{"id":2669,"date":"2013-09-11T05:09:10","date_gmt":"2013-09-11T05:09:10","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2669"},"modified":"2013-09-11T06:17:46","modified_gmt":"2013-09-11T06:17:46","slug":"11-settembre-2013-una-lettura-biblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2669","title":{"rendered":"11 settembre 2013  &#8211;  Una lettura biblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Ricordo che oggi \u00e8 il 40mo anniversario del Golpe cileno<br \/>\ne il 12mo dell&#8217;attentato alle Torri Gemelle<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Mi sono sempre negata, ma penso che cambier\u00f2 registro, di dare spazio in questo blog anche ai miei interessi biblici\u00a0 che per\u00f2 si rivelano non solo miei.<\/em><br \/>\n<em>Mi trovo infatti in\u00a0 una situazione buffa. <\/em><br \/>\n<em>Mi \u00e8 stato chiesto da un pastore amico di proporre il 29 agosto una meditazione all\u2019apertura di quella giornata del Sinodo Valdese (ogni giornata del Sinodo si apre con un breve, sobrio culto). <\/em><br \/>\n<em>Mi veniva indicato come tema quello della violenza alle donne, cosa che ho fatto cercando di usare il registro di comunicazione che il luogo mi suggeriva.<\/em><br \/>\n<em>Ora mi viene chiesto di conoscere quel testo da varie parti. Eccolo qui (per correttezza preciso che la traduzione del capitolo 34 del libro della Genesi che ho scelto \u00e8 quella della Nuova Riveduta. In ambiente protestante mi sembrava corretto leggere il testo in uso in quelle chiese).<\/em><\/p>\n<p>29 AGOSTO \u2013 TORRE PELLICE<\/p>\n<p>Le antiche storie possono parlarci anche al presente<br \/>\nComincio\u00a0 dal cap. 34 del libro della Genesi la cui lettura intreccer\u00f2 alle considerazioni che vi propongo<\/p>\n<p><em>(Gn 34:1) Dina, la figlia che Lea aveva partorita a Giacobbe, usc\u00ec per vedere le ragazze del paese.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Una trib\u00f9 di nomadi si sposta e quando trova una stanzialit\u00e0 utile per il pascolo o almeno per una sosta una ragazzina, che non sa che presto verr\u00e0 spenta la sua gioia di vivere, si allontana curiosa per incontrarsi con coetanee in un momento festoso.<br \/>\nMa le capita quello che a tante donne \u00e8 accaduto e accade<\/p>\n<p><em>(Gn 34, 2-3)<b> <\/b>\u00a0Sichem, figlio di Camor l&#8217;Ivveo, principe del paese, la vide, la rap\u00ec e si un\u00ec a lei violentandola. \u00a0Poi egli rimase affezionato a Dina, figlia di Giacobbe; am\u00f2 la giovane e parl\u00f2 al cuore di lei.<\/em><\/p>\n<p>Pu\u00f2 una violenza travestirsi da amore? O \u00e8 soltanto la giustificazione di una consuetudine che vuol togliere alla vittima anche il diritto di essere tale?<br \/>\n<i>Sichem parl\u00f2 al cuore di lei<\/i>. Ma noi non sappiamo se, dopo la violenza, il cuore di Dina fosse disponibile a una qualsivoglia forma di ascolto, non sappiamo nemmeno se Dina fosse in grado di ascoltare qualche cosa, se in lei prevalesse l\u2019orrore, il dolore, la vergogna, la paura \u2026<br \/>\nNon sappiamo nulla perch\u00e9 Dina attraversa questa storia come un oggetto banale, imbarazzante, utile, infine offerto alla vigliaccheria della strumentalizzazione.<br \/>\nNella storia che ci viene raccontata molti avvenimenti si svolgono, molti uomini si agitano e Dina invece tace. E il suo silenzio \u00e8 l\u00ec come un masso che non si pu\u00f2 spostare, su cui le parole scivolano senza intaccare quel nodo di ripugnanza che ha spento, forse per sempre, il moto di gioia di una ragazzina forse costretta riconoscersi acquiescente nella disperazione dell\u2019impotenza, che prende su di s\u00e9 la vergogna che ad altri dovrebbe appartenere?<br \/>\nDina tace e continua a tacere mentre scatta il meccanismo antico che ha avuto tanti nomi, anni fa in Italia lo conoscevamo come matrimonio riparatore. E sappiamo bene che \u00a0quando il matrimonio \u00e8 avvenuto pu\u00f2 non\u00a0 essere \u2013 e spesso non \u00e8 &#8211; riparo.