{"id":4150,"date":"2015-12-28T06:18:49","date_gmt":"2015-12-28T06:18:49","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4150"},"modified":"2015-12-28T06:18:49","modified_gmt":"2015-12-28T06:18:49","slug":"28-dicembre-2015-ventanni-fa-da-delitti-contro-la-morale-a-delitti-contro-la-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4150","title":{"rendered":"28 dicembre 2015 &#8211; Vent\u2019anni fa: da delitti contro la morale a delitti contro la persona"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 dicembre non uscivano i quotidiani ma una giornalista competente si \u00e8 ricordata (e ne ha scritto il giorno successivo) che nel 1965 proprio quel giorno era stata rapita una giovanissima ragazza di Alcamo il cui coraggio sarebbe stato determinante per modificare il codice penale.<br \/>\nPer quella modifica ci vollero trent\u2019anni.<br \/>\nInfatti solo il 15 febbraio del 1996 fu approvata la legge n. 66, &#8220;Norme contro la violenza sessuale&#8221; che dispose lo spostamento dei delitti sessuali da delitti contro la moralit\u00e0 pubblica e il buon costume a delitti contro la persona.<br \/>\nFurono trent\u2019anni di impegno costante e di rapporto fra una societ\u00e0 civile consapevole e parlamentari capaci di una responsabile ed efficace attivit\u00e0 veramente politica.<\/p>\n<p>26 dicembre- Franca Viola: &#8220;Io, che 50 anni fa ho fatto la storia con il mio no alle nozze riparatrici&#8221;<br \/>\nNel &#8217;67 rifiut\u00f2 di sposare l&#8217;uomo che l&#8217;aveva violentata. Il suo coraggio cambi\u00f2 il codice penale.<br \/>\n<strong>&#8220;Mai avere paura di lottare&#8221;<\/strong> di <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2015\/12\/27\/news\/_io_che_50_anni_fa_ho_fatto_la_storia_con_il_mio_no_alle_nozze_riparatrici_-130210807\/?ref=HREC1-4\">CONCITA DE GREGORIO<\/a><\/p>\n<p>ALCAMO. \u00c8 di nuovo Natale a casa Viola. In sala da pranzo finiscono il dolce e i racconti il marito, Giuseppe, i due figli, Sergio e Mauro, le nuore. L&#8217;unica nipote, tredici anni, \u00e8 appena uscita per raggiungere gli amici. Una ragazzina bellissima, Sonia: bruna e bianca come sua nonna Franca. &#8220;Ha visto com&#8217;\u00e8 cresciuta? Mi ricordo che dieci anni fa, quando lei signora venne a trovarmi, mi trov\u00f2 che pulivo le scale, di fuori, e quando la feci entrare in soggiorno c&#8217;era il triciclo della bambina e i suoi giocattoli a terra. Che vergogna questo disordine, pensai. Ancora me ne dispiaccio. Lei \u00e8 l&#8217;unica giornalista che ho fatto entrare in casa mia, lo sa? Non lo so perch\u00e9: certe volte \u00e8 una parola, uno sguardo. Una cosa piccola, \u00e8 quella che cambia&#8221;.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era nessun disordine signora Franca, solo il triciclo di una bambina. &#8220;Sonia adesso ha la stessa et\u00e0 di quando mi sono promessa a suo nonno Giuseppe. La vita \u00e8 un lungo attimo. Mi somiglia moltissimo: quando a scuola hanno chiesto le foto dei nonni le ho dato la mia alla prima comunione e la maestra ha detto &#8216;Sonia, avevo chiesto la foto di tua nonna non la tua&#8217;. Ma questa \u00e8 mia nonna, \u00e8 Franca Viola&#8230; Mi rende cos\u00ec felice che sia orgogliosa di sua nonna. Certo che la sa la storia, s\u00ec, gliel&#8217;ho raccontata io ma non ce ne sarebbe stato bisogno. Sta su Internet, mi cerca lei tutte le notizie. Io non so usare il computer, neppure riesco a vedere i messaggi nel telefono. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 lei che fa tutto. Le ho solo detto, in pi\u00f9: l&#8217;importante Sonia \u00e8 che tu faccia quello che ti dice il cuore, sempre. Poi certo, bisogna che le persone che ti amano ti aiutino e non ti ostacolino, come \u00e8 successo a me con mio padre e mia madre. Ma lo sa che sono passati cinquant&#8217;anni dal fatto?