{"id":3423,"date":"2014-11-06T08:17:55","date_gmt":"2014-11-06T08:17:55","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3423"},"modified":"2014-11-08T22:13:46","modified_gmt":"2014-11-08T22:13:46","slug":"6-novembre-2014-ancora-critiche-anche-se-appare-qualche-spiraglio-di-competenza-responsbaile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3423","title":{"rendered":"6 novembre 2014  &#8211;  Ancora critiche anche se appare qualche spiraglio di competenza responsabile"},"content":{"rendered":"<p><em>Oltre alla proposta di legge Lo Giudice ( si veda 24 ottobre) registro proposte di legge ragionevoli e ben strutturate, presentate dalla senatrice Francesca Puglisi (Emilia Romagna \u2013 chi andasse a cercare fra i proponenti qualche senatore autoctono di qualsiasi etnia presente nel Friuli Venezia Giulia, lasci pur perdere. Non ci sono). Mi riservo di analizzarle e scriverne (come sempre a mia futura memoria).<br \/>\nPer ora ancora considerazioni critiche su due potenze culturali riconosciute.<\/em><\/p>\n<p><strong><strong>1\u00a0&#8211; Disattenzioni vaticane<br \/>\n<\/strong><\/strong>Chi volesse misurarsi con il <a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2014\/10\/18\/0770\/03044.html\">testo finale <\/a>del Sinodo sulla famiglia pu\u00f2 andare al sito della sala stampa vaticana dove trover\u00e0 il documento conclusivo del consesso vescovile e potr\u00e0 fare alcune constatazioni interessanti.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 pi\u00f9 significativa, a mio parere, \u00e8 la presenza dei voti espressi articolo per articolo. Quindi nel dibattito ci sono state diversificazioni e, se per molti sar\u00e0 deludente trovare un numero insufficiente di voti favorevoli per le situazioni pi\u00f9 scottanti, emerge per\u00f2 traccia di un dibattito vero che riprender\u00e0 l\u2019anno prossimo. Il confronto \u00e8 pur sempre il contrario dell\u2019annullamento di tante voci responsabilmente pensanti sepolte sotto la coltre perversa dell\u2019unanimit\u00e0 imposta. Resta per\u00f2 fermo il punto di vista esclusivo per cui \u00e8 l\u2019adulto colui che conta e riesce a farsi sentire e anche ascoltare. I bambini sono bagaglio della famiglia, i diritti propri che la Convenzione ONU dichiara essere loro a prescindere dalla condizione giuridica, amministrativa, sociale dei genitori non sono presi in considerazione e cos\u00ec ci sono piccoli che, nella cattolica ufficializzata indifferenza, nascono in Italia e che per legge possono non esistere con buona pace delle loro eccellenze ed eminenze e del popolo italiano che non trova voce per contestare l\u2019infamia di una legge che da cinque anni nega il certificato di nascita ai figli dei sans papier. Molto ha detto il sinodo in merito a situazioni un tempo taciute o condannate, ora almeno riconosciute e trattate con rispetto, ma nei lunghi elenchi, nei sottili distinguo ci sono neonati ignorati (e quindi\u00a0conseguentemente spregiati dalle Eccellenze ed Eminenze loro e dalla opinione pubblica cattolica &#8211; e non solo\u00a0pi\u00f9 &#8211; diffusa)\u00a0che fantasmi sono e fantasmi restano.<\/p>\n<p><strong><strong>2\u00a0 &#8211;\u00a0 Beffe dell\u2019UNICEF<br \/>\n<\/strong><\/strong>Se a livello internazionale l\u2019Unicef non si nega alla sua funzione di promotore di diritti in nome della Convenzione sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza (1989 \u2013 ratificata con legge 176\/1991) \u00a0lo fa per\u00f2 solo dove pu\u00f2 assumere una veste che, per ridurre a fatto territoriale quello che \u00e8 un\u00a0 diritto assoluto, appunto esistere, appare \u2013 almeno a me \u2013 quella di un beffardo colonizzatore. Infatti in Italia si guarda bene dal sostenere ci\u00f2 che ritiene essenziale altrove. Riporto il <a href=\"http:\/\/www.unicef.it\/doc\/5228\/registrazione-alla-nascita-nel-mondo-un-terzo-dei-bambini-resta-invisibile.htm\">relativo documento <\/a>2013 e non commento perch\u00e9 sarei indotta a trascendere. Mi succede quando vedo esercitata una presa in giro.