{"id":4487,"date":"2016-07-23T05:02:09","date_gmt":"2016-07-23T05:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4487"},"modified":"2016-07-24T04:41:34","modified_gmt":"2016-07-24T04:41:34","slug":"23-luglio-2016-mi-aggrappo-al-ragionamento-cercando-chi-lo-pratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4487","title":{"rendered":"23 luglio 2016  &#8211;  Mi aggrappo al ragionamento cercando chi lo pratica."},"content":{"rendered":"<p><strong><strong>Noam Chomsky<\/strong><\/strong>, professore emerito al Massachusetts Institute of Technology, ha elaborato una lista delle 10 regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media.<\/p>\n<p><strong><strong>1) La strategia della distrazione<\/strong><\/strong>. \u00a0Mantenere l\u2019attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a02) Creare problemi e poi offrire le soluzioni. <\/strong><\/strong>\u00a0organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia che richieda le leggi di sicurezza e le politiche a discapito della libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a03) La strategia della gradualit\u00e0. <\/strong><\/strong>\u00a0Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a04) La strategia del differire. <\/strong><\/strong>\u00a0Un altro modo per far accettare una decisione impopolare \u00e8 quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ottenendo l\u2019applicazione pubblica nel momento, per un\u2019applicazione futura.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a05) Rivolgersi al pubblico come ai bambini. <\/strong><\/strong>\u00a0La maggior parte della pubblicit\u00e0 diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un\u2019intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a06) Usare l\u2019aspetto emotivo molto pi\u00f9 della riflessione. <\/strong><\/strong>\u00a0Sfruttare l\u2019emozione \u00e8 una tecnica classica per provocare un corto circuito su un\u2019analisi razionale.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a07) Mantenere il pubblico nell\u2019ignoranza e nella mediocrit\u00e0. <\/strong><\/strong>\u00a0Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavit\u00f9.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a08) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrit\u00e0. <\/strong><\/strong>\u00a0Spingere il pubblico a ritenere che \u00e8 di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a09) Rafforzare l\u2019auto-colpevolezza. <\/strong><\/strong>\u00a0Far credere all\u2019individuo che \u00e8 soltanto lui il colpevole della sua disgrazia. Cos\u00ec, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l\u2019individuo si auto-svaluta e s\u2019incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti \u00e8 l\u2019inibizione della sua azione. E senza azione non c\u2019\u00e8 rivoluzione.<\/p>\n<p><strong><strong>\u00a010) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano. <\/strong><\/strong>\u00a0Negli anni \u201950 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle \u00e9lites dominanti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/moked.it\/blog\/2016\/07\/22\/cultura-20\/\"><u>http:\/\/www.altrogiornale.org\/le-10-regole-del-controllo-sociale-noam-chomsky\/<\/u><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gadi Luzzatto Voghera, storico\u00a0\u00a0 <\/strong>(22 luglio 2016)<\/p>\n<p>Il richiamo alla cultura come strumento fondamentale per la lotta a ogni forma di razzismo e antisemitismo, e come antidoto ai visibili fenomeni di involuzione politica e sociale a cui assistiamo, non pu\u00f2 essere interpretato come un semplice e generico auspicio. Si deve invece trattare di un concreto programma politico, che preveda l\u2019investimento di importanti risorse in diverse direzioni. La prima \u00e8 l\u2019educazione, il sistema di istruzione. La consistente spinta all\u2019investimento nei settori pi\u00f9 tecnologici, legati allo sviluppo