{"id":3615,"date":"2015-01-25T19:06:35","date_gmt":"2015-01-25T19:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3615"},"modified":"2015-01-25T19:06:35","modified_gmt":"2015-01-25T19:06:35","slug":"25-gennaio-2015-documento-gris-simm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3615","title":{"rendered":"25 gennaio 2015  &#8211;  Documento GrIS-SIMM."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/logo-gris.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-3614\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/logo-gris.png\" alt=\"logo gris\" width=\"228\" height=\"186\" \/><\/a>Sono 107.917 i cittadini stranieri residenti in regione di cui 56.532 donne, secondo i dati Istat 2014: anche nella nostra regione, le dinamiche della immigrazione sono venute modificandosi in questi ultimi anni: rispetto al periodo antecedente la crisi,\u00a0 i flussi d&#8217;ingresso di nuovi lavoratori\u00a0 sono diminuiti e la\u00a0 crescita della popolazione straniera \u00e8 legata principalmente ai ricongiungimenti familiari e alle nuove nascite: i nuovi nati, che conservano la\u00a0 cittadinanza straniera dei loro genitori, negli ultimi anni sono oltre 1500 ogni anno. E&#8217; in questo contesto che il costante arrivo di stranieri richiedenti protezione internazionale \u00e8 stato descritto come \u201cemergenza profughi\u201d\u00a0 soprattutto in alcuni momenti che apparivano di maggior criticit\u00e0 sociale, anche se in realt\u00e0 la nostra regione fin dai tempi delle guerre balcaniche non \u00e8 nuova a questi fenomeni.<\/p>\n<p>E\u2019 ben noto che nella nostra regione sono due le vie di ingresso da parte dei richiedenti una protezione internazionale:<\/p>\n<ol>\n<li>Richiedenti asilo arrivati in Italia attraverso il Mediterraneo (operazione Mare Nostrum, poi Triton) e sbarcati sulle coste siciliane, quindi trasferiti nelle varie regioni italiane tra cui anche il FVG, secondo indicazioni ministeriali;<\/li>\n<li>Richiedenti asilo che fanno ingresso in Italia via terra, provenienti principalmente dall\u2019Afganistan e in minor misura dal Pakistan, dopo viaggi altrettanto lunghi e pericolosi; in questi casi l\u2019ingresso in area Shengen avviene evidentemente in altro paese europeo e spesso la situazione giuridica pu\u00f2 essere pi\u00f9 complessa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il <strong>GrIS Fvg<\/strong> non pu\u00f2 non evidenziare come le modalit\u00e0 di accoglienza per richiedenti asilo differiscano secondo le porte di ingresso:<\/p>\n<ol>\n<li>I primi vengono giustamente soccorsi gi\u00e0 in mare e qui ricevono una prima assistenza sanitaria a cui fa seguito un successivo controllo all\u2019arrivo sulla terra ferma e un altro ancora all\u2019arrivo in regione (area di emergenza dell\u2019ospedale di Palmanova); infine, all&#8217;interno dei progetti di accoglienza e con la\u00a0 collaborazione degli operatori degli enti gestori, nelle provincie di Udine e Trieste, i Dipartimenti di Prevenzione si fanno carico degli accertamenti e dei percorsi sanitari, secondo protocolli condivisi e collaudati\u00a0 da molti anni che comprendono l&#8217;affidamento ai medici di medicina generale.<\/li>\n<li>I secondi entrano in regione\u00a0 solitamente dall\u2019Austria, singolarmente o a piccoli gruppi; e non possono usufruire di nessun percorso predefinito e cos\u00ec ripetutamente si ricade nella logica dell\u2019emergenza.\u00a0 Dalle zone di confine (dove magari, se individuati,\u00a0 ricevono un foglio di via) raggiungono comunque in breve tempo le citt\u00e0\u00a0 capoluogo sede di questura e quindi luogo di potenziale avvio della procedura di riconoscimento, probabilmente richiamati dal passaparola. A Trieste esiste\u00a0 un percorso\u00a0 accettabile di primissima accoglienza: non cos\u00ec\u00a0 a Gorizia, a Udine\u00a0 e a Pordenone, dove con l&#8217;arrivo in citt\u00e0 inizia un periodo di durata indeterminata (dalle settimane, al mese o pi\u00f9) di sopravvivenza con mezzi di fortuna, in luoghi assolutamente inidonei ad accogliere chichessia (fabbriche o case abbandonate, improbabili tende o baracche, pensiline o stazioni), privi di servizi igienici, con sovraffollamento e condizioni di vita inaccettabili e che inevitabilmente possono favorire anche l\u2019insorgere e il diffondersi di malattie sociali. Quando i numeri e la conseguente visibilit\u00e0\u00a0 fanno scattare l\u2019allarme sociale allora viene attivato un piano di emergenza per trovare collocazione pi\u00f9 adeguata a queste persone, che fino a quel momento hanno potuto contare solo sul sostegno spontaneo dei cittadini.