{"id":4714,"date":"2016-11-12T06:45:00","date_gmt":"2016-11-12T06:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4714"},"modified":"2016-11-12T06:45:00","modified_gmt":"2016-11-12T06:45:00","slug":"12-novembre-2016-ilhan-omar-rifugiata-e-migrante-prima-somala-eletta-al-parlamento-a-stelle-e-strisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4714","title":{"rendered":"12 novembre 2016 &#8211; Ilhan Omar, rifugiata e migrante, prima somala eletta al parlamento a stelle e strisce"},"content":{"rendered":"<p><strong>10 novembre 2016\u00a0\u00a0 La prima volta per una donna negli Stati Uniti, ma non \u00e8 Hillary di Claudio Geymonat<\/strong><\/p>\n<p>Donna, immigrata, anzi di pi\u00f9, rifugiata; e poi musulmana praticante, sempre con l\u2019hijab in testa, impegnata fin da giovanissima nelle battaglie per l\u2019emancipazione delle donne immigrate, in particolare quelle di prima e<br \/>\nseconda generazione.<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=4716\" rel=\"attachment wp-att-4716\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-4716\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Ilhan-Omar.png\" alt=\"ilhan-omar\" width=\"87\" height=\"125\" \/><\/a><\/p>\n<p>Insomma, un po\u2019 tutto ci\u00f2 che il neo presidente degli Stati Uniti ha dimostrato di odiare, a stare almeno alle roboanti dichiarazioni esternate da una parte all\u2019altra della nazione, durante i mesi frenetici che hanno preceduto la tornata elettorale. Chiss\u00e0 quindi se si daranno la mano il 20 gennaio prossimo, giorno dell\u2019insediamento alla Casa bianca, Donald J. Trump e Ilhan Omar, che nella Caporetto democratica dell\u20198 novembre rappresenta un raggio di speranza. Ilhan \u00e8 infatti la prima donna somala, e la prima rifugiata, a vincere un seggio per la Camera dei rappresentanti, che con il Senato rappresenta uno dei due rami del parlamento a stelle e strisce.<\/p>\n<p>E\u2019 successo a Minneapolis nello stato del Minnesota, uno dei pochi a colorarsi di blu anche dopo lo spoglio delle schede, e non soltanto nei disastrosi sondaggi pre-elettorali che davano tutti o quasi per certa la prima volta di una donna al 1660 di Pennsylvania avenue.<\/p>\n<p>Quindi lo scettro di novit\u00e0 pi\u00f9 significativa emersa dall\u2019election day spetta forse proprio a lei, Ilhan Omar, classe 1982, giunta negli Stati Uniti insieme alla famiglia nel 1994, in fuga dalla drammatica guerra civile somala, che tanti capitoli dolorosi e misteriosi ha scritto attorno alle vicende della missione \u201cRestore Hope\u201d, teoricamente promossa dalla Nazioni Unite ma in pratica creatura e feudo a stelle e strisce.<\/p>\n<p>Prima del viaggio transoceanico per Ilhan e i suoi cari ci sono stati per\u00f2 quattro durissimi anni di permanenza in un campo profughi in Kenia, terra di salvezza per centinaia di migliaia di disperati in fuga da un conflitto fratricida. Negli States la prima tappa \u00e8 la Virginia, Arlington, la citt\u00e0 sul Potomac sede del celebre cimitero militare che ospita tutti i caduti delle guerre, oltre alle tombe di moltissime personalit\u00e0 politiche fra cui John Kennedy.<\/p>\n<p>Quasi subito i genitori si spostano in Minnesota. Qui Ilhan pu\u00f2 frequentare le scuole, imparando in appena tre mesi l\u2019inglese e completando prima le superiori e quindi la facolt\u00e0 di scienze politiche.<\/p>\n<p>Immediato l\u2019amore per l\u2019agone pubblico che la porta gi\u00e0 dal 2006 a impegnarsi con il partito democratico nelle campagne per le elezioni comunali. Dopo anni di lavoro a fianco delle minoranze a inizio 2016 il grande salto, la scelta di candidarsi per un seggio. Nelle primarie democratiche c\u2019\u00e8 per\u00f2 da sconfiggere Phyllis Kahn, 79 anni, dal 1973 ininterrottamente seduta a Capitol Hill, la pi\u00f9 anziana parlamentare in servizio. Dal caucus di agosto la prima grande sorpresa: nonostante una campagna con toni razzisti pesanti nei suoi confronti da parte anche di compagni di partito, il cosiddetto fuoco amico, Ilhan Omar esce vincitrice. E\u2019 il trampolino di lancio verso il Campidoglio in uno stato, il Minnesota, che sempre premia i democratici e che nelle primarie repubblicane aveva in massa scelto Marco Rubio rispetto a Trump.