<\/p>\n<p><em>(Gn 34, 4-5)<b>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<\/b>E disse a Camor suo padre: \u00abDammi questa ragazza in moglie\u00bb. Or Giacobbe ud\u00ec che quegli aveva disonorato sua figlia Dina; e siccome i suoi figli erano ai campi con il suo bestiame, Giacobbe tacque finch\u00e9 non furono tornati.<\/em><\/p>\n<p>Violentata e contrattata. \u00a0Non sappiamo se abbia potuto piangere con un padre capace di offrirle consolazione. Il rispetto di Giacobbe va ai figli maschi. Sono al lavoro. Si eviti di portar loro cattive notizie. Meglio proporgliele con prudenza e discrezione prima che ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto causi qualche guaio.<br \/>\nE Dina? Per Dina \u00e8 pronto il giudizio. E\u2019 stata disonorata. Sulla sua pelle si pu\u00f2 contrattare, anzi aprire lo spazio della contrattazione utile per la trib\u00f9 che pu\u00f2 predisporsi a far uso di altre donne.<br \/>\nLa parola amore si spende solo per colui che ha agito violenza.<\/p>\n<p><em>(Gn 34, 6-12)<b>\u00a0\u00a0 <\/b>Intanto Camor, padre di Sichem, si rec\u00f2 da Giacobbe per parlargli. I figli di Giacobbe, com&#8217;ebbero udito il fatto, tornarono dai campi; questi uomini furono addolorati e fortemente adirati perch\u00e9 costui aveva commesso un&#8217;infamia in Israele, unendosi alla figlia di Giacobbe: cosa che non era da farsi. Camor parl\u00f2 loro, dicendo: \u00abMio figlio Sichem si \u00e8 innamorato di vostra figlia; vi prego, dategliela per moglie\u00a0 e imparentatevi con noi; dateci le vostre figlie e prendete per voi le figlie nostre. Abiterete con noi e il paese sar\u00e0 a vostra disposizione; fissate qui la vostra dimora, trafficate e acquistatevi delle propriet\u00e0\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0Allora Sichem disse al padre e ai fratelli di Dina: \u00abPossa io trovare grazia agli occhi vostri e vi dar\u00f2 quello che mi direte. Imponetemi pure una gran dote e molti doni; io ve li dar\u00f2 come mi direte, ma datemi la ragazza in moglie\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Nel mercato tutto ha un prezzo. Sichem, amante senza tenerezza (ne aveva avuta dopo la violenza parlando al cuore di lei? Solo Dina potrebbe dircelo, ma Dina tace) vuole una moglie e la chiede a chi \u00e8 attore della transazione.<br \/>\nMa il mercato \u2013 avvenga in un agglomerato di tende nel deserto o nel salotto di una banca \u2013non \u00e8 il luogo della trasparenza e della lealt\u00e0 e il prezzo quando sia imposto dal vincitore pu\u00f2 farsi pesante.<\/p>\n<p><em>(Gn 34, 13-17)<b>\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<\/b>I figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor, ma parlarono loro con astuzia, perch\u00e9 quegli aveva disonorato Dina, loro sorella. Dissero loro: \u00abQuesto non possiamo farlo; non possiamo dare nostra sorella a uno che non \u00e8 circonciso; perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe per noi un disonore. Acconsentiremo alla vostra richiesta soltanto a questa condizione: se sarete come siamo noi, <b>circoncidendo ogni maschio tra<\/b> di voi. <b>16<\/b> Allora vi daremo le nostre figlie e noi ci prenderemo le figlie vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo. \u00a0Ma se non volete ascoltarci e non volete farvi circoncidere, noi prenderemo la nostra figlia e ce ne andremo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La transazione \u00e8 accettata. Al silenzio di Dina si unisce quello delle altre donne. Vennero consultate? Non ne abbiamo notizia.<br \/>\nIl prezzo della sofferenza deve sembrare vantaggioso a chi lo possa imporre<\/p>\n<p><em>(Gn 34, 23)<b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00ab<\/b>I loro armenti, le loro ricchezze e tutto il loro bestiame non saranno forse nostri? Acconsentiamo alla loro richiesta ed essi abiteranno con noi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Non finisce \u00a0cos\u00ec. Nel mercato, come in guerra,\u00a0 la competizione \u00e8 il terreno su cui si gioca per vincere e la vittoria non prevede attenzione alle macerie che restano dopo un\u2019aggressione anche se sono costituite da ci\u00f2 che resta di esseri umani.