{"id":4962,"date":"2017-04-18T04:34:06","date_gmt":"2017-04-18T04:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=4962"},"modified":"2017-04-18T04:34:06","modified_gmt":"2017-04-18T04:34:06","slug":"18-aprile-2017-dallopinione-pubblica-alla-post-verita-la-dialettica-del-post-moderno-di-roberto-mordacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=4962","title":{"rendered":"18 aprile 2017  &#8211;  Dall\u2019opinione pubblica alla post-verit\u00e0: la dialettica del post-moderno di Roberto Mordacci"},"content":{"rendered":"<p><em>Ricopio con entusiasmo un articolo del 27 febbraio 2017.<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;intelligenza fa bene alla salute.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019edizione del 1781, l\u2019<em>Oxford Dictionary <\/em>registra per la prima volta l\u2019ingresso nel linguaggio comune dell\u2019espressione <em>public opinion. <\/em>Con essa ci si riferisce, come negli analoghi contemporanei <em>opinion publique <\/em>francese e <em>\u00f6ffentliche Meinung <\/em>tedesco, all\u2019opinione di un pubblico colto e criticamente avvertito, pronto a far valere il proprio peso nella discussione sulle scelte dei governanti e sui problemi sociali emergenti. Come scrive Edmund Burke in quegli anni, \u00abIn un paese libero, ogni uomo pensa di avere interesse a tutte le questioni pubbliche, di avere il diritto di formarsi e manifestare un\u2019opinione su di esse. Egli le filtra, le esamina e le discute. \u00c8 curioso, appassionato, attento e geloso; e, facendo di queste questioni il soggetto quotidiano del loro pensiero e delle loro scoperte, molti raggiungono una tollerabile conoscenza di s\u00e9 e alcuni ne raggiungono una ragguardevole\u00bb (<em>Burke\u2019s Politics<\/em> , New York 1949, p. 106).<\/p>\n<p>Lo spazio pubblico, in quest\u2019ottica, \u00e8 un luogo di elaborazione politica del pensiero e dell\u2019azione, una sorta di camera di compensazione fra il potere dei sovrani e l\u2019impotenza del popolo, troppo debole e incolto per non essere esposto alla manipolazione dei potenti. \u00abL\u2019<em>opinion publique <\/em>\u2013 scrive J\u00fcrgen Habermas \u2013 \u00e8 il risultato illuminato della riflessione comune e pubblica sui fondamenti dell\u2019ordine sociale. Essa ne riassume le leggi naturali; non governa, ma il governante illuminato deve seguirne le idee\u00bb (<em>Storia e critica dell\u2019opinione pubblica, <\/em>Roma-Bari 2005, p. 111).<\/p>\n<p>Lo stesso <em>Oxford Dictionary <\/em>introduce, nell\u2019edizione 2017, la nozione di <em>Post-Truth. <\/em>La post-verit\u00e0 si riferisce a \u00abcircostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel plasmare l\u2019opinione pubblica degli appelli all\u2019emotivit\u00e0 e alle convinzioni personali\u00bb. \u00c8 significativo che, qui, il prefisso <em>post<\/em>\u2013 non si riferisca alla semplice successione temporale, bens\u00ec \u00aba un tempo in cui il concetto cui si applica ha perso di importanza o \u00e8 divenuto irrilevante\u00bb: nell\u2019era della <em>post-truth politics<\/em> (espressione che ha avuto un\u2019impennata d\u2019uso nel 2016), l\u2019opinione pubblica non si forma pi\u00f9 sui fatti e nemmeno sulla percezione riflessiva di come stiano effettivamente le cose, bens\u00ec sulla scelta arbitraria e idiosincratica di \u2018informazioni\u2019 (spesso pseudofatti o \u2018fatti alternativi\u2019) che servono solo a rafforzare un pregiudizio o un\u2019inclinazione non sottoposti a critica.<\/p>\n<p>\u00c8 un fenomeno che non ci sorprende molto, in realt\u00e0. Le sue radici risiedono in quasi un secolo di narrazione <em>postmoderna<\/em>: la celebrazione quasi compiaciuta della \u2018fine\u2019 di tutti i progetti caratteristici della modernit\u00e0 occidentale, ovvero la costruzione di un sapere verificabile, la definizione di diritti inalienabili delle persone, l\u2019ideale cosmopolitico come orizzonte di convivenza fra stati sovrani (di cui l\u2019Unione Europea doveva essere una sorta di laboratorio), la concezione della storia come un movimento se non progressivo almeno di lento allontanamento dalla barbarie. Gli alfieri del postmoderno, come Lyotard, Derrida, Rorty, Vattimo e Bauman, hanno da tempo rivendicato come un cammino di liberazione l\u2019abbandono dei concetti di verit\u00e0 (si veda appunto <em>Addio alla verit\u00e0<\/em> di Gianni Vattimo, Roma 2009), soggetto, oggettivit\u00e0, metafisica e addirittura storia (il concetto di <em>post-histoire <\/em>di Arnold Gehlen e la <em>fine della storia<\/em> di Francis Fukuyama) e filosofia (<em>La filosofia dopo la filosofia<\/em> di Richard Rorty, Roma-Bari 1989).