{"id":4851,"date":"2017-02-10T17:21:03","date_gmt":"2017-02-10T17:21:03","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4851"},"modified":"2017-02-10T17:23:15","modified_gmt":"2017-02-10T17:23:15","slug":"10-febbraio-dopo-le-colonie-israeliane-i-muri-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4851","title":{"rendered":"10 febbraio 2017  &#8211;  Dopo le colonie israeliane ancora i muri europei"},"content":{"rendered":"<p><strong>Zygmunt Bauman: \u201cMuri contro i migranti, una vittoria del terrorismo\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>Meno democrazia, xenofobia, risentimento: tempi bui per i rifugiati in Europa. OM intervista il grande sociologo polacco<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPer vincere, i terroristi fondamentalisti possono tranquillamente contare sulla miope collaborazione dei loro nemici\u00bb. Sospensione di regole base della democrazia, risentimento verso gli stranieri, il circolo tra propaganda politica e xenofobia, stati-nazione incapaci di affrontare un fenomeno epocale come le grandi migrazioni. La \u201crefugee crisis\u201d, prima e dopo gli attentati di Parigi, \u00e8 la cartina tornasole di una pi\u00f9 globale crisi dell\u2019Occidente, spiega in quest\u2019intervista a Open Migration il grande sociologo della societ\u00e0 liquida Zygmunt Bauman. Un\u2019emergenza che durer\u00e0 a lungo e alla quale l\u2019Europa non ha ancora trovato gli argomenti adeguati per rispondere, presa in mezzo tra la necessit\u00e0 di aumentare i controlli \u2013 da ultimo la stretta sulle identificazioni forzate alle frontiere \u2013 e la necessit\u00e0 di tenere aperto uno spazio comune europeo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Testo dell\u2019intervista a Zygmunt Bauman del 27 dicembre 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prof. Bauman, lei critica il modo in cui l\u2019Europa ha reagito agli attentati del 13 novembre. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Se l\u2019obiettivo strategico della guerra dei terroristi globali \u2013 come ha detto Hollande con il consenso di molti europei \u2013 \u00e8 la distruzione di ci\u00f2 che loro condannano e che invece noi abbiamo a cuore, ossia la civilt\u00e0 occidentale, non c\u2019\u00e8 tattica migliore che quella di portare alcuni dei portavoce pi\u00f9 importanti di tale civilt\u00e0 a smantellarla gradualmente con le proprie mani, e tra gli applausi, il sostegno, o quantomeno l\u2019indifferenza dei cittadini. Moltiplicando le misure eccezionali e mettendo da parte i valori che si vorrebbero difendere \u2013 anzi introducendo tali misure in nome di quei valori \u2013 si spiana la strada alle forze anti-occidentali. Un obiettivo che queste forze non sarebbero in grado di raggiungere da sole.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019errore che attribuisce alla Francia e all\u2019Occidente in questo momento?<\/strong><\/p>\n<p>Rinforzando la xenofobia dal basso e concentrandosi sui migranti provenienti dai paesi islamici si passa la palla nelle mani dei terroristi fondamentalisti. L\u2019accoglienza ostile verso i rifugiati da una parte scoraggia i potenziali rifugiati che sono ancora nei loro paesi, dall\u2019altra amplia le possibilit\u00e0 di reclutamento per le cellule terroristiche estendendo il contagio ai migranti residenti in Francia da tempo. Gli avversari di Hollande, Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen, lo hanno spinto a rovesciare il principio della presunzione di innocenza, presupponendo che i rifugiati di fede islamica siano presunti terroristi fino a prova contraria. E cos\u00ec di fatto impedendogli di sentirsi accolti in un paese in cui speravano di sentirsi a casa. Ma non \u00e8 facile che Hollande vinca la sua battaglia. Come si dice, c\u2019\u00e8 sempre un demagogo pi\u00f9 grande in giro.<\/p>\n<p><strong>Un milione di arrivi in Europa nel 2015 e circa 4000 morti nelle traversate di migranti e rifugiati nel\u00a0Mar Mediterraneo. Siamo di fronte a una situazione di emergenza o un fenomeno strutturale, che durer\u00e0 negli anni futuri?<\/strong><\/p>\n<p>Una fatale coincidenza di entrambi. La migrazione di massa ha accompagnato l\u2019era moderna fin dall\u2019inizio. Quello che chiamiamo \u201cstile di vita moderno\u201d produce \u201cpersone in esubero\u201d, ossia \u201cinutili\u201d per il mercato del lavoro a causa del progresso economico, o \u201cintollerabili\u201d, ossia respinte per effetto di conflitti bellici o sociali. Tra le cause di questo spostamento di massa c\u2019\u00e8 la destabilizzazione profonda, e apparentemente senza prospettive, dell\u2019area mediorientale. Una destabilizzazione determinata da miopi e sciocche politiche e iniziative militari delle potenze occidentali.