{"id":4535,"date":"2016-08-11T07:47:30","date_gmt":"2016-08-11T07:47:30","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4535"},"modified":"2016-08-11T07:47:30","modified_gmt":"2016-08-11T07:47:30","slug":"11-agosto-2016-ascoltando-la-radio-scopro-un-sociologo-che-si-occupa-del-razzismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4535","title":{"rendered":"11 agosto 2016 &#8211; Ascoltando la radio scopro un sociologo che si occupa del razzismo"},"content":{"rendered":"<p><strong><strong>Come si crea il nemico in casa <\/strong><\/strong>Inserito da <strong><strong>Guido Viale<\/strong><\/strong> on agosto 10, 2016 \u2013 3:31<\/p>\n<p>Dal razzismo nessuno \u00e8 immune. Lo succhiamo con il latte materno. Lo assorbiamo con l\u2019aria che respiriamo. Lo pratichiamo in forme spesso inconsapevoli. Per liberarcene ci vuole attenzione alle parole che usiamo e agli atti che compiamo. Non essere razzisti non \u00e8 uno stato \u201cnaturale\u201d; \u00e8 il frutto di una continua autoeducazione. E\u2019 come con la cultura patriarcale, a cui il razzismo \u00e8 strettamente imparentato e che riguarda, in forme differenti, sia gli uomini che le donne; che ne sono spesso sia vittime che portatrici inconsapevoli. Ma anche il razzismo si manifesta, in forme diverse, sia in chi lo pratica che nelle vittime. Il pensiero postcoloniale ha fatto capire quanto \u00e8 lunga la strada delle vittime per liberarsi dagli stereotipi dei dominatori. Questo \u00e8 il \u201cgrado zero\u201d del razzismo; che ha poi molti altri modi, vieppi\u00f9 pesanti, di manifestarsi.<\/p>\n<p>Primo: fastidio. Anch\u2019esso in gran parte inconsapevole, ma pi\u00f9 facile da riconoscere. Fatto di mille atti di insofferenza: l\u2019uso, a volte ironico, di termini offensivi; il volgere lo sguardo altrove; la contrapposizione tra \u201ccasa nostra\u201d e chi casa e paese suoi non li ha pi\u00f9. Nelle classi svantaggiate ha radici nella competizione, vera o presunta, per spazi, servizi e lavoro. Poi vengono le parole e i gesti aggressivi e discriminatori: l\u2019affermazione di una \u201cnostra\u201d superiorit\u00e0; le iniziative per escludere, separare, discriminare; le angherie che giustificano emarginazione e sfruttamento con differenze \u201crazziali\u201d. Fin qui la pratica del razzismo \u00e8 affidato all\u2019iniziativa \u201cspontanea\u201d dei singoli. Poi vengono le azioni organizzate, come i pogrom di varia intensit\u00e0 e la delega alle istituzioni: le angherie contro profughi, migranti, sinti e rom, della polizia o delle amministrazioni locali; le campagne di stampa e media contro di loro; le politiche di respingimento e le leggi discriminatorie. Ma ovviamente non ci si ferma qui. Il grado superiore \u00e8 trattare profughi e migranti come scarafaggi, il loro confinamento fisico e, alla fine, le politiche di sterminio. Implicite, quando si affida a Stati \u201cterzi\u201d il compito di provvedervi, chiudendo gli occhi su ci\u00f2 che questo comporta. Esplicite, quando vengono gestite direttamente. La Shoah \u00e8 stata la manifestazione pi\u00f9 aberrante di questa deriva; ma, prima di essa, lo sono stati i massacri del colonialismo e ora lo sono le pulizie etniche delle molte guerre civili del nostro tempo. Ma una volta la popolazione poteva far finta di non vedere. Oggi, nel villaggio globale dei media, le stragi le vediamo ogni giorno sul teleschermo. Ma vediamo anche quanto sia facile scivolare lungo la china della ferocia; e quanto sia invece difficile risalirla in senso inverso. D\u2019altronde la strada che collega volgarit\u00e0 e prepotenza verso le donne al femminicidio, che in guerra pu\u00f2 comportare stupri di massa, schiavit\u00f9 e stragi, ha una unidirezionalit\u00e0 analoga.