{"id":4614,"date":"2016-09-25T17:43:15","date_gmt":"2016-09-25T17:43:15","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4614"},"modified":"2016-09-26T10:11:08","modified_gmt":"2016-09-26T10:11:08","slug":"25-settembre-2016-la-guerra-del-panino-e-i-suoi-effetti-collaterali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4614","title":{"rendered":"25 settembre 2016 &#8211;  La guerra del panino e i suoi effetti collaterali."},"content":{"rendered":"<p><strong>Scuole che hanno dichiarato guerra ai bambini con l\u2019arma della fame.<\/strong><\/p>\n<p>Non so come altrimenti riassumere questa notizia sorprendente di cui porto alcune testimonianze fra quelle che ho raccolto e che cito punto per punto con la data degli articoli che ho ricopiato e trascritto di seguito \u00a0perch\u00e9, scrivendo, dubito anche di me. Il costo delle mense scolastiche per alcuni genitori \u00e8 insostenibile e quindi hanno pensato di rimediare inserendo nello zainetto dei figli un panino confezionato a casa. Altri hanno fornito il panino perch\u00e9 insoddisfatti del cibo della mensa. Ma restiamo ai primi.<\/p>\n<p>Varie scuole hanno quindi aperto la guerra al panino infiltrato (il danno imposto ai bambini come in ogni evento militare che si rispetti rappresenta un effetto collaterale evidentemente irrilevante) con considerazioni igienico-sanitarie e altre finezze burocratiche che testimoniano se non altro il tempo \u00a0di cui dispongono alcuni dirigenti scolastici perch\u00e9 per certe elaborazioni ci vuole attenzione a ogni virgola delle circolari e non solo. Una preside, particolarmente meditativa, teorizza ad esempio la \u2018 filosofia del pasto\u2019 (<strong>23 settembre<\/strong>)<\/p>\n<p><strong>9 settembre<\/strong> &#8211; A Torino \u00e8 intervenuto un \u2018verdetto del tribunale\u2019 a sostegno non \u00e8 chiaro se di alcuni o di tutti i bambini al cibo. Condividendo e radicalizzando la meditata perplessit\u00e0 tribunalizia alcune scuole hanno pensato di allontanare dalla mensa i digiunatori, altre scuole invece hanno promosso il digiuno in mensa.<\/p>\n<p><strong>25 settembre<\/strong>, In Liguria \u00a0\u201ci genitori si sono organizzati e hanno inviato diffide ai dirigenti per consentire ai propri figli di portare il cibo da casa\u201d il diritto al panino \u00e8 stato concesso ma, si precisa, si tratta di una \u201cUna \u201cconcessione\u201d che rischia, di far saltare gli equilibri legati ai costi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le colpe dei padri ricadano sui figli<br \/>\n<\/strong>Tuo padre e tua madre non guadagnano abbastanza per pagarti la mensa, quindi \u2026<\/p>\n<p><strong>21 settembre <\/strong>Milano Scoppia il caso: una bimba finisce in lacrime perch\u00e9 isolata, come un bambino in un altro istituto cittadino<\/p>\n<p><strong>22 settembre<\/strong> \u00a0\u00a0&#8211;\u00a0 In\u00a0 Friuli Venezia Giulia un bambino resta a digiuno (non \u00e8 chiaro se in mensa o in locale adibito all\u2019assenza di pasto), ad Aosta invece digiunano in quattro nel locale della mensa (<strong>24 settembre)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come ti cresco il figlio del \u2018padrone\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Se il danno morale oltre che materiale per i bambini costretti al digiuno (e in taluni casi costretti a digiunare davanti ai mangiatori) \u00e8 evidente, non voglio che ignorare anche quello dei bambini costretti a mangiare davanti ai digiunatori. Penso si possano dividere in due categorie: quelli educati alla solidariet\u00e0, che avranno provato un disagio non piccolo in una situazione a dir poco surreale, e quelli, educati a perseguire il successo e a riconoscerne come prova la ricchezza, che potrebbero aver gioito dell\u2019umiliazione inferta ai loro compagni. Capita \u2026 anche nella buona scuola.