{"id":304,"date":"2009-07-08T13:00:10","date_gmt":"2009-07-08T12:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=304"},"modified":"2009-07-08T13:00:10","modified_gmt":"2009-07-08T12:00:10","slug":"08-luglio-2009-una-sola-sicurezza-linfamia-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=304","title":{"rendered":"08 luglio 2009 \u2013 Una sola sicurezza: l\u2019infamia &#8211; 3"},"content":{"rendered":"<p><strong>2 luglio: il Senato approva<br \/>\n<\/strong>Il testo delle \u2018disposizioni in materia di sicurezza pubblica\u2019 (approvato dal Senato con il numero di codice 733-B) si avvia a compiere il suo percorso. Presto sar\u00e0 legge operativa per volere di questo governo e con tante, troppe, complicit\u00e0.<br \/>\nProveniva dall\u2019approvazione fiduciaria della Camera, dove il numero di codice identificativo era 2180, a sua volta preceduto dal primo dibattito in Senato (codice 733). Si \u00e8 arrivati all\u2019approvazione definitiva con due passaggi attraverso voti di fiducia, una parola il cui significato \u00e8 stato umiliato dall\u2019uso che il parlamento italiano ne ha fatto.<br \/>\nTenter\u00f2, in poche puntate, una piccola rassegna stampa.<br \/>\nPensavo che questa fosse l\u2019ultima puntata della breve serie sull\u2019ignominiosa legge votata il 2 luglio dal senato. Era mia intenzione concludere con una breve la rassegna della stampa locale, argomento che mi turba pi\u00f9 degli altri perch\u00e9 mi ostino a sperare che, almeno dove vivo, l\u2019indecenza trovi un freno. So che non \u00e9 cos\u00ec ma mi ostino lo stesso.-<br \/>\nA mio conforto nel sito dell\u2019agenzia giornalistica <a href=\"http:\/\/fidest.wordpress.com\/2009\/07\/07\/pacchetto-sicurezza-bruno-segre-scrive-a-napolitano\/\">Fidest<\/a> ho trovato una <strong>lettera di Bruno Segre<\/strong>, diretta al Presidente della Repubblica.<br \/>\nLa trascrivo, dopo aver riportato un breve curriculum, che ho gi\u00e0 pubblicato nel mio blog, rivisto e approvato da Segre stesso.<\/p>\n<p><em><strong>Bruno Segre<\/strong>, nato a Lucerna nel 1930, ha studiato filosofia a Milano alla scuola di Antonio Banfi.<br \/>\nSi \u00e8 occupato di sociologia della cooperazione ed educazione degli adulti nell\u2019ambito del Movimento Comunit\u00e0 fondato da Adriano Olivetti. Ha insegnato in Svizzera dal 1964 al 1969. Per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. Dal 1991 al 2007 ha presieduto l\u2019Associazione \u201cAmici di Nev\u00e9 Shalom \/ Wahat al-Salam\u201d. Ha dedicato contributi a vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei. Autore di Gli ebrei in Italia (Fenice 2000, 1993; nuova edizione La Giuntina, 2001) e di Shoah (Il Saggiatore, 1998; nuova edizione 2003), dirige il periodico di vita e cultura ebraica Keshet.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Marted\u00ec, 7 Luglio 2009<br \/>\nCaro Presidente Napolitano,<br \/>\nsono un vecchio italiano ebreo, figlio di antifascisti, nato 79 anni fa nell\u2019Italia fascista, bandito nel 1938 in quanto ebreo da tutte le scuole del Regno d\u2019Italia. Sull\u2019atto integrale di nascita a me intestato, che si conserva negli archivi dell\u2019anagrafe di Milano, sta ancora oggi scritto a chiare lettere \u201cdi razza ebraica\u201d: una dicitura che mi portero\u2019 appresso sino alla morte. Memore del fascismo e delle sue aberrazioni razziste, mi permetto di rivolgermi a Lei per chiederLe di non ratificare il cosiddetto \u201cpacchetto sicurezza\u201d approvato in via definitiva dal Senato il 2 luglio scorso, dopo ben tre voti di fiducia imposti dal governo. Si tratta di un provvedimento che, in palese violazione dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, introduce nei confronti dei gruppi sociali piu\u2019 deboli misure persecutorie e discriminatorie che, per la loro gravita\u2019, superano persino le mostruosita\u2019 previste dalle leggi razziali del 1938. Si pensi, per citare un unico esempio, al divieto imposto alle madri immigrate irregolari di fare dichiarazioni di stato civile: un divieto che, inibendo alle genitrici il riconoscimento della prole, fara\u2019 si\u2019 che i figli, sottratti alle madri