<\/p>\n<p>Per almeno un cinquantennio, una corrente rilevante della filosofia e della cultura contemporanea ha sostenuto e promosso la sistematica distruzione dell\u2019ideale <em>critico <\/em>del pensiero, che \u00e8 stato il cuore della modernit\u00e0. Quest\u2019ultima non \u00e8 affatto, come pretendono i postmodernisti, il tentativo di fondare e sviluppare sistemi compiuti e assoluti del sapere, nonch\u00e9 progetti sociali totalitari radicati in pretenziose metafisiche razionalistiche. Questo si pu\u00f2 forse dire della filosofia ottocentesca e di quella novecentesca che ha seguito i piani del positivismo, da un lato, e dell\u2019idealismo dall\u2019altro. Ma \u00e8 assolutamente falso e fuorviante (a proposito di fatti) che la prima modernit\u00e0 (il Rinascimento e soprattutto l\u2019Illuminismo) mirasse a sistemi chiusi e a programmi politici totalitari. L\u2019ideale critico della ragione, che \u00e8 il cuore dell\u2019Illuminismo, consiste precisamente, invece, nel rivendicare contro il dogmatismo lo spazio di quello che Kant chiama \u00abuso pubblico della ragione\u00bb, ovvero la capacit\u00e0 di proporre le proprie tesi al vaglio delle persone pensanti e dotate di quel grado di cultura che le abilita a farsi opinioni ponderate, in particolare sulle questioni di interesse pubblico. Su queste fondamenta si basava, appunto, l\u2019idea di opinione pubblica. In quest\u2019ottica, la verit\u00e0 non \u00e8 un possesso, come per i dogmatici, ma nemmeno \u00e8 fuori dal quadro. Anzi, essa \u00e8 il nerbo della critica ed \u00e8 l\u2019orizzonte cui il ragionamento, anche quello pubblico, aspira costantemente in base a due pilastri essenziali: la non contraddizione (o coerenza) e il rispetto dei fatti, che sul piano etico comportano il rispetto di tutte le persone in quanto capaci di pensiero e decisione.<\/p>\n<p>Ora, se l\u2019\u00e9lite intellettuale postmoderna si \u00e8 giocosamente immersa nella provocazione della fine del soggetto, della verit\u00e0 e degli stessi fatti, non pu\u00f2 sorprendere che, quando questo gioco approda alle masse, queste ultime divengano non solo pi\u00f9 manipolabili che mai, ma addirittura protagoniste della creazione e diffusione di \u2018fatti alternativi\u2019 e di opzioni politiche basate sul mero pregiudizio, di assalti agli individui perpetrati attraverso i <em>social<\/em> e di reazioni parossistiche come l\u2019adozione, in un contesto relativistico, di fedi assolute, ideologie autoritarie e nazionalismi fuori tempo massimo. Il postmoderno \u00e8 incorso in una dialettica che, con nozioni come la post-verit\u00e0, ha posto le basi di un maggiore asservimento e della rinuncia all\u2019esercizio della critica riflessiva, ponderata, aderente alla realt\u00e0 nella misura in cui siamo in grado di conoscerla attraverso l\u2019osservazione e la logica. Reagire a questa deriva \u00e8 un compito ineludibile per le persone di cultura, cui spetta di avviare un\u2019onda alternativa (di cui si colgono i segni nella ricerca diffusa di nuove forme di obiettivit\u00e0, realismo e verit\u00e0 dall\u2019etica all\u2019arte) che approdi all\u2019opinione pubblica, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.paradoxaforum.com\/dallopinione-pubblica-alla-post-verita-la-dialettica-del-post-moderno\/\"><u>http:\/\/www.paradoxaforum.com\/dallopinione-pubblica-alla-post-verita-la-dialettica-del-post-moderno\/<\/u><\/a><\/p>\n<p><strong>Notizie sull\u2019autore<\/strong>: Roberto Mordacci \u00e8 un filosofo italiano. \u00c8 preside della Facolt\u00e0 di Filosofia dell&#8217;Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele dove \u00e8 professore ordinario di Filosofia Morale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricopio con entusiasmo un articolo del 27 febbraio 2017. 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