{"id":26,"date":"2009-02-08T05:49:44","date_gmt":"2009-02-08T04:49:44","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=26"},"modified":"2009-02-08T05:49:44","modified_gmt":"2009-02-08T04:49:44","slug":"8-febbraio-2009-dopo-linferno-di-gaza-quale-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=26","title":{"rendered":"08 febbraio 2009  &#8211; Dopo l\u2019inferno di Gaza, quale futuro?"},"content":{"rendered":"<p>Il dramma di Gaza, con annessi e connessi, ha scosso e scuote le nostre coscienze, di tutte e tutti noi \u00aboccidentali\u00bb. Infatti, se quegli eventi hanno ovviamente colpito il mondo intero, anche nel Sud del pianeta, essi hanno pesato, e pesano, soprattutto sul Nord del mondo \u2013 sull\u2019Occidente, in sostanza. E questo perch\u00e9 la vicenda storica del popolo ebraico l\u2019antisemitismo e l\u2019antigiudaismo cristiano, l\u2019illuminismo, la modernit\u00e0, il colonialismo, il comunismo, il nazismo, la Shoah, il rapporto con l\u2019islam, la necessit\u00e0 \u00abnostra\u00bb del petrolio del Medio Oriente in mano a regimi a vario titolo ed intensit\u00e0 proclamantisi musulmani\u2026 formano un amalgama intricatissimo e incombente che penetra fino alle fibre pi\u00f9 profonde del nostro essere, personale e collettivo, e sprigiona passioni fortissime. Di fronte alla tragedia di Gaza, in controluce \u2013 almeno a noi sembra \u2013 sta tutto questo intricato ed ineliminabile background.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, per fermarci a questi, sono avvenute nel mondo vicende che hanno provocato infinitamente pi\u00f9 vittime (in Conga e in Ruanda quattro milioni!), uccise in modo crudelissimo, che non quante sarebbero morte secondo fonte palestinese \u2013 tra le 1300 e le 1400 \u2013 a Gaza e ai suoi confini in Israele, dal 27 dicembre al 18 gennaio. Ci siamo commossi anche per le tragedie africane, ed altre, del pianeta; ma senza esagerare e senza inquietarci troppo. Quali masse hanno infatti percorso le strade delle nostre citt\u00e0 per gridare contro gli eccidi nel cuore del continente nero? Invece, ora, si sono moltiplicate, qui da noi, le manifestazioni pro o contro Israele per il dramma di Gaza. Perch\u00e9 \u2013 questa la nostra ipotesi \u2013 in quest\u2019ultima vicenda noi sentiamo, oscuramente forse, che siamo in gioco in prima persona, come Occidente.<\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 siamo cos\u00ec coinvolti, inevitabile che sulla vicenda di Gaza siamo uniti da eguale passione, ma anche, spesso, divergenti sull\u2019analisi dei fatti, nel loro contesto storico immediato o lontano, e sulle prospettive per uscire dalla crisi. Specchio di tali divergenze sono le dichiarazioni dei leader europei, o di personalit\u00e0 occidentali che \u2013 semplificando \u2013 hanno individuato la causa del dramma in Hamas che lancia razzi sulla popolazione civile d\u2019Israele o in questo che bombarda indiscriminatamente la Striscia e che da oltre quarant\u2019anni occupa i Territori.<\/p>\n<p>In quanto Confronti, come rivista siamo \u2013 volenti o nolenti \u2013 inseriti in questo quadro, ed a maggior ragione perch\u00e9, nel nostro piccolo (infinitamente piccolo di fronte alla vastit\u00e0 immensa dei problemi), cerchiamo di favorire il dialogo tra ebrei, cristiani, musulmani e \u00ablaici\u00bb, e portare la nostra minuscola tessera per creare il grande mosaico della pace in Medio Oriente, che preveda la pace nella giustizia (non la pace di Brenno del \u00abGuai ai vinti!