{"id":3168,"date":"2014-07-01T04:49:12","date_gmt":"2014-07-01T04:49:12","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3168"},"modified":"2014-07-02T05:23:38","modified_gmt":"2014-07-02T05:23:38","slug":"1-luglio-2014-lettera-allon-curzio-maltese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3168","title":{"rendered":"1 luglio 2014  &#8211;  Lettera all&#8217;on. Curzio Maltese"},"content":{"rendered":"<p>Nel sito del parlamento europeo tutti i deputati hanno una casella di posta elettronica.<br \/>\nHo trovato quella dell\u2019on. Curzio Maltese e gli ho scritto il messaggio che segue.<br \/>\nAll\u2019on. Kyenge avevo gi\u00e0 scritto il 25 maggio, approfittando della sua casella di parlamentare italiana. Quella lettera \u00e8 leggibile anche da <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3081\">qui<\/a><\/p>\n<p><strong>Egregio onorevole Curzio Maltese,<\/strong><\/p>\n<p>Mi rivolgo a lei come parlamentare neo eletto al Parlamento europeo e come giornalista attento alla realt\u00e0 su cui possiamo intervenire, se qualcuno ce la rende nota.<br \/>\nCapisco che gli oggetti che in questo momento possono attrarre il prevalente interesse dell\u2019opinione pubblica siano riferibili alla flessibilit\u00e0 dei vincoli finanziari e, per ci\u00f2 che riguarda le migrazioni, all\u2019accoglienza dei migranti in fuga per cui l\u2019Italia \u00e8, geograficamente, paese di approdo.<br \/>\nMa per chi si rivolge a un parlamentare europeo, avendo consapevolezza delle ragioni per cui \u00e8 nata l\u2019idea di Unione Europea (gi\u00e0 nella tragedia in cui fu steso il documento di Ventotene),<i> <\/i>l\u2019Europa \u00e8 anche altro e anche su altro dovrebbe costruirsi un virtuoso necessario rapporto fra l\u2019Unione europea e gli stati che la compongono, di cui gli europei sono cittadini.<br \/>\nQuesto messaggio sar\u00e0 molto lungo perci\u00f2 non mi soffermo su tanti aspetti che pur mi coinvolgono e la cui conoscenza cerco di approfondire.<br \/>\nMi limito a un solo problema, ricordando che, ancora nel giugno1999, il Consiglio europeo ritenne che fosse opportuno riunire in una Carta i diritti fondamentali riconosciuti a livello dell\u2019Unione europea (UE) e che quindi assicurano nella legislazione dell\u2019UE stessa diritti personali, civili, politici, economici e sociali dei cittadini e dei residenti dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Per giungere al problema specifico che le porr\u00f2, ricordo, citando dal testo della Carta:<\/p>\n<p>&#8211;&gt; l\u2019articolo 21<i>\u00a0 <\/i>Non discriminazione<b> <\/b><\/p>\n<p><em>1. \u00c8 vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l&#8217;origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l&#8217;appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilit\u00e0, l&#8217;et\u00e0 o l&#8217;orientamento sessuale. <\/em><br \/>\n<em>2. Nell&#8217;ambito d&#8217;applicazione dei trattati e fatte salve disposizioni specifiche in essi contenute, \u00e8 vietata qualsiasi discriminazione in base alla nazionalit\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>&#8211;&gt; l\u2019articolo 24\u00a0 Diritti del minore<em> <\/em><br \/>\n<em>1 I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. [omissis]<\/em><br \/>\n<em>2. In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorit\u00e0 pubbliche o da istituzioni private, l&#8217;interesse superiore del minore deve essere considerato preminente. <\/em><br \/>\n<em>3. Il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ci\u00f2 sia contrario al suo interesse.<\/em><\/p>\n<p>In vari documenti inoltre si pu\u00f2 leggere un esplicito riferimento alla Convenzione di New York sui diritti dei minori, approvata dalle Nazioni Unite nel 1989, ratificata da tutti gli stati dell\u2019Unione Europea. In Italia \u00e8 legge n. 176 dal 1991 e afferma:<\/p>\n<p><em>&#8211;&gt; <\/em>Articolo 7<i><br \/>\n<\/i><em>1. Il fanciullo \u00e8 registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed a essere allevato da essi.<\/em><br \/>\n<em>2. Gli Stati parti vigilano affinch\u00e9&#8217; questi diritti siano attuati in conformit\u00e0 con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ci\u00f2 non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide.<\/em><\/p>\n<p>Dal 2009 (quarto governo Berlusconi, ministro dell\u2019interno Maroni) questa norma in Italia \u00e8 esplicitamente violata, negando quindi anche l\u2019indirizzo delle politiche fondanti l\u2019Unione Europea cui sopra ho fatto breve riferimento.