<\/p>\n<p><strong>Testo degli articoli citati<\/strong><\/p>\n<p><strong>9 settembre\u00a0<\/strong> &#8211;\u00a0 A scuola con il panino portato da casa, dal tribunale un verdetto decisivo<br \/>\nI giudici si pronunciano sul ricorso del Miur che ha esteso a tutti il diritto di mangiare in classe il cibo della mamma\u00a0 di JACOPO RICCA<\/p>\n<p>Attesa per la nuova sentenza sul pasto cucinato a casa e mangiato a scuola. Questa mattina in tribunale a Torino si sono discussi i reclami del ministero dell&#8217;Istruzione contro l&#8217;ordinanza di agosto che estende ad altre famiglie oltre alle 58 che a giugno si sono viste dare ragione dalla corte d&#8217;Appello. L&#8217;Avvocatura dello Stato ha presentato la posizione del ministero, mentre le famiglie sono difese dagli avvocati Roberto e Giorgio Vecchione. La discussione \u00e8 avvenuta davanti allo stesso giudice che gi\u00e0 ad agosto aveva dato ragione ad alcune famiglie, ma anche a quella che invece pi\u00f9 di anno fa aveva respinto la prima richiesta delle 58 famiglie, ribaltata poi dalla sentenza d&#8217;appello. Se verranno riconosciute le ragioni del ministero si torna indietro a giugno quando la Corte d&#8217;Appello sentenzio l&#8217;obbligo di poter consumare il panino in classe solo per i figli dei 58 genitori che avevano presentato ricorso. Se, invece, il ricorso del ministero viene cassato, passa il principio che il diritto vale per tutti e quindi tutte le scuole dovranno organizzarsi, pur tra le polemiche dei presidi.<\/p>\n<p><strong>23 settembre <\/strong>&#8211;\u00a0 Tutti i presidi d\u2019accordo, niente panino in classe<\/p>\n<p>Genova &#8211; I pasti preparati a casa non entreranno in classe, tanto meno a mensa. Alla fine sono i presidi a chiudere con un secco no la partita del panino a scuola a Genova.\u00a0 \u00abAttualmente non ci sono le condizioni per consentire il consumo di pasti portati da casa\u00bb, si legge nel documento diramato dopo l\u2019incontro di ieri al Matitone, dai dirigenti scolastici della Conferenza cittadina di Genova. In pratica tutti i presidi degli istituti comprensivi della citt\u00e0. E, questo, per una serie di motivi, su tutti la mancanza di norme e regolamenti per organizzare il servizio. Nel documento, i presidi elencano i rischi sotto il profilo igienico &#8211; sanitario, con la presenza a scuola di bambini allergici e a rischio di shock anafilattico. Poi la modalit\u00e0 di conservazione e somministrazione dei cibi. E, ancora, sul piano logistico e organizzativo, la necessit\u00e0 di adeguare i locali e dedicare personale alla somministrazione.<\/p>\n<p>\u00abVa rispettata anche la filosofia di fondo del pasto uguale per tutti &#8211; dice Iris Alemanno, dirigente del Comprensivo di Pegli &#8211; la ristorazione pu\u00f2 certamente essere migliorata, deve esserlo ma, questa campagna per il panino per com\u2019\u00e8 stata condotta e per quello che chiede, non fa altro e non farebbe altro che togliere risorse a tanti altri settori della scuola\u00bb. La preside Alemanno non si ferma qui e aggiunge: \u00abDobbiamo aggiustare i soffitti, incrementare l\u2019utilizzo dei supporti informatici e tecnologici che, certo, non sostituiranno i libri ma devono essere sempre pi\u00f9 presenti come strumento didattico. Dobbiamo migliorare anche la didattica, i livelli di apprendimento. Basta dire che siamo alle prese con la mancata copertura degli insegnanti di sostegno, e dobbiamo perdere tempo per mettere in discussione il sistema della mensa, messo a punto negli anni, quando oltretutto la legge \u00e8 chiara e dice che non si pu\u00f2?