{"id":2830,"date":"2013-12-07T06:24:39","date_gmt":"2013-12-07T06:24:39","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2830"},"modified":"2013-12-11T08:05:47","modified_gmt":"2013-12-11T08:05:47","slug":"7-dicembre-2013-commissione-per-la-verita-e-la-riconciliazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2830","title":{"rendered":"7 dicembre 2013 \u2013 Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Frugando fra i miei vecchi appunti<\/strong><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><b><i>La Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione<\/i><\/b><i> (TRC, Truth and Reconciliation Commission) voluta da Mandela e diretta dal vescovo anglicano \u00a0Desmond Tutu rappresenta il passaggio fondamentale nella creazione del nuovo Sudafrica. Venne divisa in 3 sottocommissioni, il Comitato per la violazione dei diritti umani, il Comitato dell&#8217;amnistia e il Comitato per il risarcimento e la riabilitazione a cui si aggiungeva una sezione investigativa. La Commissione era composta da 17 membri di cui 5 donne, 3 uomini di chiesa, 2 avvocati e 3 giuristi. 2 erano &#8220;meticci&#8221;, 2 indiani, 2 afrikaner, 4 inglesi, 7 neri di cui 1 zulu.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><strong>L\u201911 febbraio del 1990 Nelson Mandela fu liberato dopo 27 anni di dura prigionia<\/strong>, nella carceri della Repubblica del Sud Africa nata dal disfacimento del dominion del Commenwealth, e governata per molti anni attraverso gli strumenti pi\u00f9 feroci della repressione razzista.<br \/>\nDal carcere Mandela contribu\u00ec a dare consapevolezza di dignit\u00e0 politica a un popolo devastato dall\u2019apartheid e frantumato nei bantustan.<br \/>\nMa questa societ\u00e0 che nasceva doveva far i conti con il proprio passato.<br \/>\nSecondo il Nelson Mandela la giustizia penale nella storia del secondo dopoguerra si era dimostrata essenzialmente una &#8220;giustizia dei vincitori&#8221; con la sua inevitabile selettivit\u00e0 e opportunismo politico, lasciando le vittime in una posizione di profonda frustrazione e trasformando i pochi colpevoli puniti in capri espiatori della sofferenza collettiva. Inoltre la scelta giudiziaria rendeva protagonisti prevalentemente i criminali e i giudici, relegando ancora una volta al margine proprio chi pi\u00f9 ha bisogno di raccontare e di essere ascoltato: la vittima<br \/>\nFu cos\u00ec creata la Commissione per la verit\u00e0 e la Riconciliazione (CVT o \u00a0TRC, Truth and Reconciliation Commission) diretta dal vescovo anglicano Desmond Tutu.<br \/>\nCompito della Commissione era quello di portare alla luce i crimini commessi facendo in modo che i responsabili si presentassero al fine di confessare di fronte alle vittime riconoscendo i loro delitti. Ci\u00f2 permetteva una presa di coscienza collettiva dei fatti e un lavoro di rielaborazione e di analisi collettiva lasciando spazio al dolore e alla rielaborazione e in alcuni casi anche al pentimento.<br \/>\nSuccessivamente la TRC avrebbe deciso se concedere o meno l&#8217;amnistia. Le udienze raccolsero tutte le testimonianze e le prove di cui c&#8217;era bisogno, avvolgendo la societ\u00e0 in una tensione morale e politica di forte intensit\u00e0 capace di far emergere il dramma vissuto. L&#8217;amnistia non era per\u00f2 automatica, infatti non sempre fu concessa.<br \/>\nAver scelto di lavorare sulla verit\u00e0 piuttosto che sulla giustizia come elemento centrale dell&#8217;analisi del passato ha voluto dire imporre un lavoro di ripensamento collettivo che ha visto entrambe le parti in lotta ammettere abusi e violenze (senza mai mettere sullo stesso piano i gli oppressori e gli oppressi) stimolando la riconciliazione e la ricostruzione su basi il pi\u00f9 autentiche possibili la collettivit\u00e0 ferita.