{"id":4088,"date":"2015-11-14T15:16:28","date_gmt":"2015-11-14T15:16:28","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4088"},"modified":"2015-11-14T15:45:39","modified_gmt":"2015-11-14T15:45:39","slug":"14-novembre-2015-sbucano-i-bambini-invisibili-sesta-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4088","title":{"rendered":"14 novembre 2015  &#8211; Sbucano i bambini invisibili \u2013 Sesta puntata"},"content":{"rendered":"<p><em>E\u2019 difficile scrivere dopo le stragi di Parigi ma voglio continuare perch\u00e9 anche il silenzio pu\u00f2 essere devastante. <\/em><\/p>\n<p><em>Dopo il mio commento inserisco i passi della relazione finale del Sinodo dei vescovi, tratti dal sito ufficiale, per chi volesse leggerne l\u2019intero testo<\/em><\/p>\n<p><strong><strong>Sbucano? Non al Sinodo della famiglia a loro negata <\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Comincio dal punto 5 del primo capitolo della prima parte che contiene una citazione della Costituzione Pastorale <em>Gaudium et Spes<\/em> (7 dicembre 1965) del Concilio Ecumenico Vaticano II.<br \/>\nTrascrivo quella citazione in un testo un po\u2019 pi\u00f9 ampio di quello citato nel testo sinodale perch\u00e9 ci tengo a segnalare che si riferisce alla teologia dei \u2018segni dei tempi\u2019 <em><em>\u201cPer svolgere questo compito, \u00e8 dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, cos\u00ec che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche. Bisogna infatti conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo, le sue attese, le sue aspirazioni e il suo carattere spesso drammatico.\u201d<\/em><\/em> Aggiungo una citazione dal discorso tenuto dal papa nel duomo di Firenze, in apertura del V Convegno Nazionale della chiesa italiana. <em><em>\u201cI credenti sono cittadini. E lo dico qui a Firenze, dove arte, fede e cittadinanza si sono sempre composte in un equilibrio dinamico tra denuncia e proposta. La nazione non \u00e8 un museo, ma \u00e8 un\u2019opera collettiva in permanente costruzione in cui sono da mettere in comune proprio le cose che differenziano, incluse le appartenenze politiche o religiose\u201d.<br \/>\n<\/em><\/em>Quindi se il Concilio ha finalmente sdoganato i segni dei tempi da una storica visione negativa, e se i credenti sono riconosciuti \u00a0cittadini, posso (e a mio parere devo) prendere in considerazione la Convenzione sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza (la legge italiana 176\/1991 traduce con uno zuccheroso \u2018fanciullo\u2019 che mi irrita) che all\u2019art. 3 recita <em><em>\u00ab<\/em>In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorit\u00e0 amministrative o degli organi legislativi, l&#8217;interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente\u00bb<\/em>. e all\u2019art. 7 precisa <em><em>\u00ab<\/em>Il fanciullo \u00e8 registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed a essere allevato da essi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong><strong>Ho cercato e non ho trovato, ho bussato e non mi \u00e8 stato aperto<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong>Dal punto 12 del cap II della parte prima <\/strong><\/strong><em><em>\u00abLa famiglia merita una speciale attenzione da parte dei responsabili del bene comune, perch\u00e9 \u00e8 la cellula fondamentale della societ\u00e0, che apporta legami solidi di unione sui quali si basa la convivenza umana e, con la generazione e l\u2019educazione dei suoi figli, assicura il rinnovamento e il futuro della societ\u00e0\u00bb (Francesco, Discorso all\u2019Aeroporto di El Alto in Bolivia, 8 luglio 2015). <\/em><\/em><\/p>\n<p><strong><strong>Dal punto 23 del cap III della parte prima-\u00a0\u00a0<\/strong><\/strong><em>\u00abLe migrazioni appaiono particolarmente drammatiche e devastanti per le famiglie e per gli individui quando hanno luogo al di fuori della legalit\u00e0 e sono sostenute da circuiti internazionali di tratta degli esseri umani. Lo stesso pu\u00f2 dirsi quando riguardano donne o bambini non accompagnati, costretti a soggiorni prolungati nei luoghi di passaggio, nei campi profughi, dove \u00e8 impossibile avviare un percorso di integrazione. La povert\u00e0 estrema e altre situazioni di disgregazione inducono talvolta le famiglie perfino a vendere i propri figli per la prostituzione o per il traffico di organi\u00bb.