\u00bb.<\/p>\n<p>La presa di posizione di fronte alle prime richieste di rinuncia delle famiglie alla mensa comunale era gi\u00e0 nell\u2019aria, ma ieri \u00e8 stata formalizzata nel corso dell\u2019incontro al Matitone. Il documento, approvato all\u2019unanimit\u00e0 da tutti i dirigenti, cita anche la sentenza di Torino, il grimaldello utilizzato dalla Rete per fare entrare in tutte le scuole d\u2019Italia quel che le famiglie reputano sia meglio dar da mangiare ai propri figli. \u00abLa sentenza della Corte d\u2019Appello di Torino non modifica gli ordinamenti e ha competenza limitata alla circoscrizione di riferimento\u00bb, si legge ancora nella nota. Che si chiude con un appello: \u00abI dirigenti auspicano che una comune riflessione eviti derive conflittuali dannose per la serenit\u00e0 della comunit\u00e0 scolastica, in particolare degli studenti\u00bb. <em>Prosegui la lettura nell\u2019edizione cartacea o in edicola digitale<\/em><\/p>\n<p><strong>21 settembre <\/strong>Mense scolastiche, \u201ca Milano bimbi allontanati dai compagni perch\u00e9 muniti di pasto da casa\u201d. Scontro Comune-Regione<\/p>\n<p>Dopo il via libera alla &#8216;schiscetta&#8217; dei giudici torinesi, anche alcune famiglie lombarde decidono di rinunciare al servizio mensa. Ma scoppia il caso: una bimba finisce in lacrime perch\u00e9 isolata, come un bambino in un altro istituto cittadino. Palazzo Marino: &#8220;Non si pu\u00f2 pretendere di consumare un pasto portato da casa all&#8217;interno dei locali della refezione&#8221;. L&#8217;assessore regionale Aprea: &#8220;Il Comune chieda scusa&#8221; di F. Q. |<\/p>\n<p>Isolati a scuola e fuori dal refettorio perch\u00e9 hanno portato il pranzo da casa. Succede a Milano, in due elementari: alle Pirelli in zona Niguarda e a quelle in via Palermo. Dopo la sentenza di Torino che ha respinto il reclamo del Miur e dato il via libera al panino, anche alcuni genitori in Lombardia hanno deciso di rinunciare alla refezione per i loro bambini. Una scelta sfociata nell\u2019esclusione dei piccoli. In una delle due scuole una bimba munita di cibo da casa, scrive il Corriere, \u201cil primo giorno entra in mensa, il secondo la mandano in un\u2019aula con la bidella, il terzo la preside la porta in mensa ma in un tavolo separato. Poi interviene il Comune e niente pi\u00f9 refettorio\u201d. Quindi mangia da sola e finisce in lacrime. Nell\u2019altro caso, anche il bimbo \u00e8 stato allontanato dai compagni. La conseguenza spiegata dai genitori: \u201cNon ha toccato cibo e si \u00e8 sentito male\u201d.<\/p>\n<p>Una procedura che deriva dalla comunicazione netta inviata venerd\u00ec dal <strong>Comune di Milano<\/strong>\u00a0a tutti i presidi: \u201cNessuno a <strong>Milano<\/strong> pu\u00f2 pretendere di consumare un pasto portato da casa all\u2019interno dei locali della <strong>refezione<\/strong>\u201c. Dunque, se i <strong>bimbi<\/strong> vengono isolati dai compagni all\u2019ora di pranzo come \u00e8 accaduto in questi giorni, non c\u2019\u00e8 nulla di strano. Ma l\u2019opinione della <strong>Regione<\/strong> \u00e8 diametralmente opposta. \u201cIl <strong>Comune<\/strong> chieda scusa\u201d, \u00e8 stato il commento oggi dell\u2019assessore all\u2019Istruzione della Regione Lombardia <strong>Valentina Aprea<\/strong>. \u201c<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/premium\/articoli\/panino-libero-in-classe-puo-tornare-la-schiscetta\/\"><u>L\u2019ordinanza del tribunale di <strong>Torino<\/strong> del 9 settembre con cui \u00e8 stato riconosciuto il diritto di consumare un pasto portato da casa<\/u><\/a> \u2013 ha aggiunto \u2013 non vale solo per le <strong>58 famiglie<\/strong> che hanno intrapreso l\u2019azione legale avverso il ministero a <strong>Torino<\/strong>, ma per tutte le <strong>famiglie<\/strong> che dovessero decidere di non avvalersi pi\u00f9 del servizio mensa\u201d.