{"id":4260,"date":"2016-02-23T15:02:03","date_gmt":"2016-02-23T15:02:03","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4260"},"modified":"2016-02-23T21:33:45","modified_gmt":"2016-02-23T21:33:45","slug":"23-febbraio-2016-capri-espiatori-sempre-pronti-alluso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4260","title":{"rendered":"23 febbraio 2016  &#8211;  Capri espiatori sempre pronti all&#8217;uso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Senato voter\u00e0 (se voter\u00e0) la \u2018legge Cirinn\u00e0\u2019 senza l\u2019art. 5.<br \/>\n<\/strong>Ci sono riusciti: hanno \u2018concesso\u2019 ci\u00f2 che era possibile, avendo di fronte una richiesta consolidata dal fatto di proporre come obiettivo una norma ormai diffusa in molti stati europei, pur escludendo il matrimonio e collocandola nell\u2019ambito delle Unioni Civili. Era necessario per\u00f2 mantenere un ostacolo di quelli cari ai muri che, non potendo tradursi in filo spinato e cemento, si consolidano nelle nostre teste. Dovevano dimostrare alla cultura del pregiudizio (cui non premetto l\u2019abusato \u2018catto\u2019 perch\u00e9 appesta anche le pi\u00f9 sedicenti \u2018laiche\u2019 collocazioni) di essere forti di fronte ai cedimenti a una diversit\u00e0 incombente e cos\u00ec. sordi all\u2019appello di pi\u00f9 di 700 giuristi, indifferenti all\u2019appello di 400 intellettuali, hanno ostentato di ignorare la disparit\u00e0 che la legge ora impone fra i figli che vivono nell\u2019ambito di unioni omossessuali e i figli di un componente di coppie sposate che possono essere adottati dal coniuge.<\/p>\n<p>Il giurista Stefano Rodot\u00e0 ha scritto: (La Repubblica 23 febbraio 2016): <em>\u00abDi fronte a noi \u00e8 una grande questione di uguaglianza, di rispetto delle persone e dei loro diritti fondamentali, che non merita di essere sbrigativamente declassata, perch\u00e9 altre urgenze premono. I diritti, dovremmo ormai averlo appreso, sono indivisibili e quelli civili non sono un lusso , perch\u00e9 riguardano libert\u00e0 e dignit\u00e0 di ognuno\u00bb <\/em>Occorre invece<em>: \u00ab sfuggire alla superficialit\u00e0 con la quale troppo spesso in Italia si affrontano questioni serie come quelle riguardanti le adozioni coparentali (stepchild adoption). Tema, questo, che trascura del tutto le dinamiche degli affetti, la genitorialit\u00e0 come costruzione sociale e che, a giudicare da alcuni improvvidi emendamenti al disegno di legge in discussione al Senato, rischia di lasciare bambine e bambini in un avvilente limbo che di nuovo nega dignit\u00e0 ed eguaglianza<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong><strong>La memoria risveglia\u00a0il disgusto.<br \/>\n<\/strong><\/strong>Risento quello che mi aveva inorridito in anni lontani quando si usava lo spauracchio di una stigmatizzazione infamante contro le ragazze madri (non c\u2019era ancora la prova del DNA e i padri potevano scivolare nell\u2019ombra) e i bambini finivano in istituti cos\u00ec redditizi per i gestori che credo li rimpiangano ancora. Non riesco a dissociarmi dall\u2019immagine del senator Monti (uno fra i tanti) che si pronuncia contro la stepchild adoption. E\u2019 ben vero che ha cinque anni meno di me ma non sono abbastanza per immaginare si sia dimenticato del dibattito nella societ\u00e0 che port\u00f2 nel 1975 alla modifica del codice civile che fece scomparire l\u2019infamia di quel NN. E dov\u2019era quando si discusse la legge sulle adozioni? Ora parla e a me sembra un penoso vecchio immemore, un\u2019icona della cultura che non ha imparato a guardare ai bambini come persona. Ma \u00e8 solo uno fra tanti.<\/p>\n<p><strong><strong>Le colpe dei padri e delle madri ricadano sui figli. Il parlamento approva<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>In questo blog, nel 2009 avevo parlato dei figli dei migranti senza permesso di soggiorno, cui \u00e8 negato il certificato di nascita, come di cartine al tornasole e la mia vecchia intuizione ha funzionato. Quei bambini invisibili mi hanno accompagnato in tutti questi anni e, se non \u00e8 dato vederli, sono per\u00f2 ben visibili coloro che hanno ostinatamente scelto di non riconoscerli uguali nei diritti ai loro coetanei, ricchi del merito di aver genitori burocraticamente accettabili. Ho potuto constatare come l\u2019esercizio del rifiuto alla registrazione della nascita di questi bambini, il fermo riconoscimento che una categoria di nuovi nati si pu\u00f2 negare, abbiano consentito a chi dovrebbe avere l\u2019onore di testimoniarne l\u2019esistenza (i sindaci prima di tutto) \u00a0di esercitarsi a non farlo.