{"id":2913,"date":"2014-01-26T18:38:12","date_gmt":"2014-01-26T18:38:12","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=2913"},"modified":"2014-01-26T18:38:12","modified_gmt":"2014-01-26T18:38:12","slug":"26012014-protagonismo-infantile-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=2913","title":{"rendered":"26\/01\/2014  &#8211;  Protagonismo infantile 1"},"content":{"rendered":"<p>Riporto integralmente due interventi di Massimo Gramellini, uno si riferisce a un fatto recente, l\u2019altro \u00e8 meno vicino nel tempo ma altrettanto significativo.<\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/01\/24\/cultura\/opinioni\/buongiorno\/il-ministro-che-non-c-vkDwYQQIL0KGNHAiG2bkIM\/pagina.html\">24 gennaio<\/a>\u00a0 &#8211;\u00a0 \u00a0<\/b><strong>Il ministro che non c\u2019\u00e9<\/strong><\/p>\n<p>Ma l\u2019Italia ce l\u2019ha un ministro dell\u2019Interno?, si chiede Antonio Barone nel suo blog sull\u2019Huffington Post. A scandalizzarlo, a scandalizzarci, \u00e8 il silenzio di Alfano intorno al rogo di Coc\u00f2, il bambino di tre anni ucciso e bruciato dalla \u2019ndrangheta. Quel gesto disumano, che ha cancellato definitivamente l\u2019epica dei cosiddetti \u00abuomini d\u2019onore\u00bb, scosso le coscienze e ispirato parole infuocate a Claudio Magris, \u00e8 planato sulle spalle larghe del ministro senza lasciare traccia. In cinque giorni neppure una dichiarazione o un gesto che dessero la sensazione di uno Stato presente e, se non responsabile, almeno consapevole. Evidentemente Alfano considera ordinaria amministrazione che sul territorio italiano si consumino non solo i rapimenti dei familiari di un oppositore kazako, ma anche le mattanze infantili.<\/p>\n<p>La storia di Coc\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa e avvilente per le strutture dello Stato: c\u2019\u00e8 di mezzo una mamma in galera con cui il piccolo ha convissuto dietro le sbarre, prima di essere affidato da una decisione demenziale al nonno pregiudicato. Ma neanche su questo Alfano ha trovato il tempo di dire qualcosa. Comprendiamo che i tormenti della legge elettorale ingombrino una parte imponente della sua pur vasta intelligenza. E siamo certi che abbia presieduto vertici su vertici per mettere nel sacco gli assassini di Coc\u00f2. Ma la politica \u00e8 comunicazione. Un ministro che parla di listini bloccati e non di un fatto di sangue che ha sconvolto il mondo intero farebbe meglio a presentare le dimissioni. Pubblicamente, per\u00f2. Altrimenti non se ne accorgerebbe nessuno.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/10\/18\/cultura\/opinioni\/buongiorno\/funerali-di-non-stato-VbNHRNlYtF1h72Ll6DKjQJ\/pagina.html\">\u00a0<\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/10\/18\/cultura\/opinioni\/buongiorno\/funerali-di-non-stato-VbNHRNlYtF1h72Ll6DKjQJ\/pagina.html\">18 ottobre<\/a>\u00a0 &#8211;\u00a0 Funerali di non \u00e8 Stato.<\/strong><\/p>\n<p>Come pu\u00f2 prendersi cura dei vivi un Paese che non riesce a decidere nemmeno sui morti? La bara di Priebke gira l\u2019Italia da una settimana, strattonata e presa a calci appena si affaccia per strada, senza trovare una buca dove andare a nascondersi. Intanto ci siamo dimenticati di fare i funerali alle vittime di Lampedusa. Proprio cos\u00ec: dimenticati. Ministri, primi ministri e affettate figure istituzionali hanno sfilato con sguardi dolenti sul molo e davanti alle salme della tragedia. C\u2019\u00e8 stato cordoglio, c\u2019\u00e8 stato sdegno, c\u2019\u00e8 stato lo sciame sismico di dichiarazioni scontate. Quel che non c\u2019\u00e8 stato, come sempre, \u00e8 lo Stato. Qualcuno che, tra un cordoglio e uno sdegno, trovasse il tempo per allestire una cerimonia solenne di congedo per quei poveri cristi.<\/p>\n<p>A chiunque di noi si rechi in visita a una camera ardente viene spontaneo chiedere il giorno e il luogo dei funerali. Invece a Lampedusa i nostri globetrotter della lacrima non si sono neppure domandati se fossero previsti, dei funerali. Colpisce la loro ostinazione nel rifiutarsi di sfogliare almeno le figure del manuale del buonsenso. Dopo avere riunito su una zattera centinaia di disgraziati, il destino li ha infine dispersi tra vari cimiteri siciliani, tumulati in silenzio dentro tombe anonime. Ma lo scrupolo di coscienza, che \u00e8 il nome con cui dalle nostre parti si chiama la coda di paglia, ha suggerito allo Stato di correre ai ripari. Luned\u00ec prossimo, a cadaveri ampiamente sepolti, si terr\u00e0 una commemorazione ad Agrigento, citt\u00e0 nota per avere dato i natali al filosofo Empedocle e poi, per compensare, ad Alfano.<\/p>\n<p><strong>I protagonisti sono bambini.<\/strong><\/p>\n<p>In entrambi i casi i protagonisti sono bambini. Nel primo la presa in carico degli assassini \u00e8 diretta: un piccolo di tre anni ammazzato e bruciato, nell\u2019altro c\u2019erano bambini, ospiti di piccole bare senza nome.<br \/>\nIn ogni modo sono vittime dei disastri italiani: connivenze con\u00a0 una criminalit\u00e0 organizzata e consolidata (fino ad affidare il piccolo figlio di carcerati a un nonno \u00a0&#8216;ndranghetista), incapacit\u00e0 di assicurare una accoglienza\u00a0 che \u00a0sia almeno certezza di sopravvivenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto integralmente due interventi di Massimo Gramellini, uno si riferisce a un fatto recente, l\u2019altro \u00e8 meno vicino nel tempo ma altrettanto significativo. 24 gennaio\u00a0 &#8211;\u00a0 \u00a0Il ministro che non c\u2019\u00e9 Ma l\u2019Italia ce l\u2019ha un ministro dell\u2019Interno?, si chiede Antonio Barone nel suo blog sull\u2019Huffington Post. 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