{"id":4649,"date":"2016-10-12T04:53:45","date_gmt":"2016-10-12T04:53:45","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4649"},"modified":"2016-10-12T04:53:45","modified_gmt":"2016-10-12T04:53:45","slug":"12-ottobre-2016-che-fine-hanno-fatto-i-diecimila-minori-non-accompagnati-scomparsi-in-europa-nel-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4649","title":{"rendered":"12 ottobre 2016 &#8211; Che fine hanno fatto i diecimila minori non accompagnati scomparsi in Europa nel 2015?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un articolo di Annalisa Camilli<\/strong>, <strong>giornalista di Internazionale<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Europol ha lanciato l\u2019allarme: diecimila minori non accompagnati entrati in Europa nel 2015 sono scomparsi dopo il loro arrivo. Probabilmente sono finiti nelle mani di \u201cuna rete criminale internazionale\u201d che negli ultimi 18 mesi ha approfittato dell\u2019arrivo alle frontiere europee di migliaia di persone senza regolari documenti per strutturare un\u2019attivit\u00e0 illegale molto redditizia, ha dichiarato all\u2019Observer Brian Donald, il capo dell\u2019intelligence europea.<\/p>\n<p>La criminalit\u00e0 ha sfruttato la necessit\u00e0 di migliaia di profughi e richiedenti asilo di viaggiare all\u2019interno dell\u2019Unione senza passaporto o senza visto e ha trasformato la debolezza dei migranti e l\u2019incapacit\u00e0 delle autorit\u00e0 europee di gestire il fenomeno in un giro d\u2019affari con un fatturato da migliaia di euro. Solo in Italia sono cinquemila i ragazzi irrintracciabili: minorenni che una volta sbarcati sulle coste italiane sono stati affidati al sistema di prima accoglienza, ma poi si sono sottratti volontariamente al controllo delle autorit\u00e0 e hanno fatto perdere le loro tracce.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2014 in un\u2019inchiesta del Guardian Elvira Iovino del Centro Astalli di Catania aveva denunciato: \u201cLa maggior parte dei minori eritrei che arrivano in Italia rifiutano di essere identificati dalle autorit\u00e0, perch\u00e9 se fossero registrati in Italia il trattato di Dublino non gli permetterebbe di chiedere l\u2019asilo in altri paesi dell\u2019Unione\u201d. Per questo la maggior parte di loro scappa dai centri di accoglienza e vive per strada, dormendo nelle stazioni ferroviarie o nei parchi.<\/p>\n<p><strong>Scomparsi o scappati? <\/strong><\/p>\n<p>In molti casi i ragazzi spariti in Italia semplicemente si sottraggono all\u2019accoglienza ufficiale e si rimettono in viaggio tentando di raggiungere parenti e amici nel Nordeuropa, affidandosi a una rete informale di conoscenze.<\/p>\n<p>\u201cNelle stazioni ferroviarie i ragazzi sono intercettati da reti di trafficanti che gli promettono un alloggio e un lavoro, ma spesso vengono rapiti e se le famiglie non possono pagare il riscatto i minori devono lavorare come spacciatori o prostituirsi. Attivit\u00e0 molto redditizie per la criminalit\u00e0\u201d, ha denunciato Iovino.<\/p>\n<p>Viviana Valastro di Save the children spiega a Internazionale che in Italia i minori stranieri non accompagnati non sono protetti da una legge specifica, ma dalla stessa norma che regola i casi di minori abbandonati. \u201cQuesta \u00e8 una parte del problema\u201d, afferma Valastro. \u201cNon esiste nel paese una legge specifica per i minori stranieri non accompagnati. \u00c8 in discussione in Commissione diritti umani della camera una proposta di legge la cui prima firmataria \u00e8 l\u2019onorevole Sandra Zampa, che per\u00f2 \u00e8 stata bloccata dalla Commissione bilancio. La proposta fu presentata il 4 ottobre 2013, in seguito al naufragio al largo di Lampedusa. La proposta prevede per esempio che ogni minore abbia un tutore individuale che si occupi di lui. Al momento in Italia spesso i tutori sono i sindaci delle citt\u00e0 dove i minori risiedono che sono affidatari di diversi casi. Inoltre i posti a disposizione negli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sono insufficienti rispetto al numero degli arrivi, cos\u00ec i minori rimangono nelle strutture di prima accoglienza spesso fino alla maggiore et\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Secondo Save the children, sono circa 12.300 i minori non accompagnati arrivati in Italia nel 2015<\/strong><\/p>\n<p>Al momento i minori non accompagnati vengono affidati ai centri di prima accoglienza o agli Sprar, ma i posti disponibili per loro non sono molti (750) e non \u00e8 prevista una forma di assistenza dedicata.