<\/p>\n<p>Ma per il vice sindaco di Milano <strong>Anna Scavuzzo<\/strong> non \u00e8 cos\u00ec:\u00a0\u201cL\u2019ordinanza del tribunale di <strong>Torino<\/strong> non \u00e8 resa nell\u2019ambito di un giudizio a cognizione piena, quindi non ha l\u2019efficacia di una sentenza passata in giudicato, comunque valida solo per i ricorrenti \u2013 replica il vice sindaco e assessore all\u2019Educazione del Comune di Milano <strong>Anna Scavuzzo<\/strong> \u2013 Insomma, nessuno a <strong>Milano<\/strong> pu\u00f2 pretendere di consumare un qualsiasi pasto portato da casa all\u2019interno dei locali adibiti alla refezione scolastica\u201d. E mentre\u00a0Comune e Regione continuano a scontrarsi, la Aprea\u00a0ha annunciato un tavolo per stabilire le regole sulla <em>schiscetta<\/em> il prossimo 4 ottobre.<\/p>\n<p><strong>22 settembre\u00a0<\/strong> &#8211;\u00a0 Panino a scuola, bimbo resta a digiuno<\/p>\n<p>Vietato l\u2019ingresso nell\u2019aula di refezione. L\u2019istituto si scusa. Il dirigente regionale: allo studio nuove regole per chi porta cibo da casa\u00a0\u00a0 di Michela Zanutto<\/p>\n<p>UDINE. Non pu\u00f2 mangiare a scuola il cibo portato da casa. E cos\u00ec uno studente di 10 anni resta digiuno fino al termine delle lezioni. \u00c8 successo in una scuola del Friuli, dove l\u2019insegnante che aveva il compito di sorvegliare il momento del pranzo, ha impedito al bambino di consumare il panino con la cotoletta preparato dalla mamma. Il motivo? Avrebbe potuto contaminare il pasto dei suoi compagni.<\/p>\n<p>A stabilire la regola \u00e8 la scuola. E cos\u00ec il bambino \u00e8 rimasto a stomaco vuoto fino alle 16, quando i genitori sono andati a riprenderlo. \u00abMamma non preoccuparti, mi ha brontolato la pancia soltanto un paio di volte\u00bb, ha poi raccontato ai genitori. Per fortuna un insegnante che ha fatto lezione nel pomeriggio aveva con s\u00e9 un pacchetto di cracker che ha dato al bambino in attesa del ritorno a casa.<\/p>\n<p><strong>22 settembre\u00a0 \u00a0<\/strong>A Sacile liberalizzato il pasto della mamma<\/p>\n<p>Da oggi consentito portarselo da casa. Una scelta legata anche alla crisi economica<\/p>\n<p>\u00abSai mamma, mentre i miei compagni mangiavano, io sono andato a sedermi in un tavolino isolato perch\u00e9 avevo un po\u2019 di acquolina\u00bb.<\/p>\n<p>E il disappunto dei genitori non si \u00e8 fatto attendere: \u00abQuesto digiuno mi sta indigesto &#8211; attacca la mamma -. La mensa non \u00e8 obbligatoria, pertanto deve essere concesso a mio figlio di portare il pasto da casa. Visto quanto accaduto d\u2019ora in poi andr\u00f2 a prenderlo al termine delle lezioni del mattino e lo riporter\u00f2 nel pomeriggio. Ma non credo sia giusto.<\/p>\n<p>Mio figlio ha un rapporto particolare con il cibo e non posso pretendere che la scuola vada incontro alle sue esigenze, cerco di sopperire io. Ma non mi sarei mai aspettata un comportamento simile: lasciare digiuno un bambino mentre i suoi compagni pranzano tutt\u2019intorno\u00bb.