{"id":3884,"date":"2015-07-03T10:00:35","date_gmt":"2015-07-03T10:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3884"},"modified":"2015-07-03T10:00:35","modified_gmt":"2015-07-03T10:00:35","slug":"3-luglio-2015-ricordando-alex-langer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3884","title":{"rendered":"3 luglio 2015  &#8211;  Ricordando Alex Langer"},"content":{"rendered":"<p><em>Due giorni fa avevo inserito nel mio calendario la data della scomparsa di Alez Langer. Oggi trovo questo suo bel ricordo proposta da Mao Valpiana, Presidente Nazionale del Movimento Nonviolento e lo ricopio (il link per la fonte in fondo)<\/em><\/p>\n<p><em><em>\u00a0<\/em><\/em><strong>3 luglio 1995-2015: vent&#8217;anni con Alexander Langer<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Chiedi chi erano i Beatles&#8221; cantavano gli Stadio nel 1984. In quel caso la risposta era molto facile. I Fab Four erano il miglior gruppo musicale del &#8216;900. Qualche giorno fa ad un convegno a Trento mi \u00e8 stata posta la domanda: &#8220;Chiedi chi era<a href=\"http:\/\/www.alexanderlanger.org\/it\"><u> Alex Langer<\/u><\/a>&#8220;. E qui la risposta \u00e8 pi\u00f9 difficile. Perch\u00e9 Alex non \u00e8 definibile con una sola categoria: \u00e8 stato insegnate, intellettuale, traduttore, politico, giornalista, saggista, verde, europeista, leader di movimento&#8230; e via elencando. Lui si descrisse come un &#8220;portatore di speranza&#8221;.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 sempre stato semplicemente una bella persona, un amico della nonviolenza. Oggi lo ricordiamo come colui che ha cercato di applicare la nonviolenza negli ambiti forse pi\u00f9 difficili: la politica e le istituzioni. E&#8217; stato detto, giustamente, che Alex era il pi\u00f9 impolitico dei politici, eppure \u00e8 stato il rappresentante istituzionale (consigliere regionale ed eurodeputato) di un vasto movimento ecologista e pacifista, che insieme a tante sconfitte ha raggiunto anche straordinari risultati concreti. Ha saputo attraversare<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/alessio-cartocci-sideri\/futuro-alex-langer-coraggio-politica-confine_b_6082272.html\"><u> cariche prestigiose senza rimanere invischiato nelle sabbie mobili del potere<\/u><\/a>; ha trattato alla pari con capi di stato senza mai tradire la sua vocazione francescana. Ha fatto politica non per se stesso ma &#8220;per fare pace tra gli uomini e con la natura&#8221;. E c&#8217;\u00e8 riuscito perch\u00e9 in lui c&#8217;era anche la dimensione profetica. Sapeva vedere al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte, e sapeva trasmettere la visione. Poi sapeva indicare la strada. Profeta e politico. Ma essere utopisti e realisti nello stesso tempo \u00e8 un compito arduo.<\/p>\n<p>Non si \u00e8 mai definito &#8220;un pacifista&#8221;, ma piuttosto &#8220;un facitore di pace&#8221;, o meglio di &#8220;paci&#8221;, al plurale, poich\u00e9 ogni conflitto \u00e8 una storia a s\u00e9, richiede una soluzione particolare, specifica; non esiste una ricetta di pace che va sempre bene per tutto. La costruzione della pace \u00e8 un cammino faticoso, spesso sconosciuto. E lui l&#8217;ha faticosamente ricercata in Sudtirolo come in Bosnia.<\/p>\n<p>A vent&#8217;anni dalla sua disperata dipartita, <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/franco-lorenzoni-2\/2015\/07\/02\/alexander-langer\"><u>sentiamo ancora intatta la nostalgia e anche il vuoto lasciato dalla sua assenza.<\/u><\/a> Non c&#8217;\u00e8 incontro, riunione, convegno, assemblea, congresso di movimento dove Alex non venga in qualche modo ricordato, citato, rimpianto. Ci manca. Ma lo sentiamo anche fortemente vicino, compresente. Alla domanda ricorrente &#8220;perch\u00e9?