{"id":4529,"date":"2016-08-09T06:47:15","date_gmt":"2016-08-09T06:47:15","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4529"},"modified":"2016-08-09T06:48:53","modified_gmt":"2016-08-09T06:48:53","slug":"9-agosto-2016-sagge-considerazioni-del-sen-manconi-e-una-mi-domanda-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4529","title":{"rendered":"9 agosto 2016  &#8211;  Sagge considerazioni del sen. Manconi e una mia domanda finale"},"content":{"rendered":"<h1><em>Il senatore Manconi scrive sul Corriere della sera.<\/em><\/h1>\n<h1><strong>La poligamia non pu\u00f2 essere un diritto civile in Italia di Luigi Manconi<br \/>\n<\/strong><em>Avere pi\u00f9 mogli crea una disparit\u00e0 discriminante tra i sessi che lede principi non alienabili neanche<\/em> <em>dai suoi titolari<\/em><\/h1>\n<p>Hamza Piccardo, voce assai ascoltata dell\u2019Islam italiano, composto da molti stranieri e da un numero significativo di nostri connazionali diventati musulmani, ha affermato: \u00abSe \u00e8 solo una questione di diritti civili, ebbene la poligamia \u00e8 un diritto civile\u00bb. E ancora: \u00abnon si capisce perch\u00e9 una relazione tra adulti edotti e consenzienti possa essere vietata, di pi\u00f9, stigmatizzata, di pi\u00f9, aborrita\u00bb. Piccardo sbaglia di grosso, sin dalla premessa: la poligamia non \u00e8 affatto \u00abuna questione di diritti civili\u00bb. La poligamia, per contenuto morale e per struttura del vincolo, si fonda \u2014 e non pu\u00f2 che fondarsi \u2014 su una condizione di disparit\u00e0, che viene riprodotta e perpetuata. Comunque la si voglia argomentare e manipolare fino a immaginare il suo rovesciamento speculare (pi\u00f9 uomini sposati con una sola donna), si tratta in ogni caso di un rapporto fondato su uno stato di diseguaglianza. Piccardo, che non \u00e8 uno sprovveduto, ritiene che quella condizione diseguale possa essere sanata dal fatto che essa sia consapevolmente accettata e condivisa da adulti consenzienti. Ma \u00e8 proprio qui che il ragionamento mostra tutta la sua debolezza.<\/p>\n<p><strong>La parit\u00e0 tra i sessi e la tutela <\/strong>della dignit\u00e0 contro ogni discriminazione, costituiscono un diritto fondamentale della persona, che \u00e8 (proprio per questo) non disponibile. Ovvero, un diritto non alienabile (e non limitabile, modificabile o cedibile) persino da parte del suo stesso titolare. Un diritto, cio\u00e8, sottratto ad ogni potere dispositivo: fosse anche quello del suo stesso beneficiario. Ed \u00e8 il medesimo principio che non consente il lavoro schiavistico o il commercio degli organi o ogni altra forma di degradazione della dignit\u00e0 personale, anche qualora vi fosse il consenso dei diretti interessati (consenso che, non a caso, per tali reati non esclude la punibilit\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Questa discussione \u00e8 di cruciale <\/strong>importanza perch\u00e9 consente di tracciare un discrimine limpido tra quanto \u2014 delle tradizioni, delle confessioni e delle culture di diversa origine \u2014 \u00e8 accettabile all\u2019interno del nostro ordinamento giuridico e della nostra vita sociale e quanto, al contrario, deve essere rifiutato. Personalmente, sono favorevole alla pi\u00f9 ampia capacit\u00e0 di accoglienza e inclusione di stili di vita e forme di relazione, di riti religiosi e costumi culturali i pi\u00f9 diversi, ma con il limite insuperabile rappresentato dalla intangibilit\u00e0 dei diritti fondamentali. Di conseguenza, il relativismo culturale, che \u00e8 manifestazione propria di una concezione liberale della societ\u00e0, non pu\u00f2 accettare l\u2019esclusione delle ragazze dall\u2019istruzione scolastica o la loro subordinazione ai maschi, i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili (peraltro non esclusivamente n\u00e9 principalmente derivate da una lettura del Corano). In quest\u2019ultimo caso, \u00e8 chiaro che la tradizione religiosa o etnica non pu\u00f2 in alcun modo compromettere l\u2019affermazione del diritto umano alla piena integrit\u00e0 fisica. Poi, evidentemente, si tratta di combinare