<\/p>\n<p>Suggested citation: United Nations Children\u2019s Fund, <em>Every Child\u2019s Birth Right: Inequities and trends in birth\u00a0\u00a0 registration<\/em>, UNICEF, New York, 2013<\/p>\n<p><strong>Registrazione alla nascita, nel mondo un terzo dei bambini resta invisibile <\/strong><\/p>\n<p>Nel giorno del <strong>67\u00b0 anniversario dell\u2019UNICEF<\/strong> (la cui istituzione da parte dell&#8217;ONU risale all<strong>&#8217;11 dicembre 1946<\/strong>), l\u2019organizzazione lancia un nuovo Rapporto secondo il quale circa <strong>230 milioni di bambini <\/strong>sotto i 5 anni <strong>non sono stati mai registrati<\/strong> alla nascita &#8211; circa <strong>1 su 3, a livello globale.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>La registrazione alla nascita \u00e8 pi\u00f9 di un semplice diritto. Riguarda il modo in cui la societ\u00e0 riconosce l\u2019identit\u00e0 e l\u2019esistenza di un bambino<\/em>\u00bb spiega <strong>Geeta Rao Gupta<\/strong>, Vicedirettore dell\u2019UNICEF. \u00ab<em>La registrazione alla nascita \u00e8 fondamentale per garantire che i bambini non vengano dimenticati, che non vedano negati i propri diritti o che siano esclusi dai progressi della propria nazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dalla Somalia al Congo, la mappa dei neonati invisibili<\/strong><\/p>\n<p>Il nuovo rapporto, intitolato <a href=\"http:\/\/www.unicef.it\/Allegati\/Birth_Registration_Report_2013.pdf\"><strong><em>&#8220;Every Child\u2019s Birth Right: Inequities and trends in birth registration&#8221;<\/em><\/strong><\/a> (Diritto alla nascita per ogni bambino. Diseguaglianze e tendenze nella registrazione alla nascita), presenta analisi statistiche condotte su 161 Stati, con i dati e le stime sul fenomeno pi\u00f9 aggiornate disponibili, per ciascun paese.<\/p>\n<p>A livello globale, nel <strong>2012<\/strong>, solo circa il<strong> 60% dei neonati \u00e8 stato registrato<\/strong> alla nascita. Il tasso varia significativamente a seconda delle regioni, con livelli pi\u00f9 bassi in <strong>Asia Meridionale<\/strong> e in <strong>Africa Subsahariana<\/strong>.<\/p>\n<p>I 10 Stati con i tassi di registrazione alla nascita\u00a0pi\u00f9 bassi\u00a0sono, nell&#8217;ordine: <strong>Somalia<\/strong> (3%), <strong>Liberia<\/strong> (4%), <strong>Etiopia<\/strong> (7%), <strong>Zambia<\/strong> (14%), <strong>Ciad <\/strong>(16%), <strong>Tanzania<\/strong> (16%), <strong>Yemen<\/strong> (17%), <strong>Guinea Bissau<\/strong> (24%), <strong>Pakistan<\/strong> (27%) e <strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong> (28%).<\/p>\n<p>Anche quando i bambini vengono regolarmente registrati, a molti di loro non rimane traccia della registrazione avvenuta. In Africa Orientale e Meridionale, ad esempio, <strong>solo circa met\u00e0 dei bambini<\/strong> registrati dispone di un <strong>certificato di nascita. <\/strong>Nel mondo, <strong>1 bambino registrato su 7 <\/strong>non ha il certificato di nascita. \u00a0In molti Paesi, ci\u00f2 \u00e8 dovuto a costi di registrazione troppo onerosi per i pi\u00f9 poveri. Altrove, invece, il certificato di nascita semplicemente non viene rilasciato alle famiglie.