\u00bb) e, cio\u00e8, due Stati per due popoli: Israele (ma Stato per gli ebrei, o Stato per tutti i cittadini che lo abitano?), che c\u2019\u00e8, e deve esserci, ed una Palestina che non c\u2019\u00e8, e che va creata come realt\u00e0 vivibile e non semplice fantoccio o \u00abbantustan\u00bb \u2013 l\u2019ipotesi poi, o il sogno, che i due Stati decidano di unirsi in confederazione sar\u00e0, forse, un tema obbligato del lontano futuro. Consapevoli dell\u2019estrema complessit\u00e0 della situazione, tentiamo dunque di riflettere su tali problemi senza la pretesa di avere la verit\u00e0 in tasca e, anzi, desiderosi che voci variegate ci aiutino, su queste pagine, a vedere le molteplici sfaccettature della tragedia, e i numerosi fili della matassa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u2013 proviamo ad addentrarci nella cronaca \u2013 il governo di Ehud Olmert, leader del partito Kadima, il 27 dicembre ha avviato la micidiale operazione \u00abPiombo fuso\u00bb contro Gaza? Ci sembra che in quel momento, e in quella proporzione, il premier abbia cos\u00ec scelto per tre motivi. Intanto, per la consapevolezza che la popolazione israeliana era stremata, con crisi economica e citt\u00e0 in via di sviluppo mai sviluppatesi. Poi per rafforzare le fortune del suo partito alle elezioni politiche anticipate del 10 febbraio. Va infatti ricordato che, quello in carica, \u00e8 un governo degli affari correnti, perch\u00e9 Olmert, accusato di corruzione, \u00e8 stato costretto a dimettersi in settembre. Il suo ministro degli Esteri, la signora Tzipi Livni, aveva tentato in ottobre di formare un nuovo governo ma, non essendoci riuscita, il presidente di Israele, Shimon Peres, ha indetto le elezioni anticipate per la Knesset (il parlamento). Olmert e Livni, insieme al ministro della Difesa, ed ex premier laburista, Ehud Barak, decidendo \u00abPiombo fuso\u00bb hanno probabilmente pensato \u2013 si vedr\u00e0 con quale risultato \u2013 di rovesciare i pronostici elettorali che, fino al 27 dicembre, davano per vincitore il leader del Likud, Benyamin Netanyahu, colui che da sempre propugna il pugno di ferro contro i palestinesi.<\/p>\n<p>Ma il motivo forse pi\u00f9 pressante per attuare a fine anno l\u2019attacco contro Gaza \u00e8 stato l\u2019interregno del partner decisivo e dello sponsor fondamentale di Israele, il presidente degli Stati Uniti d\u2019America. Barack Obama, infatti, eletto il 4 novembre ma in carica solo dal 20 gennaio, non poteva intervenire, essendo ancora al comando George W. Bush. Era scontato l\u2019o.k. di questi alla decisione di Olmert, e il segretario di Stato Condoleezza Rice si era affrettata a dire che quella di Israele era una legittima scelta di autodifesa da un\u2019aggressione; ma anche se, per ipotesi, la Casa Bianca fosse stata contraria, \u00e8 ben possibile che Olmert avrebbe proceduto lo stesso, essendo ormai Bush un\u2019\u00abanatra zoppa\u00bb. In ogni caso Obama non era in carica e, da presidente, adesso si ritrova con un\u2019inattesa patata bollente in mano. Quello che egli far\u00e0 concretamente, lo vedremo, e per giudicare occorre attendere.