<br \/>\n<strong>Dal punto 24 del cap. III della parte prima<\/strong><br \/>\n<\/em><em>\u00abUna risorsa preziosa per il superamento di queste difficolt\u00e0 si rivela proprio l\u2019incontro tra famiglie, e un ruolo chiave nei processi di integrazione \u00e8 svolto spesso dalle donne, attraverso la condivisione dell\u2019esperienza di crescita dei propri figli\u00bb <\/em><\/p>\n<p><strong>Sempre dal cap. III della\u00a0 parte\u00a0 prima<\/strong><br \/>\n26\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><strong>I bambini<\/strong><\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab<em><em>I diritti dei bambini sono trascurati in molti modi. In alcune aree del mondo, essi sono considerati una vera e propria merce, trattati come lavoratori a basso prezzo, usati per fare la guerra, oggetto di ogni tipo di violenza fisica e psicologica. Bambini migranti vengono esposti a vari tipi di sofferenza. Lo sfruttamento sessuale dell\u2019infanzia costituisce poi una delle realt\u00e0 pi\u00f9 scandalose e perverse della societ\u00e0 attuale. Nelle societ\u00e0 attraversate dalla violenza a causa della guerra, del terrorismo o della presenza della criminalit\u00e0 organizzata, sono in crescita situazioni familiari degradate. Nelle grandi metropoli e nelle loro periferie si aggrava drammaticamente il cosiddetto fenomeno dei bambini di strada<\/em><\/em>\u00bb<em><em>.<\/em><\/em><\/p>\n<p><strong>I padri senza un ruolo giuridicamente riconosciuto come possono proteggere i loro non figli?<br \/>\n<\/strong><em>28 \u00abL\u2019uomo riveste un ruolo egualmente decisivo nella vita della famiglia, con particolare riferimento alla protezione e al sostegno della sposa e dei figli\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Non commento scrivo solo una domanda che per me riassume le altre che vorrei elencare ma che ognuno trover\u00e0 da s\u00e9:<br \/>\n<strong><strong>Perch\u00e9 la famiglia cos\u00ec valorizzata nel caso dei figli dei migranti senza permesso di soggiorno invece non ha rilevanza e pu\u00f2 essere loro negata per legge nella indifferenza laico-clericale?<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza (cui come cittadini cristiani e non dovremmo far riferimento) dice<br \/>\nart. 2 <em>\u00ab<\/em><em><em>1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacit\u00e0, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza;<br \/>\n2\u00a0<\/em><\/em><em><em>Gli Stati parti adottano tutti i provvedimenti appropriati affinch\u00e9 il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attivit\u00e0, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari<\/em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong><strong>Testi completi dei capitoli citati con indicazione della fonte<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/en\/bollettino\/pubblico\/2015\/10\/24\/0816\/01825.html\"><u>https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/en\/bollettino\/pubblico\/2015\/10\/24\/0816\/01825.html<\/u><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Synod15 &#8211; Relazione Finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco (24 ottobre 2015), 24.10.2015<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/en\/bollettino\/pubblico\/2015\/10\/24\/0816.html\"><u>[B0816]<\/u><\/a><\/p>\n<p><em>Pubblichiamo di seguito il testo della Relazione finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco, al termine della XIV Assemblea generale ordinaria (4-25 ottobre 2015) sul tema \u201cLa vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Parte I- &#8211;\u00a0\u00a0 La famiglia e il contesto antropologico- culturale<\/p>\n<p>Cap. I\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0 Il contesto socio-culturale <strong>5. <\/strong>Docili a ci\u00f2 che lo Spirito Santo ci chiede, ci avviciniamo alle famiglie di oggi nella loro diversit\u00e0, sapendo che \u00abCristo, il nuovo Adamo [\u2026] rivela pienamente l\u2019uomo a se stesso\u00bb (<em>GS<\/em>, 22).Volgiamo la nostra attenzione alle sfide contemporanee che influiscono su molteplici aspetti della vita. Siamo consapevoli dell\u2019orientamento principale dei cambiamenti antropologico-culturali, in ragione dei quali gli individui sono meno sostenuti che in passato dalle strutture sociali nella loro vita affettiva e familiare. D\u2019altra parte, bisogna egualmente considerare gli sviluppi di un individualismo esasperato che snatura i legami familiari, facendo prevalere l\u2019idea di un soggetto che si costruisce secondo i propri desideri, togliendo forza ad ogni legame. Pensiamo alle madri e ai padri, ai nonni, ai fratelli e alle sorelle, ai parenti prossimi e lontani, e al legame tra due famiglie che tesse ogni matrimonio. Non dobbiamo tuttavia dimenticare la realt\u00e0 vissuta: la solidit\u00e0 dei legami familiari continua ovunque a tenere in vita il mondo. Rimane grande la dedizione alla cura della dignit\u00e0 di ogni persona \u2013 uomo, donna e bambini \u2013, dei gruppi etnici e delle minoranze, cos\u00ec come alla difesa dei diritti di ogni essere umano di crescere in una famiglia. La loro fedelt\u00e0 non \u00e8 onorata se non si riafferma una chiara convinzione del valore della vita familiare, in particolare facendo affidamento alla luce del Vangelo anche nelle diverse culture. Siamo consapevoli dei forti cambiamenti che il mutamento antropologico culturale in atto determina in tutti gli aspetti della vita, e rimaniamo fermamente persuasi che la famiglia sia dono di Dio, il luogo in cui Egli rivela la potenza della sua grazia salvifica. Anche oggi il Signore chiama l\u2019uomo e la donna al matrimonio, li accompagna nella loro vita familiare e si offre ad essi come dono ineffabile; \u00e8 uno dei segni dei tempi che la Chiesa \u00e8 chiamata a scrutare e interpretare \u00aballa luce del Vangelo, cos\u00ec che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche. Bisogna infatti conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo, le sue attese, le sue aspirazioni e il suo carattere spesso drammatico\u00bb (<em>GS<\/em>, 4). 5\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0 placet 256 Non placet 3<\/p>\n<p>Cap II\u00a0 \u00a0&#8212; \u00a0La famiglia e il contesto socio-economico<\/p>\n<ol start=\"12\">\n<li>Politiche in favore della famiglia <strong>\u00a0<\/strong>Le autorit\u00e0 responsabili del bene comune debbono sentirsi seriamente impegnate nei confronti di questo bene sociale primario che \u00e8 la famiglia. La preoccupazione che deve guidare l\u2019amministrazione della societ\u00e0 civile \u00e8 quella di permettere e promuovere politiche familiari che sostengano e incoraggino le famiglie, in primo luogo quelle pi\u00f9 disagiate. \u00c8 necessario riconoscere pi\u00f9 concretamente l\u2019azione compensativa della famiglia nel contesto dei moderni \u201csistemi di welfare\u201d: essa ridistribuisce risorse e svolge compiti indispensabili al bene comune, contribuendo a riequilibrare gli effetti negativi della disequit\u00e0 sociale. \u00abLa famiglia merita una speciale attenzione da parte dei responsabili del bene comune, perch\u00e9 \u00e8 la cellula fondamentale della societ\u00e0, che apporta legami solidi di unione sui quali si basa la convivenza umana e, con la generazione e l\u2019educazione dei suoi figli, assicura il rinnovamento e il futuro della societ\u00e0\u00bb (Francesco, Discorso all\u2019Aeroporto di <em>El Alto<\/em> in Bolivia, 8 luglio 2015). 