<\/p>\n<p><b>Nel 2002 (a lavori conclusi: la commissione oper\u00f2 dal 1995 al 1998<\/b>)<br \/>\nDesmond Tutu dichiar\u00f2 tra l\u2019altro:<\/p>\n<p>La Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione fu istituita per superare uno stallo politico, a partire dalla constatazione che, se non si fosse approntato un meccanismo per gestire le ingiustizie del passato, quelle stesse ingiustizie avrebbero continuato ad affliggere il nuovo governo e a minacciare le fragili strutture della giovane democrazia. Non c\u2019era nessuna richiesta nell\u2019Atto costitutivo che le persone perdonassero o fossero perdonate. Le occasioni in cui i persecutori hanno chiesto il perdono alle proprie vittime sono state il frutto di un\u2019esigenza umana individuale. La Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione \u00e8 stata un forum sensibile nel quale sia le vittime che i carnefici hanno avuto la possibilit\u00e0 di confrontarsi come esseri umani. Alcuni hanno avuto il merito di riconoscere la nostra comune vulnerabilit\u00e0 come creature umane, e in quel contesto di dare e ricevere perdono.<br \/>\nI passi da compiere per il perdono e per la ricomposizione di un rapporto spezzato sono chiari. In primo piano stanno il riconoscimento di un comportamento sbagliato, l\u2019ammissione e le scuse a coloro che sono stati colpiti da questo comportamento sbagliato. Le scuse potranno essere accettate, si potr\u00e0 essere perdonati, ma la genuinit\u00e0 del pentimento deve essere dimostrata dalla forma della riparazione. Se io ho rubato la tua penna e me ne scuso e tu mi dici che mi perdoni per la mia mancanza, le mie scuse non avranno valore finch\u00e9 non ti rendo la penna o non attuo qualche altra forma di riparazione.<br \/>\nLa Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione non ha operato per punire gli errori del passato perch\u00e9 questo sarebbe stato un obiettivo impossibile. Ha operato per creare un clima che incoraggiasse la riconciliazione e in questo senso credo che sia stata ampiamente efficace. La Commissione ha dato voce e riconoscimento a chi era ferito ed \u00e8 stato ferito per anni. Per esempio, una delle vittime, che ha perso la vista dopo essere stato ferito dalla polizia, ha ringraziato la giuria dei commissari per avergli concesso l\u2019opportunit\u00e0 di raccontare la sua storia e ha concluso: &#8220;Oggi mi avete restituito i miei occhi&#8221;.<br \/>\nDopo la Commissione, nessun sudafricano potr\u00e0 dire &#8220;Io non lo sapevo&#8221;. Una grande quantit\u00e0 di nuove informazioni \u00e8 venuta alla luce. Abbiamo conosciuto la verit\u00e0 su molti incidenti di cui prima non si sapeva nulla. Persone che erano &#8220;scomparse&#8221; sono state dissepolte dalle fosse comuni e i loro cari hanno potuto celebrare i funerali e seppellire di nuovo i loro morti dignitosamente. Sono convinto che l\u2019operato della Commissione abbia fortemente contenuto il pericolo del ripetersi della spirale di violenza.<\/p>\n<p><i><a href=\"http:\/\/www.centraldocinema.it\/Recensioni\/Mar04\/country_of_my_skull.htm\">http:\/\/www.centraldocinema.it\/Recensioni\/Mar04\/country_of_my_skull.htm<\/a><\/i><\/p>\n<p><strong>L&#8217;arcivescovo presiede la prima udienza <\/strong><\/p>\n<p>Il primo giorno,<br \/>\ndopo poche ore di testimonianze,<br \/>\nl&#8217;arcivescovo ha pianto.<br \/>\nHa appoggiato il capo grigio<br \/>\nsul lungo tavolo<br \/>\ndi carte e protocolli<br \/>\ne ha pianto.<\/p>\n<p>Cameramen nazionali<br \/>\ne internazionali<br \/>\nhanno ripreso il suo pianto,<br \/>\nle lenti appannate,<br \/>\nle spalle singhiozzanti,<br \/>\nla richiesta di aggiornamento.<\/p>\n<p>Non importa quello che pensavate<br \/>\n-prima o dopo- dell&#8217;arcivescovo,<br \/>\ndell&#8217;accordo, della commissione,<br \/>\no quello che gli antropologi accorsi<br \/>\nda crimini e dolori meno studiati,<br \/>\nhanno detto del suo discorso,<br \/>\nne quante tesi di dottorato,<br \/>\nlibri, e istallazioni ne siano derivate<br \/>\ne neppure se pensate che questa poesia<br \/>\nsemplifichi, celebri<br \/>\nromanticizzi, mistifichi.<\/p>\n<p>C&#8217;era il lungo tavolo, abiti porpora inamidati<br \/>\ne dopo poche ore di testimonianze<br \/>\nl&#8217;arcivescovo, presidente della commissione,<br \/>\nha appoggiato il capo sul tavolo e ha pianto.