{"id":4122,"date":"2015-12-06T05:11:50","date_gmt":"2015-12-06T05:11:50","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4122"},"modified":"2015-12-06T06:26:59","modified_gmt":"2015-12-06T06:26:59","slug":"6-dicembre-2015-natale-a-scuola-fanatici-disturbatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4122","title":{"rendered":"6 dicembre 2015 &#8211; Natale e scuola. Fanatici disturbatori"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una circolare<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/circ_7_natale-signed.pdf\">circ_7_natale-signed<\/a><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 leggere dal link la\u00a0dignitosa circolare di Marco Parma,\u00a0dirigente della scuola di Rozzano, \u00a0che per s\u00e9 \u00e8 una risposta alla canea fanatica, strumentalizzata da leghisti e non solo (chi potr\u00e0 dimenticare la canterina gi\u00e0 ministra Gelmini!). e ricopio alcuni articoli con relativi link<\/p>\n<p><strong>Senza commenti<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>2 dicembre 2015\u00a0 &#8211;\u00a0 da Famiglia cristiana<\/strong><\/p>\n<p>Sono prete da vent\u2019 anni e, anche in tempi non sospetti, ho sempre suggerito ai fedeli di realizzare a casa propria il presepio o l\u2019 albero di Natale da molti, erroneamente, ritenuto un simbolo pagano e che invece ha radici molto pi\u00f9 cristiane di quanto si creda. Lo stesso Babbo natale, pur travisato nei segni pastorali dalla Coca-Cola, non \u00e8 altro che san Nicola vescovo. In qualche zona d\u2019 Italia \u00e8 santa Lucia che porta i doni e poi, a chiudere il periodo natalizio c\u2019 \u00e8 la Befana, storpiatura lessicale di Epifania che, invece di indicare il Cristo che si manifesta ai magi, identifica una vecchina dall\u2019 aspetto un\u00a0 po\u2019 stregonesco che non proviene certamente dall&#8217;ambiente cristiano. Tutte tradizioni che ho sempre accompagnato perch\u00e9 possono aiutare a vivere la dimensione interiore del Natale, ma che non si identificano con il mistero del Dio fatto uomo. Lo possono indicare, ricordare, favorire, rappresentare ma il \u201cVerbo che si \u00e8 fatto carne\u201d, come scrive l\u2019 evangelista Giovanni, \u00e8 una manifestazione dell\u2019 amore di Dio, un segno di salvezza che si coglie nel profondo di s\u00e9 e si traduce nelle opere quotidiane. L\u2019 identit\u00e0 del credente non coincide con i segni esteriori, ma \u00e8 rivelata dalla la testimonianza nella vita: inizio a pensare che in molti difensori delle tradizioni natalizie questa dimensione sia carente.<\/p>\n<p>Se sostenere i segni della tradizione significa innescare battaglie, generare rabbia e odio, innalzare muri certamente pi\u00f9 politici che religiosi, da uomo e da cattolico dico chiaramente che non ci sto. Che eco di messaggio cristiano e di maturit\u00e0 pu\u00f2 giungere ad un ragazzo che vede accapigliarsi genitori, dirigenti scolastici, docenti, politici nel presunto nome di colui che \u00e8 segno supremo di amore? \u00abPer fare la pace \u2013 ha detto papa Francesco in occasione di una preghiera per la pace del giugno 2014- ci vuole coraggio, molto di pi\u00f9 che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire s\u00ec all\u2019 incontro e no allo scontro; s\u00ec al dialogo e no alla violenza; s\u00ec al negoziato e no alle ostilit\u00e0; s\u00ec al rispetto dei patti e no alle provocazioni; s\u00ec alla sincerit\u00e0 e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d\u2019 animo\u00bb. Le polemiche prenatalizie di quest\u2019 anno non aiutano, confondono i piani della discussione solo per generare reazioni viscerali. Il