{"id":4610,"date":"2016-09-21T13:58:24","date_gmt":"2016-09-21T13:58:24","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4610"},"modified":"2016-09-21T13:58:24","modified_gmt":"2016-09-21T13:58:24","slug":"21-settembre-2016-bauman-parliamoci-e-vera-rivoluzione-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4610","title":{"rendered":"21 settembre 2016  &#8211;  Bauman: \u00abParliamoci. \u00c8 vera rivoluzione culturale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>20 settembre\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0 Intervista Stefania Falasca<\/p>\n<p><em>\u00abLe guerre di religione? Solo una delle offerte del mercato \u00bb. Zygmunt Bauman, il pi\u00f9 acuto studioso della societ\u00e0 postmoderna che ha raccontato in pagine memorabili l\u2019angoscia dell\u2019uomo contemporaneo \u2013 lo incontriamo ad Assisi prima del suo intervento \u2013 ci parla della sfida del dialogo. <\/em><\/p>\n<p><strong>Professore, la sua intuizione sulla postmodernit\u00e0 liquida continua a offrire uno sguardo lucido sul tempo presente. Ma in questa liquidit\u00e0 si registra un esplosione di nazionalismi, identitarismi religiosi. Come si spiegano? <\/strong><\/p>\n<p>Cominciamo dal problema della guerra. ll nostro mondo contemporaneo non vive una guerra organica ma frammentata. Guerre d\u2019interessi, per denaro, per le risorse, per governare sulle nazioni. Non la chiamo guerra di religione, sono altri che vogliono sia una guerra di religione. Non appartengo a chi vuole far credere che sia una guerra tra religioni. Non la chiamo neppure cos\u00ec. Bisogna stare attenti a non seguire la mentalit\u00e0 corrente. In particolare la mentalit\u00e0 introdotta dal politologo di turno, dai media, da coloro che vogliono raccogliere il consenso, dicendo ci\u00f2 che loro volevano ascoltare. Lei sa bene che in un mondo permeato dalla paura, questa penetra la societ\u00e0. La paura ha le sue radici nelle ansiet\u00e0 delle persone e anche se abbiamo delle situazioni di grande benessere, viviamo in una grande paura. La paura di perdere posizioni. Le persone hanno paura di avere paura, anche senza darsi una spiegazione del motivo. E questa paura cos\u00ec mobile, inespressa, che non spiega la sua sorgente, \u00e8 un ottimo capitale per tutti coloro che la vogliono utilizzare per motivi politici o commerciali. Parlare cos\u00ec di guerre e di guerre di religioni \u00e8 solo una delle offerte del mercato.<\/p>\n<p><strong>Al panico delle guerre di religione si unisce quello delle migrazioni. Gi\u00e0 anni fa Umberto Eco diceva che per chi voleva capitalizzare la paura delle persone, il problema dell\u2019emigrazione era arrivato come un dono dal cielo.\u2026 <\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec \u00e8 cos\u00ec. Guerre di religione e immigrazione sono nomi differenti dati oggi per sfruttare questa paura vaga incerta, male espressa e mal compresa. Stiamo per\u00f2 qui facendo un errore esistenziale, confondendo due fenomeni differenti: uno \u00e8 il fenomeno delle migrazioni e l\u2019altro il fenomeno dell\u2019immigrazione, come ha fatto osservare Umberto Eco. Non sono un fenomeno, sono due differenti fenomeni. L\u2019immigrazione \u00e8 un compagno della storia moderna, lo Stato moderno, la formazione dello Stato \u00e8 anche una storia di immigrazione. Il capitale ha bisogno del lavoro il lavoro ha bisogno del capitale. Le migrazioni sono invece qualcosa di diverso \u00e8 un processo naturale che non pu\u00f2 essere controllato, che va per la sua strada.<\/p>\n<p><strong>Come pensa si possa trovare un equilibrio per questi fenomeni? <\/strong>La soluzione offerta dai governi \u00e8 quella di stringere sempre pi\u00f9 il cordone delle possibilit\u00e0 di immigrazione. Ma la nostra societ\u00e0 \u00e8 ormai irreversibilmente cosmopolita, multiculturale e multireligiosa. Il sociologo Ulrich Beck dice che viviamo in una condizione cosmopolita di interdipendenza e scambio a livello planetario ma non abbiamo neppure iniziato a svilupparne la consapevolezza. E gestiamo questo momento con gli strumenti dei nostri antenati\u2026 \u00e8 una trappola, una sfida da affrontare. Noi non possiamo tornare indietro e sottrarci dal vivere insieme.