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che \u00e8 cominciato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centraldocinema.it\/Recensioni\/Mar04\/country_of_my_skull.htm\"><i>http:\/\/www.centraldocinema.it\/Recensioni\/Mar04\/country_of_my_skull.htm<\/i><\/a><i><\/i><\/p>\n<p><strong>La pace siamo noi a cura di Laura Barbieri <\/strong><br \/>\nIl Nuovo Rinascimento n.317 1 dicembre 2004<\/p>\n<p>. Mi riferisco all&#8217;opera della Commissione per la verit\u00e0 e la riconciliazione sudafricana, che ha cercato di sanare le ferite di una nazione nella quale oppressori e oppressi dovevano imparare a convivere pacificamente dopo decenni di violenza inaudita. Il principio-cardine del lavoro della Commissione, evidentemente largamente condiviso dalla popolazione, \u00e8 quello dell&#8217;\/ubuntu\/. Desmond Tutu, che ha presieduto <tt>quella Commissione, cerca di spiegarlo con queste parole: \u00ab\/Ubuntu\/ \u00e8 molto difficile da rendere in lingua<\/tt> occidentale. \u00c8 una parola che riguarda l&#8217;intima essenza dell&#8217;uomo. <a href=\"http:\/\/socialforge.net\/...\">&#8230;<\/a> \u00c8 come dire: &#8220;La mia umanit\u00e0 \u00e8 inestricabilmente collegata, esiste di pari passo con la tua&#8221;. Facciamo parte dello stesso fascio di vita\u00bb (Desmond Tutu, \/Non c&#8217;\u00e8 futuro senza perdono\/, Milano, Feltrinelli, 2001, pag. 32). Allora intervenire in maniera non rispettosa, violenta, nei confronti dell&#8217;altro significa provocare una lacerazione in questo tessuto che \u00e8 la vita, e dunque provocare una ferita, un trauma che colpisce noi e l&#8217;altro con la stessa intensit\u00e0. \/Ubuntu\/, in termini buddisti, significa che la compassione nasce da \/engi\/, cio\u00e8 dalla consapevolezza di essere forme diverse di una stessa vita comune. Sono come le due facce di una medaglia: pi\u00f9 mi stanno a cuore le vicende degli altri, pi\u00f9 percepisco il legame che unisce ogni esistenza in un&#8217;unica vita; e viceversa, pi\u00f9 mi sento parte di tutto ci\u00f2 che vive, pi\u00f9 sono coinvolto dalla vita altrui. Il continuo approfondimento di questo processo conduce a comportamenti sempre pi\u00f9 rispettosi dell&#8217;altro e genera azioni di pace. Per questo i costruttori di pace come Ikeda e Tutu dichiarano in ogni occasione che la realizzazione della pace dipende dall&#8217;impegno in questa direzione da parte di ognuno di noi. Entrambi nutrono una fiducia ferma e profonda nelle potenzialit\u00e0 costruttive di ogni essere umano. Tanto che Ikeda indirizza la sua proposta di pace alle persone comuni, alla ricerca di un terreno concreto d&#8217;azione, nella convinzione che reagendo al sentimento di estraneit\u00e0 e di impotenza e attivando invece la partecipazione si possa invertire la rotta attuale verso il conflitto, la disarmonia e l&#8217;ostilit\u00e0 fra esseri umani. Per dirlo con parole sue: \u00abQualunque tentativo di affrontare i problemi globali senza prendere pienamente in considerazione la nostra realt\u00e0 immediata non costituir\u00e0 mai una soluzione definitiva. In quest&#8217;ottica, credo fortemente nel valore delle azioni intraprese da ognuno di noi per fare il primo passo dal punto in cui ci troviamo proprio ora\u00bb (\/Buddismo e Societ\u00e0\/, n. 103, pag. 18).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.sgi-italia.org\/riviste\/nr\/InternaTesto.php?A=824&amp;R=0\" target=\"_blank\"><i>http:\/\/www.sgi-italia.org\/riviste\/nr\/InternaTesto.php?A=824&amp;R=0<\/i><\/a><i><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frugando fra i miei vecchi appunti \u00a0La Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione (TRC, Truth and Reconciliation Commission) voluta da Mandela e diretta dal vescovo anglicano \u00a0Desmond Tutu rappresenta il passaggio fondamentale nella creazione del nuovo Sudafrica. 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