<\/p>\n<p><strong>Certificato di nascita, molto pi\u00f9 che un pezzo di carta<\/strong><\/p>\n<p>I bambini non registrati alla nascita o privi di documenti di identificazione sono spesso <strong>esclusi dall\u2019accesso alla scuola, all&#8217;assistenza sanitaria e alla sicurezza sociale<\/strong>. Se un bambino viene separato dalla sua famiglia durante un disastro naturale, un conflitto o a causa di qualche forma di sfruttamento, la riunificazione diventa assai pi\u00f9 difficile a causa della mancanza di documentazione ufficiale.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La registrazione alla nascita e il relativo certificato sono fondamentali per garantire a un bambino il suo pieno sviluppo<\/em>\u00bb prosegue Rao Gupta. \u00ab<em>Tutti i bambini nascono con un potenziale enorme. Se la societ\u00e0 non riesce a contarli tutti, e perfino a non riconoscere la loro esistenza, sono pi\u00f9 vulnerabili a subire abusi e ad essere abbandonati. \u00c8 inevitabile che in questo modo il loro potenziale verr\u00e0 sensibilmente vanificato.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>La registrazione alla nascita quale componente essenziale del registro anagrafico di un Paese, migliora la qualit\u00e0 delle statistiche socio-demografiche, aiutando la programmazione e l\u2019efficienza delle misure varate da un governo.<\/p>\n<p>Per l\u2019UNICEF, la mancata registrazione di un bambino alla nascita \u00e8 <strong>sintomo di disuguaglianze e disparit\u00e0 sociali<\/strong>. I bambini pi\u00f9 frequentemente colpiti da questa disuguaglianze sono queli che appartengono a determinati<strong> gruppi etnici e religiosi<\/strong>, quelli che abitano in aree rurali o remote, i figli di <strong>famiglie povere<\/strong> o di <strong>madri analfabete<\/strong>.<\/p>\n<p>I programmi di sviluppo devono identificare le ragioni per cui le famiglie non registrano i bambini, dai costi alla scarsa conoscenza delle norme, dalle barriere culturali al timore di subire ulteriori discriminazioni o emarginazione.<\/p>\n<p><strong>Quando l&#8217;anagrafe viaggia sullo smartphone<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019UNICEF utilizza approcci innovativi per aiutare governi e comunit\u00e0 a migliorare i loro sistemi di registrazione anagrafica. In <strong>Kossovo<\/strong>, ad esempio, lo <em><strong>UNICEF Innovations Lab<\/strong><\/em> ha sviluppato un sistema di identificazione e di segnalazione delle nascite non registrate efficiente, efficace e a basso costo, basato su una<strong> piattaforma di SMS<\/strong>.<\/p>\n<p>In<strong> Uganda<\/strong>, il governo \u2013 con il supporto dell\u2019UNICEF e del settore privato \u2013 sta implementando una soluzione denominata <strong>MobileVRS <\/strong>che usa una nuova tecnologia di messaggistica via smartphone per completare le procedure di registrazione in pochi minuti, un processo che normalmente richiede mesi.<\/p>\n<p>Sempre su questo tema, l&#8217;UNICEF ha reso pubblico oggi anche <a href=\"http:\/\/www.unicef.it\/Allegati\/A_Passport_to_Protection_Birth_Registration_Handbook.pdf\"><strong><em>&#8220;A Passport to Protection. A Guide to Birth Registration Programming&#8221;<\/em><\/strong><\/a>, manuale per aiutare gli operatori adibiti alla registrazione alla nascita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre alla proposta di legge Lo Giudice ( si veda 24 ottobre) registro proposte di legge ragionevoli e ben strutturate, presentate dalla senatrice Francesca Puglisi (Emilia Romagna \u2013 chi andasse a cercare fra i proponenti qualche senatore autoctono di qualsiasi etnia presente nel Friuli Venezia Giulia, lasci pur perdere. 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