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il <strong>GrIS Fvg<\/strong> sottolinea che queste situazioni sono inaccettabili e insostenibili anche dal punto di vista sanitario:\u00a0 \u00e8 fondamentale\u00a0 ridurre al minimo la fase del disagio sociale, quella pi\u00f9 a rischio anche per la salute; \u00e8 indispensabile che le persone possano accedere da subito, senza pregiudiziali,\u00a0 ad un\u2019accoglienza minima ma dignitosa, che fornisca loro un letto e servizi igienici , in attesa di un\u2019accoglienza pi\u00f9 strutturata.<\/p>\n<p>Il <strong>GrIS Fvg<\/strong> ribadisce che questa primissima accoglienza\u00a0 richiede logisticamente di individuare per ogni area territoriale (ad esempio per ogni azienda sanitaria) un luogo spartano ma dignitoso: un tetto, un letto, una doccia, un pasto sono prerequisiti irrinunciabili per la tutela della salute dei \u201cprofughi\u201d e la sicurezza di tutta la popolazione. Gli operatori addetti a questa primissima accoglienza valuteranno la eventuale necessit\u00e0 di un intervento infermieristico e\/o medico:\u00a0 \u00e8 fondamentale che\u00a0 sia garantito e facilitato\u00a0 l&#8217;accesso ai servizi sanitari, superando anche le barriere burocratiche e amministrative sia attraverso l&#8217;assegnazione in prima istanza del codice STP sia accelerando i tempi per il rilascio della documentazione necessaria per\u00a0 l&#8217;iscrizione al Servizio Sanitario Regionale cos\u00ec come previsto dalle normative vigenti.<\/p>\n<p>I problemi\u00a0 pi\u00f9 frequenti (come dimostrano i dati derivanti dall\u2019esperienza locale ma non solo),\u00a0 strettamente dipendenti dalle condizioni di vita, sono rappresentati da infezioni respiratorie intercorrenti, dolori osteoarticolari, disturbi psicosomatici. Poi c&#8217;\u00e8 la scabbia:\u00a0 patologia\u00a0 dovuta proprio alle cattive condizioni igieniche che si evita avendo a disposizione una doccia, vestiti e letto puliti.\u00a0\u00a0 Durante questa fase transitoria che non dovrebbe superare un paio di settimane, l\u2019assistenza sanitaria potrebbe essere garantita dalla disponibilit\u00e0 di un supporto infermieristico territoriale e\/o\u00a0 da un medico convenzionato con l\u2019ASS territorialmente competente (un medico di medicina generale o di continuit\u00e0 assistenziale) oppure\u00a0 da un infermiere o un medico volontario di\u00a0 una associazione coinvolta nei programmi di accoglienza, che garantiscano la reperibilit\u00e0 diurna\/notturna con visite all\u2019interno del centro, in analogia con quanto gi\u00e0 avviene, ad esempio, nei centri di accoglienza per minori non accompagnati.<br \/>\nSecondo il GrIS Fvg \u00e8 opportuna una<strong> adeguata attivit\u00e0 di informazione e formazione sulle questioni sanitarie ed \u00e8 necessario definire percorsi chiari e condivisi qualora sia necessario ricorrere alle strutture sanitarie per una valutazione\u00a0 dello stato di salute in presenza di segni o sintomi di malattie acute o di situazioni di rischio per gli operatori o per l&#8217;immigrato stesso: tempi, modi, orari, accessi, operatori di riferimento dei centri di accoglienza e delle strutture sanitarie sia ospedaliere per il pronto soccorso sia territoriali per successive prese in carico ma anche per una valutazione di eventuali misure preventive o\u00a0 solo di una rapida consulenza telefonica<\/strong>.<\/p>\n<p>Superata questa fase transitoria di primissima accoglienza, il GrIS Fvg condivide le proposte di una accoglienza diffusa secondo il modello dello SPRAR che coinvolga enti e comunit\u00e0 locali e che permetta attivit\u00e0 di inclusione sociale, civile e culturale. Con l&#8217;ingresso nei programmi di accoglienza\u00a0 strutturati \u00e8 possibile realizzare appropriati\u00a0 percorsi di\u00a0 accoglienza sanitaria\u00a0 con una gestione ordinaria e non emergenziale, in un\u2019ottica multidisciplinare, in rete con il territorio, con interventi di prevenzione secondaria e con azioni finalizzate a \u201cprendersi cura\u201d della salute dei migranti, degli operatori e della collettivit\u00e0.<br \/>\nGrazie anche al lavoro del <strong>GrIS Fvg<\/strong>, degli enti dello SPRAR della rete \u201cvoikrucigo\/crocicchio\u201d, delle Caritas diocesane,\u00a0 e dei Centri di accoglienza, coinvolgendo Dipartimenti di Prevenzione e Distretti Sanitari\u00a0 e MMG, da molti anni questi percorsi sono concretamente realizzatti nei diversi contesti territoriali, contribuendo prevenire accessi inappropriati ai Pronto Soccorso, a evitare allarmismi, incomprensioni ed eccesso di prestazioni, migliorando serenit\u00e0 e sicurezza delle comunit\u00e0, capacit\u00e0 relazionali degli operatori, appropriatezza delle scelte cliniche e modalit\u00e0 di accesso ai servizi sanitari, superando\u00a0 barriere burocratiche e culturali, stereotipi, paure e pregiudizi.