<br \/>\nInfatti con un criptico emendamento (lettera g, comma 22, art. 1 legge 94\/2009) \u00e8 stata imposta per legge la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione della nascita \u2013 in Italia \u2013 di un figlio.<br \/>\nCi\u00f2 ha creato ostacoli a che un nuovo nato possa avere \u2013 in Italia &#8211; il certificato di nascita se figlio di migranti non regolari.<br \/>\nCos\u00ec il vicedirettore esecutivo dell\u2019Unicef definisce quel certificato: <em>\u00abLa registrazione delle nascite \u00e8 di vitale importanza. E\u2019 la chiave per garantire che i bambini non vengano dimenticati e che non vengano negati i loro diritti\u00bb.<br \/>\n<\/em>Sia detto per inciso che l\u2019Unicef si impegna in campagne promozionali (rivolte a paesi del terzo mondo e comunque non appartenenti all\u2019Unione Europea) perch\u00e9 sia assicurata la registrazione anagrafica di coloro che in quei paesi nascono.<br \/>\nIn Italia invece esiste una proposta di legge per rimediare allo sfregio di civilt\u00e0 introdotto cinque anni fa, proposta n. 740 che \u00e8 da una anno alla attenzione della commissione Affari Costituzionali senza che nessuno si impegni ad assicurane l\u2019approvazione (che, tra l\u2019altro, non comporta oneri di spesa).<\/p>\n<p>Lo scorso anno la Convention on the Rights of the Child (gruppo CRC) nel suo sesto rapporto ci aveva ricordato che<em><br \/>\n\u00abSebbene non vi siano dati certi sull\u2019entit\u00e0 del fenomeno le stime pi\u00f9 recenti sulla presenza di immigrati in situazione irregolare fanno supporre che vi possa essere un numero significativo di gestanti in situazione irregolare che potrebbero, per paura di essere identificate, non accedere alle cure ospedaliere ed alla registrazione anagrafica del figlio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Quest\u2019anno \u2013 nel suo settimo rapporto \u2013 il Gruppo CRC ci richiama le raccomandazioni del Comitato ONU nella forma che integralmente trascrivo:<br \/>\n<em>\u00ab28. Il Comitato ONU \u00e8 preoccupato per le restrizioni legali e pratiche al diritto dei minorenni di origine straniera di essere registrati alla nascita. In particolare, il Comitato esprime preoccupazione per come la L. 94\/2009 sulla pubblica sicurezza renda obbligatorio per i non cittadini mostrare il permesso di soggiorno per gli atti inerenti il registro civile. <\/em><br \/>\n<em>29. Il Comitato, richiamando l\u2019accettazione da parte dello Stato Italiano della Raccomandazione n. 40 durante l\u2019Universal Periodic Review, al fine di attuare la L. 91\/1992 sulla cittadinanza italiana, in modo da preservare i diritti di tutti i minorenni che vivono in Italia, raccomanda all\u2019Italia:<\/em><br \/>\n<em>a) di assicurare che l\u2019impegno sia onorato tramite la legge e facilitarlo nella pratica in relazione alla registrazione alla nascita di tutti i bambini nati e cresciuti in Italia;<\/em><br \/>\n<em>b) di intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini a essere registrati alla nascita, indipendentemente dall\u2019estrazione sociale ed etnica e dallo status soggiornante dei genitori;<\/em><br \/>\n<em>c) di facilitare l\u2019accesso alla cittadinanza per i bambini che potrebbero altrimenti essere apolidi\u00bb.<\/em><i><\/i><\/p>\n<p><strong>Le chiedo quindi un impegno forte di Parlamentare europeo per attivare ogni strumento che assicuri anche in Italia un rimedio a questo sfregio che da cinque anni ci disonora come esseri umani, come cittadini italiani e come europei che aspirano a veder realizzata un\u2019Unione fondata sulla giustizia che non pu\u00f2 prescindere dal rispetto dei diritti umani fondamentali,<\/strong><b><i><\/i><\/b><\/p>\n<p>Insieme ai miei cordiali saluti le porgo vivissimi auguri di buon lavoro<\/p>\n<p>Augusta De Piero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel sito del parlamento europeo tutti i deputati hanno una casella di posta elettronica. Ho trovato quella dell\u2019on. Curzio Maltese e gli ho scritto il messaggio che segue. All\u2019on. Kyenge avevo gi\u00e0 scritto il 25 maggio, approfittando della sua casella di parlamentare italiana. Quella lettera \u00e8 leggibile anche da qui&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3168\" title=\"Read more 1 luglio 2014  &#8211;  Lettera all&#8217;on. 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