12 placet 253 Non placet 5<\/li>\n<\/ol>\n<p>Cap III\u00a0 &#8211;\u00a0 Famiglia, inclusione e societ\u00e0<\/p>\n<p>Migranti,\u00a0 profughi, perseguitati \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>23. <\/strong>Merita particolare attenzione pastorale l\u2019effetto del fenomeno migratorio sulla famiglia. Esso tocca, con modalit\u00e0 differenti, intere popolazioni, in diverse parti del mondo. La Chiesa ha esercitato in questo campo un ruolo di primo piano. La necessit\u00e0 di mantenere e sviluppare questa testimonianza evangelica (cf. <em>Mt<\/em> 25,35) appare oggi pi\u00f9 che mai urgente. La storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 una storia di migranti: questa verit\u00e0 \u00e8 inscritta nella vita dei popoli e delle famiglie. Anche la nostra fede lo ribadisce: siamo tutti dei pellegrini. Questa convinzione deve suscitare in noi comprensione, apertura e responsabilit\u00e0 davanti alla sfida della migrazione, tanto di quella vissuta con sofferenza, quanto di quella pensata come opportunit\u00e0 per la vita. La mobilit\u00e0 umana, che corrisponde al naturale movimento storico dei popoli, pu\u00f2 rivelarsi un\u2019autentica ricchezza tanto per la famiglia che emigra quanto per il paese che la accoglie. Altra cosa \u00e8 la migrazione forzata delle famiglie, frutto di situazioni di guerra, di persecuzione, di povert\u00e0, di ingiustizia, segnata dalle peripezie di un viaggio che mette spesso in pericolo la vita, traumatizza le persone e destabilizza le famiglie. L\u2019accompagnamento dei migranti esige una pastorale specifica rivolta alle famiglie in migrazione, ma anche ai membri dei nuclei familiari rimasti nei luoghi d\u2019origine. Ci\u00f2 deve essere attuato nel rispetto delle loro culture, della formazione religiosa ed umana da cui provengono, della ricchezza spirituale dei loro riti e tradizioni, anche mediante una cura pastorale specifica. \u00ab\u00c8 importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarit\u00e0 o di irregolarit\u00e0, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignit\u00e0, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri\u00bb (Francesco, Messaggio per la Giornata mondiale dei migranti e del rifugiato 2016, 12 settembre 2015). Le migrazioni appaiono particolarmente drammatiche e devastanti per le famiglie e per gli individui quando hanno luogo al di fuori della legalit\u00e0 e sono sostenute da circuiti internazionali di tratta degli esseri umani. Lo stesso pu\u00f2 dirsi quando riguardano donne o bambini non accompagnati, costretti a soggiorni prolungati nei luoghi di passaggio, nei campi profughi, dove \u00e8 impossibile avviare un percorso di integrazione. La povert\u00e0 estrema e altre situazioni di disgregazione inducono talvolta le famiglie perfino a vendere i propri figli per la prostituzione o per il traffico di organi. 23 placet 253\u00a0 Non placet 4<\/p>\n<ol start=\"24\">\n<li>L\u2019incontro con un nuovo paese e una nuova cultura \u00e8 reso tanto pi\u00f9 difficile quando non vi siano condizioni di autentica accoglienza e accettazione, nel rispetto dei diritti di tutti e di una convivenza pacifica e solidale. Questo compito interpella direttamente la comunit\u00e0 cristiana: \u00abla responsabilit\u00e0 di offrire accoglienza, solidariet\u00e0 e assistenza ai rifugiati \u00e8 innanzitutto della Chiesa locale. Essa \u00e8 chiamata ad incarnare le esigenze del Vangelo andando incontro, senza distinzioni, a queste persone nel momento del bi\u00adsogno e della solitudine\u00bb (Pontificio Consiglio <em>Cor Unum<\/em> e Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti, I Rifugiati, una sfida alla solidariet\u00e0, 26). Il senso di spaesamento, la nostalgia delle origini perdute e le difficolt\u00e0 di integrazione mostrano oggi, in molti contesti, di non essere superati e svelano sofferenze nuove anche nella seconda e terza generazione di famiglie migranti, alimentando fenomeni di fondamentalismo e di