<\/p>\n<p>Il <strong>GrIS Fvg<\/strong> ha deciso di\u00a0 indirizzare\u00a0 alle autorit\u00e0 competenti proposte concrete e\u00a0 formali\u00a0 richieste di intervento affinch\u00e9:.<\/p>\n<ul>\n<li>in ogni area territoriale dei cinque enti del servizio sanitario regionale, sia previsto l&#8217;allestimento in tempi brevi di\u00a0 una idonea struttura deputata alla \u201cprimissima accoglienza\u201d, dotata di servizi igienici e gestita da operatori in grado di riconoscere i bisogni primari e di lavorare in rete, come prerequisito essenziale per la tutela della salute e della sicurezza<\/li>\n<li>sia garantito un costante coinvolgimento degli enti locali per una accoglienza diffusa e inclusiva, condivisa con le comunit\u00e0 ampliando i posti disponibili nel modello SPRAR<\/li>\n<li>la \u00a0Direzione centrale Salute della Regione \u00a0emani\u00a0 direttive chiare per le modalit\u00e0 di fruizione del diritto alla salute, previsto dalle normative in vigore, dei richiedenti protezione internazionale, onde evitare disomogeneit\u00e0 territoriali e\u00a0 difficolt\u00e0 per gli operatori<\/li>\n<li>l&#8217;Assessorato regionale alla Salute ribadisca l&#8217;opportunit\u00e0 di applicare diffusamente e omogeneamente, seppur con modalit\u00e0 operative differenti a seconda delle diverse organizzazioni territoriali, i\u00a0 protocolli regionali per\u00a0 percorsi sanitari di screening e di accoglienza sanitaria, a tutela della salute del singolo e della comunit\u00e0, sperimentati fin dall&#8217;avvio del progetto Codroipolis\u00a0 e ulteriormente\u00a0\u00a0 condivisi e consolidati nelle circolari regionali nel 2011 in occasione della cosiddetta emergenza nord-Africa<\/li>\n<li>venga riattivato quanto prima presso la Direzione centrale Salute e Protezione sociale un <em>Gruppo di Lavoro Tecnico per la salute dei migranti\u00a0 <\/em>a cui partecipino operatori socio-sanitari che in questi anni hanno maturato esperienza sul campo, designati da ciascun ente del Servizio sanitario regionale \u00a0e che rilevi e analizzi le diverse problematiche proponendo soluzioni pratiche derivanti anche dalle buone pratiche gi\u00e0 in atto, ascoltando anche associazioni ed enti competenti sulla tutela e la promozione della salute dei migranti.<\/li>\n<li>in attesa\u00a0 di conoscere i tempi dell&#8217;iter della nuova <em>legge regionale<\/em> sull&#8217;immigrazione, presso l&#8217;Assessorato regionale competente\u00a0 venga comunque attivato subito, senza indugi un tavolo permanente sulla Protezione internazionale e umanitaria\u00a0\u00a0 costituito dai rappresentanti degli Enti Locali, delle Prefetture, delle Questure,\u00a0 delle Aziende Sanitarie, degli enti gestori del Sistema SPRAR e delle associazioni aventi pluriennale e comprovata esperienza nella gestione dei servizi di tutela, accoglienza e mediazione culturale\u00a0 dei richiedenti asilo e\u00a0 dei rifugiati.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Il Consiglio Direttivo del Gruppo Immigrazione Salute <\/strong>della Societ\u00e0 Italiana di Medicina delle Migrazioni\u00a0 &#8211;\u00a0 Friuli Venezia Giulia<\/p>\n<p>Zugliano di Pozzuolo del Friuli, 22 gennaio 2015<\/p>\n<ul>\n<li><\/li>\n<li><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 107.917 i cittadini stranieri residenti in regione di cui 56.532 donne, secondo i dati Istat 2014: anche nella nostra regione, le dinamiche della immigrazione sono venute modificandosi in questi ultimi anni: rispetto al periodo antecedente la crisi,\u00a0 i flussi d&#8217;ingresso di nuovi lavoratori\u00a0 sono diminuiti e la\u00a0 crescita della&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3615\" title=\"Read more 25 gennaio 2015  &#8211;  Documento GrIS-SIMM.\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,8,10],"tags":[14,51],"class_list":["post-3615","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-migranti","category-minori","category-sanita","tag-ambulatori-stp","tag-simm"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3615","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3615"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3615\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3616,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3615\/revisions\/3616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3615"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3615"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3615"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}