<\/p>\n<p>Il governo d\u2019Israele afferma che Hamas ha violato la tregua di sei mesi stipulata in giugno e che scadeva il 19 dicembre. Ma, appunto, la tregua era scaduta, e quindi non \u00e8 stata violata. Essa poteva comunque almeno essere rinegoziata, senza ignorare i pericoli che avrebbe corso la popolazione civile di Gaza, i bambini primi fra tutti, a fronte di una reazione israeliana. Altro e differente problema \u00e8 valutare la decisione di Hamas. Molti ritengono che, riprendendo in grande stile il lancio di razzi contro le citt\u00e0 israeliane prossime alla Striscia, esso abbia offerto su di un piatto d\u2019argento il pretesto ad Olmert per far partire \u00abPiombo fuso\u00bb (altro problema ancora \u00e8 quanto sull\u2019operazione abbia pesato il governo e quanto, seppure non formalmente, il vertice delle Idf \u2013 Tsahal \u2013, le forze di difesa israeliane). Hamas sottolinea che, durante la cosiddetta tregua, in realt\u00e0 Israele ha continuato le esecuzioni mirate e, soprattutto, ha continuato a chiudere, a sua inappellabile discrezione, i passaggi tra Israele (o dal Mediterraneo) e Gaza. \u00c8 vero infatti che nel 2005 il premier Ariel Sharon aveva costretto gli ottomila coloni ebrei ad abbandonare i 21 insediamenti della Striscia, ma aveva mantenuto le chiavi di essa, rendendola una grande prigione a cielo aperto, dove i beni essenziali, dai viveri alle medicine all\u2019energia, entrano solo se Israele lo consente, e si arrestano quando sbarra le porte. L\u2019obiettivo, sicuramente fallito, di tali chiusure, era bloccare l\u2019entrata di armi nella Striscia, ma esse sono arrivate in abbondanza (soprattutto attraverso i tunnel \u00abartigianali\u00bb scavati sotto il confine tra la Striscia e l\u2019Egitto).<\/p>\n<p>Bisogna anche ricordare che lo sgombero israeliano della Striscia era stato deciso da Sharon senza alcuna concertazione con il presidente palestinese ed esponente di al-Fatah Abu Mazen (il 9 gennaio 2005 eletto dal popolo come successore di Yasser Arafat, morto due mesi prima). Il premier sosteneva di non avere un partner con cui trattare ma, escludendolo come inesistente, ha umiliato Abu Mazen, reso ridicolo agli occhi di molti palestinesi, e favorendo cos\u00ec proprio Hamas. Che, infatti, alle elezioni legislative del 25 gennaio 2006 ha ottenuto la maggioranza assoluta nel parlamento. Una vittoria assicurata, naturalmente, da diversi fattori, tra i quali una diffusa corruzione nell\u2019Autorit\u00e0 palestinese controllata da al-Fatah, resasi cos\u00ec insopportabile agli occhi della popolazione. Il tentativo, poi, di condominio tra al-Fatah ed Hamas nel governo con un premier, Ismail Haniyeh, indicato dal Movimento di resistenza islamico, \u00e8 fallito. E nel giugno 2007 con un colpo di mano (compiuto, afferma, per prevenirne uno analogo di Abu Mazen per debellarlo), e lasciando per le strade morti del confronto fratricida, Hamas ha preso da sola il potere a Gaza. Per cui da allora vige un potere bicefalo intra-palestinese: Hamas a Gaza, al-Fahah in Cisgiordania.<\/p>\n<p>Il mandato di Abu Mazen scadeva il 9 gennaio 2009 ma, sostenuto da al-Fatah, ha deciso di prolungarlo; decisione considerata anticostituzionale da Hamas. Cos\u00ec che ora sono in carica un presidente la cui legittimit\u00e0 \u00e8 dubbia, e un premier di Hamas, rifiutato da Israele e dall\u2019Occidente, seppur frutto di elezioni democratiche.