{"id":4194,"date":"2016-01-21T11:13:28","date_gmt":"2016-01-21T11:13:28","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4194"},"modified":"2016-01-21T11:13:28","modified_gmt":"2016-01-21T11:13:28","slug":"21-gennaio-2016-il-parlamento-si-voltera-dallaltra-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4194","title":{"rendered":"21 gennaio 2016 \u2013Il Parlamento si volter\u00e0 dall\u2019altra parte?"},"content":{"rendered":"<p><em><em>Il sito (il cui link riporto in calce) ha copiato <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/01\/tutti-gli-alibi-che-inquinano-le-unioni.html\">un articolo<\/a>, che riprendo,\u00a0 comparso ieri su La Repubblica .<br \/>\n<\/em><\/em><em>Vi si trovano profonde ragioni perch\u00e9, in una questione cos\u00ec delicata e cos\u00ec intimamente legata agli inalienabili diritti della persona, il Parlamento italiano riacquisti dignit\u00e0 e non decida sulla base di valutazioni di convenienza elettorale . <\/em><\/p>\n<p><em><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/em><strong>Tutti gli alibi che inquinano le unioni civili di <\/strong><a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/search\/label\/autore:Stefano%20Rodot%E0\"><u><strong>Stefano Rodot\u00e0<\/strong><\/u><\/a><\/p>\n<p>La discussione sulle unioni civili avrebbe bisogno di limpidezza e di rispetto reciproco, invece d\u2019essere posseduta da convenienze politiche, forzature ideologiche, intolleranze religiose. Di fronte a noi \u00e8 una grande questione di eguaglianza, di rispetto delle persone e dei loro diritti fondamentali, che non merita d\u2019essere sbrigativamente declassata, perch\u00e9 altre urgenze premono. I diritti, dovremmo ormai averlo appreso, sono indivisibili, e quelli civili non sono un lusso, perch\u00e9 riguardano libert\u00e0 e dignit\u00e0 di ognuno. Bisogna liberarsi dai continui depistaggi. La maternit\u00e0 surrogata, vietata fin dal 2004, viene evocata per opporsi all\u2019adozione dei figli del partner, penalizzando proprio quei bambini che si dice di voler tutelare e tornando cos\u00ec a quella penalizzazione dei figli nati fuori dal matrimonio eliminata dalla civile riforma del diritto di famiglia del 1975. E si dovrebbe ricordare che la Costituzione parla della famiglia come societ\u00e0 \u201cnaturale\u201d non per evitare qualsiasi accostamento alle unioni tra persone dello stesso sesso.Ma per impedire interferenze da parte dello Stato in \u00abuna delle formazioni sociali alle quali la persona umana d\u00e0 liberamente vita \u00bb, come disse Aldo Moro all\u2019Assemblea costituente. Altrimenti ricompare la stigmatizzazione dell\u2019omosessualit\u00e0, degli atti \u201ccontro natura\u201d. L\u2019impegno significativo del presidente del Consiglio per arrivare ad una disciplina delle unioni civili rispettosa di quello che la Corte costituzionale ha definito come un diritto fondamentale a vivere liberamente la condizione di coppia si \u00e8 via via impigliato nel prevalere delle preoccupazioni legate alla tenuta della maggioranza. Il riconoscimento effettivo di diritti fondamentali viene cos\u00ec subordinato ad una esigenza propriamente politica che sta svuotando la portata della nuova legge. E non si pu\u00f2 dire che si cerchi di procedere con la cautela necessaria, data la delicatezza dell\u2019argomento, perch\u00e9 la cautela si \u00e8 trasformata nel progressivo abbandono di una linea rigorosa, nel gioco delle concessioni verbali che tuttavia inquinano il senso della legge in punti significativi. \u00c8 indispensabile riprendere una strada coerente con il fatto che si sta discutendo di dignit\u00e0 e identit\u00e0 delle persone, dunque di una materia dove non tutto \u00e8 negoziabile. Il legislatore sta oscillando tra concessioni improprie e irrigidimenti ingiustificati. Una assai discutibile e discussa sentenza del 2010 della Corte costituzionale viene eretta a baluardo inespugnabile, che non consentirebbe neppure di adempiere a quel dovere positivo di riconoscimento pieno dei diritti delle coppie tra persone dello stesso sesso imposto all\u2019Italia da una sentenza di condanna del 2015 della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo. Per sfuggire a questa responsabilit\u00e0, pi\u00f9 si va avanti pi\u00f9 si delinea una situazione in cui il legislatore sta costruendo una sua gradita impotenza. Non posso intervenire perch\u00e9 avrei bisogno di una legge costituzionale. Non posso intervenire perch\u00e9 devo ancora considerare il codice civile come un riferimento ineludibile. Non posso muovermi nel nuovo contesto costruito dai principi e dalle regole europee. Non posso intervenire perch\u00e9 l\u2019opportunit\u00e0 politica variamente mascherata me lo preclude.