<\/p>\n<p><strong>Come integrarci senza aumentare l\u2019ostilit\u00e0, senza separare i popoli? <\/strong>\u00c8 la domanda fondamentale della nostra epoca. Non si pu\u00f2 neppure negare che siamo in uno stato di guerra e probabilmente sar\u00e0 anche lunga questa guerra. Ma il nostro futuro non \u00e8 costruito da quelli che si presentano come &#8216;uomini forti&#8217;, che offrono e suggeriscono apparenti soluzioni istantanee, come costruire muri ad esempio. La sola personalit\u00e0 contemporanea che porta avanti queste questioni con realismo e che le fa arrivare ad ogni persona, \u00e8 papa Francesco. Nel suo discorso all\u2019Europa parla di dialogo per ricostruire la tessitura della societ\u00e0, dell\u2019equa distribuzione dei frutti della terra e del lavoro che non rappresentano una pura carit\u00e0, ma un obbligo morale. Passare dall\u2019economia liquida ad una posizione che permetta l\u2019accesso alla terra col lavoro. Di una cultura che privilegi il dialogo come parte integrante dell\u2019educazione. Si faccia attenzione, lo ripete: dialogo-educazione.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 secondo lei il Papa \u00e8 convinto che sia la parola che non ci dobbiamo stancare di ripetere? <\/strong>Alla fine il dialogo cos\u2019\u00e8? Insegnare a imparare. L\u2019opposto delle conversazioni ordinarie che dividono le persone: quelle nel giusto e quelle nell\u2019errore. Entrare in dialogo significa superare la soglia dello specchio, insegnare a imparare ad arricchirsi della diversit\u00e0 dell\u2019altro. A differenza dei seminari accademici, dei dibattiti pubblici o delle chiacchiere partigiane, nel dialogo non ci sono perdenti, ma solo vincitori. Si tratta di una rivoluzione culturale rispetto al mondo in cui si invecchia e si muore prima ancora di crescere. \u00c8 la vera rivoluzione culturale rispetto a quanto siamo abituati a fare ed \u00e8 ci\u00f2 che permette di ripensare la nostra epoca. L\u2019acquisizione di questa cultura non permette ricette o facili scappatoie, esige e passa attraverso l\u2019educazione che richiede investimenti a lungo termine. Noi dobbiamo concentraci sugli obiettivi a lungo termine. E questo \u00e8 il pensiero di papa Francesco, il dialogo non \u00e8 un caff\u00e8 istantaneo, non d\u00e0 effetti immediati, perch\u00e9 \u00e8 pazienza, perseveranza, profondit\u00e0. Al percorso che lui indica aggiungerei una sola parola: cos\u00ec sia, amen.<\/p>\n<p>Fonte<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Chiesa\/Pagine\/Parliamoci-vera-rivoluzione-culturale-.aspx?utm_content=bufferc114f&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter.com&amp;utm_campaign=buffer\"><u>http:\/\/www.avvenire.it\/Chiesa\/Pagine\/Parliamoci-vera-rivoluzione-culturale-.aspx?utm_content=bufferc114f&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter.com&amp;utm_campaign=buffer<\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>20 settembre\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0 Intervista Stefania Falasca \u00abLe guerre di religione? Solo una delle offerte del mercato \u00bb. Zygmunt Bauman, il pi\u00f9 acuto studioso della societ\u00e0 postmoderna che ha raccontato in pagine memorabili l\u2019angoscia dell\u2019uomo contemporaneo \u2013 lo incontriamo ad Assisi prima del suo intervento \u2013 ci parla della sfida del&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4610\" title=\"Read more 21 settembre 2016  &#8211;  Bauman: \u00abParliamoci. \u00c8 vera rivoluzione culturale\u00bb\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[42,46],"class_list":["post-4610","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-razzismo","tag-paceguerra","tag-religioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4610"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4612,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4610\/revisions\/4612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}