<\/p>\n<p><strong><strong>Se il parlamento approva, il \u2018sacro\u2019 consente<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Il rifiuto pu\u00f2 assumere addirittura il marchio accattivante della sacralit\u00e0 Un sacerdote, trasmettendo legittimamente e con timbro vescovile, le informazioni turistiche relative al trasferimento a Roma per il recente family day cos\u00ec si firmava: \u00a0<strong>\u201cResponsabile del<\/strong> <strong>Coordinamento<\/strong> <strong>Diocesano per la custodia della verit\u00e0 su persona, procreazione e famiglia<\/strong><em>\u201d. <\/em>Ne ho parlato con parecchie persone e ho trovato da parte di non cattolici supponente irrisione e da parte di cattolici acquiescenza che, quando non era consenso, era fatalistica rassegnazione. Comprensione del problema, poca. Dovr\u00f2 pensarci ancora.<\/p>\n<p><strong><strong>FONTI:<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>1 \u2013 Appello dei giuristi. Si legge nel sito di magistratura democratica:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.magistraturademocratica.it\/mdem\/articolo.php?id=2440&amp;a=on\"><u>http:\/\/www.magistraturademocratica.it\/mdem\/articolo.php?id=2440&amp;a=on<\/u><\/a>\u00a0ed \u00e8 trascritto nel mio blog il 14 gennaio<br \/>\n<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4186\"><u>https:\/\/diariealtro.it\/?p=4186<\/u><\/a><\/p>\n<p>2 \u00a0&#8211;\u00a0 Agli onorevoli membri del Parlamento italiano, La legge Cirinn\u00e0 rappresenta, oggi, l&#8217;occasione storica di fare un primo passo verso il riconoscimento di diritti civili e umani fondamentali. \u00c8 tardi per perdersi in strategie politiche, si sta parlando delle vite concrete di milioni d&#8217;italiani in estenuante attesa di esistere agli occhi dello Stato. Siamo fuori tempo massimo, come hanno chiaramente indicato la Corte Costituzionale e la Corte Europea dei Diritti Umani. La legge Cirinn\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 frutto di numerosi compromessi con <strong><strong>un Parlamento che, in nome di una presunta difesa dell&#8217;infanzia, sceglie di ignorare i bambini italiani che oggi crescono privati dei loro diritti. <\/strong><\/strong>Se comparata alle leggi vigenti nei Paesi a noi vicini e affini, questa legge, oltre ad arrivare ultima in Europa occidentale, garantisce il minimo dei diritti alle persone LGBT. Un minimo oltre il quale non si pu\u00f2 sconfinare, perch\u00e9 significherebbe approvare una legge di facciata o peggio lesiva, rimandando al mittente il riconoscimento di legittimit\u00e0 di milioni d&#8217;italiani e delle loro famiglie. Accorgersi di un&#8217;ingiustizia e correggerla a met\u00e0, significa perpetuarla. \u00c8 insufficiente non essere razzisti, omofobi o sessisti, \u00e8 necessario essere operosi nella lotta <em>contro<\/em> il razzismo, l&#8217;omofobia o il sessismo, combatterli ovunque si celino, soprattutto attraverso gli strumenti legislativi in mano al Parlamento. Un Paese dove tutti i cittadini, di l\u00e0 dal genere, razza, o orientamento sessuale, godono di pari opportunit\u00e0, \u00e8 un Paese pi\u00f9 ricco, produttivo e felice. Il prezzo dell&#8217;esclusione lo paga la societ\u00e0 intera. Abbiamo oggi l&#8217;occasione di fare la Storia, chiediamo pertanto la celere approvazione della legge Cirinn\u00e0 nella sua completezza, permettendo all&#8217;Italia di unirsi al resto d&#8217;Europa e di sempre pi\u00f9 Paesi del mondo nel riconoscimento di diritti fondamentali a tutti i suoi cittadini.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2016\/02\/21\/news\/unioni_civili_lettera_appello_change_org-133932321\/?ref=HREC1-3\"><u>http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2016\/02\/21\/news\/unioni_civili_lettera_appello_change_org-133932321\/?ref=HREC1-3<\/u><\/a><\/p>\n<p>3 &#8211; art. 44 della legge n. 184\/83 cos\u00ec come sostituito dalla <a href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-28;149!vig=\"><u>legge n. 149\/2001<\/u><\/a><\/p>\n<p>4 &#8211;<strong> Legge 19 ottobre 2015, n. 173 \u201c<\/strong>Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sul diritto alla continuit\u00e0 affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare\u201d.<br \/>\n<strong>8 novembre 2015 &#8211;\u00a0 <\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4081\"><u>https:\/\/diariealtro.it\/?p=4081<\/u><\/a><\/p>\n<p>5 <u>&#8211; 1 novembre 2009 . Mi ha convinto l\u2019on. Binetti. https:\/\/diariealtro.it\/?p=222<\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Senato voter\u00e0 (se voter\u00e0) la \u2018legge Cirinn\u00e0\u2019 senza l\u2019art. 5. 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