vescovo di Padova \u00e8 finito nel tritacarne per aver messo in chiaro che esiste una gerarchia di valori: se il valore da salvaguardare \u00e8 quello di creare ponti e non muri (l\u2019 ha detto il Papa) come posso sacrificarlo per innescare battaglie dolorose soprattutto per gli occhi pi\u00f9 giovani che guardano curiosi come stiamo costruendo il loro futuro? Nessuno rinuncia alla sua identit\u00e0, ci mancherebbe, ma l\u2019 identit\u00e0 \u00e8 scritta nella testimonianza della vita ancor prima che nei segni esteriori. Chi \u00e8 cristiano sa di essere erede del dono dei martiri che hanno raccontato la loro identit\u00e0 rifiutando sempre l\u2019 approccio violento. Chi si dichiara cristiano dev\u2019 essere consapevole che a Pietro \u00e8 stato chiesto di riporre la spada nel fodero e che la massima manifestazione di identit\u00e0 \u00e8 raccontata dalla fragilit\u00e0 di una persona con i chiodi nelle mani e nei piedi, quando avrebbe potuto dare segno di una potenza distruttiva e non gli sarebbero certo mancati i titoli per far valere la sua identit\u00e0. Un passo indietro, quello di Cristo in croce. Il passo che, per chi crede, ha meritato la Salvezza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/m.famigliacristiana.it\/blogpost\/presepe-si-presepe-no-natale-e-polemiche-io-prete-non-ci-sto-.htm\"><u>http:\/\/m.famigliacristiana.it\/blogpost\/presepe-si-presepe-no-natale-e-polemiche-io-prete-non-ci-sto-.htm<\/u><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><strong>Giorgio Cremaschi . Il presepe arruolato in guerra\u00a0\u00a0 <\/strong><\/strong>da micromega<\/p>\n<p>Sono ateo e padre di figlie non battezzate, ma ho sempre fatto il Presepe. Come Luca Cupiello nella commedia di Eduardo, il Presepe mi piace perch\u00e9 trovo bello guardarlo e soprattutto costruirlo. Ora sono in dubbio se farlo ancora.<\/p>\n<p>Ho visto un presepe brandito come arma da Matteo Salvini davanti alla scuola di Rozzano. Ho visto l&#8217;onorevole Gelmini cantare &#8220;Tu scendi dalle stelle&#8221;come inno di lotta sempre davanti alla stessa scuola. Ho letto il commento del sottosegretario all&#8217;istruzione Faraone, indignato per la rinuncia ai nostri valori. Mi pare cha Matteo Renzi abbia usato toni simili. Una crociata politico mediatica ha cos\u00ec occupato il centro dei talkshow.<\/p>\n<p>Su un fatto praticamente inesistente, il normale rifiuto di un preside a due mamme di organizzare fuori orario e fuori programma canti di Natale, non dunque la cancellazione della celebrazione della festa, si \u00e8 costruito uno scenario di guerra. Ora non mi stupisce che i Mass media italiani siano capaci di costruire autentici falsi e di far ruotare attorno ad essi tutto il confronto politico e di opinione pubblica che loro stessi alimentano. Nelle guerre la macchina del falso \u00e8 la prima a mettersi in moto. Cos\u00ec i manifestanti per l&#8217;ambiente a Parigi sono stati accusati di profanare il sacrario delle vittime del terrorismo, quando \u00e8 stata la polizia di Hollande a caricarli brutalmente e a calpestare i fiori. Ci sono video e foto che documentano questo ma il nostro giornale e telegiornale unico ha titolato sulla vergogna degli oltraggi perpetuati dai manifestanti. Franti rise al racconto dei funerali del re, racconta il libro Cuore con lo stesso sdegno.<\/p>\n<p>Lo stessa macchina del falso ha dunque prodotto il caso di Rozzano, chiarendo subito che lo scopo era quello di aprire un dibattito sui nostri valori e sul coraggio di difenderli. Di fronte ai terroristi che uccidono gridando Allah Akbar non festeggiare il Natale come si deve diventa cedimento di fronte al nemico, collaborazionismo persino. Il figlio di Luca Cupiello, che nella gi\u00e0 citata commedia afferma pi\u00f9 volte che il Presepe non gli piace, diventa l&#8217;archetipo del traditore.