{"id":2707,"date":"2013-09-28T06:12:52","date_gmt":"2013-09-28T06:12:52","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2707"},"modified":"2013-09-28T06:12:52","modified_gmt":"2013-09-28T06:12:52","slug":"28-settembre-2013-ti-chiamano-con-un-numero-come-in-un-campo-di-concentramento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2707","title":{"rendered":"28 settembre 2013  &#8211;  Ti chiamano con un numero come in un campo di concentramento"},"content":{"rendered":"<p>Chiara Paccagnella ha raccolto questa frase dal racconto di un \u2018trattenuto\u2019 (ma forse sarebbe pi\u00f9\u00a0 appropriato dire \u2018detenuto\u2019) al Centro di Identificazione e Espulsione (CIE) di Gradisca d\u2019Isonzo.<br \/>\nSi \u00e8 confrontata cos\u00ec con una situazione di privazione della propria identit\u00e0 che si rafforza ogni giorno fino a diventare sofferenza tale da richiedere un intervento professionale.<br \/>\nEntrata al CIE mentre era di servizio su un\u2019ambulanza, Chiara \u00e8 infermiera, ha incontrato Chadi (nome evidentemente di fantasia), un ragazzo che soffriva di un forte dolore toracico che il personale in servizio al Centro non si sentiva di gestire.<br \/>\nIl giorno precedente la manifestazione Chadi \u00a0aveva assistito al tentato suicidio per impiccagione di un suo compagno. Inevitabile la riflessione: \u201cho pensato che al dolore fisico fosse il sintomo di una ferita invisibile ma profonda\u201d. Ma Chiara non ha potuto approfondire; nell\u2019esercizio della sua professione, in quel momento, non le era consentito.<br \/>\nNon ha lasciato perdere e si \u00e8 chiesta cosa sia il CIE, come operi, \u00a0elaborando una tesina discussa nel novembre 2012\u00a0 in occasione del Master in\u00a0 Medicina delle Emigrazioni, delle Migrazioni, delle Povert\u00e0<b> \u00a0<\/b>e presentata dal GrIS FVG a Udine nel marzo 2013.<br \/>\nCos\u00ec ha potuto constatare che \u201cla privazione della libert\u00e0 personale \u00e8 uno strumento della giustizia penale estraneo al diritto amministrativo\u201d ma \u201cla detenzione amministrativa\u201d \u2013 quella forma di limitazione della libert\u00e0 personale consentita eccezionalmente al potere esecutivo \u2013 \u201cper gli stranieri negli ultimi decenni \u00e8 diventata una pratica di controllo ordinaria\u201d.<br \/>\nLa detenzione amministrativa per gli stranieri venne inserita nella legislazione italiana nel 1998 (legge n.40, cd Turco Napolitano ) con l\u2019istituzione degli allora \u00a0CPTA (Centro di permanenza temporanea e Assistenza) che con i successivi interventi legislativi e amministrativi si trasformarono in CIE, \u00a0in cui trattenere i cittadini extracomunitari \u2018clandestini\u2019 in attesa di espulsione.<br \/>\nSu questo termine il lavoro di Chiara offre una precisazione importante:\u00a0 <em>\u201cla <strong>clandestinit\u00e0<\/strong> inerisce al tentativo del migrante di entrare in un Paese diverso dal proprio eludendo i controlli di polizia alle frontiere o con l\u2019ausilio di documenti falsi, la <strong>irregolarit\u00e0<\/strong> riguarda invece il soggiorno, ovvero il mancato possesso dell\u2019autorizzazione a risiedere sul territorio nazionale<\/em>\u201d.<br \/>\nPurtroppo i due termini vengono usati indistintamente e su questa viscosit\u00e0 semantica ogni straniero diventa \u2018clandestino\u2019 e una accurata propaganda, iniziata molti anni fa, lo fa percepire come pericoloso.<br \/>\nCos\u00ec a Gradisca\u00a0 (e non solo: i centri organizzati in Italia allo scopo non realizzato di gestire la presenza straniera sono 13)\u00a0 esistono due realt\u00e0 diverse: \u00a0il CARA (Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo) e il CIE \u00a0che pratica un lunghissimo trattenimento degli stranieri che dovrebbero essere identificati ed eventualmente espulsi.<br \/>\nE\u2019 gestibile una simile situazione?<br \/>\nRispondono in un loro rapporto\u00a0 che risale al 2010 i Medici Senza Frontiere: \u201c<em>nei CIE convivono persone con status giuridico differenti e negli stessi ambienti si trovano vittime di tratta, di sfruttamento, di tortura, di persecuzioni cos\u00ec come individui in fuga da conflitti e condizioni degradanti, altri affetti da tossicodipendenze, da patologie croniche, infettive o della sfera mentale, oppure stranieri che vantano anni di soggiorno in Italia, con un lavoro (non regolare), una casa e la famiglia o sono appena arrivati. Sono luoghi dove coesistono e si intrecciano in condizioni di detenzione storie di fragilit\u00e0 estremamente eterogenee tra loro da un punto di vista sanitario, giuridico, sociale e umano, a cui corrispondono esigenze molto diversificate<\/em>\u201d.<br \/>\nIn un simile coacervo gli operatori che appartengono a Cooperative appaltate allo scopo diventano coatti come i loro \u2018assistiti\u2019. Non \u00e8 a loro che vivono e lavorano in condizioni esasperanti che ci si deve rivolgere ma a chi ha il potere di pensare un simile sistema, definirne le regole, assicurarne la gestione.<br \/>\nE su questo piano il discorso \u00e8 tutto da costruire. Non \u00e8 tollerabile che l\u2019interesse istituzionale si manifesti solo quando la situazione scoppia e diventa visibile all\u2019esterno delle mura sormontate da filo spinato<br \/>\n<em>\u201cFilo spinato<\/em><br \/>\n<em>Tu scrivi dell\u2019uomo nel lager<\/em><br \/>\n<em>io &#8211; del lager nell\u2019uomo<\/em><br \/>\n<em>per te il filo spinato \u00e8 all\u2019esterno<\/em><br \/>\n<em>per me si aggroviglia in ciascuno di noi<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Pensi che ci sia tanta differenza?<\/em><br \/>\n<em>Sono due facce della stessa pena\u201d.<\/em><br \/>\n<em>(Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0NOTA. Responsabile del GrIS \u00e8 il dr. Guglielmo Pitzalis, relatore della tesi di Paccagnella<br \/>\n\u00a0discussa a Roma nel novembre 2012 e presentata a Udine dal GrIS Fvg nel marzo 2013.<br \/>\nIl master Memp \u00e8 promosso da Fondazione Idente, Caritas, Simm e Scuola superiore di scienze biomediche F. Rielo<\/p>\n<p><em><strong>Questo pezzo \u00e8 l&#8217;editoriale del mensile udinese Ho un sogno del mese di settembre<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara Paccagnella ha raccolto questa frase dal racconto di un \u2018trattenuto\u2019 (ma forse sarebbe pi\u00f9\u00a0 appropriato dire \u2018detenuto\u2019) al Centro di Identificazione e Espulsione (CIE) di Gradisca d\u2019Isonzo. 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