<\/p>\n<p>Secondo Save the children, sono circa 12.300 i minori non accompagnati arrivati in Italia nel 2015. La maggior parte di loro sono eritrei (3.100), somali (1.300), egiziani (1.700), gambiani (1.300), nigeriani (1.000), siriani (700).<\/p>\n<p>\u201cPer quanto riguarda eritrei, siriani e somali si tratta di esperienze di transito, quindi di persone che dichiarano gi\u00e0 all\u2019arrivo in Italia di non volersi fare identificare perch\u00e9 vogliono raggiungere altri paesi europei. Il fatto che risultino scomparsi significa che si sono sottratti all\u2019identificazione, oppure sono scappati dai centri di prima accoglienza per raggiungere altri paesi\u201d, spiega Valastro.<\/p>\n<p>Nel caso degli eritrei si tratta di ragazzi di 15, 16 o 17 anni che vogliono evitare il servizio militare obbligatorio nel loro paese. Infatti sotto la dittatura di Isaias Afewerki la coscrizione obbligatoria si \u00e8 trasformata in un sistema di lavori forzati che dura tutta la vita e i ragazzi cercano di lasciare il paese prima di compiere la maggiore et\u00e0, in molti casi senza nemmeno mettere al corrente i genitori del loro progetto di emigrare. Gli eritrei nel loro viaggio si affidano ai connazionali della diaspora che gli offrono sostegno economico e alloggio, e per questo sono pi\u00f9 fortunati di altri gruppi di minori non accompagnati.<\/p>\n<p>Molti ragazzi invece, in particolare gli egiziani, devono ripagare il debito contratto con i trafficanti per raggiungere l\u2019Europa via mare (un pedaggio che costa tra i 1.500 e i 3.500 euro). Per questo una volta arrivati nei nostri paesi la loro priorit\u00e0 \u00e8 lavorare e guadagnare abbastanza da restituire i soldi ai trafficanti.<\/p>\n<p>\u201cPer questi ragazzini \u00e8 difficile capire il concetto di sfruttamento\u201d, spiega Viviana Valastro. \u201cA casa loro lavorano e sono pagati anche di meno, per loro non \u00e8 un problema lavorare anche per pochi soldi. \u00c8 molto difficile fargli accettare che l\u2019istruzione e la formazione potrebbero offrire loro una vita migliore\u201d.<\/p>\n<p>La polizia ferroviaria di Roma in un\u2019operazione del maggio del 2015 aveva svelato un giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma che aveva portato all\u2019arresto di otto persone, tra cui un prete.<\/p>\n<p>In quell\u2019occasione Emanuele Fattori, capo della polizia della stazione Termini, aveva spiegato che i minorenni sono preziosi per le organizzazioni criminali: \u201cUsano i ragazzi stranieri che hanno meno di 14 anni, perch\u00e9 per la legge italiana non possono essere incriminati\u201d.<\/p>\n<p>In un\u2019inchiesta della Cnn sulla stesso tema, un ragazzino egiziano coinvolto nei traffici della stazione Termini aveva raccontato alla giornalista: \u201cLa roba illegale \u00e8 la cosa pi\u00f9 facile, non solo qui a Roma, in tutto il paese [\u2026] i nostri genitori hanno speso tanto per mandarci qui e ora dobbiamo ripagarli\u201d.<\/p>\n<p><strong>La responsabilit\u00e0 di contrastare il fenomeno dello sfruttamento dei minori in Europa non pu\u00f2 essere affidata solo alle forze dell\u2019ordine<\/strong><\/p>\n<p>Altre inchieste hanno denunciato che i minori vengono impiegati nell\u2019agricoltura e nel commercio all\u2019ingrosso di frutta e verdura che in Italia sfugge al controllo delle autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Il mercato ortofrutticolo della capitale che si trova a Guidonia, alle porte di Roma, \u00e8 da tempo sotto osservazione da parte della polizia italiana per l\u2019uso dilagante di lavoro minorile.