{"id":3501,"date":"2014-12-15T16:44:58","date_gmt":"2014-12-15T16:44:58","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3501"},"modified":"2014-12-17T11:34:52","modified_gmt":"2014-12-17T11:34:52","slug":"15-dicembre-2104-garanti-competenti-e-il-rispetto-di-giovani-studenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3501","title":{"rendered":"15 dicembre 2014  &#8211;  Garanti, competenti e il rispetto di giovani studenti &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<p><strong><strong>\u00a0<\/strong><\/strong>Il 10 dicembre \u2013 per l\u2019attenzione dovuta e condivisibile alla giornata in cui nel 1948 venne firmata la dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo \u2013 i garanti della regione Friuli Venezia Giulia sono stati protagonisti di un incontro indetto dal presidente del consiglio regionale dal tema \u201cDiritti umani e organismi di garanzia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chi sono i garanti<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di tre persone esperte cui la regione affida con legge compiti precisi Trascrivo l\u2019art. 1 della legge regionale <strong>\u00a0<\/strong>9\/2014 &#8220;Istituzione del Garante regionale dei diritti della persona&#8221;: <em>\u00abLa Regione autonoma Friuli Venezia Giulia considerando impegno prioritario la tutela dei diritti delle persone soprattutto di quelle che non sono in grado di difenderli in modo diretto e autonomo, concorre a garantirne il rispetto in particolare di quelli dei bambini e degli adolescenti e di coloro che sono privati della libert\u00e0 personale o a rischio di discriminazione, in adempimento a quanto previsto dalla normativa internazionale, europea e statale\u00bb<\/em><\/p>\n<p>E all\u2019art. 8 cos\u00ec ne precisa alcuni compiti su cui intendo soffermarmi<\/p>\n<p><em>\u00aba) verifica e promuove il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti alla vita, alla salute, all&#8217;istruzione e alla famiglia, all&#8217;educazione, all&#8217;ascolto e partecipazione, alla pace e pi\u00f9 in generale ai diritti sanciti dalla Convenzione di New York del 1989;<\/em><\/p>\n<p><em>b)sollecita l&#8217;adozione di provvedimenti normativi a tutela dei diritti dei minori presenti sul territorio regionale, con particolare attenzione per bambini e adolescenti maggiormente svantaggiati e vulnerabili, quali i minori provenienti da Paesi terzi non accompagnati e richiedenti asilo, i minori vittime di tratta o figli di vittime di tratta, i soggetti con disabilit\u00e0, i minori collocati al di fuori della famiglia di origine o situati negli istituti penali e verifica la corretta attuazione delle norme regionali attinenti\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Naturalmente i compiti dei garanti non sono solo questi. Chi volesse conoscere gli altri pu\u00f2 farlo anche da <a href=\"http:\/\/lexview-int.regione.fvg.it\/fontinormative\/xml\/xmlLex.aspx?anno=2014&amp;legge=9&amp;ART=000&amp;AG1=00&amp;AG2=00&amp;fx=lex#.\">qui<\/a><\/p>\n<p><strong>Il 10 dicembre, <\/strong><\/p>\n<p>nell\u2019auditorium della regione, sono stati convocati i garanti (purtroppo uno, il garante per le persone private della libert\u00e0 personale, era malato) insieme a due competenti evidentemente di fiducia di chi aveva indetto la riunione. Il pubblico era costituito soprattutto da studenti. Ottime le due relazioni (il cui testo spero verr\u00e0 pubblicato), di cui prendo in considerazione la prima intitolata \u201cAlla radice dei diritti umani: spunti in prospettiva filosofica e bioetica\u201d. Mi affido ai miei appunti e trascrivo un passaggio e mi permetto le virgolette perch\u00e9 sono in grado di assicurarne l\u2019esattezza: <em>\u00abI diritti umani sono un\u2019invenzione giuridica che serve a proteggere qualche cosa di importante che non \u00e8 giuridico. [\u2026] L\u2019origine dell\u2019etica interpersonale \u00e8 il riconoscimento che ciascun essere umano ha un valore che lo stato non pone, ma riconosce e si impegna a tutelare\u00bb. <\/em>Sembra persino ovvio dire che il primo valore \u00e8 l\u2019esistenza riconosciuta in un contesto di relazioni che ne preveda l\u2019accoglienza dal momento della nascita, quando il nuovo nato si pone come corpo (traggo la terminologia legata alla constatazione della corporeit\u00e0 dalle affermazioni del relatore), corpo libero, corpo in relazione e vulnerabile. Si suppone quindi che si possa considerare superato l\u2019antico culto romano della dea Levana, quando il padre decideva se sollevare o no il figlio che la levatrice gli metteva davanti, con un gesto che ne implicava il riconoscimento o il rifiuto. Sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec: dal 2009 in Italia per una certa categoria ben definita di neonati lo stato si sostituisce all\u2019antico padre-padrone e ne ostacola il riconoscimento che li renderebbe Centri di Identificazione ed Espulsione di carne. Per l\u2019ennesima volta trascrivo una citazione dal rapporto del gruppo Convention on the Rights of the Child: \u00ab\u2026<em> Il timore [\u2026] di essere identificati come irregolari pu\u00f2 spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all\u2019identit\u00e0 [\u2026], nonch\u00e9 [\u2026] contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori. Pur non esistendo dati certi sull\u2019entit\u00e0 del fenomeno, le ultime stime evidenziano la presenza di 544 mila migranti privi di permesso di soggiorno. Questo pu\u00f2 far supporre che vi sia un numero significativo di gestanti in situazione irregolare\u00bb..