{"id":3317,"date":"2014-09-07T21:21:55","date_gmt":"2014-09-07T21:21:55","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3317"},"modified":"2014-09-07T21:46:05","modified_gmt":"2014-09-07T21:46:05","slug":"7-settembre-2014-ricevo-da-bruno-segre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3317","title":{"rendered":"7 settembre 2014  &#8211;  Ricevo da Bruno Segre"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A Gaza l\u2019operazione \u201cMargine di protezione\u201d era in corso ormai da alcune settimane quando alla comunit\u00e0 ebraica nord-americana venne indirizzata una lettera aperta, sottoscritta da 309 israeliani che attualmente risiedono negli USA.<\/em><br \/>\n<em>Propongo alla vostra lettura questo testo, del quale ho eseguito la traduzione integrale in italiano. I firmatari\u00a0 costituiscono il nucleo originario di un gruppo che si denomina \u201cIsraelis for a Sustainable Future\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Ecco qui di seguito il testo.<\/em><br \/>\n<em>Bruno Segre<\/em><\/p>\n<p><strong>Una lettera aperta agli ebrei americani<\/strong><\/p>\n<p>Siamo un gruppo di israeliani viventi attualmente negli Stati Uniti.\u00a0 Ci rivolgiamo a voi in quanto ci opponiamo agli atti compiuti dal governo israeliano nel contesto dell\u2019operazione \u201cMargine di protezione\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che non riconosciamo la minaccia che Hamas costituisce per il popolo israeliano. Ci opponiamo a che vengano usate armi l\u00e0 dove vive la popolazione civile e denunciamo il sacrificio di civili da parte sia del regime di Hamas sia del governo d\u2019Israele. Se richiediamo che cessi il bombardamento di Gaza, ci\u00f2 non implica che non ci rendiamo conto delle condizioni impossibili in cui sono costretti a vivere gli israeliani che risiedono nella parte a sud del Paese. N\u00e9 significa che non esigiamo per loro condizioni di sicurezza. Ma riconosciamo anche che dal governo d\u2019Israele tale loro esigenza viene sistematicamente ignorata, salvo farla valere quando o governanti ritengano di trarne qualche vantaggio. In meno di sei anni abbiamo assistito a tre operazioni militari di grandi dimensioni; si tratta di operazioni che vengono riproposte \u00a0periodicamente perch\u00e9 sono infruttuose. D\u2019accordo, per il momento le riserve di Hamas sono svuotate e le iniziative del movimento sono temporaneamente bloccate. Ma il prezzo morale richiesto per conseguire un tale risultato non valeva la pena che venisse pagato. E quand\u2019anche ne fosse valsa la pena, sul lungo periodo l\u2019uccisione di migliaia di civili e lo spostamento forzato di centinaia di migliaia di abitanti della Striscia non indeboliscono Hamas. Un simile bagno di sangue non fa che alimentare quell\u2019unica risorsa di cui Hamas non pu\u00f2 privarsi: l\u2019odio. Solamente negoziati significativi di pace e la fine del regime di occupazione in Cisgiordania e a Gaza (il blocco \u00e8 pur sempre una forma di occupazione) potranno prevenire la prossima salva di missili su Israele e la prossima serie di uccisioni indiscriminate a Gaza.<\/p>\n<p>Ci rivolgiamo a voi perch\u00e9 desideriamo che si riconsideri che cosa significa essere favorevoli a Israele piuttosto che offrire un appoggio alla Palestina. Riteniamo che questi due termini debbano diventare un\u2019unica e identica cosa. Siamo convinti che il sostenere che l\u2019uno e l\u2019altro popolo sono degni di godere di pari diritti sia il solo modo per dare vita a un Israele e a una Palestina migliori, e desideriamo che la comunit\u00e0 ebraica americana avalli questo nostro messaggio.<\/p>\n<p>La convinzione che l\u2019essere \u201cfavorevoli a Israele\u201d significhi difendere acriticamente le azioni del governo e dell\u2019esercito d\u2019Israele non reca alcun aiuto al popolo israeliano. Il popolo israeliano non trae alcun vantaggio dall\u2019essere oppressore.\u00a0 Alla societ\u00e0 israeliana non giova il governare su 4 milioni di palestinesi. Il soldato e la soldatessa israeliani non godono di alcun beneficio quando mettono a repentaglio la propria vita in guerre che potrebbero essere evitate.<\/p>\n<p>N\u00e9 alcun beneficio deriva al popolo d\u2019Israele dal perpetuarsi del regime d\u2019occupazione. I ragazzi israeliani non imparano nulla da chi insegna loro che tutto il mondo desidera ucciderli. E la popolazione d\u2019Israele non acquista vigore con il coltivare l\u2019aggressivit\u00e0, con l\u2019alzare l\u2019asticella dell\u2019intolleranza e con l\u2019accrescere il razzismo violento nei confronti dei concittadini palestinesi.