<\/p>\n<p><strong>Quest\u2019anno \u00e8 nata l\u2019esigenza di distinguere in maniera netta tra \u201cmigranti economici\u201d e \u201crifugiati\u201d. \u00c8 possibile tirare una linea senza discriminare? <\/strong><\/p>\n<p>Come le ho appena detto, le cause degli attuali movimenti di massa sono di due tipi. Ma \u00e8 duplice anche l\u2019impatto sui paesi di destinazione. Chi ha interessi economici nelle zone sviluppate del globo in cui sia i migranti economici che i rifugiati cercano riparo accoglie a braccia aperte questa manodopera a basso costo, spesso con competenze che possono essere utilmente sfruttate. D\u2019altro canto, per la maggior parte della popolazione, gi\u00e0 ossessionata dalla fragilit\u00e0 esistenziale e dalla precariet\u00e0 della propria condizione sociale, tale afflusso significa un\u2019ulteriore concorrenza sul mercato del lavoro, un\u2019incertezza pi\u00f9 profonda e una diminuzione delle possibilit\u00e0 di miglioramento della propria vita. Questo produce uno stato mentale politicamente esplosivo.<\/p>\n<p><strong>Anche prima degli attentati di Parigi i governanti europei sono stati spesso indecisi e oscillanti nelle scelte, si pensi alle aperture e chiusure di Angela Merkel.<\/strong><\/p>\n<p>Lo ripeto ancora una volta, i governi che si presumono ancora sovrani del loro territorio soffrono in realt\u00e0 di un doppio legame, con alcuni poteri globali e con i loro elettori, locali, e ritenuti anch\u2019essi sovrani. Nessuna meraviglia che, come lei suggerisce, siano ondivaghi e precari nelle decisioni. Avidamente ma invano, cercano di avere il piede in due scarpe, ma le richieste dei due campi non si conciliano. Al massimo possono essere ascoltate e, a intermittenza, realizzate. Tuttavia, quasi mai soddisfacendo fino in fondo una delle due parti, per non parlare di entrambi contemporaneamente.<\/p>\n<p><strong>Dove bisogna cercare le cause di questa crisi che lei definisce \u201cstrutturale\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Gli stati-nazione indipendenti sono incapaci ormai di affrontare da soli i problemi derivanti dall\u2019interdipendenza globale. Con la globalizzazione del potere che lascia indietro la politica locale, gli strumenti disponibili di azioni collettive efficaci non corrispondono alla misura dei problemi generati dalla nostra condizione globalizzata. Per citare Ulrich Beck, stiamo gi\u00e0 in una situazione cosmopolita ma ci manca drammaticamente una consapevolezza cosmopolitica. Abbiamo fallito nella capacit\u00e0 di costruire con seriet\u00e0 istituzioni destinate a gettare le fondamenta di tale consapevolezza.<\/p>\n<p><strong>Quali rischi corre l\u2019Europa con il boom delle forze politiche xenofobe?<\/strong><\/p>\n<p>Per il momento, la discussione pubblica \u00e8 dominata dal risentimento verso gli stranieri, i \u201csoliti sospetti\u201d. In tempi di incertezza acuta e di terrorismo si avvicina la paura di un terremoto sociale. E gli stranieri sono oggi sospettati di essere la causa del caos globale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli effetti politici dell\u2019arrivo di decine di migliaia di migranti e rifugiati nei paesi europei?<\/strong><\/p>\n<p>La politica trae profitto dalla xenofobia ormai popolare in tutta Europa con la sola eccezione di Spagna, Portogallo e Finlandia, paesi finora esclusi dai flussi dell\u2019immigrazione. Nella tradizionale Vienna progressista i quiz oggi dicono la il partito xenofobo Freiheitliche Partei \u00e8 al livello dei socialdemocratici. In Olanda, suonare la melodia xenofoba ha fatto guadagnare pi\u00f9 di dieci seggi parlamentari a Geert Wilders a scapito dei liberali di Mark Rutte che sono al potere. In Germania, la xenofobia ha spinto Alternative f\u00fcr Deutschland fuori dalla sua invisibilit\u00e0 politica. In Italia, Matteo Salvini e la Lega Nord potrebbero triplicare i loro voti grazie all\u2019abbandono dell\u2019autonomismo e concentrandosi solo sulla chiusura agli immigrati. In Gran Bretagna, il flusso dei migranti ha offerto una seconda vita a Nigel Farage e all\u2019Ukip dopo la sua sconfitta elettorale dello scorso anno.<\/p>\n<p><strong>Come si risponde alla deriva xenofoba?<\/strong><\/p>\n<p>La xenofobia e il razzismo sono sintomi, non cure. Comunit\u00e0 etniche diverse sono destinate a coesistere nelle societ\u00e0 moderne, a dispetto di ogni retorica che sogni un ritorno a una nazione pura e non meticcia. Per concludere, voglio usare le parole dello storico Eric Hobsbawm: \u00abOggi, la tipica minoranza nazionale nella maggior parte dei paesi di approdo dei migranti \u00e8 un arcipelago di piccole isole piuttosto che un continente unico. Ancora una volta, i movimenti identitari sembrano essere il prodotto di debolezza e paura. In ogni societ\u00e0 urbanizzata incontriamo stranieri: uomini e donne sradicati che ci ricordano la fragilit\u00e0 o il prosciugamento delle nostre radici famigliari\u00bb.<\/p>\n<p><em>Intervista di <\/em><a href=\"https:\/\/twitter.com\/alessandrolanni\"><em>Alessandro Lanni<\/em><\/a><\/p>\n<p>FONTE: <a href=\"https:\/\/openmigration.org\/idee\/intervista-a-zygmunt-bauman\/\">https:\/\/openmigration.org\/idee\/intervista-a-zygmunt-bauman\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zygmunt Bauman: \u201cMuri contro i migranti, una vittoria del terrorismo\u201d Meno democrazia, xenofobia, risentimento: tempi bui per i rifugiati in Europa. OM intervista il grande sociologo polacco \u00abPer vincere, i terroristi fondamentalisti possono tranquillamente contare sulla miope collaborazione dei loro nemici\u00bb. 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