rigetto violento da parte della cultura ospitante. Una risorsa preziosa per il superamento di queste difficolt\u00e0 si rivela proprio l\u2019incontro tra famiglie, e un ruolo chiave nei processi di integrazione \u00e8 svolto spesso dalle donne, attraverso la condivisione dell\u2019esperienza di crescita dei propri figli. In effetti, anche nella loro situazione di precariet\u00e0, esse danno testimonianza di una cultura dell\u2019amore familiare che incoraggia le altre famiglie ad accogliere e custodire la vita, praticando la solidariet\u00e0. Le donne possono trasmettere alle nuove generazioni la fede viva nel Cristo, che le ha sostenute nella difficile esperienza della migrazione e ne \u00e8 stata rafforzata. Le persecuzioni dei cristiani, come anche quelle di minoranze etniche e religiose, in diverse parti del mondo, specialmente in Medio Oriente, rappresentano una grande prova: non solo per la Chiesa, ma anche per l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale. Ogni sforzo va sostenuto per favorire la permanenza di famiglie e comunit\u00e0 cristiane nelle loro terre di origine. Benedetto XVI ha affermato: \u00abUn Medio Oriente senza o con pochi cristiani non \u00e8 pi\u00f9 il Medio Oriente, giacch\u00e9 i cristiani partecipano con gli altri credenti all\u2019identit\u00e0 cos\u00ec particolare della regione\u00bb (Esortazione Apostolica <em>Ecclesia in Medio Oriente<\/em>, 31). 24 &#8211; placet 255 Non placet 5<\/li>\n<\/ol>\n<p>26\u00a0 \u00a0&#8211;\u00a0\u00a0 I bambini \u00a0\u00a0\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0 I bambini sono una benedizione di Dio (cf. <em>Gn<\/em> 4,1). Essi devono essere al primo posto nella vita familiare e sociale, e costituire una priorit\u00e0 nell\u2019azione pastorale della Chiesa. \u00abIn effetti, da come sono trattati i bambini si pu\u00f2 giudicare la societ\u00e0, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se \u00e8 una societ\u00e0 libera o una societ\u00e0 schiava di interessi internazionali.[\u2026] I bambini ci ricordano [\u2026] che siamo sempre figli [\u2026].E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l\u2019abbiamo ricevuta\u00bb (Francesco, Udienza generale, 18 marzo 2015). Tuttavia, spesso i bambini diventano oggetto di contesa tra i genitori e sono le vere vittime delle lacerazioni familiari. I diritti dei bambini sono trascurati in molti modi. In alcune aree del mondo, essi sono considerati una vera e propria merce, trattati come lavoratori a basso prezzo, usati per fare la guerra, oggetto di ogni tipo di violenza fisica e psicologica. Bambini migranti vengono esposti a vari tipi di sofferenza. Lo sfruttamento sessuale dell\u2019infanzia costituisce poi una delle realt\u00e0 pi\u00f9 scandalose e perverse della societ\u00e0 attuale. Nelle societ\u00e0 attraversate dalla violenza a causa della guerra, del terrorismo o della presenza della criminalit\u00e0 organizzata, sono in crescita situazioni familiari degradate. Nelle grandi metropoli e nelle loro periferie si aggrava drammaticamente il cosiddetto fenomeno dei bambini di strada. 26 placet 256\u00a0 non placet 2<\/p>\n<p>28\u00a0 \u00a0&#8211;\u00a0\u00a0 L\u2019uomo\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0 <strong>\u00a0<\/strong>L\u2019uomo riveste un ruolo egualmente decisivo nella vita della famiglia, con particolare riferimento alla protezione e al sostegno della sposa e dei figli. Modello di questa figura \u00e8 San Giuseppe, uomo giusto, il quale nell\u2019ora del pericolo \u00abprese con s\u00e9 il bambino e sua madre nella notte\u00bb (<em>Mt<\/em> 2,14) e li port\u00f2 in salvo. Molti uomini sono consapevoli dell\u2019importanza del proprio ruolo nella famiglia e lo vivono con le qualit\u00e0 peculiari dell\u2019indole maschile. L\u2019assenza del padre segna gravemente la vita familiare, l\u2019educazione dei figli e il loro inserimento nella societ\u00e0. La sua assenza pu\u00f2 essere