{"id":5068,"date":"2017-07-11T03:39:59","date_gmt":"2017-07-11T03:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5068"},"modified":"2017-07-11T03:56:47","modified_gmt":"2017-07-11T03:56:47","slug":"11-luglio-2017-i-luzzatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5068","title":{"rendered":"11 luglio 2017    &#8211;   Una memoria da condividere: i Luzzatto"},"content":{"rendered":"<p><strong>10\/07\/2017 &#8220;Temo pi\u00f9 di tutto l&#8217;oblio, il fascismo non \u00e8 cosa d&#8217;altri tempi&#8221;. Intervista ad Amos Luzzatto<\/strong><br \/>\n<strong>di Umberto De Giovannangeli<\/strong><\/p>\n<p><em>Dal lido di Chioggia allo scontro sull&#8217;apologia di fascismo: &#8220;Incitare all&#8217;odio non c&#8217;entra con la libert\u00e0 di Il tempo non ha scalfito la sua lucidit\u00e0 intellettuale e la convinzione profonda, maturata su un vissuto doloroso, che ha accompagnato il suo impegno di una vita: &#8220;Senza memoria non c&#8217;\u00e8 futuro&#8221;, afferma in un&#8217;intervista esclusiva all&#8217;HuffPost una delle figure pi\u00f9 autorevoli dell&#8217;ebraismo italiano ed europeo: il professor Amos Luzzatto, per anni presidente dell&#8217;Unione delle comunit\u00e0 ebraiche italiane (Ucei). &#8220;Senza memoria, soprattutto, non c&#8217;\u00e8 un futuro caratterizzato da quei principi di rispetto e di inclusione che devono restare a fondamento di una societ\u00e0 democratica. E allora, guai a minimizzare vicende come quella di Chioggia, liquidandole come un fatto squallidamente folcloristico. Di fronte a scempiaggini del genere, ogni coscienza democratica dovrebbe esercitare il diritto-dovere all&#8217;indignazione. Il fascismo, e io lo so bene avendo vissuto quei terribili anni, si \u00e8 alimentato di stereotipi e di pregiudizi verso il &#8216;diverso&#8217;, considerato come un essere inferiore, anormale. Si \u00e8 <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5072\" rel=\"attachment wp-att-5072\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5072\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/http___o.aolcdn.com_hss_storage_midas_71d399f1484181e6939baf016893f46d_205460102_06055mo3-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" \/><\/a>iniziato cos\u00ec e poi sono arrivate le leggi razziali&#8221;.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><strong>Professor Luzzatto, molto si discute sul caso-Chioggia, la spiaggia trasformata in un sito neofascista, mentre si susseguono i blitz anti-immigrati di CasaPound, e in Parlamento si apre lo scontro sulla proposta di legge Fiano contro l&#8217;apologia del fascismo. Qual \u00e8 in merito la sua opinione?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl periodico risveglio di nostalgie razziste e inneggianti al &#8220;regime&#8221; \u00e8 fonte di seria preoccupazione. Non si tratta di una semplice libert\u00e0 di manifestazione ideologica; si tratta in realt\u00e0 del tentativo di reintrodurre nel vocabolario italiano quanto speravamo scomparso di razzismo e nostalgia del nazifascismo. Questo richiamo periodico al vocabolario della violenza e della discriminazione invita a rinnovare tentativi di trasformare la vita civile faticosamente ricostruita in una arena di violenza che gi\u00e0 in un recente passato aveva condotto l&#8217;Europa a persecuzioni contro minoranze indifese. Si comincia con la riabilitazione di un vocabolario di odio e di disprezzo, si continua con misure che, parlando di richiami a &#8220;ordine&#8221; e &#8220;pulizia&#8221; invitano a profonde divisioni sociali, a ostracismi e a violenze.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi sostiene, pur condannando episodi come quello di Chioggia, che comunque va difesa la libert\u00e0 di espressione.<br \/>\nGiusto, ma quello che non pu\u00f2 essere concepita come &#8220;libert\u00e0 di espressione&#8221; \u00e8 l&#8217;incitamento all&#8217;odio razziale, \u00e8 propagandare l&#8217;ideologia fascista e nazista, a innescare, a parole certo &#8211; ma le parole anticipano spesso atti brutali &#8211; la caccia al diverso, dipinto e vissuto come una minaccia, come qualcuno che porta solo disordine, che delinque&#8230; Tutto ci\u00f2 \u00e8 inaccettabile. Per chi come me ha conosciuto la brutalit\u00e0 del ventennio fascista, non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 sacro della libert\u00e0 di espressione: quella libert\u00e0 che i regimi tirannici, oggi come ieri, fanno di tutto per conculcare. Sa cosa temo di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Cosa, professore?<\/strong><br \/>\nL&#8217;oblio. L&#8217;idea secondo cui il fascismo \u00e8 qualcosa di morto, che non vale la pena rinvangare, perch\u00e9 &#8220;bisogna guardare al futuro&#8221;. Ma \u00e8 proprio perch\u00e9 si deve guardare al futuro occorre coltivare la memoria storica. Non \u00e8 una questione di rispetto verso i milioni di esseri umani che hanno perso la vita nei lager nazifascisti. No, questa memoria va coltivata per consegnarla alle giovani generazioni, per far comprendere loro che l&#8217;odio razziale \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo, e che fascismo e antifascismo non possono essere messi sullo stesso piano.