{"id":2698,"date":"2013-09-23T16:47:48","date_gmt":"2013-09-23T16:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2698"},"modified":"2013-09-25T11:34:36","modified_gmt":"2013-09-25T11:34:36","slug":"23-settembre-2013-cittadinanza-negata-ai-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2698","title":{"rendered":"23 settembre 2013  &#8211;  CITTADINANZA NEGATA AI BAMBINI"},"content":{"rendered":"<p>Lo storico mensile genovese Il Gallo (<a href=\"http:\/\/www.ilgallo46.it\/\">www.ilgallo46.it<\/a>) nel numero di settembre ha pubblicato l\u2019articolo che riporto.<br \/>\nIl testo precedente sullo stesso argomento si trova in questo blog il 15 marzo 2011.tesso argomento<\/p>\n<p><strong>Il Gallo\u00a0 &#8211; settembre 2013 pag. 15<\/strong><\/p>\n<p>Era passata da poco la met\u00e0 del primo secolo della nostra era quando Paolo, un uomo cui la fede vivissima che praticava non contraddiceva l\u2019attitudine a un solido senso della realt\u00e0, affront\u00f2 con competente determinazione rappresentanti militari e magistrati dell\u2019impero romano.<\/p>\n<p>Cos\u00ec raccontano gli Atti degli Apostoli (At 22, 25 sgg): \u00abMa quando l&#8217;ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava l\u00ec: <em>&#8220;Avete il diritto di flagellare uno che \u00e8 cittadino romano e non ancora giudicato?&#8221;. 26Udito ci\u00f2, il centurione si rec\u00f2 dal comandante ad avvertirlo: &#8220;Che cosa stai per fare? Quell&#8217;uomo \u00e8 un romano!&#8221;. 27Allora il comandante si rec\u00f2 da Paolo e gli domand\u00f2: &#8220;Dimmi, tu sei romano?&#8221;. Rispose: &#8220;S\u00ec&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>Replic\u00f2 il comandante: &#8220;Io, questa cittadinanza l&#8217;ho acquistata a caro prezzo&#8221;. Paolo disse: &#8220;Io, invece, lo sono di nascita!&#8221;. 29E subito si allontanarono da lui quelli che stavano per interrogarlo. Anche il comandante ebbe paura, rendendosi conto che era romano e che lui lo aveva messo in catene\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<strong>Cittadini o sudditi?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente la preoccupazione del comandante, tale da farlo desistere per non violare i diritti di un cittadino romano da una decisione pubblicamente presa, si fondava sulla certezza della notoriet\u00e0 della cittadinanza di Paolo. Esistevano a questo scopo le tabulae censoriae in cui doveva essere dichiarato, tra l\u2019altro, il nome del padre e il luogo dell\u2019abitazione.<\/p>\n<p>Successivamente al concetto di cittadino (che anche nella legislazione romana era esclusivo) si sovrappose quello di suddito ma anche in questo caso le concessioni sovrane, le libert\u00e0, come venivano chiamati nel Medio Evo gli scioglimenti dai vincoli del potere feudale, erano ben definite, sostanzialmente certificate.<\/p>\n<p>Con la rivoluzione francese il cittadino si riaffacci\u00f2 alla storia pretendendo (illudendosi?) di esserne protagonista e di esserlo in termini di uguaglianza.<\/p>\n<p>Nasceva fra faticose contraddizioni lo stato moderno che si organizz\u00f2 per dare ad ognuno una collocazione nota che impedisse di sfuggire al pagamento delle imposte e al servizio militare ma anche, almeno in un momento successivo, per assicurare le condizioni della tutela dei diritti delle persone.<\/p>\n<p>Oggi, nel quadro dei modi praticati in Italia, la certificazione della nascita consente l\u2019identificazione della cittadinanza (che pu\u00f2 essere italiana o seguire a quella dei genitori) e, se facciamo attenzione all\u2019estratto completo di un atto di nascita, vi troveremo anche i nomi dei padri e delle madri che potranno essere trascritti sul passaporto.<\/p>\n<p><strong>Doverosa tutela del minore<\/strong><\/p>\n<p>Non sono annotazioni marginali. In una situazione globale di estrema mobilit\u00e0 identificare come genitori coloro che si spostano con un bambino \u00e8 una misura di tutela del minore e di garanzia che non siano in corso turpi e diffusi traffici che la nebbia della mancata informazione favorisce.<\/p>\n<p>Tutto ovvio? Non sembra.<\/p>\n<p>Esiste \u2013 e ne \u00e8 formalmente riconosciuta la funzione &#8211;\u00a0 il gruppo CRC, acronimo di Convention on the Rights of the Child la cui traduzione ufficiale in italiano \u00e8 \u201cConvenzione sui diritti del fanciullo\u201d, che per\u00f2 \u00e8 preferibile usare nella dizione pi\u00f9 congrua \u201cConvenzione sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza\u201d.<\/p>\n<p>Ne fanno parte un\u2019ottantina di associazioni tra cui AGESCI, ANFFAS, ASGI, Caritas italiana,\u00a0 CBM, Gruppo Abele, Libera. OVC, la Nostra Famiglia\u00a0 e molte altre.<\/p>\n<p>Nel suo recente 6o rapporto il gruppo CRC raccomanda (segnalando l\u2019evidenza di una necessit\u00e0 di intervento legislativo) al Parlamento \u00ab<em>di attuare una riforma legislativa che garantisca il diritto alla registrazione per tutti i minori, indipendentemente dalla situazione amministrativa dei genitori<\/em>\u00bb (Cap 3.1).