tali irrinunciabili valori, protetti giuridicamente, con intelligenti politiche pubbliche. \u00c8 un\u2019impresa ardua, assai ardua, ma va tentata. E non si tratta nemmeno di una novit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nel lontano 1987 Lehsen Bouzid<\/strong>, operaio marocchino di un\u2019azienda di Anzola Emilia, fa giungere in Italia \u2014 in virt\u00f9 del ricongiungimento familiare previsto dalla legge \u2014 le sue due mogli, dalle quali aveva avuto numerosi figli. Il ministero dell\u2019Interno respinge la domanda di \u00abpermesso di soggiorno per motivi di famiglia\u00bb: ma il ricorso al Tar consente infine alle due donne di risiedere in Italia in ragione della \u00abgravit\u00e0 e irreparabilit\u00e0 sotto l\u2019aspetto sociale, economico e familiare\u00bb del caso considerato, accogliendo la tesi dell\u2019avvocato. Ovvero che non si trattasse di ottenere dallo Stato italiano \u00abun riconoscimento formale e giuridico della condizione familiare delle ricorrenti, bens\u00ec semplicemente una non discriminazione\u00bb. E ci\u00f2 in virt\u00f9 degli articoli della Costituzione italiana che tutelano \u00able confessioni religiose diverse dalla cattolica\u00bb e le forme di relazione e le strutture giuridiche che ne conseguono. Si pu\u00f2 dire che, in sostanza, la decisione del Tar ha affermato la prevalenza del valore dell\u2019unit\u00e0 del nucleo familiare rispetto alla norma penale italiana che vieta la bigamia. Insomma, il Tar non riconosce, certo, un disvalore, come quello insito nella poligamia, ma si limita a porre rimedio a uno stato di necessit\u00e0, secondo il principio del \u00abmale minore\u00bb (la tutela di tutti i figli di quella relazione poligamica). Ma, sia chiaro, si tratta di una soluzione, pure opportuna in quel caso, che lungi dal risolvere definitivamente il problema, ne rivela la drammatica complessit\u00e0. A conferma del fatto che la convivenza tra etnie confessioni e culture, non solo inevitabile ma potenzialmente assai remunerativa sotto tutti i profili, pu\u00f2 essere assai faticosa.<\/p>\n<p>8 agosto 2016 (modifica il 8 agosto 2016 | 20:52)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/16_agosto_09\/poligamia-non-puo-essere-bec28458-5d98-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml\"><u>http:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/16_agosto_09\/poligamia-non-puo-essere-bec28458-5d98-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml<\/u><\/a><\/p>\n<p><strong>La mia domanda (che pongo invano da sette anni e che penso rester\u00e0 senza risposta)<\/strong><\/p>\n<p>Afferma il sen Manconi che il diritto all&#8217;uguaglianza dei sessi \u00e8 un diritto umano fondamentale della persona\u00a0e proprio per questo non disponibile\u00a0 ovvero non alienabile (e non limitabile, modificabile o cedibile) persino da parte del suo stesso titolare come non lo sono \u00a0&#8220;il lavoro schiavistico o il commercio degli organi o ogni altra forma di degradazione della dignit\u00e0 personale&#8221;.<br \/>\nNon leggo per\u00f2 le stesse parole per il certificato di nascita negato ai figli dei sans papier\u00a0dalla legge italiana e non\u00a0dal sig. Piccardo.<br \/>\nI neonati, alcuni neonati razzialmente identificati, sono costruiti reietti a vita e a vita vedranno calpestati i loro diritti, ma nessuno se ne occupa perch\u00e9 non sollecitano fantasie erotiche o d&#8217;altra natura come pu\u00f2 essere una relazione umana adulta? (Riferimento di legge 94\/2009 art. 1 comma 22 lettera g)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il senatore Manconi scrive sul Corriere della sera. La poligamia non pu\u00f2 essere un diritto civile in Italia di Luigi Manconi Avere pi\u00f9 mogli crea una disparit\u00e0 discriminante tra i sessi che lede principi non alienabili neanche dai suoi titolari Hamza Piccardo, voce assai ascoltata dell\u2019Islam italiano, composto da molti&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4529\" title=\"Read more 9 agosto 2016  &#8211;  Sagge considerazioni del sen. 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