{"id":3365,"date":"2014-10-03T06:02:20","date_gmt":"2014-10-03T06:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3365"},"modified":"2014-10-29T07:20:11","modified_gmt":"2014-10-29T07:20:11","slug":"3-settembre-2014-la-salute-dei-migranti-fra-strumentalizzazione-e-attenzione-competente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3365","title":{"rendered":"3 ottobre 2014  &#8211;  La salute dei migranti fra strumentalizzazione e attenzione competente"},"content":{"rendered":"<p>Dal sito della <a href=\"http:\/\/www.simmweb.it\">Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle migrazioni<\/a><\/p>\n<p><strong>Settembre 2014<\/strong>. Tubercolosi e immigrazione. Inutile e pericoloso allarmismo. \u201cNon c\u2019\u00e8 assolutamente una epidemia di Tbc\u201d e \u201cl\u2019allarmismo non aiuta. \u00c8 giusto creare l\u2019attenzione sui problemi ma non banalizziamo e cerchiamo di dedicare al tema la giusta attenzione, mettendo in atto una serie di risposte concrete\u201d. \u00c8 quanto afferma, in una intervista al Sir, Giovanni Baglio, coordinatore scientifico della SIMM (Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle Migrazioni) e medico epidemiologo dell\u2019Inmp (Istituto nazionale salute, migrazione e povert\u00e0), a proposito della polemica in Italia a seguito di un post lanciato sul blog di Beppe Grillo e il relativo hashtag in rete \u201ctbcnograzie\u201d sul rischio Tbc tra i poliziotti che vengono in contatto con i migranti. \u201cQuesto degli immigrati che portano le malattie \u00e8 un vecchio clich\u00e9 che periodicamente viene riproposto. In realt\u00e0 \u00e8 un clich\u00e9 che non trova conferma dalle statistiche \u2013 precisa Baglio rispondendo alle domande di Patrizia Caiffa -. Il \u00a0problema della Tbc \u00e8 assai complesso, quindi \u00e8 necessario evitare le banalizzazioni e non scatenare gli allarmismi\u201d. Secondo i dati del ministero della Salute forniti dall\u2019esperto c\u2019\u00e8 stato un aumento assoluto del numero dei casi di Tbc tra i migranti: erano 1.600 nel 2003, sono saliti a 2.000 nel 2009. \u201cMa se poi questi dati si mettono in rapporto con l\u2019aumento della popolazione straniera in Italia, il tasso di incidenza diminuisce drasticamente: era di 100 su 100.000 abitanti nel 2003, si \u00e8 addirittura dimezzato nel 2009, con 50 su 100.000. Questo vuol dire che non c\u2019\u00e8 assolutamente una epidemia di Tbc\u201d. \u201cLa Tbc \u00e8 una tipica malattia che colpisce le classi pi\u00f9 povere &#8211; spiega Baglio -. \u00c8 chiaro che il rischio tra gli stranieri, che vivono in situazioni di pi\u00f9 elevata marginalit\u00e0 e degrado, \u00e8 5\/6 volte maggiore rispetto a quello degli italiani. Ricordiamo che le persone possono avere anche solo l\u2019infezione senza la malattia. L\u2019infezione si pu\u00f2 curare tranquillamente, e anche la Tbc \u00e8 curabilissima con un anno-quindici mesi di terapia. Non siamo di fronte a scenari di peste boccaccesca\u201d. Il problema, a suo avviso, si affronta, \u201ccon una risposta non allarmistica ma fondata sulle buone pratiche: prevenzione individuale, tutela dei lavoratori impegnati nelle attivit\u00e0 pi\u00f9 rischiose, per evitare il contagio e gestirlo al meglio, attraverso sorveglianza e screening periodici. Serve uno sforzo costante per la prevenzione e l\u2019accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione straniera\u201d. \u201cAbbiamo tutti gli strumenti a disposizione &#8211; conclude &#8211; usiamoli. L\u2019allarmismo non aiuta. \u00c8 giusto creare l\u2019attenzione sui problemi ma non banalizziamo e cerchiamo di dedicare al tema la giusta attenzione, mettendo in atto una serie di risposte concrete\u201d.<\/p>\n<p>*************************************************************<\/p>\n<p><strong>Ottobre 2014<\/strong>.<\/p>\n<p>A Brescia un corso SIMM su \u201cImmigrazione e Malattie Infettive\u201d. La maggior parte di chi giunge in Italia \u00e8 fondamentalmente in buona salute. Si osserva, infatti, il cosiddetto \u201ceffetto migrante sano\u201d, una forma di autoselezione all\u2019origine secondo cui decide e pu\u00f2 emigrare solo chi \u00e8 in buone condizioni di salute. Una volta nel nostro Paese, per\u00f2, gli immigrati vedono progressivamente il loro stato di salute impoverirsi, poich\u00e9 esposti a molti fattori di rischio legati a condizioni di vita a volte precarie. Molti sono i fattori che condizionano il profilo di salute dei migranti. Prima dell\u2019arrivo nel Paese ospite, questi comprendono l\u2019esposizione a eventuali fattori di rischio (ambientali, microbiologici, culturali, ecc) e l\u2019accesso a servizi sanitari preventivi e curativi nel Paese di origine e\/o d\u2019immigrazione intermedia. A questi si aggiungono le conseguenze delle difficolt\u00e0 fisiche e psicologiche affrontante durante il percorso migratorio. Dopo l\u2019arrivo nel paese ospite, diventano invece rilevanti le condizioni di vita (economiche, ambientali, ecc) e l\u2019accesso ai servizi socio-sanitari. Diversi studi hanno dimostrato come condizioni di vita caratterizzate da marginalit\u00e0 e degrado e uno scarso accesso ai servizi clinici e di prevenzione possono favorire l\u2019insorgenza e lo sviluppo di patologie. Quest\u2019aspetto \u00e8 particolarmente rilevante per le malattie infettive, patologie che si diffondono pi\u00f9 facilmente in condizioni di scarsa igiene e sovraffollamento. L\u2019assistenza sanitaria al cittadino straniero in Italia \u00e8 regolata da alcune norme nazionali e condizionata da politiche locali. Le buone norme, tuttavia, non bastano a garantire l\u2019accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie. In tutto questo diventa basilare e di primaria importanza la formazione degli operatori sanitari, per un\u2019efficace presa in carico dei migranti. Inoltre, per favorire l\u2019integrazione, diventa sempre pi\u00f9 imprescindibile l\u2019informazione-mediazione verso gli stranieri e la comunicazione verso la societ\u00e0 ospitante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito della Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle migrazioni Settembre 2014. Tubercolosi e immigrazione. 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