d\u2019impresa e alla modernizzazione, negli ultimi decenni ha fortemente distorto l\u2019organizzazione dei sistemi educativi relegando a un ruolo ancillare l\u2019intero comparto delle materie umanistiche. Si tratta di un duplice errore a cui deve essere posto rimedio. Il primo errore \u00e8 legato alla sottovalutazione dell\u2019enorme potenziale economico che pu\u00f2 essere liberato nella valorizzazione del turismo culturale, in termini di occupazione, di competenze, di sviluppo di nuove tecnologie della comunicazione, di movimenti e flussi di persone. Il secondo errore risiede nella rapida e diffusa perdita di conoscenze storiche e di riflessione intellettuale, un\u2019emorragia che favorisce visibilmente la crescita dei populismi in politica, con una trasformazione del concetto stesso di democrazia. Si arriva cos\u00ec al paradosso di un presidente turco con poteri semidittatoriali che in nome della democrazia e della volont\u00e0 della maggioranza mette in atto la pi\u00f9 macroscopica repressione di stampo fascista avvenuta in Europa negli ultimi 70 anni. Si tratta quindi di rivedere profondamente le dinamiche dei sistemi di istruzione, progettando un\u2019educazione diffusa che stabilisca criteri condivisi di convivenza umana e umanistica. La seconda \u00e8 la comunicazione. Sempre nel nome della democrazia aperta e approfittando dell\u2019enorme diffusione dei social network, si \u00e8 andato affermando un modello di comunicazione che necessita urgentemente di correttivi, pena una lesione permanente del concetto stesso di libert\u00e0 di parola. Il panorama conosce due poli estremi: da un lato il mondo delle dittature tipo Corea del Nord, Iran e \u2013 con qualche correttivo \u2013 la Cina. L\u00ec il potere filtra o vieta completamente l\u2019uso libero del web. Questo frena di molto la crescita economica, ma assicura un mantenimento sicuro del controllo sociale. All\u2019altro estremo ci siamo noi, l\u2019Occidente, in cui ad esempio uno strumento come Facebook permette liberamente ai terroristi l\u2019utilizzo dei suoi canali, sostanzialmente senza limiti, arrivando anche qui al paradosso di un mondo delle libert\u00e0 che produce strumenti utilizzati ampiamente da chi vuole distruggere quelle stesse libert\u00e0. Anche qui si tratta di avviare urgentemente una riflessione sul sistema delle comunicazioni e delle notizie, promuovendo lo sviluppo di una deontologia condivisa che crei una griglia delle libert\u00e0, capace di fornirci gli strumenti per capire quando un messaggio diventa potenzialmente distruttivo e dannoso per la civilt\u00e0 umana. La terza \u00e8 il lavoro, inteso come momento in cui si esprime la creativit\u00e0 di una civilt\u00e0. Se condividiamo il fatto che la cultura debba essere potenzialmente un patrimonio di tutta l\u2019umanit\u00e0, siamo anche costretti a riconoscere che il lavoro creativo deve ritornare al centro della programmazione politica. La fascinazione per il virtuale ha certamente potenzialit\u00e0 incredibili: certo, se invece di andare alla ricerca di Pokemon da allevare con lo smartphone si utilizzasse la stessa tecnologia a fini educativi gli sviluppi cognitivi sarebbero senza dubbio notevoli, e il vantaggio non si limiterebbe a salvare i disastrati conti economici della Nintendo. Ma cultura \u00e8 anche prodotto materiale, concreto, \u00e8 sapere artigiano che si nutre di letture e di esperienza. Perdere tutto questo significa rinunciare al proprio presente e alla costruzione di un futuro per lo meno vivibile, nel nome di una strampalata idea di postmodernit\u00e0 che ha gi\u00e0 dimostrato tutti i suoi limiti. La quarta \u00e8 la scienza. La ricerca scientifica \u2013 come ho avuto modo di scrivere altrove \u2013 pu\u00f2 determinare l\u2019apertura nella societ\u00e0 degli spazi di libert\u00e0 necessari al miglioramento delle condizioni di vita sul nostro pianeta e delle condizioni di