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Hamas ha deciso di provocare Israele lanciando razzi contro la popolazione civile? Che il numero di morti israeliani sia stato limitatissimo \u2013 tredici persone, in maggioranza militari caduti durante l\u2019operazione \u00abPiombo fuso\u00bb, e alcuni di essi uccisi da \u00abfuoco amico\u00bb \u2013 non cancella il furore che questi lanci hanno provocato nell\u2019opinione pubblica del paese? Intanto, vanno segnalate le tensioni alla testa del Movimento, tra l\u2019ala politica e l\u2019ala militare e, soprattutto, tra chi opera a Gaza e chi, come il leader Khaled Meshaal, \u00e8 riparato a Damasco: gli uni al fronte, gli altri al sicuro in Siria. Infine, comunque, una decisione fu presa, e forse Hamas ha agito per conto dell\u2019Iran, ritenendo, a Gaza o a Teheran, che mille o duemila morti palestinesi, e un disastro materiale immane provocati dai prevedibili bombardamenti israeliani, servissero alla \u00abcausa\u00bb. E diversi regimi arabi \u2013 dalla Giordania, all\u2019Arabia Saudita, all\u2019Egitto anch\u2019esso con in mano una delle chiavi di accesso alla Striscia \u2013 pur verbalmente condannando la scelta d\u2019Israele, hanno visto con sollievo il lavoro sporco fatto dalle Idf per decapitare Hamas, ritenuto la longa manus dell\u2019Iran per esportare idee e scelte tali da far traballare i loro regimi. Pur essendo sciita, l\u2019Iran aiuta strumentalmente il sunnita Hamas. Ma la vera posta in gioco \u00e8 la leadership del mondo musulmano e il contrasto tra le potenze musulmane per ottenerla.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Israele ha risposto ad Hamas con tale potenza di fuoco \u2013 usando, pare, anche bombe Dime e al fosforo bianco \u2013 da provocare, a quanto sappiamo il 21 gennaio, mentre scriviamo, tra i 1300 e i 1400 morti, di cui quasi un terzo bambini \u2013 e cio\u00e8 pi\u00f9 di cento palestinesi morti per ogni israeliano ucciso dai razzi o durante l\u2019attacco a Gaza \u2013 senza contare i pi\u00f9 di cinquemila feriti, e le tremende distruzioni di case e infrastrutture, ospedali compresi? Sembra che Olmert abbia voluto applicare a Gaza la \u00abdottrina Dahiya\u00bb che il generale Gadi Eisenkot, comandante del Comando settentrionale di Israele, aveva cos\u00ec espresso in ottobre in un\u2019intervista al quotidiano Yedioth Ahronoth: \u00abUseremo una forza sproporzionata contro ogni villaggio da cui saranno sparati colpi contro Israele e provocheremo immensi danni e distruzioni\u00bb. Il riferimento era a Dahiya, un sobborgo di Beirut raso al suolo dagli aerei israeliani durante la guerra dell\u2019estate 2006 per stroncare i guerriglieri filo-sciiti Hezbollah. Il governo Olmert avrebbe dunque applicato all\u2019intera Striscia controllata da Hamas la punizione inferta al villaggio libanese che ospitava i miliziani. Senza tenere in alcun conto i terribili \u00abeffetti collaterali\u00bb, l\u2019uccisione di centinaia di donne e bambini e, perfino, la distruzione di edifici dell\u2019Unrwa (il Servizio dell\u2019Onu per i rifugiati palestinesi), duramente criticata dal segretario dell\u2019Onu, Ban Ki-moon.<\/p>\n<p>La tragedia di Gaza ha mostrato, una volta di pi\u00f9, la pochezza delle Nazioni Unite e dell\u2019Unione europea. Ma, pensando al futuro, come ipotizzare una pace, dopo tanto sangue, e partendo dalla tregua (fragilissima) proclamata unilateralmente da Israele e da Hamas il 18 gennaio? Il programma politico-ideologico del Movimento di resistenza islamico fa paura, perch\u00e9 in sostanza prevede uno Stato rigidamente teocratico dove viga la sharia (legge islamica interpretata nel modo pi\u00f9 rigido), e dove la \u00ablaicit\u00e0\u00bb che innervava larga parte dell\u2019Olp viene cancellata. Esso \u00e8 dunque non solo contro l\u2019Occidente, ma anche contro quello che pensano molti palestinesi. E per\u00f2 \u00e8 stato massicciamente da questi votato, perch\u00e9 delusissimi dall\u2019appoggio acritico degli Usa e dell\u2019Unione europea alla politica israeliana. E adesso?