{"id":3285,"date":"2014-08-25T14:49:16","date_gmt":"2014-08-25T14:49:16","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3285"},"modified":"2014-08-25T14:49:16","modified_gmt":"2014-08-25T14:49:16","slug":"25-agosto-2014-25-agosto-1989-roberto-saviano-ricorda-jerry-masslo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3285","title":{"rendered":"25 agosto 2014 &#8211; 25 agosto 1989 \u2013 Roberto Saviano ricorda Jerry Masslo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mai sentito parlare di Jerry Masslo?<\/strong><\/p>\n<p><em>Fuggito dal Sudafrica dell&#8217;apartheid, ucciso da bianchi a Villa Literno. Venticinque anni fa l&#8217;Italia scopriva cos\u00ec gli immigrati e i razzisti. &#8220;Ecco perch\u00e9 non va dimenticato&#8221;<\/em><\/p>\n<p>di ROBERTO SAVIANO\u00a0\u00a0\u00a0 24 agosto 2014\u00a0 (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2014\/08\/24\/news\/saviano_jerry_masslo-94354580\/?ref=HRER1-1\">link<\/a>)<\/p>\n<p>Avevo dieci anni quando uccisero Jerry Masslo a Villa Literno. A colpirmi non fu tanto la morte di un ragazzo sudafricano ammazzato mentre difendeva il suo salario da una rapina, quanto la fiumana dei duecentomila che per lui sfil\u00f2 poi a Roma. Sfilavano per un uomo ammazzato nel casertano. La sera in casa accendevamo il telegiornale e l\u00ec dentro si parlava di Villa Literno. Per me era come se il mondo ci avesse scoperto, come se avesse d&#8217;improvviso saputo che esistevamo e che campavamo in un territorio feroce. A quella manifestazione partecip\u00f2 Tommie Smith, medaglia d&#8217;oro nel 1968 a Citt\u00e0 del Messico, quello che assieme a Lee Evans era salito sul podio olimpico senza scarpe e alzato il pugno con il guanto nero al cielo. Era venuto apposta dagli Stati Uniti per sfilare in nome di Jerry Masslo.<\/p>\n<p>Il contrappunto lo dava il silenzio di Villa Literno. Spettrale. Gli immigrati scappavano certi che gli omicidi non si sarebbero fermati.<br \/>\nL&#8217;Italia inizi\u00f2 a conoscere cos\u00ec l&#8217;immigrazione e il mercato dell&#8217;oro rosso. Bastava che aumentasse di pochi centesimi il costo del salario dei raccoglitori per rendere fuori mercato i pomodori meridionali. Mille lire a cassetta riempita. Oggi circa tre euro e mezzo. La raccolta si regge sui braccianti africani e slavi, turni pesanti, lunghi, a prezzi bassi. Villa Literno ha diecimila abitanti, in estate seimila in pi\u00f9. La piazza principale \u00e8 la &#8220;piazza degli schiavi&#8221; perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si fa trovare chi vuole essere reclutato dai caporali.<\/p>\n<p>Le storie di quegli anni sono state rimosse, raccolte in una pubblicistica rada e quasi tutta accademica. Poche le eccezioni, tra cui i preziosi saggi di Giulio Di Luzio Non si fitta agli extracomunitari (Eir, 2014) e A un passo dal sogno (Besa Editore, 2006). Raccontano, anche, come l&#8217;arrivo dei braccianti stranieri inizi\u00f2 a mettere in crisi il meccanismo criminale. Per esempio raccontano del 4 dicembre dell&#8217;86, di quando la camorra uccide Thomas Quaye e Gorge Anang. Trucidati a Castel Volturno, i loro corpi vengono mostrati nel centro del paese a mo&#8217; di esempio: i due ragazzi &#8211; si diceva &#8211; avevano deciso di fumarsi una canna laddove questo era tollerato solo per i bianchi. Nell&#8217;agosto dell&#8217;87, sempre a Villa Literno, Fouad Khaimarouni, muratore marocchino, viene lanciato nel vuoto dalla finestra di una palazzina in costruzione dove aveva trovato riparo. Il 30 settembre 1988 il tanzaniano Juma Iddi Bayar viene ucciso a Mondragone: viveva in una propriet\u00e0 di uomini vicini ai clan. Il 6 aprile 1989 Ben Al\u00ec Hassen, tunisino, ventisei anni, viene ammazzato a Casal di Principe: \u00e8 accusato dai clan di organizzare il reclutamento di