{"id":3212,"date":"2014-07-29T20:04:08","date_gmt":"2014-07-29T20:04:08","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3212"},"modified":"2014-07-30T03:26:02","modified_gmt":"2014-07-30T03:26:02","slug":"29-luglio-2013-prima-pagina-e-una-voce-fuori-dal-coro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3212","title":{"rendered":"29 luglio 2013  &#8211;  Prima pagina e una voce fuori dal coro + un&#8217;altra voce il 30 luglio"},"content":{"rendered":"<p>La mattina alle 7.15 inizia una storica trasmissione di radio 3. Prima Pagina,\u00a0 che \u2013 dopo 45\u2019 di lettura dei giornali &#8211; passa a un filo telefonico diretto con gli ascoltatori.<br \/>\nOggi \u00e8 successo qualche cosa di molto importante. Ha telefonato una signora abitante a Pordenone, di cui spero di aver capito il nome e di averlo correttamente trascritto: Gluckman.<br \/>\nNon voglio commentare l\u2019intervento perch\u00e9 \u00e8 giusto parli da s\u00e9.<br \/>\nAlla fine il giornalista di turno \u2013 Enrico Fontana, direttore del quotidiano on line Paese sera \u2013 evidentemente emozionato (e anch\u2019io lo ero) ha parlato di \u2018testimonianza coraggiosa di civilt\u00e0\u2019<br \/>\nSono riuscita a scaricare il podcast della trasmissione e a trascrivere l\u2019intervento della signora Gluckman cos\u00ec come l\u2019ha pronunciato con tutte le caratteristiche di un parlato improvvisato..<br \/>\nChiunque pu\u00f2 risentirlo usando il podcast comunque lo trascrivo perch\u00e9 voglio conservarne memoria.<br \/>\nLa trasmissione delle 10, Tutta la citt\u00e0 ne parla, si \u00e8 svolta muovendo da questa telefonata.<\/p>\n<p><strong>Filo diretto di Prima Pagina del 29\/07\/2014 (giornalista Enrico Fontana)<\/strong><\/p>\n<p>Mi chiamo Gluckman. Dico quel mio cognome che \u00e8 il cognome di una famiglia ebrea laica che ha vissuto e vive in Italia dopo tutte le varie vicissitudini della Shoah. Io mi sento profondamente colpita appunto da quello che sta succedendo. Ma soprattutto come persona appartenente a una religione diversa. Perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 gli ebrei vogliono la pace. Noi confondiamo sempre, lasciamo che ci sia questa confusione, [qualche parola confusa] fra Israele ed Ebrei.<br \/>\nAnche in Israele ci sono tantissimi ebrei che vogliono la pace.<br \/>\nQuello che mi chiedo \u00e8 perch\u00e9 bisogna\u2026 mi fa paura quello che sta succedendo in Europa ma non voglio farmi prendere dalla paura. Quindi ai cortei pacifisti, pro palestinesi. che si stanno svolgendo e si svolgeranno \u2026 io abito in una citt\u00e0 piccola, Pordenone ma sabato prossimo \u00e8 previsto un corteo \u00a0organizzato dai giovani mussulmani. La mia paura \u00e8 che prender\u00e0 una piega antisemita ma non importa.<br \/>\nIo ci voglio andare ma ci voglio andare come ebrea, non nascondendomi, cos\u00ec come non si nascondono le bandiere palestinesi o le kefie, vogli andarci con una stella gialla. Io non ho paura di dire che appartengo a una famiglia ebraica. Credo che questa sia la linea da prendere, rifacendomi a quello che lei diceva prima nella risposta che ha dato sui popoli che devono rispondere. Ma devono rispondere senza paura anche gli ebrei europei, gli ebrei del mondo. Non si devono nascondere di nuovo.<br \/>\nSe si rendono conto che questo conflitto \u00e8 disumano sia da una parte che dall\u2019altra, senza andare a cercare le colpe e senza andare a cercare chi ha iniziato, chi non ha iniziato<br \/>\nCredo che dobbiamo uscire allo scoperto anche noi.<br \/>\nE non avere timore, perch\u00e9 il timore ci ha portato a quello che \u00e8 stato il disastro dell\u2019Olocausto, a dare adito e ad appoggiare col nostro silenzio molte volte un grido di paura. Mio padre ha vissuto poi tutta la vita nella paura.<br \/>\nIo per avere conoscenza cosa era successo da parte della famiglia\u00a0 in Polonia sono dovuta andare al centro ebraico di Varsavia perch\u00e9 mio padre non\u00a0 mi ha mai detto cos\u2019era successo alla nostra famiglia perch\u00e9 lui aveva il senso di colpa del sopravvissuto.<br \/>\nBasta, questo non deve esserci pi\u00f9.<br \/>\nSiamo contro la guerra chi \u00e8 contro la guerra, chi non appoggia il governo di Israele lo deve poter dire liberamente, poter scendere in piazza vicino agli altri senza vergognarsi, senza timore che succeda nulla perch\u00e9 questo allora sar\u00e0 veramente l\u2019unione dei popoli.<br \/>\nSe ancora abbiamo paura \u2013 e io ne ho \u2013 perch\u00e9 so benissimo come potrebbe trasformarsi questo corteo sabato prossimo ma penso che lo far\u00f2. Chiaramente non sono pi\u00f9 giovanissima, una persona degli anni cinquanta per\u00f2\u00a0\u00a0\u00a0 comunque.<br \/>\nCredo che dobbiamo farlo per dimostrare effettivamente il nostro sdegno nei confronti di questo conflitto.<\/p>\n<p><strong>mattina del 30 luglio. &#8211; Ricopio l\u2019intervento pubblicato da Marco Menin e da Lucia Cuocci<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nDviri: \u201cIsraele tra violenza e caos, ma io continuo a lavorare per la pace\u201d di Manuela Dviri<\/strong><b><\/b><\/p>\n<p>Sono orribili giornate. Giornate di disperazione.