<\/p>\n<p>Adesso Israele avrebbe tutto l\u2019interesse a favorire al pi\u00f9 presto, senza furbe dilazioni, la nascita di uno Stato palestinese, trattando con tutte le parti interessate \u2013 tutte, nessuna esclusa. Una giusta soluzione comporta la fine dell\u2019occupazione militare e coloniale dei Territori che dura intollerabilmente da oltre quarant\u2019anni, la condivisione di Gerusalemme come capitale di due Stati (la Palestina formata da Striscia e Cisgiordania non amputata), un accordo onesto su possibili scambi territoriali tenendo per\u00f2 come base i confini israeliani del 1967, una soluzione concordata del problema dei profughi. Ora che Hamas sembra indebolito (ma, dopo un periodo di \u00abconvalescenza\u00bb, forse diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 forte, perch\u00e9 bisogner\u00e0 vedere come si orienteranno, crescendo, quelle migliaia e migliaia di bambini che hanno visto gli orrori di \u00abPiombo fuso\u00bb), che far\u00e0 l\u2019attuale e il futuro governo israeliano? I palestinesi dovranno ancora mendicare giustizia? Le risoluzioni dell\u2019Onu saranno finalmente applicate, o sempre svuotate? Obama sar\u00e0 un mediatore efficace ed autorevole, o semplice portavoce del governo israeliano e di chi lo sostiene, anche negli States? Nel suo discorso del 20 gennaio, parlando del Medio Oriente il neo-presidente ha nominato esplicitamente l\u2019Iraq (\u00abresponsabilmente lasceremo il paese alla sua gente\u00bb) ma non ha citato n\u00e9 Israele n\u00e9 Gaza: un silenzio singolare! Tuttavia ha precisato: \u00abAl mondo musulmano dico che cerchiamo una nuova via di uscita basata sugli interessi reciproci e sul reciproco rispetto\u2026 A quanti [nel mondo] rimangono attaccati al potere con la corruzione, la menzogna e soffocando il dissenso, dico che stanno dalla parte sbagliata della storia, ma che tenderemo loro la mano se si dimostreranno disposti ad un segno di pace\u00bb.<\/p>\n<p>Lo slogan riassuntivo per sciogliere veramente ed onestamente il nodo gordiano israelo-palestinese non pu\u00f2 essere (come abbiamo sentito in Italia): \u00abSalviamo Israele per salvare la pace\u00bb; ma: \u00abSalviamo Israele e Palestina per salvare la pace\u00bb. Perch\u00e9 salvare solo uno \u00e8 impossibile, se si vuole una pace degna di questo nome.<\/p>\n<p>la redazione di Confronti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragedia della Striscia va collocata nel pi\u00f9 ampio contesto del contrasto che continua a dividere Israele dai Territori palestinesi occupati militarmente da oltre quarant\u2019anni. Molti ritengono che Hamas (longa manus dell\u2019Iran?) abbia offerto ad Ehud Olmert su un piatto d\u2019argento il pretesto per l\u2019attacco a Gaza. Resta il fatto che la rappresaglia israeliana ha raggiunto limiti intollerabili ed inammissibili, con \u00abeffetti collaterali\u00bb che hanno ucciso centinaia di donne e bambini.<br \/>\n Dal mensile Confronti \u2013 febbraio 2009  &#8211;  www.confronti.net<br \/>\nhttp:\/\/www.confronti.net\/EDITORIALI\/dopo-linferno-di-gaza-quale-futuro<\/p>\n<p>parole chiave: Gaza, Israele Palestina, Confrenti, violenza, guerra<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[22,27,43],"class_list":["post-26","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-medio-oriente","tag-confronti","tag-gaza","tag-palestina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}