&#8221;. Il fatto, lo ha sempre chiamato. &#8220;Chi se lo poteva immaginare che sarebbe stata una vita cos\u00ec&#8221;. Cos\u00ec come? &#8220;Cos\u00ec bella. Perch\u00e9 poi la storia grande nella vita delle persone \u00e8 una storia piccola. Un gesto, una scelta naturale. Io per tantissimi anni non mi sono resa conto di quello che mi era successo. Quando mi volle vedere il Papa, il giorno del mio matrimonio, chiesi a mio marito: ma come fa il Papa a sapere la nostra storia, Giuseppe?&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per me la mia vita \u00e8 stata la mia famiglia. Stamattina sono andata a trovare mia madre, che vive qui accanto, da sola. Ha 92 anni, \u00e8 lucidissima. Per prima cosa mi ha detto: Franca, ti ricordi che giorno \u00e8 oggi? \u00c8 il 26 mamma, s\u00ec. Per lei il 26 dicembre \u00e8 il giorno del mio rapimento e il giorno della morte di mio padre. Lo sa che mio padre \u00e8 morto 18 anni dopo il mio rapimento, lo stesso giorno alla stessa ora? \u00c8 stato in coma tre giorni, io pensavo: vuoi vedere che aspetta la stessa ora. E infatti: \u00e8 morto alle nove del mattino, l&#8217;ora in cui entrarono a casa a prendermi. Ha aspettato, voleva dirmi: vai avanti&#8221;.<\/p>\n<p>Cinquant\u2019anni fa, alle nove del mattino, Franca aveva 17 anni e 11 mesi. Era la ragazza pi\u00f9 bella di Alcamo, figlia di contadini. Filippo Melodia, nipote di un boss, la voleva per s\u00e9. Lei si era promessa a Giuseppe Ruisi, un coetaneo amico di famiglia. Melodia e altri dodici della sua banda bussarono alla porta e rapirono lei e il fratello Mariano, 8 anni. Li portarono in un casolare in campagna. Dopo due giorni lasciarono andare il bambino, dopo sei portarono Franca a casa della sorella di Melodia, in paese. La legge diceva, allora, all\u2019articolo 544 del codice penale, che il matrimonio avrebbe estinto il reato di sequestro di persona e violenza carnale. Reato estinto per la legge, onore riparato per la societ\u00e0. Doveva sposare Melodia, insomma: era scritto. Ma Franca non volle. Fu la prima donna in Italia \u2013 in Sicilia &#8211; a dire di no alla \u201cpaciata\u201d, la pacificazione fra famiglie, e al matrimonio riparatore. Ci fu un processo, lungo, a Trapani. Lei lo affront\u00f2. Un grande giudice, Giovanni Albeggiani.<\/p>\n<p>I sequestratori furono tutti condannati. Melodia \u00e8 morto, ucciso da ignoti con un colpo di lupara, molti anni dopo. Gli altri sono ancora l\u00ec, in paese. \u00abQuando li incontro per strada, capita, abbassano lo sguardo. Non fu difficile decidere. Mio padre Bernardo venne a prendermi con la barba lunga di una settimana: non potevo radermi se non c\u2019eri tu, mi disse. Cosa vuoi fare, Franca. Non voglio sposarlo. Va bene: tu metti una mano io ne metto cento. Questa frase mi disse. Basta che tu sia felice, non mi interessa altro. Mi riport\u00f2 a casa e la fatica grande l\u2019ha fatta lui, non io. \u00c8 stato lui a sopportare che nessuno lo salutasse pi\u00f9, che gli amici suoi sparissero. La vergogna, il disonore. Lui a testa alta. Voleva solo il bene per me. \u00c8 per questo che quando ho letto quel libro sulla mia storia, \u201cNiente ci fu\u201d, mi sono tanto arrabbiata. Non \u00e8 quella la mia storia, per niente. Mio padre non era un padre padrone: era un uomo buono e generoso. Lo scriva\u00bb. Lo scrivo. \u00abPerch\u00e9 poi vede, il Signore mi ha dato una grazia grande: non ho mai avuto paura di nessuno. Non ho paura e non provo risentimento\u00bb. Intende risentimento per chi la rap\u00ec? \u00abN\u00e9 per loro n\u00e8 per nessun altro dopo. Sono stati molti altri i dolori della vita, ma di pi\u00f9 sono state le gioie. Ho un marito meraviglioso. Nei giorni del processo e anche