{"id":2811,"date":"2013-11-28T14:56:13","date_gmt":"2013-11-28T14:56:13","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2811"},"modified":"2013-11-28T14:57:56","modified_gmt":"2013-11-28T14:57:56","slug":"28-novembre-20013-un-decaduto-fra-decadenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2811","title":{"rendered":"28 novembre 20013  &#8211;  Un decaduto fra decadenti?"},"content":{"rendered":"<p><b>Leggo vari blog e trovo<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Pieter_Bruegel_d-_A-_025-094f9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2782\" alt=\"Pieter_Bruegel_d-_A-_025-094f9\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Pieter_Bruegel_d-_A-_025-094f9.jpg\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/a> espressioni di gioia per la dichiarata decadenza del Berlusconi. Non capisco.<br \/>\nLa forza dell\u2019anziano satrapo erano i berlusconiani che sono l\u00ec squittenti e impuniti.<br \/>\nCertamente \u00e8 doveroso che un condannato se ne vada dal senato ma non \u00e8 un garanzia per il domani.<br \/>\nRiporto un articolo di Barbara Spinelli che\u00a0 condivido pienamente e che potete leggere anche da <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2013\/11\/27\/quel-che-resta-del-ventennio.html?ref=search\">qui<\/a>\u00a0 (La Repubblica\u00a0\u00a0 27\/11<i>)<\/i><\/b><\/p>\n<p><strong>Quel che resta del Ventennio<\/strong><b> <\/b><\/p>\n<p>LA TENTAZIONE sar\u00e0 grande, dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi al Senato, di chiudere il ventennio mettendolo tra parentesi. \u00c8 una tentazione che conosciamo bene: immaginando d&#8217;aver cancellato l&#8217;anomalia, si torna alla normalit\u00e0 come se mai l&#8217;anomalia &#8211; non fu che momentanea digressione &#8211; ci avesse abitati.<\/p>\n<p>Nel 1944, non fu un italiano ma un giornalista americano, Herbert Matthews, a dire sulla rivista Mercurio di Alba de C\u00e9spedes: \u00abNon l&#8217;avete ucciso!\u00bb Tutt&#8217;altro che morto, il fascismo avrebbe continuato a vivere dentro gli italiani. Non certo nelle forme di ieri ma in tanti modi di pensare, di agire. L&#8217;infezione, \u00abnostro mal du si\u00e8cle \u00bb, sarebbe durata a lungo: a c i a s c u n o t o c c a v a \u00abcombatterlo per tutta la vita\u00bb, dentro di s\u00e9. Lo stesso vale per la cosiddetta caduta di Berlusconi. \u00c8 un sollievo sapere che non sar\u00e0 pi\u00f9 decisivo, in Parlamento e nel governo, ma il berlusconismo \u00e8 sempre l\u00ec, e non sar\u00e0 semplice disabituarsi a una droga che ha cattivato non solo politici e partiti, ma la societ\u00e0. Sylos Labini lo aveva detto, nell&#8217;ottobre 2004: \u00abNon c&#8217;\u00e8 un potere politico corrotto e una societ\u00e0 civile sana\u00bb. Fosse stata sana, la societ\u00e0 avrebbe resistito subito all&#8217;ascesa del capopopolo, che fu invece irresistibile: \u00abSiamo tutti immersi nella corruzione\u00bb, avvert\u00ec Sylos. La servit\u00f9 volontariaa dominatori stranieri e predatori ce l&#8217;abbiamo nel sangue dal Medioevo, anche se riscattata da Risorgimento e Resistenza. La stessa fine della guerra, l&#8217;8 settembre&#8217;43, fu disastrosamente ambigua: \u00abTutti a casa\u00bb, disse Badoglio, ma senza rompere con Hitler, permettendogli di occupare mezza Italia. Tutte le nostre transizioni sono fangose doppiezze. Dico cosiddetta caduta perch\u00e9 il berlusconismo continua, dopo la decadenza. Il che vuol dire: continua pure la battaglia di chi aspira a