{"id":3904,"date":"2015-07-17T19:51:38","date_gmt":"2015-07-17T19:51:38","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=3904"},"modified":"2015-07-18T04:02:54","modified_gmt":"2015-07-18T04:02:54","slug":"17-luglio-2015-limprobabile-geografia-esclusiva-del-sindaco-di-alassio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3904","title":{"rendered":"17 luglio 2015 \u2013 L\u2019improbabile geografia esclusiva del sindaco di Alassio"},"content":{"rendered":"<p>Ricevo il testo di un\u2019ordinanza del sindaco di Alassio che risale al primo luglio che allego e di cui ricopio, poche righe pi\u00f9 avanti, la parte dispositiva. Credo che, per capire come un sindaco possa arrivare ad emettere un\u2019ordinanza in cui viene affermato il fondamento razzista di una discriminazione, sia opportuno ripercorrere una storia che forse avrebbe prodotto effetti meno devastanti se qualche soggetto ritenuto autorevole se ne fosse interessato fin dall\u2019inizio, quando nel 2009 fu approvato il \u2018pacchetto sicurezza\u2019 (legge 94). Lo faccio nella consapevolezza che quello che io posso proporre documentandolo \u00e8 solo un filone di una vicenda pi\u00f9 ampia ma \u00e8 bene osservare le cose cercando di capirle punto per punto. Altri, che abbiano seguito altri filoni, ne parlino!<br \/>\nE cos\u00ec leggiamo ci\u00f2 che il sindaco di Alassio<\/p>\n<p>ORDINA:<\/p>\n<p><em>\u00abil divieto a persone prive di fissa dimora, provenienti da paesi dell\u2019area africana, asiatica e sud americana, se non in possesso di regolare certificato sanitario attestante la negativit\u00e0 da malattie infettive e trasmissibili, di insediarsi anche occasionalmente nel territorio comunale\u00bb\u00a0 <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/allegato1435748608-ALASSIO.pdf\"><em><u><span style=\"color: #0066cc;\">allegato1435748608 ALASSIO<\/span><\/u><\/em><\/a><\/em><\/p>\n<p>A tanto si sono opposte una serie di organizzazioni\u00a0 Cgil, Arci, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Terre des Hommes, Avvocato di Strada, Asgi, Comunit\u00e0 di San Benedetto, Campagna LasciateCIEntrare, Simm, in nome delle quali un\u2019avvocata di Genova ha presentato una segnalazione al governativo Ufficio Nazionale\u00a0 Anti discriminazioni Razziali (Largo Chigi, 19\u00a0 00187 \u2013 Roma) (mi riservo di pubblicare in seguito il testo interessante della segnalazione).<\/p>\n<p>Ora mi limito a una domanda: come si \u00e8 potuti arrivare a un\u2019ordinanza sindacale che discrimina le persone per provenienza geografica e \u2013 soprattutto \u2013 fonda la discriminazione su un improbabile documento sanitario? E sarei molto curiosa di sapere perch\u00e9 nordamericani, australiani (non comunitari) ed europei (comunitari) non possano essere senza fissa dimora e \u2018a rischio di malattie infettive e trasmissibili\u2019. Ma non esageriamo; restiamo al testo com\u2019\u00e8 per cercar di capire come a tanto \u00a0si \u00e8 arrivati e come, finalmente, si riscontri una civile opposizione.<\/p>\n<p><strong><strong>Una squallida storia che ci si ostina ad ignorare. <\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Nel 2009, prima che fosse approvato il pacchetto sicurezza , si tent\u00f2 di introdurre un emendamento\u00a0 in una norma che per emendamenti \u00a0procede. Si sarebbe dovuto cancellare il comma 5 dell\u2019art. 35 (che \u00e8 invece ancora in vigore) del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 \u00a0(Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero). Il comma 5, che trascrivo di seguito, faceva parte del testo unico a seguito della legge 6 marzo 1998, n. 40, la cd Turco Napolitano che , per questo aspetto, non era stata modificata neppure dalla successiva Bossi Fini \u00a0(2002\/189). La proposta di cancellazione determin\u00f2 un forte impegno dell\u2019Ordine dei Medici (nazionale e nelle sedi provinciali) e del personale sanitario in genere, indisponibile a farsi spia e il comma 5 rest\u00f2 in vigore.<\/p>\n<p>Diceva e dice il comma 5 dell\u2019art. 35 del Testo Unico citato sopra: <em>\u00ab<\/em><em>L&#8217;accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non pu\u00f2 comportare alcun tipo di segnalazione all&#8217;autorit\u00e0, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parit\u00e0 di condizioni con il cittadino italiano\u00bb. <\/em>Per leggere correttamente questo comma non dobbiamo dimenticare il precedente comma 3 che afferma: <em>\u00abAi cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all&#8217;ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorch\u00e9&#8217; continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva\u201d. <\/em>Segue l\u2019elenco della tipologia degli interventi assicurati a chi sia privo di permesso di soggiorno.<\/p>\n<p><strong><strong>Neonati e giullari. <\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Tutta questa storia l\u2019ho raccontata in un articolo nel mese di marzo del 2011, pubblicandola nel mensile il Gallo di Genova che, ricopiato nel mio blog, si pu\u00f2 leggere anche da <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=673\"><u><span style=\"color: #0066cc;\">qui<\/span><\/u><\/a>.