{"id":3340,"date":"2014-09-26T09:06:55","date_gmt":"2014-09-26T09:06:55","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3340"},"modified":"2014-09-26T11:41:01","modified_gmt":"2014-09-26T11:41:01","slug":"26-settembre-2014-una-petizioen-fallimentare-che-non-demorde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3340","title":{"rendered":"26 settembre 2014  &#8211; Una petizione fallimentare che non demorde"},"content":{"rendered":"<p><em>La petizione presentata lo scorso novembre per sollecitare l\u2019approvazione della pdl 740 ha ottenuto solo 547 firme. Ma i diritti sono diritti a prescindere dal loro peso commisurato\u00a0al numero delle persone che si espongono per sostenerli, non necessariamente e non sempre disposte a sottomettersi alla logica del voto di scambio pur a mio parere dominante. So bene che a volte (ma non sempre per fortuna) le associazioni che si dicono finalizzate alla promozione dei diritti delle persone sono attente invece al consenso che si avvita fra istituzioni e \u2018senso comune\u2019. E\u2019 un consenso che pu\u00f2 produrre contributi (o almeno notoriet\u00e0) e quindi la premura a non dare fastidio diventa quasi ossessiva e porta a scelte anche squallide.<br \/>\nConsiderato che la proposta di legge (di cui ho pubblicato il testo il 17 giugno 2013) resta proposta ho cos\u00ec scritto alla presidente Boldrini, ai deputati firmatari della pdl 740 e all\u2019on. Kyenge, segnalando un interesse, tanto raro quanto pregevole, di realt\u00e0 associative, fermo restando il mio rispetto e la mia gratitudine per chi si \u00e8 impegnato a firme personali. Al solito, per lo sviluppo delle informazioni, rinvio al tag anagrafe nel blog e, in calce, riporter\u00f2 il sito di change.org da cui \u00e8 ancora possibile firmare la petizione.<\/em><\/p>\n<p>Gentile presidente Boldrini, le scrivo quale prima firmataria della petizione con cui le viene chiesto di garantire, secondo le sue competenze istituzionali, la proposta di legge 740 (primo firmatario on. Ettore Rosato) che \u00e8 all\u2019attenzione della Commissione Affari Costituzionali da pi\u00f9 di un anno. Se approvata cancellerebbe la discriminazione che da cinque anni nega il certificato di nascita ai figli dei migranti privi di permesso di soggiorno. Si tratta di bambini che nascono in Italia cui \u00e8 negato il diritto, affermato dalle norme internazionali e nazionali, di avere un\u2019esistenza giudicamene riconosciuta con tutto ci\u00f2 che ne consegue nella vita di una persona e, in particolare, di una persona debole, messa a rischio senza difese non solo dalla violenza che in tanti modi si esercita nella nostra e in altre societ\u00e0 ma direttamente dalla legge. Ce lo chiede anche il Comitato Onu per i diritti dell\u2019infanzia (come riferisce il settimo rapporto della Convention on the Rights of the Child)\u00a0 facendo esplicito riferimento a quanto previsto dalla legge 94\/2009. Pochi giorni fa la petizione \u00e8 stata firmata anche dal segretario del Movimento di cooperazione educativa che ha accompagnato la sua firma con questo commento: \u00abGent. Presidente, in qualit\u00e0 di segretario nazionale del MCE-Movimento di Cooperazione Educativa, riteniamo che l&#8217;educazione alla convivenza democratica, alla pace, alla mondialit\u00e0, all&#8217;intercultura non possano essere ristretti ai cittadini ufficialmente riconosciuti da uno stato ma a tutti coloro che vi vivono e\/o vi sono nati, senza preclusioni. Una scuola inclusiva e democratica presuppone una societ\u00e0 inclusiva e aperta. Ringraziando vivamente per l&#8217;opportunit\u00e0, Giancarlo Cavinato\u00bb. Tale adesione, motivata e consapevole, si accompagna a quanto raccomandato a seguito del recente congresso dalla Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle Migrazioni: \u00abapprovare una legge che garantisca il diritto alla registrazione anagrafica per tutti i figli indipendentemente dalla situazione giuridico amministrativa dei genitori, senza la necessit\u00e0 di esibire documenti inerenti al soggiorno, in modo da evitare che ci siano \u201cnati invisibili\u201d con conseguenze aberranti di ordine sociale e sanitario\u00bb. Queste voci sono state raccolte anche dalla Associazione Studi Giuridici Immigrazione che il 26 agosto scorso ha scritto in un comunicato pubblicato nel proprio sito web: \u00abL\u2019ASGI sostiene la proposta di legge presentata da un gruppo di Deputati per reintrodurre esplicitamente gli atti di stato civile tra quelli per i quali non \u00e8 necessaria l\u2019esibizione dei documenti di soggiorno\u00bb. Non posso naturalmente citarle le parole di singole persone consapevoli che hanno cercato di far sentire la propria voce su questo problema, firmando la petizione e con altri strumenti di cui si sono voluti giovare. Contando sulla sua attenzione, porgo distinti saluti<\/p>\n<p>Augusta De Piero \u2013 Udine<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/laura-boldrini-mai-pi%C3%B9-bambini-invisibili-agli-occhi-dello-stato-italiano\">https:\/\/www.change.org\/p\/laura-boldrini-mai-pi%C3%B9-bambini-invisibili-agli-occhi-dello-stato-italiano<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La petizione presentata lo scorso novembre per sollecitare l\u2019approvazione della pdl 740 ha ottenuto solo 547 firme. 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