<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, l\u2019alternativa tra respingimenti e accoglienza di profughi e migranti \u2013 che sta dividendo la popolazione di tutto l\u2019Occidente \u201csviluppato\u201d in due campi contrapposti, facendo terra bruciata delle posizioni intermedie \u2013 dovrebbe indurre a chiedersi quali possibilit\u00e0 di successo abbia il respingimento. Non nel suscitare consenso \u2013 qui il suo successo \u00e8 travolgente \u2013 ma nel realizzare i suoi obiettivi. Ma anche se invocarlo non faccia percorrere a tutti, e in tempi rapidi, la strada che dal razzismo inconsapevole conduce allo sterminio. Non sono in gioco solo politica, diritto e convivenza, ma l\u2019idea stessa che ci facciamo di noi e degli altri come persone.<\/p>\n<p>Innanzitutto respingere, se si riesce a farlo, vuol dire rigettare tra gli artigli di chi li ha costretti a fuggire coloro che cercano asilo nei nostri territori; condannarli a inedia, morte, angherie e ferocia da cui avevano cercato di sottrarsi; o, peggio, farne le reclute di milizie e guerre da cui siamo ormai circondati, dall\u2019Africa al Medioriente; o, ancora, affidare il compito di farla finita con \u201cloro\u201d \u2013 nella speranza, vana, di dissuadere altri dal tentare la stessa strada \u2013 a Stati, potentati o bande criminali che si trovano lungo la loro strada.<\/p>\n<p>Ma respingere \u00e8 pi\u00f9 un desiderio che una possibilit\u00e0 reale: molti Stati da cui provengono profughi e migranti non hanno accordi di riammissione; non sono disposti a \u201criprenderseli\u201d; non hanno istituzioni e mezzi per farlo. O li usano per ricattare, come fa il Governo turco. Per sbarazzarsene bisogna lasciarli affogare. Altrimenti, in Italia e in Grecia, i due punti di approdo, le persone cui viene negata l\u2019accettazione \u2013 asilo, protezione sussidiaria o umanitaria, permesso di soggiorno \u2013 vengono abbandonate alla strada e alla clandestinit\u00e0: merce a disposizione di lavoro nero e criminalit\u00e0. In questa condizione sono gi\u00e0 in decine di migliaia. Ma se il resto d\u2019Europa continuer\u00e0 a mantenere barriere ai confini di questi paesi, non ci sar\u00e0 altra soluzione che quella di enormi campi di concentramento dove internare centinaia di migliaia di refoul\u00e9s, senza alcuna prospettiva di uscita. Nessuno ne parla, ma il Governo non sta facendo niente per far aprire ai profughi sbarcati in Italia le porte di tutta l\u2019Europa. Ma poi, dopo i campi di concentramento, cos\u2019altro?<\/p>\n<p>Ma mentre le politiche di respingimento infieriscono sul popolo dei profughi, legittimando ogni forma di razzismo, e si moltiplicano le stragi che accompagnano le guerre cosiddette \u201cumanitarie\u201d, non si fanno i conti con il fatto che in Europa ci sono decine di milioni di cittadini europei (oltre quaranta milioni di religione musulmana) legati da vincoli di cultura, religione, nazionalit\u00e0 e parentela, alle vittime dei soprusi perpetrati dentro e fuori i confini dell\u2019Unione. Come si pu\u00f2 pensare che tra loro non maturi una ripulsa ben pi\u00f9 forte che quella che proviamo noi? Ma anche, tra molti, soprattutto giovani, la pulsione a \u201ccolpire nel mucchio\u201d, come succede a tante vittime \u201ccollaterali\u201d dei nostri bombardamenti? E\u2019 uno stragismo che ha poco a che fare con la religione, ma molto con un senso pervertito di indignazione. Affrontare questi fenomeni senza una politica di riconciliazione (e, ovviamente, di pace) dentro e fuori i confini d\u2019Europa significa promuovere l\u2019apartheid. Ce n\u2019\u00e8 gi\u00e0 tanto, ma di strada da percorrere \u00e8 ancora molta. Con le politiche di respingimento si fa credere che adottandole potremo mantenere il nostro stile di vita e i nostri consumi, per quanto insoddisfacenti. Invece, che si accolga o si respinga, le nostre vite e le forme della convivenza sono destinate a cambiare radicalmente. Niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.guidoviale.it\/come-si-crea-il-nemico-in-casa\/\">http:\/\/www.guidoviale.it\/come-si-crea-il-nemico-in-casa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si crea il nemico in casa Inserito da Guido Viale on agosto 10, 2016 \u2013 3:31 Dal razzismo nessuno \u00e8 immune. Lo succhiamo con il latte materno. Lo assorbiamo con l\u2019aria che respiriamo. 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