<\/p>\n<p>Se un lavoro accorto, intenso, ragionevole e convinto dell\u2019ordine dei medici e di varie organizzazioni legate alla sanit\u00e0 era riuscito a salvare il comma 5 riportato sopra, era rimasta nel dannato pacchetto una norma altrettanto grave che avrebbe dovuto trovare il dissenso della societ\u00e0 civile invece del tutto indifferente, spudoratamente beffarda che fosse o biascicante non so che. Si trattava della lettera g del comma 22 dell\u2019articolo 1 che, decodificato nella sua criptica formulazione, afferma che per accedere alla registrazione degli atti di stato civile \u00e8 necessario presentare il permesso di soggiorno, che non \u00e8 invece richiesto, ad esempio, per \u201c<em>l\u2019esercizio di <\/em><em><em>attivit\u00e0 sportive e ricreative a carattere temporaneo<\/em><\/em>\u201d. Quindi per dichiarare la nascita dei propri figli (e assicurare loro un\u2019esistenza giuridicamente riconosciuta) e per sposarsi \u00e8 necessario disporre del permesso di soggiorno, invece, per entrare in Italia a temporaneo divertimento dei residenti, no. Il ministro dell\u2019Interno del IV governo Berlusconi (tale Maroni) sapeva bene che si possono penalizzare neonati che non interessano a nessuno ma non i giullari; \u2018sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re\u2019 cantava qualcuno che aveva capito.<\/p>\n<p>Quando mi fu offerta l\u2019opportunit\u00e0 di scriverne su Il Gallo (e sono sempre grata al suo direttore) me ne occupavo da due anni e mi ero con orrore resa conto che nessuno voleva saperne e che avevo bisogno di un punto fermo per non essere in seguito accusata di aver inventato tutto. La mia fiducia nella competenza democratica degli italiani in genere e degli autoctoni in particolare era arrivata allo zero, soprattutto se si trattasse di soggetti \u2018buoni\u2019 e pensavo ormai alla scrittura come documentata necessaria difesa a futura memoria.<\/p>\n<p><strong><strong><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3835\"><strong><u><span style=\"color: #0066cc;\">Come un osso a un cane <\/span><\/u><\/strong><\/a><\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Nel mese di luglio del 2011 la Corte Costituzionale modificava il codice civile, cancellandone la norma introdotta a seguito del pacchetto sicurezza decidendo ci si potesse sposare senza presentare il permesso di soggiorno. Anche questa vicenda si pu\u00f2 leggere da <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=791\"><u><span style=\"color: #0066cc;\">qui<\/span><\/u><\/a><\/p>\n<p>Quindi:- esclusa\u00a0 fin dall\u2019inizio la funzione di spionaggio sanitario e salvati i matrimoni &#8211; la penalizzazione esplicita e implacabile restava per i neonati che non hanno titolo a chiedere alcunch\u00e9 alla Corte Costituzionale, n\u00e9 lo hanno i loro terrorizzati genitori. La soluzione del loro caso sarebbe politica o meglio legislativa e, se intervenisse, ci ridarebbe un po\u2019 di quella dignit\u00e0 che abbiamo buttato nel pattume ovunque presente.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">L\u2019on Maroni e i suoi complici \u2013potenti o solo silenti- sapevano bene che mantenendo una simile norma rafforzavano le certezze della cultura che la Lega ormai aveva diffuso (e che ancora diffonde) oltre se stessa e che non avevano quindi prezzi da pagare a un\u2019opinione pubblica ormai convinta alla necessit\u00e0 della paura dello \u2018straniero\u2019. E a questa \u2018pubblica opinione\u2019 si possono gettare alcuni ben definiti neonati come si getta un osso a un cane che infastidisce per renderlo \u2018inoffensivo\u2019.<br \/>\nInfatti anche le associazioni che si proclamano finalizzate alla tutela dei diritti umani potevano, con paciosa vilt\u00e0, infischiarsene perch\u00e9 solo dal rapporto con adulti visibili e parlanti era ed \u00e8 loro dato godere dei vantaggi del consenso che appaga e, a volte, paga.<br \/>\nI parlamentari cos\u00ec potevano \u2013 e possono- soddisfarsi delle proposte di legge presentate per rimediare allo scempio senza oneri di spesa, non impegnandosi a farle discutere e approvare<\/span><\/p>\n<p>.Non torno a raccontare questa storia ampiamente e reiteratamente riportata nel mio blog dove faccio memoria anche dei pochi che se ne sono occupati da persone adulte, consapevoli e civili. Anche questo aspetto \u00e8 ripreso nel blog il <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=3821\"><u><span style=\"color: #0066cc;\">9 giugno <\/span><\/u><\/a><\/p>\n<p><strong><strong>Confortando il sindaco di Alassio<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>E cos\u00ec arriviamo alla grottesca ordinanza del sindaco di Alassio che sostanzialmente chiude il cerchio. Il signor sindaco \u00e8 certamente consapevole di ci\u00f2 che affermano anche \u00a0i rapporti del gruppo Convention on the Rights of the Child (CRC). Esiste infatti una circolare che, affiancata al pacchetto sicurezza, consentirebbe ci\u00f2 che la legge nega se, invece di risolvere il pi\u00f9 semplice dei problemi, non creasse dubbi agli uffici, Probabilmente consapevole della possibilit\u00e0 che tali dubbi possano essere risolti nel peggiore dei modi e del silenzio dell\u2019opinione pubblica il sindaco ha riaperto il cerchio ed \u00e8 tornato alla norma originaria, negata nel 2009: le condizioni di salute vengano accertate per espellere! I neonati come strumenti di espulsione dei genitori sono stati e sono un ripiego. Manteniamolo, ma torniamo a pensare in grande. Sappiamo che la societ\u00e0, altrimenti civile, accetta e tace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricevo il testo di un\u2019ordinanza del sindaco di Alassio che risale al primo luglio che allego e di cui ricopio, poche righe pi\u00f9 avanti, la parte dispositiva. 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