immigrati. Il 3 giugno dell&#8217;89 a Cancello Arnone ammazzano il trentunenne Abderrhmann Meftah e il 18 il marocchino Baid Bouchaid a Casapesenna, accusato dal pensionato che gli spara di essere andato a vivere troppo vicino alla sua villa. Eppure gli stranieri arrivano perch\u00e9 i caporali al servizio dei grandi gruppi conservieri offrono lavoro. Diventano una miniera anche per l&#8217;economia locale. Che inizia a speculare. Le &#8220;cucce&#8221; in vecchi casolari abbandonati vengono loro affittate a prezzi da hotel, e nelle rosticcerie i neri pagano il doppio mentre per loro nei bar ci sono solo bicchieri di plastica. Quelli portano le malattie.<\/p>\n<p>Jerry Masslo viveva in una masseria abbandonata di Villa Literno quando il 25 agosto 1989 in quattro decidono di rapinare i salari dei braccianti. \u00e8 un prelievo facile, che &#8220;balordi&#8221; non camorristi e spesso figli della piccola borghesia locale ogni tanto fanno. Arrivano in motorino all&#8217;alba per trovare gli africani ancora intontiti, si mettono una calza in testa e armati urlano ai &#8220;negri&#8221; di consegnare i soldi. Un ragazzo sudanese prova ad avvertire gli altri di scappare, gli spaccano la testa con il calcio della pistola e gli rubano un milione e mezzo di lire che teneva sotto il cuscino. Decine di ragazzi corrono verso le campagne. Jerry Masslo. Anche lui corre, corre e inciampa ricordano i testimoni, cade quasi in ginocchio davanti ai rapinatori, alza le mani ma non consegna i soldi. Parla in inglese, una sola domanda: &#8220;Why?&#8221;, perch\u00e9, e lo chiede ancora e ancora e ancora. Troppe volte. Quattro colpi lo colpiscono all&#8217;addome, i rapinatori feriscono anche un ragazzo keniota. Finiti i proiettili scappano sui motorini. Jerry Masslo resta a terra.<\/p>\n<p>La sua morte non passa inosservata come quelle degli altri immigrati. Esiste un momento in cui il sangue si cumula, litri su litri, e supera la linea di invisibilit\u00e0 dello sguardo. L&#8217;Italia si accorge dell&#8217;immigrazione, pi\u00f9 di un milione di persone le cui condizioni di vita sono ignorate. Masslo era un rifugiato politico riconosciuto dall&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite. Era fuggito dal regime razzista di Pretoria e riparato in Italia grazie all&#8217;intervento di Amnesty International che in un comunicato scriver\u00e0: &#8220;Jerry Essan Masslo \u00e8 stato ucciso da alcuni bianchi che riteneva pi\u00f9 accoglienti di quelli che aveva imparato a conoscere in Sudafrica&#8221;. L&#8217;intera societ\u00e0 civile prende posizione, preti sindacalisti amministratori ministri tutti si sentono chiamati in causa. L&#8217;indignazione porta alla legge Martelli che per la prima volta regolamenter\u00e0 l&#8217;immigrazione ridefinendo lo status di rifugiato. Masslo muore che aveva trentanove anni. Prima di arrivare a Villa Literno era stato ospitato a Roma, nella casa di accoglienza &#8220;La tenda di Abramo&#8221;. Aveva partecipato alla sua inaugurazione alla presenza dell&#8217;arcivescovo Desmond Tutu. Aveva cantanto Cry Freedom, inno contro l&#8217;apartheid. In Sudafrica aveva perso il padre e un figlio, Jeremy, che aveva sette anni, uccisi a Soweto durante una manifestazione. Fu allora che, con suo fratello, decise di scappare. La moglie e gli altri figli fuggono in Zambia. Loro si imbarcano a Cape Town. Il fratello si ammala. Quando la nave fa una sosta in Nigeria, Jerry scende per procurarsi i medicinali. Non lo fanno pi\u00f9 risalire, resta l\u00ec, vende tutto ci\u00f2 che ha. Un orologio, un braccialetto d&#8217;oro, riesce a comprare un biglietto aereo per l&#8217;Italia. Quando atterra a Fiumicino la polizia lo trattiene in aeroporto, ci star\u00e0 un mese, il tempo di riuscire a far valere la sua condizione di rifugiato politico. L&#8217;Italia doveva essere solo una tappa nel suo progetto di nuova vita. Il vero obiettivo \u00e8 il Canada, certo che laggi\u00f9 ci sar\u00e0 pieno riconoscimento dei suoi diritti mentre l&#8217;Italia concede l&#8217;asilo politico solo ai richiedenti dell&#8217;Est europeo. Per questo motivo il rifugiato Jerry Essan Masslo non potr\u00e0 cercare un lavoro regolare. Ma potr\u00e0 andare a raccogliere pomodori a Villa Literno per quattordici ore al giorno.