<\/p>\n<p>Il Presepe diventa cos\u00ec un&#8217;arma della guerra identitaria che si scatena in difesa della nostra civilt\u00e0, arma che si pu\u00f2 imbracciare senza scandalo. Il vescovo segretario della Cei Nunzio Galantino \u00e8 abituato ad usare toni forti ed \u00e8 subito sceso in campo in difesa del Natale minacciato. Ma non ha sentito il bisogno di dire nulla contro questo uso violento del Presepe. Ma come, l&#8217;invenzione di S. Francesco viene usata per bassa speculazione politica ed elettorale e il vescovo Galantino non ha il coraggio di dire: gi\u00f9 le mani dal Presepe?<\/p>\n<p>Tutto questo mi spaventa e non tanto perch\u00e9 cos\u00ec si fa distrazione di massa dai problemi veri. Questo \u00e8 ovvio, ma a me spaventa proprio ci\u00f2 verso cui il regime mediatico sta orientando l&#8217;opinione pubblica: si vuole prepararla alla necessit\u00e0 e alla inevitabilit\u00e0 della guerra: \u201cVogliono abolire il Natale per farci festeggiare il Ramadan e vorremmo cedere come il vile preside di Rozzano? Oppure vogliamo combattere per i nostri valori?\u201d. Sono i nostri mostri di sempre che vengono cos\u00ec evocati e a me dispiace molto che cerchino di nasconderli tra le statuette del Presepe.<\/p>\n<p>I terroristi legati all&#8217;Isis, per quanto feroci, non hanno certo la forza per far regredire alle guerre di razza e di religione le nostre societ\u00e0. Se questa regressione si manifesta lo stesso, \u00e8 per cause sociali politiche e culturali che stanno tutte qui da noi e la caccia alle streghe di Rozzano lo dimostra.<\/p>\n<p>Giorgio Cremaschi\u00a0\u00a0 <em>(2 dicembre 2015) <\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2015\/12\/02\/giorgio-cremaschi-il-presepe-arruolato-in-guerra\/\"><u>http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2015\/12\/02\/giorgio-cremaschi-il-presepe-arruolato-in-guerra\/<\/u><u>\u00a0<\/u><\/a><\/p>\n<p><strong><strong>Il passo avanti del Vescovo di Padova e l\u2019effetto presepe<\/strong><\/strong>. di <a href=\"http:\/\/www.muneraonline.eu\/andrea-grillo\"><u>Andrea Grillo<\/u><\/a><\/p>\n<p>Ci sono, nelle tradizioni, logiche profonde e complesse, che vanno rispettate proprio nella loro complessit\u00e0. Anche la tradizione cristiana, e in particolare quella cattolico-romana, non sfugge a queste logiche. Quasi 70 anni fa un parroco diede fuoco a Babbo Natale, sul sagrato della Chiesa, per \u201cdifendere\u201d Ges\u00f9 bambino dai \u201cculti pagani\u201d. Questo episodio diede lo spunto, a C. L\u00e9vi-Strauss per scrivere un bell\u2019opuscolo, dal titolo \u201cBabbo Natale giustiziato\u201d nel quale metteva in luce la profonda continuit\u00e0 tra culto pagano e culto cristiano, sulla base della antica festa del<em> Sol invictus, <\/em>dove i temi della luce, delle piante sempreverdi e dei \u201cvecchi\/morti\u201d e dei \u201cbambini\/neonati\u201d si intrecciano strutturalmente.<\/p>\n<p>Ora, in questo contesto, quando la polemica diventa vuota e formale, possiamo trovare il paradosso per cui un Presidente di Regione come Zaja, la cui sensibilit\u00e0 verso lo straniero \u00e8 proverbiale, diventi il \u201cdifensore del presepe\u201d, pretendendo di far passare il Vescovo di Padova come un \u201cnemico del popolo\u201d.