<\/p>\n<p>Ma proprio nella prosecuzione dell\u2019occupazione sta il motivo che ha innescato la guerra ora in corso. Sfortunatamente il cinismo continua a crescere fra gli uomini e le donne che governano Israele: costoro sono disposti a sacrificare le vite di chiunque pur di conservare le loro posizioni di potere e di mantenere intatto il controllo sul popolo palestinese.<\/p>\n<p>Siamo certi che la guerra in atto si sarebbe potuta evitare. Non crediamo che tutti i palestinesi ci vogliano uccidere. E siamo ben lieti di spiegare da dove stiamo venendo.<\/p>\n<p>Riteniamo che un\u2019informazione tendenziosa cerchi di far passare l\u2019immagine di una simmetria che non esiste. Date un\u2019occhiata alle cifre. Guardate le fotografie. Non \u00e8 con il biasimare il coro internazionale delle critiche che \u00a0si riesce a rendere migliore l\u2019immagine di Israele. La si pu\u00f2 migliorare, tale immagine, \u00a0agendo in modo tale da far cessare le violazioni dei diritti umani. Ovviamente con questo nostro discorso non intendiamo essere indulgenti verso qualsiasi forma di antisemitismo, ma pensiamo che l\u2019accantonare il nostro discorso facendolo passare per antisemita non giovi a nessuno.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che tutto, siamo convinti che il sangue \u00e8 sangue, e che il sangue \u00e8 uguale e di pari valore per tutti. E siamo ben consapevoli di ci\u00f2 che avviene quando circola l\u2019idea che le vite di un popolo valgano meno delle vite di altri popoli.<\/p>\n<p>Per uscire dal ciclo della violenza, Israele ha bisogno del vostro sostegno.<\/p>\n<p>Vi sollecitiamo a dire ai vostri leader che si sforzino di esaminare con occhio critico quelle politiche del governo israeliano dietro le quali essi si sogliono allineare. Vi chiediamo altres\u00ec di sostenere in Israele le voci moderate: forze che si trovano sempre pi\u00f9 esposte ad attacchi da parte del loro stesso governo e dei mezzi israeliani di informazione, oltre a subire persino violenze fisiche per mano di vigilantes della destra. Vi incoraggiamo a scrivere ai vostri rappresentanti al Congresso perch\u00e9 condividano con voi la convinzione che Israele potr\u00e0 garantirsi sicurezza e prosperit\u00e0 soltanto se smetter\u00e0 di uccidere civili, rinuncer\u00e0 definitivamente all\u2019occupazione di Gaza e della Cisgiordania e garantir\u00e0 libert\u00e0 ed eguaglianza a tutti i suoi cittadini. Vi invitiamo ad avviare con noi un fruttuoso dialogo.<\/p>\n<p>IFSF \/ Israelis for a Sustainable Future<\/p>\n<h3><strong><em>Chi \u00e8 Bruno Segre<\/em><\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #373737; font-family: 'Courier New';\"><span style=\"font-size: medium;\">Bruno Segre, storico e saggista, \u00e8 nato a Lucerna nel 1930, ha studiato filosofia alla scuola di Antonio Banfi; si \u00e8 occupato di sociologia della cooperazione e di educazione degli adulti nell\u2019ambito del movimento Comunit\u00e0 fondato da Adriano Olivetti; ha insegnato in Svizzera dal 1964 al 1969; per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del \u201cCentro di documentazione ebraica contemporanea\u201d di Milano; per molti anni ha presieduto l\u2019associazione italiana \u201cAmici di Neve Shalom Wahat as-Salam\u201d; nel quadro di un\u2019intensa attivit\u00e0 pubblicistica, ha dedicato contributi a vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei; per anni ha diretto la prestigiosa rivista di vita e cultura ebraica \u201cKeshet\u201d. Tra le opere di Bruno Segre: Gli ebrei in Italia, Giuntina, Firenze 2001; Shoah, Il Saggiatore, Milano 1998, 2003<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><em><span style=\"color: #373737; font-family: 'Courier New';\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A Gaza l\u2019operazione \u201cMargine di protezione\u201d era in corso ormai da alcune settimane quando alla comunit\u00e0 ebraica nord-americana venne indirizzata una lettera aperta, sottoscritta da 309 israeliani che attualmente risiedono negli USA. Propongo alla vostra lettura questo testo, del quale ho eseguito la traduzione integrale in italiano. 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