ricostruire, non solo stabilizzare la democrazia. Il ventennio dovr\u00e0 essere finalmente giudicato: per come \u00e8 nato, come ha potuto attecchire. Al pari di Mussolini non cadde dal cielo, non cre\u00f2 ma aggrav\u00f2 la crisi italiana. Nel &#8217;94 irruppe per corazzare la cultura di illegalit\u00e0 e corruzione della Dc, di Craxi, della P2, e debellare non gi\u00e0 la Prima repubblica ma la rigenerazione (una sorta di Risorgimento, anche se trascur\u00f2 la dipendenza del Pci dall&#8217;oro di Mosca) avviata a Milano da Mani Pulite, e poco prima a Palermo da Falcone e Borsellino.<\/p>\n<p>Il berlusconismo resta innanzitutto come dispositivo del presente. Anche decaduto, assegnato ai servizi sociali, il leader di Forza Italia disporr\u00e0 di due armi insalubri e temibili: un apparato mediatico immutato, e gli enormi (Sylos li definiva mostruosi) mezzi finanziari.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 mostruosi in tempi di magra. Assente in Senato, parler\u00e0 con video trasmessi a reti unificate.<\/p>\n<p>E in campagna elettorale avr\u00e0 a fianco la destra di Alfano: nessuno da quelle parti ha i suoi mezzi, la sua maestria. Monti contava su 1516 punti, prima del voto a febbraio.<\/p>\n<p>Alfano solo su 8-9 punti. La scissione potrebbe favorire Berlusconi, e farlo vincere contro ogni nuova gioiosa macchina di guerra.<\/p>\n<p>Ma ancora pi\u00f9 fondamentale \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 culturale e politica del ventennio: i suoi modi di pensare, d&#8217;agire, il mal du si\u00e8cle che perdura. Senza uno spietato esame di coscienza non cesseranno d&#8217;intossicare l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Il conflitto d&#8217;interessi in primis, e l&#8217;ibrido politica-affarismo: ambedue persistono, come modus vivendi della politica. La decadenza non li delegittima affatto. La famosa legge del &#8217;57 dichiara ineleggibili i titolari di importanti concessioni pubbliche (la Tv per esempio): marchiata di obsolescenza, cade nell&#8217;oblio. Sylos Labini sostenne che fu l&#8217;opposizione a inventare il trucco per aggirarla. Non fu smentito. L&#8217;onta non \u00e8 lavata n\u00e9 pianta.<\/p>\n<p>Altro lascito: la politica non distinta ma separata dalla morale, anzi contrapposta. \u00c8 un&#8217;abitudine mentale ormai, un credo epidemico. Gi\u00e0 Leopardi dice che gli italiani sono cinici proprio perch\u00e9 pi\u00f9 astuti, smagati, meno romantici dei nordici. Non sono cambiati. Ci si aggrappa a Machiavelli, che disgiunse politica e morale. Ci si serve di lui, per dire che il fine giustifica i mezzi. Ma \u00e8 un abuso che autorizza i peggiori nostri vizi: i mezzi divengono il fine (il potere per il potere) e lo storcono. Il falso machiavellismo vive a destra, a sinistra, al Quirinale. La questione morale, poco pragmatica, soffre spregio.<\/p>\n<p>Berlinguer la pose nel &#8217;77: nel Pd vien chiamata una sua devianza fuorviante.<\/p>\n<p>Anche il mito della societ\u00e0 civile \u00e8 retaggio del ventennio: il popolo \u00e8 meglio dei leader, i suoi responsi sovrastano legalmente i tribunali.