<\/p>\n<p>Il Rapporto dello scorso anno cos\u00ec descriveva la condizione di famiglie di bambini non registrati all\u2019anagrafe: \u00ab \u2026 <em>Il timore [\u2026] di essere identificati come irregolari pu\u00f2 spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all\u2019identit\u00e0 [\u2026], nonch\u00e9 [\u2026] contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Paradossalmente l\u2019esistenza di famiglie in queste condizioni e, lo vogliamo sottolineare, di minori cui sono negati diritti fondamentali a partire dalla registrazione anagrafica, \u00e8 testimoniata da documenti ufficiali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0In Italia bambini senza tutela<\/strong><\/p>\n<p>Quindi i minori privi di permesso di soggiorno in conseguenza della irregolarit\u00e0 burocratica dei loro genitori esistono e non sono registrati all\u2019anagrafe, mancano perci\u00f2 del codice fiscale e della tessera sanitaria.<\/p>\n<p>Ribadendo involontariamente la loro esistenza, nello scorso giugno la regione Lombardia ha negato il diritto al pediatra di base al compimento del sesto mese di vita per i bambini stranieri senza documenti e lo ha fatto appellandosi proprio alla mancanza di quella documentazione che la registrazione anagrafica necessariamente assicurerebbe.<\/p>\n<p>Se il parlamento quindi vuole rispettare le norme internazionali, recepite anche nella nostra legislazione e infine corrispondere alla proposta del CRC, deve affrontare il problema della registrazione anagrafica.<\/p>\n<p>Per la legge italiana la possibilit\u00e0 di registrare atti di stato civile senza l\u2019obbligo di presentazione del permesso di soggiorno non \u00e8 una novit\u00e0. Era il sistema in vigore fino al 2009 quando il principio fu violato usando del voto di fiducia che produsse la legge 94, il cd pacchetto sicurezza. Persino l\u2019allora ministero Maroni ricorse precipitosamente ai ripari (il rovesciamento della norma avrebbe posto l\u2019Italia in condizione di essere denunciata nei consessi internazionali) e affid\u00f2 la registrazione degli atti di nascita a una circolare che concedeva ci\u00f2 che la legge negava. Quali ne siano stati gli effetti ce lo hanno detto i rapporti del CRC.<\/p>\n<p>In ogni caso agghiaccia l\u2019immagine di signore e signori che seduti intorno ad un autorevole tavolo, in una sede confortevole e sicura, discutono su quale sia l\u2019et\u00e0 in cui un bambino pu\u00f2 essere lasciato privo di cure. Eppure a Milano \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0E\u2019 urgente rimediare<\/strong><\/p>\n<p>Resta difficile da capire perch\u00e9 il Parlamento sfugga al ruolo che gli consentirebbe di superare la contraddizione introdotta nel 2009.<\/p>\n<p>Oggi ne avremmo lo strumento perch\u00e9 disponiamo di una proposta di legge (n. 740 del 16 aprile 2013) <em>dispone la modifica delle norme sulla condizione dello straniero in materia di obbligo di esibizione dei documenti di soggiorno<\/em>: con un unico articolo corregge la stortura di cui si \u00e8 detto. Ne attendiamo la discussione e, ci auguriamo, l\u2019approvazione.<\/p>\n<p>Molto opportunamente la proposta \u00e8 stata assegnata alla prima Commissione, quella che si occupa degli Affari Costituzionali, perch\u00e9 di questo si tratta e non della organizzazione di attivit\u00e0 di assistenza. Non rappresenta solo il mancato rispetto di una necessit\u00e0 ma viola un principio di uguaglianza e solidariet\u00e0 offendendo quindi tutti noi in quanto cittadini.<\/p>\n<p>Se oggi un Paolo di Tarso in edizione neonato dicesse a un medico \u2018Sono malato. Curami\u2019 costui potrebbe \u2013evidentemente nel disprezzo della deontologia ma non di un diffuso senso comune che in norme inaccettabili si esprime \u2013 rispondergli \u2018Non devo. Non hai il codice fiscale\u2019. E se qualcuno ci chiedesse ancora\u00a0 \u201cDov\u2019\u00e8 tuo fratello?\u201d (Gen 4, 8) potremmo rispondergli \u201cNon lo so. Come faccio a custodirlo se non ha il permesso di soggiorno?\u201d.<\/p>\n<p>Oggi il mutare dei tempi ci indica una pluralit\u00e0 di risposte solidali possibili. Ce le indica la Costituzione che all\u2019art. 2 recita \u00abLa Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale\u00bb.<\/p>\n<p>E se la solidariet\u00e0 economica e sociale pu\u00f2 giovarsi di azioni di sussidiariet\u00e0 quella politica non pu\u00f2 non manifestarsi, se esiste, nelle sedi istituzionali che a questo loro dovere devono essere richiamate.<\/p>\n<p>Augusta De Piero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo storico mensile genovese Il Gallo (www.ilgallo46.it) nel numero di settembre ha pubblicato l\u2019articolo che riporto. 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