<\/p>\n<p>Venticinque anni sono passati. Non sembrano cos\u00ec tanti. La memoria dei sentimenti dilata se stessa incurante della dimensione temporale, vive in un continuo presente. Molte cose sono cambiate e molte sono rimaste immobili. Le accuse generiche nei confronti degli immigrati sono le stesse di allora. Lo ius soli \u00e8 un miraggio. Migliaia di ragazzi nascono in Italia, studiano in Italia, vivono formandosi come italiani e ancora non hanno passaporto italiano perch\u00e9 figli di stranieri. Eppure. Nell&#8217;Italia del sud, cerniera tra Europa e Africa, i migranti arrivano l\u00e0 dove gli italiani abbandonano, costruiscono lavoro e mercato. Portano diritti. Yvan Saignet, per esempio, ingegnere camerunense, raccoglitore di pomodori in Puglia: \u00e8 riuscito a ottenere che in Italia venisse introdotto il reato di caporalato. Ed \u00e8 proprio dalla lotta contro razzismo e caporalato che al Sud sono nate le esperienze politiche migliori. L&#8217;impegno del vescovo Nogaro, faro di saggezza nei momenti pi\u00f9 duri della storia del casertano. Renato Natale oggi sindaco a Casal di Principe. Dimitri Russo sindaco di Castel Volturno. Castel Volturno \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 africana d&#8217;occidente. Dovrebbe essere un laboratorio prezioso, rischia di essere un ghetto dove anche gli amministratori perbene non riusciranno, soli, a mutare il corso delle cose.<\/p>\n<p>La storia di Masslo non va dimenticata non solo per conservare il dolore per lo spreco di una vita preziosa colma di forza. Ma per mostrare che il percorso iniziato \u00e8 ancora lontano da compiersi. I conflitti innescati dai flussi migratori sono naturali, innaturale \u00e8 che in Italia non ci sia ancora una vera strada per stabilizzare la presenza migrante considerandola una risorsa preziosa. Siamo ancora lontani dall&#8217;avere un numero importante di imprenditori, medici, poliziotti, africani o di origine africana in grado di nutrire un nuovo percorso di integrazione. L&#8217;unica strada per risolvere le contraddizioni \u00e8 quella semplice da individuare e ardimentosissima da realizzare: il riconoscimento dei diritti. E questo Jerry Essan Masslo lo aveva capito sino in fondo.<\/p>\n<p><em><strong>NOTA \u2013 Una traccia di storia del nostro degrado<\/strong><\/em><br \/>\n<em>La <a href=\"http:\/\/www.ipasvi.it\/archivio_news\/leggi\/197\/L280290n39.pdf\">legge Martelli <\/a>(28 febbraio\u00a0<a title=\"1990\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1990\">1990<\/a>\u00a0n. 39) abrog\u00f2 la \u2018riserva geografica\u2019.<\/em><br \/>\n<em>Sarebbe poi venuta la legge <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/98040l.htm\">Turco Napolitano<\/a> <b>(n. 40 del 6 marzo <\/b><a title=\"1998\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1998\"><b>1998<\/b><\/a><b>),<br \/>\nla <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/02189l.htm\">Bossi Fini<\/a> (<\/b>30 luglio <a title=\"2002\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2002\">2002<\/a>, n. 189),<br \/>\nil <a href=\"http:\/\/www.parlamento.it\/parlam\/leggi\/09094l.htm\">pacchetto sicurezza<\/a> voluto dal ministro Maroni (n.94 del 15 luglio 2009)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mai sentito parlare di Jerry Masslo? 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