<\/p>\n<p>Ma se a livello nazionale Hillary Clinton ha pagato pegno (anche) al suo essere donna, a livello locale a Ilhan \u00e8 riuscita l\u2019impresa di superare i pregiudizi raccogliendo consenso anche fuori dalle comunit\u00e0 di riferimento, formate per lo pi\u00f9 da immigrati.<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 l\u2019inizio di qualche cosa di nuovo \u2013 ha commentato a caldo Omar-. Questo distretto ha fatto tante volte la storia di questo paese e in qualche modo la sta facendo anche ora. Sono entusiasta per i valori progressisti di questa terra e per il ruolo di rappresentante delle tante culture che qui vivono cui sono chiamata a dare voce a Washington\u00bb.<\/p>\n<p>Da un campo profughi al Campidoglio, una tipica storia di quelle che piacciono tanto ai cultori del sogno americano, che nessuno lascia indietro e a tutti concede una chance. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 ben altro, in anni in cui l\u2019american dream ha perso la carica che lo rappresentava, di fronte alla spaventosa crisi che ha messo in ginocchio l\u2019economia interna, ripartita grazie alle brillanti politiche di Barack Obama. Non \u00e8 bastato a far si che il voto popolare sancisse la bont\u00e0 del solco tracciato. Gli elettori hanno scelto altro, un voto di rottura, di protesta o chiss\u00e0 in quante altre migliaia di modi lo sentiremo definire in questi giorni di analisi dei flussi, fra evangelical conservatori e chiese storiche progressiste, ispanici che non si capisce pi\u00f9 cosa siano e donne che hanno preferito chi le insulta rispetto a chi ne rappresenta la summa, il vertice di una piramide dalle pareti scivolose, alla cui cima \u00e8 riuscito a scalare un uomo di colore, evidentemente mobilitando il voto afro-americano, ma non \u00e8 riuscita una donna, che certo molte simpatie non deve aver attirato nemmeno fra le attiviste.<\/p>\n<p>Nelle incertezze e nelle contraddizioni sociali che il voto di marted\u00ec ha reso palesi, la storia di Ilhan Omar rappresenta un segnale che un approccio differente all\u2019agone politico \u00e8 possibile anche oltre oceano, in cui l\u2019impegno concreto a fianco dei pi\u00f9 deboli e per la crescita sociale, che dovrebbe essere la pietra angolare di ogni impegno pubblico a volte rappresentano ancora un plus, capace a volte di sovvertire pronostici, sconfiggere lobby, sedere in parlamento.<\/p>\n<p>FONTE: <a href=\"http:\/\/www.riforma.it\/it\/articolo\/2016\/11\/10\/la-prima-volta-una-donna-negli-stati-uniti-ma-non-e-hillary\">http:\/\/www.riforma.it\/it\/articolo\/2016\/11\/10\/la-prima-volta-una-donna-negli-stati-uniti-ma-non-e-hillary<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 novembre 2016\u00a0\u00a0 La prima volta per una donna negli Stati Uniti, ma non \u00e8 Hillary di Claudio Geymonat Donna, immigrata, anzi di pi\u00f9, rifugiata; e poi musulmana praticante, sempre con l\u2019hijab in testa, impegnata fin da giovanissima nelle battaglie per l\u2019emancipazione delle donne immigrate, in particolare quelle di prima&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4714\" title=\"Read more 12 novembre 2016 &#8211; Ilhan Omar, rifugiata e migrante, prima somala eletta al parlamento a stelle e strisce\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[25],"class_list":["post-4714","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-donne"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4714"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4718,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4714\/revisions\/4718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}