{"id":3481,"date":"2014-12-05T09:21:22","date_gmt":"2014-12-05T09:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3481"},"modified":"2015-01-03T03:13:50","modified_gmt":"2015-01-03T03:13:50","slug":"5-dicembre-2014-scrive-losservatore-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3481","title":{"rendered":"5 dicembre 2014 &#8211;  Scrive L\u2019Osservatore romano"},"content":{"rendered":"<p>27 novembre 2014<br \/>\n<em>Sono minori un terzo delle vittime del traffico di esseri umani <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><strong>La tratta dei bambini<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><em><em>Indetta per l\u20198 febbraio una giornata di preghiera<\/em><\/em><\/p>\n<p>VIENNA, 26. Un terzo delle vittime della tratta di esseri umani \u00e8 rappresentato da bambini. Lo rivela un rapporto pubblicato ieri a Vienna dall\u2019Unodoc, l\u2019agenzia dell\u2019O nu contro la droga e il crimine e riferito al triennio 2010-2012, precisando che si tratta di una quota in aumento del cinque per cento rispetto al 2007-2009. Il rapporto sottolinea che questo aspetto \u00e8 particolarmente accentuato in Africa e in Medio oriente dove i bambini sono il 62 per cento delle vittime della tratta. Ma nessun Paese \u00e8 immune: sono almeno 152 quelli di origine e di destinazione del traffico di esseri umani.<\/p>\n<p>La tratta si verifica soprattutto all\u2019interno dei confini nazionali o della stessa regione, mentre il traffico transcontinentale si dirige soprattutto verso i Paesi ricchi. \u00abPurtroppo, non c\u2019\u00e8 posto al mondo nel quale i bambini, le donne e gli uomini siano al sicuro da questo pericolo\u00bb, ha detto il direttore esecutivo dell\u2019Unodc, Yury Fedotov, presentando il rapporto. \u00abI dati ufficiali riferiti dalle autorit\u00e0 nazionali rappresentano ci\u00f2 che \u00e8 rilevabile. Ma \u00e8 chiaro che si tratta solo della parte emersa dell\u2019iceberg\u00bb, ha aggiunto. L\u2019Unodoc parla di 21 milioni di vittime, che ogni anno aumentano di due milioni e mezzo. In pi\u00f9 della met\u00e0 dei casi, il 53 per cento, il traffico ha finalit\u00e0 di sfruttamento sessuale. Ci\u00f2 accade specialmente nei Paesi di destinazione in Europa e in Asia centrale. In Asia orientale e nel Pacifico la destinazione delle vittime \u00e8 invece soprattutto il mercato del lavoro forzato. A questa si aggiungono altre forme di sfruttamento, dalla servit\u00f9 domestica, al matrimonio forzato, alle adozioni illegali, fino a quella atroce dell\u2019espianto di organi per i trapianti. La stragrande maggioranza dei trafficanti condannati, il 72 per cento, sono maschi e cittadini del Paese in cui operano. Si tratta comunque di successi limitati contro un fenomeno che rappresenta, con un fatturato stimato a 32 miliardi di dollari l\u2019anno, la terza voce dell\u2019economia criminale, dopo il traffico d\u2019armi e quello di droga. Il rapporto ricorda che l\u2019impunit\u00e0 resta un problema grave: il 40 per cento dei Paesi ha registrato poche o nessuna condanna, e nel corso degli ultimi 10 anni non vi \u00e8 stato alcun aumento percepibile delle pene contro questo crimine. Per sensibilizzare maggiormente le coscienze su questa drammatica realt\u00e0, il prossimo 8 febbraio si celebrer\u00e0 la prima Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone. L\u2019iniziativa \u00e8 stata promossa dai Pontifici consigli della pastorale per i Migranti e gli itineranti e della Giustizia e della pace e dalle Unioni internazionali femminili e maschili dei superiori e superiore generali.<\/p>\n<p>Vuole essere una risposta all\u2019appello di Papa Francesco a combattere il fenomeno della tratta e a prendersi cura delle vittime. Fin dall\u2019inizio del suo pontificato, il Papa ha pi\u00f9 volte denunciato con forza questo traffico come un crimine contro l\u2019umanit\u00e0. La scelta della data \u00e8 significativa: l\u20198 febbraio, infatti, \u00e8 la memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese, liberata e divenuta religiosa canossiana, canonizzata nel 2000. La prima Giornata sar\u00e0 celebrata in tutte le diocesi e le parrocchie del mondo, nei gruppi e nelle scuole e vedr\u00e0 l\u2019adesione di numerose associazioni e istituzioni, tra le quali: Pontificia accademia delle scienze sociali, Caritas internationalis, Talitha kum, Ufficio \u201cTratta donne e minori\u201d Usmi, Slaves no more, Unione mondiale associazioni femminili cattoliche, Comunit\u00e0 Papa Giovanni XXIII, Jesuit refugee service (Jrs), International catholic migration commission, International forum catholic action, Congregazione figlie della carit\u00e0 canossiane.