<br \/>\n<\/em> Ho scelto il passo di riferimento alla madre tanto per dire che lo stato italiano, nuovo Levana, gode se non di ampi consensi almeno di rassicurante indifferenza, ivi compresa quella dei movimenti di donne che non riescono a pensarsi in un contesto universale neppure in quanto partorienti e quindi si disinteressano della discriminazione fondamentalmente razzista.<\/p>\n<p><strong><strong>Illusa da giovane, scema da vecchia<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Questa sono io. Infatti, forte delle belle espressioni dell\u2019esperto cui era stata affidata la prima relazione, sono malauguratamente intervenuta per chiedere a lor signori se si ritengano soddisfatti del fatto che il riconoscimento del bambino alla nascita, che anche l\u2019ONU (CRC) afferma essere universale, in Italia sia invece limitato da un\u2019eccezione a norma di legge e un principio di universalit\u00e0 sia affidato ad una circolare.<br \/>\nA questo punto sono piombata in una condizione di avvilimento che non riesco a superare, soprattutto perch\u00e9 il relatore parlava di fronte a giovani di cui non conoscevo le capacit\u00e0 di difesa. Infatti mi ha spiegato che \u00ab\u00a0<em>&#8230;sempre nella storia dobbiamo sapere che c\u2019\u00e8 un gap tra l\u2019ideale che noi ci poniamo e il reale e il compito nobile della politica, della polis \u00e8 di colmare questo gap. Si pone il problema delle strategie. Allora le strategie richiedono di trovare modi di crescita culturale perch\u00e9 noi dobbiamo far s\u00ec che i principi e i diritti siano sentiti come significativi per tutta la popolazione. Faccio un esempio. Noi dobbiamo lottare perch\u00e9 indipendentemente da chi \u00e8 tuo padre o da quelli che sono i [&#8230;] di tuo padre\u00a0 un bambino appena nato andrebbe riconosciuto. [&#8230;] Allora se io sento che una fetta della popolazione \u00e8 spaventata dall\u2019immigrato io devo lottare per riconoscere il diritto di riconoscere il diritto dei suoi figli e creare le condizioni per cui si abbassi una tensione sociale che non ci consente di essere puri, trasparenti e ere il problema per quello che \u00e8\u00bb.<br \/>\n<\/em> La dott. Mellita Bares, presidente del piccolo comitato di garanti, nel far riferimento al mio intervento ha invece usato (e le sia reso onore) la parola <strong><strong>\u2018delitto\u2019<\/strong><\/strong> in relazione al mancato riconoscimento anagrafico.<br \/>\nA questo punto, se ci sono strategie da identificare nel sistema di welfare che obbligano a considerare priorit\u00e0 in relazione alle risorse, come assicuriamo il valore del \u2018corpo vulnerabile\u2019 in una relazione che precede la legge (non l\u2019ho detto io, l\u2019ho ascoltato), nel riconoscimento dovuto ma molto discusso?<\/p>\n<p><strong> <strong> Immanuel Kant<\/strong><\/strong> <strong><strong>perdonaci<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Su questo torner\u00f2 perch\u00e9 non \u00e8 mancata la citazione dotta ed esatta della seconda formula del kantiano imperativo categorico ma, secondo un uso irritante e diffuso, non \u00e8 stata contestualizzata, bens\u00ec proposta come un bell\u2019aforisma piombato da chiss\u00e0 quale cielo remoto dove si ignorano le strategie. E meno male che nessuno si \u00e8 ricordato di quel pazzerellone di Cesare Beccaria che 250 anni fa pubblicava \u201cDei delitti e delle pene\u201d in cui si pronunciava contro la tortura e la pena di morte del tutto immemore (cito sempre dalla risposta che mi \u00e8 stata data) delle \u201c<em><em>paure reali e irrazionali che le persone hanno rispetto<\/em><\/em> <em>alla loro sicurezza<\/em>\u201d che a quel tempo non dovevano mancare se non mancano neppure oggi. Mi dispiace per gli studenti: Kant non meritava di essere trattato, almeno davanti a loro, \u00a0con un\u2019approssimazione che alla mia vecchia mente maligna fa venire in mente l\u2019inesausta casalinga di Voghera, simbolo del buon senso comune.. Ma di questo scriver\u00f2 ancora perch\u00e9 non \u00e8 una modalit\u00e0 che io possa digerire in silenzio.<br \/>\n(1 continua).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Il 10 dicembre \u2013 per l\u2019attenzione dovuta e condivisibile alla giornata in cui nel 1948 venne firmata la dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo \u2013 i garanti della regione Friuli Venezia Giulia sono stati protagonisti di un incontro indetto dal presidente del consiglio regionale dal tema \u201cDiritti umani e organismi di&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3501\" title=\"Read more 15 dicembre 2014  &#8211;  Garanti, competenti e il rispetto di giovani studenti &#8211; 1\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,7,8,9],"tags":[15,17,18,25,26,29,31,32,33,45],"class_list":["post-3501","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calendari","category-migranti","category-minori","category-razzismo","tag-anagrafe","tag-associazioni","tag-bambini","tag-donne","tag-europa","tag-informazione","tag-istituzioni","tag-istituzioni-localregionali","tag-lega-nord","tag-permesso-di-soggiorno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3501"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3501\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3517,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3501\/revisions\/3517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}