&#8221; non ci pu\u00f2 essere risposta, ma ognuno di noi un senso a quella morte lo vuole dare: forse a schiacciarlo \u00e8 stato il troppo amore, la troppa compassione, il farsi carico senza limite dei pesi altrui. Come il suo amato San Cristoforo, Alex aveva preso sulle spalle un bambino per portarlo dall&#8217;altra parte, ma ancor prima della fine della traversata si \u00e8 accorto che aveva accettato il compito pi\u00f9 gravoso della sua vita, e che doveva mettercela tutta, con un estremo sforzo, per arrivare di l\u00e0. Non ce l&#8217;ha fatta, Alex, a concludere la traversata del fiume, stanco e oberato ha religiosamente accettato il suo calvario; ma la preziosa eredit\u00e0 di idee ed azioni che ha lasciato, oggi la ritroviamo sparsa ovunque, persino nell&#8217;Enciclica di Papa Francesco &#8220;Laudato si'&#8221;.<\/p>\n<p>La figura di Langer oggi piace molto ai giovani. Lo sentono attuale, vero, coerente. Offre loro un&#8217;idea di politica cos\u00ec diversa e bella rispetto alla decadenza e alle miserie che hanno visto negli ultimi decenni. La forza di Alex sta nel fatto che viveva coerentemente con ci\u00f2 che diceva. Nel suo &#8220;Tentativo di decalogo per la convivenza inter-etnica&#8221;, al punto 9 scrive (e sembra davvero scritto per noi oggi):<\/p>\n<p>&#8220;Una necessit\u00e0 si erge pertanto imperiosa su tutte le altre: bandire ogni forma di violenza, reagire con la massima decisione ogni volta che si affacci il germe della violenza etnica, che &#8211; se tollerato &#8211; rischia di innescare spirali davvero devastanti e incontrollabili. Ed anche in questo caso non bastano leggi o polizie, ma occorre una decisa repulsa sociale e morale, con radici forti: un convinto e convincente no alla violenza.&#8221;<\/p>\n<p>Il &#8220;convinto e convincente no alla violenza&#8221; \u00e8 per me una definizione essenziale della nonviolenza. Langer descrive e interpreta la nonviolenza senza mai nominarla esplicitamente. Di sicuro \u00e8 una scelta voluta e motivata. La ricerca di strumenti efficaci per la convivenza interetnica, ha portato alla nonviolenza, il cui cuore sta proprio nel rifiuto della violenza. No alla violenza, dice Langer. E non aggiunge altro. Non ha bisogno di specificare &#8220;senza se e senza ma&#8221;, o &#8211; come pi\u00f9 probabilmente avrebbe fatto &#8211; &#8220;con tanti se e tanti ma&#8221;. Dice solo &#8220;no alla violenza&#8221;, e tutti capiscono cosa significhi. E&#8217; un no chiaro e deciso. Ma deve essere anche &#8220;convinto e convincente&#8221;. &#8220;Convinto&#8221;: chi rifiuta la violenza deve aver fatto un percorso interiore, deve esserne intimamente convinto, persuaso direbbe Capitini, deve rifiutare innanzitutto la propria violenza, quella che viene da dentro di s\u00e9, prima di poter ripudiare quella esterna, quella degli altri. &#8220;Convincente&#8221;: il rifiuto della violenza non pu\u00f2 essere uno slogan, una bandiera, un precetto. Diventa un messaggio convincente solo se chi lo riceve ne vede l&#8217;utilit\u00e0, ne capisce l&#8217;importanza decisiva. Diventa convincente un messaggio di cui si vede l&#8217;efficacia, oltre alla bont\u00e0 della testimonianza.<\/p>\n<p>Se si \u00e8 convinti si riesce ad essere convincenti. E si \u00e8 convincenti solo se si \u00e8 davvero convinti. Alex era un convinto della nonviolenza, nella parola e nell&#8217;azione, e perci\u00f2 ancor oggi la sua testimonianza \u00e8 convincente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/mao-valpiana\/ventanni-con-alexander-langer_b_7712362.html\"><u>http:\/\/www.huffingtonpost.it\/mao-valpiana\/ventanni-con-alexander-langer_b_7712362.html<\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due giorni fa avevo inserito nel mio calendario la data della scomparsa di Alez Langer. 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