<\/p>\n<p><strong>La mia lettera al direttore de l\u2019Osservatore romano <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Udine 27 novembre 2014<br \/>\nAl direttore de L\u2019Osservatore Romano dr. Giovanni Maria Vian<br \/>\nSua Sede<\/p>\n<p>Ho letto sul giornale da lei diretto l\u2019intervento a proposito della istituzione della giornata di preghiera contro la tratta e la sottolineatura della tratta dei bambini. Trovo per\u00f2 singolare che ci sia un\u00a0 problema di cui non si parla mai: quello dei bambini condannati per legge dal 2009 a non avere una famiglia perch\u00e9 privati per legge del certificato di nascita e cui perci\u00f2 \u00e8 negata un\u2019esistenza giuridicamente riconosciuta. Ne ho cercato traccia nel documento conclusivo del recente Sinodo e nella prolusione del card. Bagnasco all\u2019Assemblea dei Vescovi italiani. Nulla Mi spiego: nel 2009 fu approvato con voto di fiducia il cd pacchetto sicurezza (legge 94) che alla lettera g del comma 22 dell\u2019art. 1 richiede la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione degli atti di stato civile. E\u2019 evidente che -\u2018per contraddizion che nol consente\u2019 &#8211; gli immigrati irregolari non hanno il permesso di soggiorno altrimenti irregolari non sarebbero. Lo stesso governo di allora (quarto Berlusconi, ministro interno Maroni) realizz\u00f2 l\u2019enormit\u00e0 della cosa ed eman\u00f2 nel giro di pochi giorni una circolare che dice il contrario della legge per ci\u00f2 che concerne le nascite. Nel 2011 la Corte Costituzionale cancell\u00f2 questa stortura legislativa (sentenza 245) per ci\u00f2 che concerne i matrimoni. Nessuno si fece parte diligente per le nascite. Nel corso dell\u2019attuale legislatura sono state presentate due proposte di legge (n. 740 alla camera, n.1562 al senato) che, se approvate, rimedierebbero al problema ma non vengono neppure calendarizzate. Il gruppo Convention on the Rights of the Child presenta annualmente un documento in cui reiteratamente richiama il problema nei termini che traggo dal Quinto rapporto (2011-2912): \u201c<em>Il timore di essere identificati come irregolari pu\u00f2 spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all\u2019identit\u00e0 (art. 7 CRC), nonch\u00e9 dell\u2019art. 9 CRC contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori.<\/em><\/p>\n<p><em><em>Pur non esistendo dati certi sull\u2019entit\u00e0 del fenomeno, le ultime stime evidenziano la presenza di 544 mila migranti privi di permesso di soggiorno <\/em><em>. Questo pu\u00f2 far supporre che vi sia un numero significativo di gestanti in situazione irregolare<\/em><\/em>\u201d. Il rapporto \u00e8 firmato anche dalla Caritas italiana *<\/p>\n<p>Mi sembra che il rischio di facilitare l\u2019esposizione di bambini nati in Italia alla tratta sia evidente: chi potrebbe denunciarne la scomparsa dato che giuridicamente non esistono e la loro reale famiglia non risulta esserlo? Mi occupo da cinque anni della questione senza risultato alcuno (sono praticamente sola e il mio impegno \u00e8 dettato solo da una coscienza che pretende di essere vigile). C\u2019\u00e8 modo di fare qualche cosa perch\u00e9 la questione sia autorevolmente proposta nel mondo cattolico in modo da facilitare il percorso di una norma di legge che corregga questa ferita?<br \/>\nGrazie<br \/>\nAugusta De Piero<\/p>\n<p>* Fonte: <em>Dossier Statistico immigrazione 2011Caritas\/Migrantes<\/em><\/p>\n<p><strong>continua\u00a0 &#8211; i miei commenti ai prossimi post<\/strong><\/p>\n<p>Trovare il testo integrale dell&#8217;articolo non \u00e8 stato facile ma &#8211; dato l&#8217;atteggiamento omertoso e irresponsabile\u00a0del mondo cattolico, laico, clericale, anticlericale ecc. ecc. sul problema &#8211; non ho mollato finch\u00e9 ci sono riuscita e l&#8217;ho manualmente copiato.<br \/>\nPreciso che l&#8217;edizione a stampa, e quindi completa, dell&#8217;articolo non \u00e8 possibile con il copia-incolla, le edicole di Udine non lo ricevono e la Biblioteca del Seminario Arcivescovile, pur essendo abbonata, lo riceve in ritardo (non so se dipenda dalle poste italiane o dalle poste vaticane).<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a0<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 novembre 2014 Sono minori un terzo delle vittime del traffico di esseri umani La tratta dei bambini Indetta per l\u20198 febbraio una giornata di preghiera VIENNA, 26. Un terzo delle vittime della tratta di esseri umani \u00e8 rappresentato da bambini. Lo rivela un rapporto pubblicato ieri a Vienna dall\u2019Unodoc,&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3481\" title=\"Read more 5 dicembre 2014 &#8211;  Scrive L\u2019Osservatore romano\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,8],"tags":[15,20],"class_list":["post-3481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-migranti","category-minori","tag-anagrafe","tag-chiesa-cattolica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3481"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3552,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3481\/revisions\/3552"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}