<\/p>\n<p>Nessuno di questi argomenti regge. Nel 2013 la Corte di Cassazione ha detto esplicitamente che le scelte in questa materia sono affidate al legislatore ordinario. Ricostruire il principio di riferimento nel fatto che il codice civile parla ancora di diversit\u00e0 di sesso nel matrimonio \u00e8 un errore di grammatica giuridica perch\u00e9 si dimentica che la Costituzione si pone in una posizione gerarchicamente superiore al codice civile e bisogna interpretare la Costituzione partendo dal principio di eguaglianza. Proprio la forza di questo principio ha determinato un radicale cambiamento del sistema istituzionale europeo. La Carta dei diritti fondamentali ha cancellato il requisito della diversit\u00e0 di sesso sia per il matrimonio, sia per ogni altra forma di costituzione della famiglia, e ha ribadito con forza che non sono ammesse discriminazioni fondate sull\u2019orientamento sessuale. Se si guarda pi\u00f9 a fondo nel nostro sistema, neppure l\u2019accesso al matrimonio egualitario sarebbe precluso al legislatore ordinario.<\/p>\n<p>n questo nuovo mondo, che pure le appartiene e nel quale ha liberamente deciso di stare, l\u2019Italia \u00e8 recalcitrante ad entrare. E cos\u00ec conferma un ritardo culturale, che in altri tempi aveva vittoriosamente sconfitto, anche in occasioni difficili come quelle dell\u2019approvazione delle leggi sul divorzio e dell\u2019aborto, seInza restare prigioniera delle preoccupazioni della Chiesa, che oggi tornano in maniera inquietante e inattesa.<\/p>\n<p>Di nuovo lo sguardo si fa ristretto, la riflessione culturale si rattrappisce e non si riesce a dare il giusto rilievo al fatto, sottolineato con forza dalla Corte europea dei diritti dell\u2019uomo, che ormai la maggioranza dei Paesi del Consiglio d\u2019Europa riconosce le unioni civili e che aumentano continuamente gli Stati dov\u2019\u00e8 riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso \u2014 Francia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Danimarca, Inghilterra, Irlanda, Svezia, Norvegia, Svizzera, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica. Strada che questi Paesi non percorrono con avventatezza, ma riflettendo con seriet\u00e0, e che dovrebbero essere un riferimento per sfuggire alla superficialit\u00e0 con la quale troppo spesso in Italia si affrontano questioni serie come quelle riguardanti le adozioni coparentali ( <em>stepchild adoption<\/em>). Tema, questo, che trascura del tutto le dinamiche degli affetti, la genitorialit\u00e0 come costruzione sociale e che, a giudicare da alcuni improvvidi emendamenti al disegno di legge in discussione al Senato, rischia di lasciare bambine e bambini in un avvilente limbo, che di nuovo nega dignit\u00e0 ed eguaglianza. Ancora e sempre l\u2019eguaglianza, che la Corte costituzionale non ha adeguatamente considerato in quella sentenza del 2010, la cui interpretazione dovrebbe essere seriamente riconsiderata a partire dal nuovo contesto istituzionale europeo. Perch\u00e9 no? Ricordiamo che, con una violazione clamorosa del principio di eguaglianza, nel 1961 la Corte costituzionale dichiar\u00f2 legittima la discriminazione tra moglie e marito in materia di adulterio. La Corte sui ravvide nel 1968, mostrando che l\u2019eguaglianza e la vita non possono essere consegnate alla fissit\u00e0 di una decisione. Un legislatore, che sta costruendo la sua impotenza, dovrebbe piuttosto riflettere sulla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che, nel 2015, ha ammesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ferma restando la legittima manifestazione di ogni opinione, i giudici americani hanno affermato il loro dovere di sottrarre i diritti fondamentali alle \u00abvicissitudini della politica\u00bb.<\/p>\n<p>fonte:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/01\/tutti-gli-alibi-che-inquinano-le-unioni.html\"><u>http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/01\/tutti-gli-alibi-che-inquinano-le-unioni.html<\/u><\/a><br \/>\n\u00ab<a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/search\/label\/l2:Temi%20e%20principi\"><u>Temi e principi<\/u><\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/search\/label\/l3:de%20homine\"><u>de homine<\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sito (il cui link riporto in calce) ha copiato un articolo, che riprendo,\u00a0 comparso ieri su La Repubblica . 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