<\/p>\n<p>Mariella Chiaramonte, capo della polizia di Tivoli, aveva spiegato al Guardian che i facchini del mercato ortofrutticolo di Guidonia erano tutti minori egiziani, pagati pochi euro per un lavoro massacrante. \u201cAnche quando i minori vengono affidati a case famiglia, nessuno controlla che vadano a scuola. Pensiamo che ci sia un rapporto tra le reti criminali che li portano in Italia e quelle che li sfruttano una volta arrivati\u201d, aveva detto.<\/p>\n<p>Queste indagini, che confermano l\u2019allarme lanciato dall\u2019Europol, sottolineano che la responsabilit\u00e0 di contrastare il fenomeno dello sfruttamento e della riduzione in schiavit\u00f9 dei minori stranieri in Europa non pu\u00f2 essere affidata solo alle forze dell\u2019ordine. Non \u00e8 possibile trovare una risposta concreta allo sfruttamento dei minori se non si offre un\u2019accoglienza adeguata alle migliaia di persone che negli ultimi anni sono arrivate alle nostre frontiere in cerca di una vita migliore.<\/p>\n<p><strong>Il mio commento: Un danno a soggetti che hanno diritto alla tutela e un sostegno &#8216;legale&#8217; a chi se ne disinteressa<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo che ho copiato (di cui il link in calce) \u00e8 stato collegato da Elisabetta di Lernia a una sua petizione al Presidente della Repubblica in cui chiede sia adeguatamente affrontato il problema dei minori scomparsi, petizione che ora aggiorna chiedendo le ragioni del silenzio indifferente dell&#8217;opinione pubblica. L\u2019ho firmata e diffusa su facebook e ne riporto in calce il link per chi venendone a conoscenza anche da qui la volesse firmare.<br \/>\nChi legge il mio blog sa che da sette anni mi occupo inutilmente, registrando la stessa silente indifferenza, della legge che dal 2009 nega il certificato di nascita ai minori che nascono in Italia da genitori privi di permesso di soggiorno e che si vedono costretti a nascondere i figli. E&#8217; chiaro che senza quel certificato scompaiono come i 10.000 giunti da altrove e sono esposti agli stessi rischi. (Preciso che l\u2019art. 1, comma 22 lettera g della legge 94\/2009 che prevede quanto sopra ha conformemente modificato il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 &#8211; Testo Unico sull\u2019immigrazione).<br \/>\nNel caso che pongo (che non \u00e8 risolutivo del problema generale ma \u00e8 un segnale da non trascurare) basterebbe una abrogazione della norma introdotta nel &#8216;pacchetto sicurezza&#8217; sette anni fa .E sarebbe una modifica senza oneri di spesa cui il Parlamento non provvede proprio perch\u00e9 l&#8217;opinione pubblica si muove al massimo (e per breve tempo) solo per qualche caso emotivamente significativo (morte, violenza possibilmente documentata visivamente o con racconti choc ecc) I minori, neonati e pi\u00f9 avanti con l&#8217;et\u00e0, non fanno lobby in grado di muovere qualche cosa. Quindi non interessano.<br \/>\nI 10.000 scomparsi non si vedono, i figli nascosti neppure e quindi la Repubblica italiana crea per legge neonati esposti alla stessa situazione segnalata dall\u2019articolo che ho ricopiato e dalla petizione di Elisabetta di Lernia<\/p>\n<p><strong>FONTi: <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/al-presidente-della-repubblica-italiana-sergio-mattarella-dove-sono-finiti-i-bambini-10-000-bambini-emigrati-in-europa-sono-scomparsi-nel-nulla\">https:\/\/www.change.org\/p\/al-presidente-della-repubblica-italiana-sergio-mattarella-dove-sono-finiti-i-bambini-10-000-bambini-emigrati-in-europa-sono-scomparsi-nel-nulla<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/annalisa-camilli\/2016\/02\/01\/minori-scomparsi-2015\"><u>http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/annalisa-camilli\/2016\/02\/01\/minori-scomparsi-2015<\/u><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo di Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale L\u2019Europol ha lanciato l\u2019allarme: diecimila minori non accompagnati entrati in Europa nel 2015 sono scomparsi dopo il loro arrivo. 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