<\/p>\n<p>La questione decisiva, in tutto questo, \u00e8 ci\u00f2 che da tempo chiamo \u201ceffetto presepe\u201d. Vorrei provare a spiegarlo brevemente. In tutte le grandi tradizioni, infatti, i passaggi decisivi \u2013 nel nostro caso cattolico, il Natale e la Pasqua \u2013 diventano \u201cluoghi di riconoscimento\u201d, non solo religioso, ma culturale e sociale. \u201cFare il presepe\u201d a Natale, e \u201cvisitare i sepolcri\u201d a Pasqua diventano luoghi di identit\u00e0. Ma, proprio in questo passaggio, le tradizioni si mettono a rischio, perch\u00e9 concentrano in un punto tutti i \u201cmessaggi\u201d e proprio per questo \u201csovraccarico\u201d rischiano di perderne il senso.<\/p>\n<p>Il presepe, in modo esemplare, costituisce un caso tipico di questa \u201ctentazione\u201d. Presepe dice, in latino, \u201cmangiatoia\u201d e costituisce la \u201cversione di Luca\u201d del mostrarsi del Salvatore. Che si rivela ai pastori irregolari e non ai buoni credenti regolari del tempo. La tensione, in quel testo di Luca, \u00e8 tra la grandezza del Signore e la piccolezza umana che pu\u00f2 riconoscerlo solo nella irregolarit\u00e0 dei pastori. Nella versione di Matteo, invece, la dose \u00e8 ancora rincarata: la tensione \u00e8 tra la stella e i magi che la seguono, nella loro condizione di stranieri, e la ostilit\u00e0 viscerale dei residenti. Il \u201cpresepe\u201d, mescolando tutti questi messaggi, rischia di non aumentare, ma di diminuire la forza della tradizione, riducendola a un \u201csoprammobile\u201d borghese. <em>Il presepe significa che ultimi, stranieri e irregolari riconoscono Ges\u00f9, mentre Governatori e residenti regolari cercano di ucciderlo<\/em>. Esattamente come, a Pasqua, sanno riconoscere Ges\u00f9 una donna dai molti mariti, un handicappato grave come il cieco e un morto come Lazzaro. Queste sono le categorie privilegiate.<\/p>\n<p>Di fronte al \u201csignificato\u201d del presepe, \u00e8 chiaro che quello evocato dal Vescovo di Padova \u00e8 un passo avanti e non un passa indietro. Mentre ci\u00f2 che il Governatore del Veneto difende come un soprammobile, \u00e8 la propria pi\u00f9 clamorosa smentita e contestazione. Forse \u00e8 venuto anche per lui il momento della conversione?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che il Vescovo di Padova ha chiesto, con parole pacate, \u00e8 un passo avanti nel significato autentico del Presepe. Ecco le sue parole: \u00abFare un passo indietro non significa creare il vuoto o assecondare intransigenze laiciste, ma trovare nelle tradizioni, che ci appartengono e alimentano la nostra fede, germi di dialogo. Il Natale, in questo senso, \u00e8 un esempio straordinario, un\u2019occasione di incontro con i musulmani, che riconoscono in Ges\u00f9 un profeta e venerano Maria\u00bb. Solo con un piccolo passo indietro si fa un grande passo avanti. Nella pura tradizione cristiana. E non \u00e8 un caso che i Governatori oppongano resistenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-passo-avanti-del-vescovo-di-padova-e-leffetto-presepe\/\"><u>http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-passo-avanti-del-vescovo-di-padova-e-leffetto-presepe\/<\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una circolare circ_7_natale-signed Si pu\u00f2 leggere dal link la\u00a0dignitosa circolare di Marco Parma,\u00a0dirigente della scuola di Rozzano, \u00a0che per s\u00e9 \u00e8 una risposta alla canea fanatica, strumentalizzata da leghisti e non solo (chi potr\u00e0 dimenticare la canterina gi\u00e0 ministra Gelmini!). e ricopio alcuni articoli con relativi link Senza commenti 2&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4122\" title=\"Read more 6 dicembre 2015 &#8211; Natale e scuola. 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