che li hanno generati, vengano confiscati dallo Stato che li dara\u2019 successivamente in adozione. Per buona sorte, le garanzie previste dai Costituenti Le consentono, caro Presidente, di correggere questo e altri simili abusi. Anche in omaggio alla memoria delle migliaia di vittime italiane del razzismo nazifascista Le chiedo di non promulgare un provvedimento che, ispirato nel suo insieme a una percezione dello straniero, del \u201cdiverso\u201d, come nemico, mina alla radice la convivenza civile, pacifica e reciprocamente proficua tra italiani e stranieri, rischiando di alterare in modo irreversibile la natura stessa della nostra Repubblica.<br \/>\n(Bruno Segre)<\/p><\/blockquote>\n<p>Altri hanno scritto al Presidente della Repubblica. Qualcuno invita i singoli cittadini e le associazioni a farlo.<br \/>\nPenso che lo far\u00f2 anch&#8217;io: la cosa importante ora \u00e9 non tacere<\/p>\n<p>Intanto trascrivo la lettera di <strong>Giancarla Codrignani<\/strong> che ho appena ricevuto.<\/p>\n<blockquote><p>Caro Presidente,<br \/>\nnon avrei voluto scriverti questa lettera e tanto meno permettermi di interferire con la tua alta responsabilit\u00e0. Ma proprio perch\u00e9 in questo momento mi sembra necessario che si valorizzi anche la responsabilit\u00e0 civica di ciascuno di noi in quanto cittadino, credo di dovermi rivolgere a te per pregarti di non firmare le norme in materia di immigrazione approvate in questi giorni.<br \/>\nDavvero, non avrei mai pensato che dal nostro Parlamento uscisse un&#8217;offesa cos\u00ec grande ai diritti di libert\u00e0. Anche gli antichi, in diverso contesto, onoravano lo ius migrandi che nei nostri tempi ha avuto collocazione sia nell&#8217;art.13 della Dichiarazione universale dei diritti umani, sia nell&#8217;art. 35 della Costituzione italiana. Soprattutto, mi mortifica riandare ai milioni di italiani che dalla fine del XIX secolo fino al secondo dopoguerra sono emigrati nelle pi\u00f9 diverse parti del mondo, soffrendo le stesse pene a cui oggi questa legge condanna altri uomini e donne che, come i nostri migranti, cercano di sfuggire alla miseria e all&#8217;oppressione. Con le nuove norme neppure i rifugiati avranno garanzia di tutela, contro il dettato dell&#8217;art.10 della Costituzione che impone l&#8217;accoglimento di quanti non godano nel loro paese i diritti di libert\u00e0, addirittura, secondo gli atti della Costituente, senza reciprocit\u00e0. Non a caso, perch\u00e9 tutti i partiti che avevano redatto la Carta del &#8217;48 avevano avuto esuli dalle persecuzioni fasciste.<br \/>\nIl nostro paese non pu\u00f2 accettare che sia reato non la condotta, ma l&#8217;identit\u00e0 di una persona, n\u00e9 che si violi l&#8217;uguaglianza discriminando gli esseri umani sulla base di criteri nazionalisti e razzisti, n\u00e9 che si verifichino respingimenti in forma crudele e illegale dal territorio nazionale (intendendo come tale anche la nave italiana che abbia raccolto i profughi).<br \/>\nNon vorrei mai avere sentito un ministro della Repubblica dire che dobbiamo essere &#8220;cattivi&#8221;. Ma vorrei anche che non solo i cittadini informati, ma anche quanti restano ancora ignari della sostanza dei problemi non corressero il rischio di venire sospinti da false paure verso sponde razziste. E come donna non vorrei mai che qualche bambino imparasse a non ritenere cittadino come lui un bimbo nato da una mamma come la sua, ma clandestina.<br \/>\nCaro presidente Napolitano, abbiamo entrambi conosciuto l&#8217;esperienza del lavoro parlamentare in anni non lontani, che hanno conosciuto anche eventi tragici, ma che mantenevano il massimo rispetto delle garanzie istituzionali e che avevano rafforzato la democrazia italiana nel contesto internazionale. Ti prego: aiuta il paese a mantenere quella dignit\u00e0.<br \/>\nGIANCARLA CODRIGNANI<br \/>\nex-parlamentare<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2 luglio: il Senato approva<br \/>\nIl testo delle \u2018disposizioni in materia di sicurezza pubblica\u2019 (approvato dal Senato con il numero di codice 733-B) si avvia a compiere il suo percorso. 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