fisica, affettiva, cognitiva e spirituale. Questa carenza priva i figli di un modello adeguato del comportamento paterno. Il crescente impiego lavorativo della donna fuori casa non ha trovato adeguata compensazione in un maggior impegno dell\u2019uomo nell\u2019ambito domestico. Nel contesto odierno la sensibilit\u00e0 dell\u2019uomo al compito di protezione della sposa e dei figli da ogni forma di violenza e di avvilimento si \u00e8 indebolita. \u00abIl marito \u2013 dice Paolo \u2013 deve amare la moglie \u201ccome il proprio corpo\u201d (<em>Ef <\/em>5,28); amarla come Cristo \u201cha amato la Chiesa e ha dato s\u00e9 stesso per lei\u201d (v. 25). Ma voi mariti [\u2026] capite questo? Amare la vostra moglie come Cristo ama la Chiesa? [\u2026] L\u2019effetto di questo radicalismo della dedizione chiesta all\u2019uomo, per l\u2019amore e la dignit\u00e0 della donna, sull\u2019esempio di Cristo, deve essere stato enorme, nella stessa comunit\u00e0 cristiana. Questo seme della novit\u00e0 evangelica, che ristabilisce l\u2019originaria reciprocit\u00e0 della dedizione e del rispetto, \u00e8 maturato lentamente nella storia, ma alla fine ha prevalso\u00bb (Francesco, Udienza Generale, 6 maggio 2015). 28 placet 257\u00a0 non placet 4<\/p>\n<p>II PARTE\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Cap IV\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0 Verso la pienezza ecclesiale della famiglia<\/p>\n<ol start=\"54\">\n<li>Quando l\u2019unione raggiunge una notevole stabilit\u00e0 attraverso un vincolo pubblico \u2013 ed \u00e8 connotata da affetto profondo, da responsabilit\u00e0 nei confronti della prole, da capacit\u00e0 di superare le prove \u2013 pu\u00f2 essere vista come un\u2019occasione da accompagnare verso il sacramento del matrimonio, laddove questo sia possibile. Differente invece \u00e8 il caso in cui la convivenza non sia stabilita in vista di un possibile futuro matrimonio, ma nell\u2019assenza del proposito di stabilire un rapporto istituzionale. La realt\u00e0 dei matrimoni civili tra uomo e donna, dei matrimoni tradizionali e, fatte le debite differenze, anche delle convivenze, \u00e8 un fenomeno emergente in molti Paesi. Inoltre, la situazione di fedeli che hanno stabilito una nuova unione richiede una speciale attenzione pastorale: \u00abIn questi decenni [\u2026] \u00e8 molto cresciuta la consapevolezza che \u00e8 necessaria una fraterna e attenta accoglienza, nell\u2019amore e nella verit\u00e0, verso i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del matrimonio sacramentale; in effetti, queste persone non sono affatto scomunicate\u00bb (Francesco, Udienza generale, 5 agosto 2015). 54 placet 236 non placet 21<\/li>\n<\/ol>\n<p>Votazioni dei singoli numeri della <em>Relazione finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco<\/em><em>\u00a0 <\/em>Padri presenti: 265\u00a0 <em>Due terzi: 177<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 difficile scrivere dopo le stragi di Parigi ma voglio continuare perch\u00e9 anche il silenzio pu\u00f2 essere devastante. Dopo il mio commento inserisco i passi della relazione finale del Sinodo dei vescovi, tratti dal sito ufficiale, per chi volesse leggerne l\u2019intero testo Sbucano? Non al Sinodo della famiglia a loro&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4088\" title=\"Read more 14 novembre 2015  &#8211; Sbucano i bambini invisibili \u2013 Sesta puntata\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,8,9],"tags":[18,20],"class_list":["post-4088","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-migranti","category-minori","category-razzismo","tag-bambini","tag-chiesa-cattolica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4088"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4088\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4092,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4088\/revisions\/4092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}