, alle altre autorit\u00e0 presenti e a tutti voi che avete scelto di partecipare a questo momento di ricordo. Voglio dire subito che non sono venuta qui, oggi, per offrire parole di circostanza. Sono qui per esprimere la mia solidariet\u00e0 e la mia vicinanza alle vittime, alle loro famiglie, ai sopravvissuti, all&#8217;intera comunit\u00e0 bolognese.<\/p>\n<p>E voi sapete bene che per me la parola solidariet\u00e0 ha un significato vero e profondo.<\/p>\n<p>Fin dai primi giorni di lavoro come Presidente della Camera dei deputati, ho cercato di farmi interprete della domanda di giustizia che sale da tanti luoghi che nel nostro Paese sono stati feriti dalla strategia del terrore.<\/p>\n<p>L&#8217;ho fatto celebrando il 25 Aprile a Milano e il Primo Maggio a Portella della Ginestra, l&#8217;ho fatto a Palermo in occasione dell&#8217;anniversario della strage di Ustica.<\/p>\n<p>Dopo tanti anni, e con il sangue versato di centinaia di persone, siamo ancora costretti a chiedere che sia rimosso ogni velo su quegli eventi e sui registi di quella strategia. Sembra incredibile. Eppure \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>E&#8217; cos\u00ec anche per Bologna. La giustizia ha individuato e condannato gli esecutori. Non ancora i mandanti, i burattinai, gli strateghi, quelli che hanno pensato la carneficina.<\/p>\n<p>La strage di Bologna fu un evento terribile, che ha sconvolto la vita delle centinaia di persone che ne soffrirono in modo diretto.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stato un evento che ha lacerato in profondit\u00e0 anche le istituzioni democratiche, portandone alla luce ancora una volta le inadeguatezze, le inadempienze, le debolezze, la pervasivit\u00e0 di zone oscure, infiltrazioni, ambiguit\u00e0, doppiezze.<\/p>\n<p>Una ferita ancora aperta e dolorosa per coloro che hanno a cuore la vita democratica di questo paese.<\/p>\n<p>Questo vale certamente per tutti, senza distinzioni di et\u00e0, ma \u00e9 soprattutto vero per la mia generazione, per tutti coloro che vennero colti da questo evento proprio all&#8217;inizio della loro vita adulta, quando le esperienze lasciano tracce pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p>Quella mattina ero qui a Bologna. Giovane studentessa marchigiana in cerca di un alloggio in affitto. E ricordo lo sgomento e il dolore della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Eravamo forse ancora troppo giovani per comprendere appieno il significato di Piazza Fontana (1969), dell&#8217;Italicus (1974) o di Piazza della Loggia (1974), e fummo trascinati a forza dentro l&#8217;et\u00e0 della consapevolezza da tre eventi tragici e ancora oggi circondati da ombre e misteri: il rapimento e l&#8217;uccisione di Aldo Moro (1978), la strage di Ustica (1980) e quella di Bologna.<\/p>\n<p>Penso che tra le tante ragioni che hanno portato alla attuale crisi di legittimit\u00e0 delle nostre istituzioni e al distacco crescente di gran parte dei cittadini dalla partecipazione democratica attiva, ci sia anche questa incapacit\u00e0 di fare chiarezza fino in fondo, di dirsi tutto, di produrre verit\u00e0 e quindi di restituire completa giustizia, la giustizia che ancora non abbiamo. Come si fa, in queste condizioni, a innamorarsi delle istituzioni?<\/p>\n<p>Chiarezza, trasparenza, in primo luogo per le vittime, per gli 85 innocenti ai quali \u00e8 stata troncata la vita. Per i loro familiari e per i feriti sopravvissuti, che negli anni non hanno smesso di chiedersi che senso dare alla loro sofferenza &#8211; poco fa ho visto una ragazza che piange in silenzio dall&#8217;inizio della cerimonia.<\/p>\n<p>Ma anche per noi, come cittadini responsabili di questa Repubblica democratica.<\/p>\n<p>Per questo vorrei ringraziare l&#8217;Associazione dei familiari delle vittime &#8211; grazie, on. Bolognesi, per l&#8217;impegno incessante profuso in tutti questi anni &#8211; e garantire che continuer\u00f2 a seguire, come ho fatto fin qui, l&#8217;obiettivo della piena attuazione della legge 206 a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi. Considero molto positivo, a questo proposito, il chiaro impegno assunto poco fa in Consiglio Comunale dal Ministro Delrio. Grazie Ministro, grazie dell&#8217;impegno, perch\u00e9 i risultati si ottengono in sinergia.