<\/p>\n<p>La scuola ammette l\u2019errore: \u00abL\u2019insegnante avrebbe dovuto contattare la dirigenza che a sua volta avrebbe convocato i genitori &#8211; spiegano dall\u2019istituto friulano -. Perch\u00e9 al momento, sebbene il servizio mensa non sia obbligatorio per i bambini, non sia obbligatorio per i bambini, non \u00e8 possibile consumare pasti portati da casa. E la mamma sapeva che doveva chiedere il consenso della dirigenza, ha forzato di proposito la procedura. In questa fase stiamo ragionando sulla sentenza di Torino e cerchiamo di capire come andr\u00e0 a finire, ma bisogna stare un pochino attenti\u00bb.<\/p>\n<p>Il regolamento che vieta di portare cibi diversi da quelli forniti dal servizio mensa punta a garantire la salubrit\u00e0 dei pasti. \u00ab\u00c8 un divieto sacrosanto &#8211; sottolinea il coordinatore dell\u2019Ufficio scolastico regionale, Pietro Biasiol -. L\u2019insegnante non avrebbe mai potuto autorizzare il bimbo a magiare in mensa.<\/p>\n<p>In questa fase stiamo predisponendo una commissione per affrontare la faccenda perch\u00e9 le richieste di portare il cibo da casa sono molte. Abbiamo pregato le persone di non forzare il regolamento anche perch\u00e9 le mense rispondono in modo puntuale a tutte le esigenze presentate dalle famiglie. Ma vorrei capire se in questo caso la responsabilit\u00e0 \u00e8 dell&#8217;insegnante che applica una norma a tutela della collettivit\u00e0 o della mamma che vuole forzare la regola\u00bb.<\/p>\n<p><strong>24 settembre\u00a0<\/strong> &#8211;\u00a0 Aosta, quattro bambini lasciati a digiuno nella mensa della scuola<\/p>\n<p>Li hanno fatto sedere nel refettorio ma senza pasto. Il motivo? I genitori non erano in regola con il pagamento e l&#8217;iscrizione. \u00a0Quattro bambini della scuola elementare\u00a0 di Gignod , in provincia di Aosta sono stati lasciati a digiuno dal servizio di mensa scolastica. La vicenda risale al primo giorno di scuola in Val d&#8217;Aosta. \u00a0Pare che la causa sia legati a problemi di iscrizione al servizio. Cos\u00ec gli assistenti hanno deciso di lasciare i piccoli senza pasto, in attesa della ripresa delle lezione del pomeriggio. \u00a0I quattro bambini, due della classe seconda e due della quarta, sono stati fatti sedere nel refettorio e lasciati a digiuno mentre gli altri alunni consumavano regolarmente il pranzo. Al ritorno in aula, le insegnanti hanno dato da mangiare ai bimbi. \u00a0Anche ad altri due bambini \u00e8 stato negato il pranzo, ma i loro genitori hanno fatto in tempo ad andarli a prendere e a portarli a casa. \u00a0L&#8217;appalto per il servizio di mensa scolastica nella scuola di Gignod \u00e8 affidato alla cooperativa Noi e gli Altri di Aosta. \u00a0Pare che le famiglie dei quattro bambini non avessero ancora regolarizzato l&#8217;iscrizione alla mensa, una situazione\u00a0 che per il Comune di Aosta non sarebbe stata un problema: &#8220;Chiunque viene in refezione \u00e8 preso in carico dalla ditta che gestisce il servizio, poi in qualche modo si cerca di sanare l&#8217;iscrizione&#8221;, sottolinea l&#8217;assessore Paron.\u00a0 &#8220;I nostri uffici avevano fornito tutta la documentazione, non si \u00e8 capito chi ha dato l&#8217;ordine di non far mangiare i bambini. Mi sembra una misura un p\u00f2 rigida&#8221;, commenta l&#8217;assessore comunale di Aosta<\/p>\n<p><strong>25 settembre\u00a0<\/strong> &#8211; Mense, dirigenti scolastici contro la libert\u00e0 di portare il cibo da casa. Contrari anche alcuni deputati PD\u00a0 di redazione<\/p>\n<p>Secondo quanto scrive il Secolo XIX di oggi, alcuni dirigenti scolastici hanno firmato una petizione a favore del cibo da mensa. La petizione \u00e8 stata lanciata su internet dai genitori favorevoli alle mense che temono un aumento dei costi a seguito della