convivenza fra i diversi gruppi umani. Una ricerca scientifica che sottragga l\u2019umanit\u00e0 dalla morsa della superstizione e dall\u2019oppressione delle ideologie, che aiuti a comprendere sempre pi\u00f9 a fondo i meccanismi della natura e a governare il rapporto fra l\u2019umanit\u00e0 e la natura stessa. La ricerca scientifica come terreno neutrale e privo di \u201csimboli\u201d nazionali o religiosi pu\u00f2 aiutare progetti di convivenza e aprire spazi alle libert\u00e0 individuali e collettive. La quinta \u00e8 la religione, come fenomeno produttore di cultura. Non si tratta qui di fede, ma del riconoscimento che le culture religiose (non le gerarchie) hanno prodotto nella storia dinamiche umane e antropologiche che vanno conosciute e comprese nel profondo. Solo questa conoscenza ci aiuter\u00e0 a combattere le odierne forme di fondamentalismo, che utilizzano in maniera strumentale i concetti base delle religioni per farne strumento di morte, distruzione, oppressione e potere.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/moked.it\/blog\/2016\/07\/22\/cultura-20\/\"><u>http:\/\/moked.it\/blog\/2016\/07\/22\/cultura-20\/<\/u><\/a><\/p>\n<p><strong>Due commenti interessanti che trovo su fb\u00a0 &#8211; Trascrivo<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/n\/?tiziano.sguazzero&amp;aref=1469301444128000&amp;medium=email&amp;mid=538521d0f2a2eG5cc7dbbaG5385266a52d00G36G7870&amp;bcode=1.1469301442.Abl_ZfmsOE7lGk7q&amp;n_m=augdep%40alice.it&amp;lloc=image\"><strong><u>Tiziano Sguazzero<\/u><\/strong><\/a>\u00a0 23 luglio alle ore 21:17<\/p>\n<p>L\u2019attuale \u00aboffensiva jihadista\u00bb e la propaganda antiterrorista che la accompagna possono far credere che il terrorismo sia un\u2019esclusiva islamista: con tutta evidenza, \u00e8 sbagliato. Fino a tempi recenti, altri terroristi erano in azione in molte aree del mondo non musulmano: l\u2019Ira e gli unionisti nell\u2019Irlanda del Nord; l\u2019Eta in Spagna; le Farc e i paramilitari in Colombia; le Tigri tamil nello Sri Lanka; il Fronte Moro nelle Filippine ecc. Quello che \u00e8 certo, \u00e8 che l\u2019allucinante brutalit\u00e0 dell\u2019attuale terrorismo islamista (tanto quello di Al Qaeda quanto quello di Daesh, il sedicente Stato islamico) sembra aver indotto quasi tutte le altre organizzazioni armate del mondo \u2013 a eccezione del Pkk kurdo \u2013 a firmare in fretta accordi di cessate il fuoco e deposizione delle armi. Come se, davanti all\u2019intensit\u00e0 ella commozione popolare, non volessero vedersi in alcun modo accostate alle atrocit\u00e0 jihadiste. Ricordiamo poi che, fino a pochissimo tempo fa, una potenza democratica come gli Stati uniti non riteneva per forza immorale l\u2019appoggio a certi gruppi terroristi. Attraverso la Central Intelligence Agency (Cia), Washington preparava attentati in luoghi pubblici, sequestri di oppositori, dirottamento di aerei, sabotaggi, omicidi.<\/p>\n<p>Tiziano Sguazzero 23 luglio alle ore 21:26<\/p>\n<p>Riporto un passo dall&#8217;articolo di Ignacio Ramonet (\u00abLe Monde diplomatique\u00bb e \u00abIl Manifesto\u00bb), utile per comprensione del fenomeno terroristico ed evitare banalizzanti generalizzazioni di comodo (http:\/\/ilmanifesto.info\/le-nuove-armi-del-terrorismo-jihadista).Su questo irriducibile fenomeno politico (il terrorismo), che provoca al tempo stesso spavento e collera, incomprensione e repulsione, emozione e attrazione, sono stati scritti migliaia di testi. E anche almeno due opere magistrali: il romanzo I demoni (1872) di F\u00ebdor Dostoevskij e l\u2019opera teatrale I giusti (1949) di Albert Camus. Tuttavia, adesso che l\u2019islamismo jihadista sta globalizzando il terrore a livelli mai visti prima, il progetto di \u00abuccidere per un\u2019idea o una causa\u00bb appare sempre pi\u00f9 aberrante. E si impone quel rifiuto definitivo espresso magistralmente da Juan Goytisolo con la frase: \u00abUccidere un innocente non \u00e8 difendere una causa, \u00e8 uccidere un innocente\u00bb. Naturalmente, sappiamo che molti di quelli che, a un certo punto della loro vita, difesero il terrorismo come \u00ablegittima arma degli oppressi\u00bb, sono poi diventati rispettati uomini e donne di Stato. Per esempio i dirigenti nati dalla Resistenza francese (De Gaulle, Chaban-Delmas), che le autorit\u00e0 tedesche di occupazione definivano \u00abterroristi\u00bb; Menachem Begin, ex capo dell\u2019Irgun, diventato primo ministro di Israele; Abdelaziz Bouteflika, gi\u00e0 responsabile del Fln algerino, in seguito presidente dell\u2019Algeria; Nelson Mandela, capo dell\u2019African National Congress (Anc), presidente del Sudafrica e premio Nobel per la pace; Dilma Rousseff, presidente del Brasile; Salvador S\u00e1nchez Cer\u00e9n, attuale presidente del Salvador ecc. Come principio di azione e metodo di lotta, il terrorismo \u00e8 stato rivendicato, a seconda delle circostanze, da quasi tutte le famiglie politiche, Il primo teorico che propose, nel 1848, una \u00abdottrina del terrorismo\u00bb non fu un islamista alienato ma il repubblicano tedesco Karl Heinzen con il saggio Der Mord (L\u2019omicidio), nel quale sosteneva che tutte le azioni sono buone, compreso l\u2019attentato suicida, per affrettare l\u2019avvento della democrazia. Antimonarchico radicale, Heinzen scrisse: \u00abSe devi far saltare la met\u00e0 di un continente e provocare un bagno di sangue per distruggere il partito dei barbari, non farti scrupoli. Chi non sacrifica gioiosamente la propria vita per provare la soddisfazione di sterminare un milione di barbari non \u00e8 un vero repubblicano\u00bb. L\u2019attuale \u00aboffensiva jihadista\u00bb e la propaganda antiterrorista che la accompagna possono far credere che il terrorismo sia un\u2019esclusiva islamista: con tutta evidenza, \u00e8 sbagliato. Fino a tempi recenti, altri terroristi erano in azione in molte aree del mondo non musulmano: l\u2019Ira e gli unionisti nell\u2019Irlanda del Nord; l\u2019Eta in Spagna; le Farc e i paramilitari in Colombia; le Tigri tamil nello Sri Lanka; il Fronte Moro nelle Filippine ecc. Quello che \u00e8 certo, \u00e8 che l\u2019allucinante brutalit\u00e0 dell\u2019attuale terrorismo islamista (tanto quello di Al Qaeda quanto quello di Daesh, il sedicente Stato islamico) sembra aver indotto quasi tutte le altre organizzazioni armate del mondo \u2013 a eccezione del Pkk kurdo \u2013 a firmare in fretta accordi di cessate il fuoco e deposizione delle armi. Come se, davanti all\u2019intensit\u00e0 della commozione popolare, non volessero vedersi in alcun modo accostate alle atrocit\u00e0 jihadiste. Ricordiamo poi che, fino a pochissimo tempo fa, una potenza democratica come gli Stati uniti non riteneva per forza immorale l\u2019appoggio a certi gruppi terroristi. Attraverso la Central Intelligence Agency (Cia), Washington preparava attentati in luoghi pubblici, sequestri di oppositori, dirottamento di aerei, sabotaggi, omicidi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noam Chomsky, professore emerito al Massachusetts Institute of Technology, ha elaborato una lista delle 10 regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media. 1) La strategia della distrazione. \u00a0Mantenere l\u2019attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4487\" title=\"Read more 23 luglio 2016  &#8211;  Mi aggrappo al ragionamento cercando chi lo pratica.\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[52],"class_list":["post-4487","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-violenzanon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4487","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4487"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4493,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4487\/revisions\/4493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}