<br \/>\nCos\u00ec la trib\u00f9 di Giacobbe approfitta della debolezza di uomini soggetti a una dolorosa, tardiva circoncisione e<i><\/i><\/p>\n<p><em>(Gn 34, 26-29)<b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>Passarono a fil di spada anche Camor e suo figlio Sichem, presero Dina dalla casa di Sichem, e uscirono. I figli di Giacobbe si gettarono sugli uccisi e saccheggiarono la citt\u00e0, perch\u00e9 la loro sorella era stata disonorata; presero le loro greggi, i loro armenti, i loro asini, quanto era nella citt\u00e0 e nei campi. Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini, le loro mogli e tutto quello che si trovava nelle case.<\/em><i><br \/>\n<\/i><br \/>\n<i>Presero Dina<\/i> \u2026 cos\u00ec, di passaggio, \u00a0veniamo a sapere \u00a0che Dina \u00e8 ancora viva.<br \/>\nLa \u2018presero\u2019, non\u00a0 la liberarono, la presero come le greggi, gli armenti. i bambini, le mogli dei sichemiti.. un grosso bottino che poteva diventare pericoloso.<br \/>\nGiacobbe lo sa e parla ai suoi figli,\u00a0 cui rimprovera l\u2019imprudenza non la violenza:<b><\/b><\/p>\n<p><em>(Gn 34, 30-31)<b>\u00a0 <\/b>\u00abVoi mi causate grande angoscia, mettendomi in cattiva luce davanti agli abitanti del paese \u2026. Io non ho che pochi uomini; essi si raduneranno contro di me, mi piomberanno addosso e sar\u00f2 distrutto io con la mia casa\u00bb.\u00a0 Ed essi risposero: \u00abNostra sorella dovrebbe forse essere trattata come una prostituta?\u00bb<\/em><i><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0, una sorella prostituta non \u00e8 un\u00a0 messaggio promozionale accattivante mentre lo \u00e8 la vendetta.<br \/>\nSembra una situazione senza via d\u2019uscita. Finch\u00e9 il silenzio di Dina continua e incombe non ci \u00e8 dato sapere come tutto potrebbe modificarsi, \u00a0se dal racconto della sua esperienza possano intravedersi \u00a0indizi di una nuova strada di liberazione.<br \/>\nCertamente oggi disponiamo di un passaggio che sembra facile e risolutivo.<br \/>\nNon abbiamo bisogno infatti di affidarci all\u2019arbitrio del\u00a0 padre-padrone-giudice.<br \/>\nAbbiamo circoscritto il terreno su cui ragionare, definito la violenza sessuale come reato contro la persona, non contro la morale \u2026 \u00a0e fu dura arrivarci!<br \/>\nMa \u00e8 davvero finito il tempo per cui una vittima dovrebbe cessare di imporci la sua presenza come tale a seguito di una riparazione definita in sede giudiziaria?<br \/>\nCapita spesso, e non solo per la violenza sessuale, che alla vittima si chieda di perdonare. Ma il perdono non \u00e8 una negazione della responsabilit\u00e0 di chi ha prodotto violenza, non \u00e8 compatibile con la vendetta ma perch\u00e9 ne nascano le condizioni richiede giustizia.<br \/>\nNon la pur necessaria giustizia delle aule di tribunale ma il riconoscimento reale, solidale con chi ha sofferto e soffre, di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto.<br \/>\nDina deve poter prendere parola contando su un ascolto consapevole e solidale.\u00a0<br \/>\nE soprattutto su una societ\u00e0 capace di mettersi realmente in discussione per evitare che alla violenza consumata si offra solo riparazione.<br \/>\nA Dina finalmente liberata deve essere aperto il futuro che \u00e8 responsabilit\u00e0 di tutte e tutti non solo sua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordo che oggi \u00e8 il 40mo anniversario del Golpe cileno e il 12mo dell&#8217;attentato alle Torri Gemelle Mi sono sempre negata, ma penso che cambier\u00f2 registro, di dare spazio in questo blog anche ai miei interessi biblici\u00a0 che per\u00f2 si rivelano non solo miei. 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