sentenza che ha decretato la possibilit\u00e0 per le famiglie di preparare il pasto da portare a scuola. La sentenza \u00e8 stata emanata dal Tar Piemonte e sta influenzando tutto il Nord Italia, dalla Lombardia alla Liguria. In quest\u2019ultima regione, i genitori si sono organizzati e hanno inviato diffide ai dirigenti per consentire ai propri figli di portare il cibo da casa. Una \u201cconcessione\u201d che rischia, per\u00f2, di far saltare gli equilibri legati ai costi. Anche la politica si \u00e8 mossa in contrapposizione alla libert\u00e0 concessa ai genitori dai tribunali. Cos\u00ec, ad esempio, la parlamentare del PD Mara Carocci ha chiesto al Ministero di prendere iniziative per consentire ai dirigenti di intervenire e addirittura di legiferare per impedire alle famiglie di far portare il panino da casa ai propri figli.<\/p>\n<p>FONTI<\/p>\n<p>9 settembre \u2013 verdetto tribunale di Torino <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/09\/09\/news\/a_scuola_con_il_panino_portato_da_casa_dal_tribunale_un_verdetto_decisivo-147448365\/\"><u>http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/09\/09\/news\/a_scuola_con_il_panino_portato_da_casa_dal_tribunale_un_verdetto_decisivo-147448365\/<\/u><\/a><\/p>\n<p>23 settembre\u00a0 &#8211; posizione unanime presidi di Genova <a href=\"http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/genova\/2016\/09\/23\/AS9XaSQE-niente_presidi_accordo.shtml\"><u>http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/genova\/2016\/09\/23\/AS9XaSQE-niente_presidi_accordo.shtml<\/u><\/a><\/p>\n<p>21 settembre Milano \u2013 scolari a digiuno <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/09\/21\/mense-scolastiche-a-milano-bimbi-allontanati-dai-compagni-perche-muniti-di-pasto-da-casa-scontro-tra-comune-e-regione\/3047285\/\"><u>http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/09\/21\/mense-scolastiche-a-milano-bimbi-allontanati-dai-compagni-perche-muniti-di-pasto-da-casa-scontro-tra-comune-e-regione\/3047285\/<\/u><\/a><\/p>\n<p>22 settembre Messaggero Veneto: uno scolaro a digiuno <a href=\"http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/udine\/cronaca\/2016\/09\/22\/news\/panino-a-scuola-bimbo-resta-a-digiuno-1.14132692\"><u>http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/udine\/cronaca\/2016\/09\/22\/news\/panino-a-scuola-bimbo-resta-a-digiuno-1.14132692<\/u><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/udine\/cronaca\/2016\/09\/22\/news\/a-sacile-liberalizzato-il-pasto-della-mamma-1.14132701\"><u>http:\/\/messaggeroveneto.gelocal.it\/udine\/cronaca\/2016\/09\/22\/news\/a-sacile-liberalizzato-il-pasto-della-mamma-1.14132701<\/u><\/a><\/p>\n<p>24 settembre \u2013 Aosta quattro scolari a digiuno <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/09\/24\/news\/aosta_quattro_bambini_lasciati_a_a_digiuno_nella_mensa_della_scuola-148445470\/?ref=HREC1-18\"><u>http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/09\/24\/news\/aosta_quattro_bambini_lasciati_a_a_digiuno_nella_mensa_della_scuola-148445470\/?ref=HREC1-18<\/u><\/a><\/p>\n<p>25 settembre \u2013 A digiuno con sostegno deputati PD <a href=\"http:\/\/www.orizzontescuola.it\/mense-dirigenti-scolastici-contro-la-liberta-di-portare-il-cibo-da-casa-contrari-anche-alcuni-deputati-pd\/\"><u>http:\/\/www.orizzontescuola.it\/mense-dirigenti-scolastici-contro-la-liberta-di-portare-il-cibo-da-casa-contrari-anche-alcuni-deputati-pd\/<\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scuole che hanno dichiarato guerra ai bambini con l\u2019arma della fame. 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