dopo mi arrivarono tante proposte di matrimonio, per lettera. Giuseppe per\u00f2 mi aveva aspettata. Io non volevo pi\u00f9 maritarmi, dopo. Gli dicevo: sar\u00e0 durissima per te. Ma lui mi ha detto non esistono altre donne per me, Franca. Esisti tu. Sono arrivati i figli, mio padre ha fatto in tempo a vederli e vedermi felice. Poi c\u2019\u00e8 stata la malattia di Sergio: temevo che morisse. Quando nel 2014 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto darmi il titolo di Grande ufficiale ho pensato ecco, una persona ora la conosco. E ho chiesto aiuto per curare Sergio. Ma non \u00e8 servito a niente. Mi hanno dato il numero di un medico, dal Quirinale, poi questo medico non rispondeva e quando sono andata a Roma con mio figlio, ad agosto, mi hanno detto che era in ferie. Ho lasciato stare e ho fatto da sola. Un difetto si ce l\u2019ho: l\u2019orgoglio. Il Signore spero mi perdoni\u00bb.<\/p>\n<p>Il 9 gennaio Franca Viola compir\u00e0 69 anni. Nella sua vita ha visto abolire la norma del codice penale sul matrimonio riparatore. Ha visto nel 1996, solo 20 anni fa, la legge che fa dello stupro un reato contro la persona e non contro la morale. Si \u00e8 vista riprodotta in foto, con grande incredulit\u00e0, sui libri di scuola. \u00abIl primo \u00e8 stato Sergio. Era alle medie, mi ha detto: mamma sul mio libro c\u2019\u00e8 una tua foto da ragazza. Come mai? Gli ho raccontato. Un poco, certo, non tutto. Certe cose non si possono raccontare. Ma altre s\u00ec: che ciascuno \u00e8 libero fino all\u2019ultimo secondo, che tutto quello che dipende da te \u00e8 nelle tue mani. Questo ho potuto spiegare ai miei figli e adesso a mia nipote. Sonia \u00e8 una ragazzina del suo tempo. Vorrebbe fare l\u2019attrice, mi fa sorridere: mi dice nonna, ma tu non conosci nessuno che mi possa insegnare a recitare? Le dico amore mio, impara da sola. Ciascuno si fa con le sue mani. I fatti grandi della vita, glielo ripeto sempre, mentre accadono sono fatti piccoli. Bisogna decidere quello che \u00e8 giusto, non quello che conviene\u00bb.<\/p>\n<p>E per se stessa, Franca? Cosa si augura, ancora? \u00abDi vedere guarito del tutto mio figlio. Di avere altri Natali con mio marito, con Sergio e Mauro, le loro mogli. Che ci sia un mondo meno ostile, meno feroce tutto attorno a noi. Perch\u00e9 \u00e8 peggiorato, il mondo, sa, in questi anni. Per\u00f2 ora vedo questo Papa e s\u00ec, ecco, un desiderio ce l\u2019avrei. Quando andai da Paolo VI ero giovane, tante cose non le capivo. Adesso che sono vecchia mi piacerebbe andare da Papa Francesco e consegnare a lui i miei ringraziamenti al Signore per la vita meravigliosa che mi ha dato. Ma lo faccio qui, se me lo consente lo faccio attraverso di lei. Ho il peccato dell\u2019orgoglio, \u00e8 vero, ma non quello della presunzione. Il Papa non pu\u00f2 certo conoscere una storia cos\u00ec vecchia, una piccola storia siciliana. Come fa. Ha tantissime cose molto importanti da fare, in tutto il mondo. Un compito enorme. Infatti lo penso e lo prego. Tanto, prego per lui\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2015\/12\/27\/news\/_io_che_50_anni_fa_ho_fatto_la_storia_con_il_mio_no_alle_nozze_riparatrici_-130210807\/?ref=HREC1-4\">http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2015\/12\/27\/news\/_io_che_50_anni_fa_ho_fatto_la_storia_con_il_mio_no_alle_nozze_riparatrici_-130210807\/?ref=HREC1-4<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 dicembre non uscivano i quotidiani ma una giornalista competente si \u00e8 ricordata (e ne ha scritto il giorno successivo) che nel 1965 proprio quel giorno era stata rapita una giovanissima ragazza di Alcamo il cui coraggio sarebbe stato determinante per modificare il codice penale. 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