<\/p>\n<p>Lidia Secci, la moglie di Torquato, primo presidente dell&#8217;Associazione, ha detto in una intervista che &#8220;Le vittime sono scomode&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; vero, signora Secci &#8211; venga qui vicino a me &#8211; le verit\u00e0 sono scomode per tutti coloro che preferirebbero voltar pagina e rifugiarsi nell&#8217;indifferenza.<\/p>\n<p>Scomodi sono i morti che, con la brutalit\u00e0 irrevocabile della loro stessa morte, non smettono di chiederne ragione a noi vivi.<\/p>\n<p>Scomodi i sopravvissuti, i familiari, gli amici, che danno voce alla loro domanda di verit\u00e0.<\/p>\n<p>A loro dico : grazie per essere cos\u00ec scomodi! Continuate ad essere scomodi, dobbiamo tutti essere scomodi!<\/p>\n<p>Grazie per aver convertito il vostro dolore in responsabilit\u00e0, passione civile, vigilanza democratica. Grazie per aiutarci a non dimenticare. Potevate chiudervi nell&#8217;odio, e non l&#8217;avete fatto.<\/p>\n<p>La storia di questa tragica vicenda rende difficile e scomodo il mio ruolo, salire su questo palco per rappresentare istituzioni che molti dei presenti percepiscono come una &#8220;controparte inadempiente&#8221;. Sarebbe strano il contrario. Non mi scandalizza, n\u00e9 potrei dar loro torto.<\/p>\n<p>Per me, deve essere chiaro, aver ricevuto il vostro invito \u00e8 stato un grande onore, un attestato di stima di cui vi sono profondamente grata. \u00c8 cosa diversa dal dover andare. Sono orgogliosa di essere qui, e ora non ho pi\u00f9 paura di questa piazza.<\/p>\n<p>Nel rileggere le parole pronunciate da Torquato Secci e Paolo Bolognesi nelle 32 commemorazioni che hanno preceduto quella di oggi, si ritrovano, anno dopo anno, forti critiche alle istituzioni: la denuncia incessante di inefficienze, ritardi, silenzi, depistaggi, di promesse incompiute, di falsit\u00e0 e di inaccettabili inviti a &#8220;portare pazienza&#8221;.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 altrettanto doveroso ricordare che nelle istituzioni vi sono state anche persone che hanno lottato con forza per aprire il cammino alla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Voglio ricordare qui l&#8217;opera meritoria svolta per oltre 13 anni, a partire dal 1988, dalla Commissione Stragi sotto la presidenza di Libero Gualtieri e poi di Giovanni Pellegrino, che hanno indagato, hanno aperto la strada.<\/p>\n<p>Non possiamo inoltre dimenticare il lavoro di magistrati rigorosi ai quali dobbiamo i risultati fin qui raggiunti per accertare le responsabilit\u00e0. Uno per tutti: il giudice Mario Amato, ucciso dai Nar proprio perch\u00e9 aveva svelato trame e misteri dell&#8217;eversione nera.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 un altro nome che voglio fare oggi, quello di Tina Anselmi, una donna tenace e coraggiosa che diresse con grande impegno, senza riguardi per nessuno se non per il suo senso delle istituzioni, la Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sulla P2, voluta da un&#8217;altra donna, l&#8217;allora Presidente della Camera Nilde Iotti.<\/p>\n<p>Dobbiamo essere obiettivi, dobbiamo dire che anche il lavoro compiuto da queste commissioni parlamentari ha dato un grande contribuito ad avvicinare la verit\u00e0, e merita il nostro pi\u00f9 alto riconoscimento.<\/p>\n<p>Ma che cosa ci hanno detto queste inchieste parlamentari?<\/p>\n<p>Ci hanno detto che fin dalla fine degli anni sessanta, e poi per tutto il decennio successivo e ancora oltre, l&#8217;eversione neofascista organizz\u00f2, con la complicit\u00e0 di settori deviati degv cc c li apparati dello Stato, una vera e propria strategia con l&#8217;obiettivo di terrorizzare la popolazione italiana e suscitare cos\u00ec una domanda d&#8217;ordine e di svolta autoritaria, perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 caos si richiede pi\u00f9 ordine!