<\/p>\n<p>Democraticamente sovrano, esso incarna la volont\u00e0 generale, che non erra. Salvatore Settis critica l&#8217;ambiguit\u00e0 di questa formulapasse-partout: \u00e8 un&#8217;\u00abetichetta legittimante, che designa portatori di interessi il cui peso \u00e8 proporzionale alla potenza economica, e non alla cura del bene comune; tipicamente, imprenditori e banchieri che per difendere interessi propri e altrui si degnano di scendere in politica\u00bb, ritenendo inabili politici e partiti. Non solo: la societ\u00e0 civile \u00abviene spesso intesa non solo come diversa dallo Stato, ma come sua avversaria; quasi che lo Stato (identificato con i governi pro tempore) debba essere per sua natura il nemico del bene comune\u00bb. ( Azione popolare, Einaudi 2012, pp. 207, 212). Cos\u00ec deturpata, la formula ha fatto proseliti: grazie all&#8217;uso oligarchico della societ\u00e0 civile (o dei tecnici), la politica \u00e8 vieppi\u00f9 screditata, la cultura dell&#8217;amoralit\u00e0o illegalit\u00e0 vieppi\u00f9 accreditata. Il caso Cancellieri \u00e8 emblematico: la mala educazione diventa attributo di un&#8217;\u00e9lite invogliata per istinto a maneggiare la politica come forza, contro le regole. A creare artificiosi stati di eccezione permanente, coincidenze perfette fra necessit\u00e0, assenza di alternative, stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Simile destino tocca alla laicit\u00e0, non pi\u00f9 tenuta a bada ma aborrita nel ventennio. Il pontificato di Francesco non aiuta, perch\u00e9 la Chiesa gode di un pregiudizio favorevole mai tanto diffuso, perfino su temi estranei alla promessa \u00abconversione del papato\u00bb. Difficilmente si faranno battaglie laiche, in un&#8217;Italia politica che mena vanto della dipendenza dal Vaticano. La nuova destra di Alfano \u00e8 dominata da Comunione e Liberazione. Dai tempi di Prodi, i democratici evitano di smarcarsi sulla laicit\u00e0. Tutti i leader del momento (Letta, Alfano, Renzi) vengono dalla Dc o dal Partito popolare. Diretto com&#8217;\u00e8 da Napolitano, il Pd non ha modo di liberarsi del ventennio (a che pro le primarie quando \u00e8 stato il Colle a dettare la linea sul caso Cancellieri?).<\/p>\n<p>Permane la vergogna d&#8217;esser stati anticapitalisti, antiamericani, anticlericali (l&#8217;ultima accusa\u00e8 falsa da sessantasei anni: fu Togliatti ad accettare l&#8217;innesto nella Costituzione dei Patti Lateranensi di Mussolini).<\/p>\n<p>Infine l&#8217;Europa. Nel discorso ai giovani di Forza Italia, Berlusconi ha cominciato la sua campagna antieuropea, deciso a svuotare Cinque Stelle. La ricostruzione della sua caduta nel 2011 \u00e8 un concentrato di scaltrezza: sotto accusa l&#8217;Unione, la Germania, la Francia. Ancora una volta, con maestria demagogica, ha puntato il dito sul principale difetto italiano: la Serva Italia smascherata da Dante.<\/p>\n<p>No, Berlusconi non l&#8217;abbiamo cancellato. Perch\u00e9 la societ\u00e0 \u00e8 guasta: \u00abSiamo tutti immersi nella corruzione\u00bb. Da un ventennio amorale, immorale, illegale, usciremo solo se guardando nello specchio vedremo noi stessi dietro il mostro.<\/p>\n<p>Altrimenti dovremo dire, parafrasando Remarque: niente di nuovo sul fronte italiano. La guerra civile ed emergenziale narrata da Berlusconi ha bloccato la nostra crescita civile oltre che economica, e perpetuato la \u00abputrefazione morale\u00bb svelata da Piero Calamandrei.<\/p>\n<p>Un&#8217;intera generazione \u00e8 stata immolata a finte stabilit\u00e0. La decadenza di Berlusconi, se verr\u00e0, \u00e8 un primo atto. Sar\u00e0 vana, se non decadr\u00e0 anche l&#8217;atroce giudizio di Calamandrei.<\/p>\n<p><i>BARBARA SPINELLI<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggo vari blog e trovo espressioni di gioia per la dichiarata decadenza del Berlusconi. Non capisco. 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