{"id":3148,"date":"2014-06-22T15:46:09","date_gmt":"2014-06-22T15:46:09","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3148"},"modified":"2014-06-22T15:46:09","modified_gmt":"2014-06-22T15:46:09","slug":"22-giugno-2013-e-sera-ma-sono-sempre-piu-esterrefatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3148","title":{"rendered":"22 giugno 2013  &#8212; E\u2019 sera ma sono sempre pi\u00f9 esterrefatta"},"content":{"rendered":"<p>Dopo aver pubblicato questa mattina la nota che devo alla documentazione degli amici del MoVi di Gemona ho continuato a cercare e ho trovato molte cose in proposito.<br \/>\nIn particolare non voglio dimenticare un articolo di Lettera 22 che riporto integralmente.<br \/>\nRisale al 12 dicembre scorso e mi chiedo perch\u00e9 non l\u2019avessi visto.<br \/>\nLa ragione sta proprio nella data. Verso Natale c\u2019\u00e8 un sommovimento pro infanzia cos\u00ec chi compera pupazzi, portamatite, bigliettini festevoli col logo di qualche associazione per l\u2019occasione pietosa pu\u00f2 trascorrere la festa natalizia tutta calda di bont\u00e0, un sentimento cos\u00ec buono e gradevole che non deve essere mescolato con la freddezza dei diritti e delle politiche conseguenti.<br \/>\nCos\u00ec ho lasciato perdere e ho fatto male perch\u00e9 l\u2019articolo \u00e8 ottimo.<br \/>\nRimedio pubblicandolo e segnalando per\u00f2 il buco dell\u2019Italia.<br \/>\nDa noi \u00e8 previsto che alcuni bambini non possano avere il certificato di nascita per legge (vedasi tag anagrafe).<br \/>\nAi loro genitori infatti viene chiesto il permesso di soggiorno che non hanno e si riducono a proteggere i figli nascondendoli.<br \/>\nHa scritto in uno dei suoi rapporti annuali il Gruppo CRC che ha il compito di monitorare l\u2019applicazione della \u00a0Convenzione di New York sui diritti del minore<\/p>\n<p><i>\u201c<\/i><em>Il timore, di essere identificati come irregolari pu\u00f2 spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all\u2019identit\u00e0 (art. 7 CRC), nonch\u00e9 dell\u2019art. 9 CRC contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori.<\/em><br \/>\n<em>Pur non esistendo dati certi sull\u2019entit\u00e0 del fenomeno, le ultime stime evidenziano la presenza di 544 mila migranti privi di permesso di soggiorno \u00a0Questo pu\u00f2 far supporre che vi sia un numero significativo di gestanti in situazione irregolare\u201d.<\/em><br \/>\nQualcuno se ne occuper\u00e0 in occasione del prossimo Natale? O anche prima?<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lettera22.it\/showart.php?id=12801&amp;rubrica=9\">Lettera 22<\/a>\u00a0 \u00a0\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0 IL DRAMMA DEI BAMBINI &#8220;INVISIBILI&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><i>L&#8217;Unicef lancia l&#8217;allarme,230 milioni di bambini non hanno un certificato di nascita<\/i><i><br \/>\n<\/i>Gianna Pontecorboli<\/p>\n<p>Giovedi&#8217; 12 Dicembre 2013<br \/>\nA prima vista, potrebbe apparire un problema da poco. Il bimbo e\u2019 nato, e\u2019 bello e sano, la mamma sta bene, si pensa a festeggiare il nuovo arrivato. Nessuno si preoccupa troppo di quel piccolo passo formale che serve a segnalare la sua nascita e che pu\u00f2 essere scomodo, costoso, qualche volta anche percepito come pericoloso.<br \/>\nI guai, per\u00f2, cominciano qualche anno dopo , quando la mamma cerca inutilmente di iscrivere il figlio a scuola e di fargli avere l\u2019assistenza medica . La sua crescita \u00e8 piena di rischi. Il passaporto \u00e8 un miraggio impossibile.<\/p>\n<p>In occasione del suo sessantasettesimo \u2018\u2019 compleanno\u2019\u2019, l\u2019Unicef ha voluto quest\u2019anno dedicare la sua attenzione a un problema tanto drammatico quanto spesso sottovalutato, quello dei bambini &#8221;invisibili&#8221;, che un compleanno, almeno ufficiale e riconosciuto, non lo avranno mai.<\/p>\n<p>Nel mondo, ha fatto sapere l\u2019organizzazione dell\u2019Onu che si occupa dell\u2019infanzia in un rapporto intitolato \u2018\u2019I diritti natali di ogni bambino\u2019\u2019 ci sono oggi 230 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni che non sono mai stati registrati e che non hanno un certificate di nascita. Pi\u00f9 o meno, si tratta di un bimbo su tre.<\/p>\n<p>\u2018\u2019Essere registrato alla nascita \u00e8 pi\u00f9 che un semplice diritto\u2019\u2019, spiega Geeta Rao Gupta, vice direttore esecutivo dell\u2019Unicef,\u2019\u2019 la registrazione \u00e8 la garanzia che il nuovo nato non pu\u00f2 essere dimenticato, che non possono essere negati i suoi diritti e che non gli possono essere nascosti i progressi del suo paese\u2019\u2019.