<\/p>\n<p>Non si sono ancora sbiadite le immagini dei tre adolescenti israeliani rapiti e poi barbaramente uccisi da due giovani palestinesi n\u00e9 quelle del giovane palestinese a sua volta barbaramente arso vivo da tre giovani israeliani, eppure \u00e8 come se fosse successo in un\u2019altra era, in altri tempi.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 caos, morte, distruzione, sconforto totale, angoscia, guerra. Siamo stati tutti travolti, israeliani e palestinesi, dall\u2019ennesima ondata di violenza.<\/p>\n<p>Non sono una politica, non ho votato per il governo che mi rappresenta e non desidero fare propaganda per il mio Paese. Lascio ad altri il compito. Posso solo dire ci\u00f2 che sento. E sento intorno a me solo dolore. \u00a0Ieri mi ha telefonato una vecchia signora, sopravvissuta alla Sho\u00e0, di novantacinque anni . \u201cNon voglio pi\u00f9 vivere \u201c mi ha detto. \u201cNon voglio pi\u00f9 vedere la sofferenza del mio paese, non ne voglio pi\u00f9 sapere di allarmi, di missili, di paura, di quel terribile reticolo di tunnel da qui escono esseri\u00a0 umani inferociti che vogliono uccidere e rapire i miei figli e nipoti e bisnipoti. Perch\u00e9 sono ancora viva?\u201d<\/p>\n<p>Non so che dirle. Anch\u2019io, a volte, vorrei sparire, non esistere.\u00a0E alla sofferenza per la morte di soldati diciottenni che conoscevo (siamo in un piccolo paese ci conosciamo tutti), si aggiungono quella per la sofferenza e la morte di tanti bambini di Gaza che non conosco e di tante donne e madri, vittime non solo del nostro esercito, ma anche di chi li usa come scudi umani, violando sistematicamente ogni diritto. 100000 persone, tra cui amici e persone che conosco bene, sono diventati profughi nella loro stessa terra, senza acqua, cibo e luce, ma Hamas, non vuole fermarsi fino alla vittoria su Israele. E che razza di vittoria sarebbe, alla fine?\u00a0Prima o poi, si sa, anche questa guerra finir\u00e0, e \u00a0in Israele i politici dovranno rispondere alle nostre domande e rendere conto dei loro errori .\u00a0Spero che anche a Gaza succeder\u00e0 la stessa cosa.<\/p>\n<p>Ma il mondo, per il momento, tace. Nessuno dice niente. Nessuno fa niente. Chi ha voglia di sentir parlare, o che Dio non voglia, di cercare \u00a0di porre fine all\u2019ennesima guerra mediorientale? O di parlare dei 1000 bambini che muoiono ogni giorno in Siria ? o in Iraq? O in Libia?<\/p>\n<p>Qui almeno\u00a0 si spera \u00a0arriver\u00e0, prima o poi, il cessate il fuoco.\u00a0Fino alla prossima volta, naturalmente.\u00a0Ho dentro un grumo di dolore che non si scioglie. Le lacrime mi strozzano la gola.\u00a0Voglio che quest\u2019orrore finisca.\u00a0Vorrei urlare,\u00a0 vorrei pregare, \u00a0ma non \u00a0so come. Ero a Roma\u00a0 un mese fa a pregare con Peres e Abu Mazen nei giardini del Vaticano, Dov\u2019\u00e8 finita la nostra preghiera?<\/p>\n<p>No, non \u00a0ho il lusso di farmi prendere dalla disperazione e dal pessimismo. Ce n\u2019\u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 che a sufficienza, intorno a me, e odio e rancore e morte e distruzione. Da ebrea, da israeliana, madre, donna, da essere umano, la mia preghiera laica \u00e8 continuare \u00a0a dedicarmi, anche e soprattutto in queste stesse ore, \u00a0a \u201cSaving Children\u201d \u00a0un progetto \u00a0gestito dal Centro Peres per la Pace, e finanziato dalla Regione Umbria e Toscana.<\/p>\n<p>Il progetto si occupa di salute per bambini palestinesi, qualora all\u2019interno dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese non possano essere curati per ragioni che non sto ora a elencare e che penso non sia difficile immaginare.\u00a0A ora ne abbiamo curati,\u00a0 in Israele, pi\u00f9 di diecimila.\u00a0Una goccia nel mare , ma una goccia importante. 170 medici palestinesi si sono specializzati attraverso un progetto parallelo in vari ospedali israeliani e gi\u00e0 lavorano a Gaza e a Ramallah.<\/p>\n<p>Mi auguro quindi che l\u2019Italia ci aiuti almeno in questo, e spero di non vedere partire dall\u2019Italia un aereo che venga a portare i bambini feriti in Italia, in un atto tanto bello e scenografico quanto costoso. Abbiamo bisogno di tornare a ricucire l\u2019umanit\u00e0 e la pietas tra i due popoli. Datecene almeno la possibilit\u00e0. Pregate in questo modo, insieme con noi.<\/p>\n<p><em>Manuela Dviri \u00e8 una giornalista e scrittrice italiana naturalizzata israeliana. Nel 1998\u00a0il figlio Yonathan, che prestava servizio nell\u2019esercito israeliano, viene ucciso durante un conflitto a fuoco. Da allora si\u00a0batte per una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mattina alle 7.15 inizia una storica trasmissione di radio 3. Prima Pagina,\u00a0 che \u2013 dopo 45\u2019 di lettura dei giornali &#8211; passa a un filo telefonico diretto con gli ascoltatori. Oggi \u00e8 successo qualche cosa di molto importante. 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