<\/p>\n<p>Temevano la vittoria delle istanze di progresso e di libert\u00e0 che proprio in quegli anni spingevano alla partecipazione attiva migliaia di giovani, di donne e di lavoratori. Io me la ricordo Bologna, in quegli anni si scendeva in piazza. E questo metteva paura: bisognava metterci un punto, bisognava bloccare quella spinta libertaria.<\/p>\n<p>La strage di Bologna fu l&#8217;evento forse pi\u00f9 drammatico di questa strategia. Per il numero dei morti e dei feriti e per le modalit\u00e0 spietate con cui fu messa in atto.<\/p>\n<p>Ma Bologna \u00e8 anche il racconto di Milano, di Brescia, dei cieli di Ustica, di Capaci e di via D&#8217;Amelio, della strage del rapido 904. Ma guardatele, queste vicende! Sono tutte legate, sullo sfondo c&#8217;\u00e8 sempre la paura.<\/p>\n<p>E&#8217; la storia di un Paese che ha collezionato molte colpe ma ha conosciuto pochi, pochissimi colpevoli. Dove, dove sono?<\/p>\n<p>Ecco, a questa impunit\u00e0 non possiamo, non dobbiamo rassegnarci.<\/p>\n<p>Non possiamo accettare che su questi 85 morti, e sugli 81 dell&#8217;aereo precipitato a Ustica, sui 17 morti di piazza Fontana, gli otto di piazza della Loggia, i dodici del treno Italicus\u2026 non possiamo accettare che su questo elenco lunghissimo, su questo &#8220;saldo di dolore&#8221; &#8211; potremmo chiamarlo cos\u00ec &#8211; ci sia sempre stato qualcuno che sapeva ma ha preferito tacere; sapeva, ma non ha parlato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non esiste lutto pi\u00f9 inconsolabile di una verit\u00e0 negata, quando al dolore per i propri morti si unisce l&#8217;umiliazione delle menzogne.<\/p>\n<p>Ma Bologna non si \u00e8 lasciata piegare. Non si \u00e8 arresa. Ha continuato a lottare e ad andare avanti.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;Italia \u00e8 andata avanti.<\/p>\n<p>Ma la nostra democrazia va sempre custodita come un dono prezioso, cos\u00ec come vanno tutelati i valori della nostra Costituzione. Non diamoli per scontati. Dobbiamo essere vigili, dobbiamo esserne le sentinelle.<\/p>\n<p>Possiamo ricordare i morti di Bologna e tacere sulle svastiche comparse a Roma qualche giorno fa per festeggiare i cento anni del criminale nazista Priebke? Come possiamo farlo?<\/p>\n<p>Possiamo pensare che questo paese sia davvero pacificato con se stesso, con la propria storia se ancora oggi ci sono rappresentanti delle istituzioni che offendono e deridono una donna nera che fa bene il suo mestiere di ministra?<\/p>\n<p>L&#8217;intolleranza genera mostri: e a quei mostri dobbiamo sempre saper opporre il senso alto della nostra civilt\u00e0, rifiutando la provocazione e dimostrando che c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;alternativa all&#8217;odio, nel rispetto della lunga strada che abbiamo percorso fin qui. Andiamo avanti con la nostra civilt\u00e0, con la nostra Costituzione. Lasciamo stare quelli che alimentano la fabbrica dell&#8217;odio. Il Paese ha bisogno di pi\u00f9 coesione.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 attuale e necessario il dovere della memoria.<\/p>\n<p>Bene ha fatto il Sindaco di Bologna a proporre di consegnare ai propri cittadini questa memoria, decidendo di intitolare 16 strade della citt\u00e0 ai morti nella strage del 1980. Perch\u00e9 passando per quelle vie ci chiediamo sempre: chi era? Chi era?<\/p>\n<p>Quei nomi saranno ricordati ogni giorno, come un giuramento solenne che non dobbiamo smarrire mai. Saranno il segno di una ferita ancora aperta ma anche il segno che non ci siamo fatti fermare, il segno di una nostra pretesa di verit\u00e0 che il tempo non pu\u00f2 e non potr\u00e0 mai fiaccare. Lo dico soprattutto ai pi\u00f9 giovani. Mi raccomando: non dimenticate mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho\u00a0 ripreso nel titolo la citazione di un passaggio del discorso pronunciato ieri a Bologna da Laura Boldrini. 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