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 pi\u00f9 complesso di quanto possa apparire a prima vista. Quella semplice comunicazione di una nuova nascita , che viene ormai da tanti anni considerata un dovere e un diritto in gran parte dei paesi , pu\u00f2 incontrare molti ostacoli, a cominciare dalla povert\u00e0 di tanti paesi in via di sviluppo. Non a caso, i paesi che hanno il piu\u2019 basso tasso di registrazione delle nascite sono la Somalia, con il 3 per cento, la Liberia, con il 4, l\u2019Etiopia con il 7.In alcune parti dell\u2019Africa , la met\u00e0 dei bambini registrati alla nascita non e\u2019 in grado di ottenere un regolare certificato di nascita, perch\u00e9\u2019 le spese per averli sono troppo alte per le famiglie con un reddito pi\u00f9 modesto, o perch\u00e9 i governi non li rilasciano.<br \/>\nPovert\u00e0, mancanza di organizzazione e arretratezza delle strutture pubbliche, tuttavia, non bastano a spiegare l\u2019ampiezza del fenomeno.<br \/>\nNell\u2019elenco degli stati che ancora incontrano molte difficolt\u00e0, ci sono anche il Pakistan e l\u2019India, che ha delle grosse differenze tra le varie regioni , e perfino alcune delle ruggenti economie del sud-est asiatico. .<br \/>\nSpesso, a ostacolare il processo sono gli stessi genitori, e per una serie di ragioni diverse.<br \/>\nPer le popolazioni pi\u00f9 isolate o che vivono nelle zone rurali, per esempio, il viaggio verso il pi\u00f9 vicino ufficio pubblico pu\u00f2 essere lungo, troppo scomodo e costoso da affrontare per un compito di cui non si percepisce fino in fondo l\u2019importanza.<\/p>\n<p>Per altri, entra in gioco la paura di dover rivelare delle informazioni che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza della famiglia, come la religione o l\u2019appartenenza etnica . In altri casi, infine, sono le leggi a creare degli ostacoli. In Nicaragua, per esempio, i figli di un\u2019unione consensuale vengono registrati solo temporaneamente se il padre non mette la sua firma , in Buthan non possono essere registrati i figli di un padre sconosciuto, in Libano hanno diritto alla registrazione per i palestinesi solo i bambini che hanno uno stato ufficiale di rifugiati .<\/p>\n<p>Insieme alla povert\u00e0 insomma, influiscono anche la geografia, l\u2019educazione e spesso la politica.<\/p>\n<p>Le conseguenze per\u00f2 sono disastrose. I bambini \u2018\u2019inesistenti\u2019\u2019, infatti, non rischiano soltanto di non poter andare a scuola e di non poter chiedere un regolare passaporto. Il loro stato li mette in pericolo in ogni momento, possono essere venduti o adottati illegalmente quando sono piccoli. E quando crescono possono facilmente essere utilizzati come soldati bambini senza che nessuno possa difenderli, sono facili prede di ogni ambiguo sfruttatore. Senza un certificate di nascita e\u2019 difficile proteggere legalmente una sposa- bambina o un dodicenne armato di mitra.<\/p>\n<p>Per aiutare i paesi piu&#8217; a rischio e soprattutto le famiglie, l\u2019Unicef ha studiato alcuni programmi tecnologici di facile utilizzazione. In Nigeria , per esempio , si utilizzano adesso i messaggini dei telefoni cellulari per registrare le nuove nascite. In altri paesi, come l\u2019Albania, l\u2019agenzia dell\u2019Onu ha chiesto l\u2019aiuto delle organizzazioni non governative per compilare moduli e raggiungere le popolazioni nomadi o altri gruppi marginalizzati.<\/p>\n<p>Qualche passo avanti, negli ultimi anni, e&#8217; stato fatto. Il lavoro da fare, tuttavia, \u00e8 ancora moltissimo. \u2018\u2019La registrazione e il certificato di nascita sono vitali per sviluppare le potenzialit\u00e0 di un bimbo\u2019\u2019, dice Geeta Rao Gupta.,\u2019\u2019tutti bambini nascono con un enorme potenziale. Ma se le societ\u00e0 mancano di contarli e non riconoscono neppure che ci sono, i piccoli diventano vulnerabili a ogni abuso. E inevitabilmente il loro potenziale ne risulta enormemente diminuito.&#8221;<\/p>\n<p>Gianna Pontecorboli<\/p>\n<p>La questione nello stesso periodo \u00e8 stata ripresa anche dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/web\/notizie\/rubriche\/mondo\/2013\/12\/11\/Campagna-Unicef-anagrafe_9762306.html\">Ansa<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver pubblicato questa mattina la nota che devo alla documentazione degli amici del MoVi di Gemona ho continuato a cercare e ho trovato molte cose in proposito. In particolare non voglio dimenticare un articolo di Lettera 22 che riporto integralmente. 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