<\/p>\n<p><strong>Il grande scrittore Predrag Matvejevic, recentemente scomparso, ricord\u00f2 pi\u00f9 volte che assieme a milioni di ebrei, nei lager nazisti furono massacrati tantissimi Rom, oltre che omosessuali, comunisti&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una verit\u00e0 storica. Un&#8217;amara, tragica verit\u00e0. Noi stessi, noi ebrei, abbiamo subito sulla nostra pelle ripetutamente &#8211; fino alla pi\u00f9 terribile persecuzione che \u00e8 stata quella della Shoah \u2013 le conseguenze dell&#8217;essere prima di tutto indicati come stranieri irriducibili, poi progressivamente stranieri parassiti, quindi stranieri complottanti, infine assassini di bambini cristiani e in conclusione gruppi umani da espellere, da perseguitare, da sterminare. Noi ebrei sappiamo bene cosa significhi essere vittime di pregiudizi che si trasformano in odio e in violenza &#8220;purificatrice&#8221;. Sappiamo cosa significhi essere additati come il &#8220;Male&#8221; da estirpare. E da ebreo, oltre che da cittadino democratico, mi sento a fianco di tutte quelle comunit\u00e0 che non possono, non devono essere vittima di nuovi pogrom e additati come il &#8220;nemico&#8221; da combattere per il coloro della pelle o perch\u00e9 professano altre fedi religiose.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ideologia fascista avversava ogni portatore di diversit\u00e0. Di questi tempi, si parla di &#8220;invasione&#8221; di migranti e in Europa si continuano a innalzare muri e a blindare le frontiere.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nSicurezza e legalit\u00e0 non dovrebbero essere contrapposte a inclusione e accoglienza. So bene che occorre governare i flussi migratori e avere una politica di condivisione a livello europeo. Nessuno pu\u00f2 essere lasciato da solo a far fronte a un fenomeno di queste dimensioni. Ma quando il disvalore dominante rischia di divenire quello della paura, della diffidenza nei confronti del disperato che si immagina pronto a qualunque atto efferato, \u00e8 difficile riportare il discorso verso i valori della solidariet\u00e0 che vanno tradotti e regolati dalla politica ma mai, mai, abiurati.<\/p>\n<p><strong>Si discute del reato di apologia del fascismo e della necessit\u00e0 di agire sul piano giudiziario. Ma basta questo per arginare il risorgente antisemitismo e la xenofobia che innervano l&#8217;ideologia fascista?<\/strong><\/p>\n<p>No, non basta. Quello di cui ho sempre avvertito il bisogno, \u00e8 lavorare nelle scuole, \u00e8 investire nell&#8217;educazione. I giovani oggi sono i pi\u00f9 vulnerabili perch\u00e9, per loro fortuna, non hanno vissuto quegli anni terribili, e dunque tendono a dar credito a chi dice loro &#8220;quella \u00e8 roba di altri tempi&#8221;. Quei tempi, purtroppo, possono ritornare, sotto spoglie diverse ma con la stessa carica di odio e di discriminazione. La demonizzazione del &#8216;diverso&#8217; nasce spesso dall&#8217;ignoranza. La conoscenza \u00e8 il miglior antidoto contro il &#8216;virus&#8217; dell&#8217;intolleranza. E&#8217; la &#8216;medicina&#8217; che pu\u00f2 salvare la democrazia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Gadi Luzzatto Voghera\u00a0 <\/strong><em>Direttore del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Cdec) di Milano<\/em><br \/>\nUn paese che non ha ancora realizzato un museo nazionale dell&#8217;Italia fascista, dimostrando di saper riflettere in pubblico sul ventennio e sulle sue dinamiche, non sar\u00e0 in grado di produrre una legge condivisa (che sembra ovvia ma non lo \u00e8) che condanni l\u2019apologia di fascismo.<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5075\" rel=\"attachment wp-att-5075\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5075\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Gadi.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"179\" \/><\/a> Un passato che non passa, perch\u00e9 nel profondo della societ\u00e0 italiana restano ben vive delle strutture ideologiche e relazionali (opportunismo, conformismo, tradizionalismo premoderno, autoritarismo, antisemitismo) che del fascismo hanno costituito l&#8217;asse portante. Non fu una parentesi (con buona pace di don Benedetto) e ce ne accorgiamo con 70 anni di ritardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte dell\u2019intervista:<\/strong><br \/>\nhttp:\/\/www.huffingtonpost.it\/2017\/07\/10\/temo-piu-di-tutto-loblio-il-fascismo-non-e-cosa-daltri-tempi_a_23023517\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10\/07\/2017 &#8220;Temo pi\u00f9 di tutto l&#8217;oblio, il fascismo non \u00e8 cosa d&#8217;altri tempi&#8221;. 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