{"id":5124,"date":"2017-07-27T04:40:51","date_gmt":"2017-07-27T04:40:51","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5124"},"modified":"2017-07-27T04:49:30","modified_gmt":"2017-07-27T04:49:30","slug":"27-luglio-2017-la-preziosa-inutilita-delle-parole-importanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5124","title":{"rendered":"27 luglio 2017   &#8211;   La preziosa inutilit\u00e0 delle parole importanti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gli errori sullo ius soli: le leggi non sono uno slogan di Gian Antonio Stella<br \/>\n<\/strong> 23 luglio 2017\u00a0 <em>La cittadinanza automatica a chi nasce qui non era prevista. Ma nessuno lo ha detto<\/em><\/p>\n<p>\u00abLa buona merce bisogna anche saperla vendere\u00bb, raccomandava Silvius Magnago. Ma come potrebbe mai uno come Matteo Renzi seguire i consigli lasciati dal mitico leader sudtirolese? E insiste sullo \u00abius soli\u00bb, \u00abius soli\u00bb, \u00abius soli\u00bb. Un\u2019insistenza suicida. Che sventola il drappo rosso sul muso del toro razzista e fa danni a una battaglia sulla cittadinanza sacrosanta e condivisa, con le parole giuste, da milioni di italiani.<br \/>\nCerto, il segretario pd sa bene che la legge arenatasi al Senato \u00e8 semmai uno \u00abius soli temperato\u00bb, mediato con lo \u00abius culturae\u00bb, e ogni tanto si ricorda perfino di sottolinearlo. Ma in un mondo in cui Twitter, gli slogan lampo e la sintesi estrema del digitale faticano a tollerare le parole un po\u2019 lunghette, uno come lui finisce fatalmente per serrare idee complesse in formule cos\u00ec sincopate da rischiare lo stravolgimento. Dir\u00e0: non sono io ma gli altri a sintetizzar tutto nelle tre sillabe \u00abius soli\u00bb. Non \u00e8 cos\u00ec. Lo dicono i suoi tweet. Lo dicono i suoi video. Tre giorni fa al Mattino di Napoli: \u00abLo ius soli \u00e8 un dovere sacrosanto\u2026\u00bb. Testuale.<br \/>\nSenza precisare che la legge non darebbe affatto la cittadinanza automatica a chi nasce qui in Italia e che sarebbero comunque previsti vari paletti come l\u2019obbligo per i genitori dei bambini che chiedono la cittadinanza di avere in tasca il permesso di soggiorno di lungo periodo o il requisito che il minore abbia completato un ciclo scolastico e cos\u00ec via\u2026<br \/>\nCondizioni alle quali sarebbe opportuno aggiungere ritocchi come quelli suggeriti da Ernesto Galli della Loggia per correggere certe storture, come l\u2019assenza di ogni \u00abaccertamento preliminare circa la conoscenza n\u00e9 della nostra lingua, n\u00e9 dei costumi, n\u00e9 delle regole, n\u00e9 di niente della societ\u00e0 italiana\u00bb. Una concessione, insomma. Priva del \u00abforte rilievo simbolico che invece sarebbe stato giusto conferirle\u00bb. E priva soprattutto di qualunque impegno dell\u2019aspirante cittadino italiano nei confronti dell\u2019Italia.<br \/>\nA farla corta: buttar l\u00ec la frase \u00ablo ius soli \u00e8 un dovere sacrosanto\u2026\u00bb senza il minimo distinguo \u00e8 un errore. Grossolano. Perch\u00e9 d\u00e0 per scontato che tutti gli italiani (ma quando mai!) conoscano quei distinguo. Perch\u00e9 rafforza le tesi di chi, per motivi di bottega, cavalca la tigre xenofoba con toni belluini: \u00abLoro stessi chiamano la legge per quella che \u00e8: l\u2019imposizione dello ius soli!\u00bb. Ma pi\u00f9 ancora semina dubbi, in un momento di massima tensione per gli sbarchi (vallo a spiegare che le due cose sono distinte\u2026) tra milioni di cittadini che erano largamente a favore a una apertura.<br \/>\nRileggiamo il comunicato dell\u201911 luglio 2012: \u00abIl 72,1% degli italiani \u00e8 favorevole al riconoscimento alla nascita della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati nel nostro Paese. Il91,4% ritiene giusto che gli immigrati, che ne facciano richiesta, ottengano la cittadinanza italiana dopo un certo numero di anni di residenza regolare nel nostro Paese\u00bb. Eppure c\u2019erano gi\u00e0 allora gli sbarchi (meno, ma c\u2019erano: oltre 60mila nel 2011), gi\u00e0 allora le polemiche sui soldi dati a cooperative e albergatori, non di rado squali affamati, che si offrivano di ospitare i profughi, gi\u00e0 allora i seminatori di odio razzista dediti a cavalcare elettoralmente le paure.<br \/>\nDice oggi Matteo Renzi, dopo il sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli che ha visto il crollo dei favorevoli al 44%: \u00abNon rinuncio a un\u2019idea per un sondaggio\u00bb. Ma il punto \u00e8: come \u00e8 stato buttato via quel patrimonio di buon senso degli italiani che sapevano distinguere benissimo tra il tema dei bambini nati in Italia e quello delle ondate di sbarchi? Non sar\u00e0 anche per i toni muscolari con cui si \u00e8 cercato di far passare pure questa legge (la minaccia della fiducia!) e per l\u2019incapacit\u00e0 di usare le parole giuste?<br \/>\nAnche chi \u00e8 assolutamente favorevole a una legge sulla cittadinanza, sacrosanta, pu\u00f2 legittimamente essere contrario allo ius soli cos\u00ec come storicamente inteso: \u00e8 cittadino di un paese chiunque nasca in quel paese. Non ora, non qui, non alle prese con fenomeni demografici che preoccupano anche gli studiosi meno ansiosi e spaventano larghissima parte degli italiani. Da rassicurare e convincere.<br \/>\nLa storia del resto, come spiegano Graziella Bertocchi e Chiara Strozzi nel saggio \u00abL\u2019evoluzione delle leggi sulla cittadinanza: una prospettiva globale\u00bb, dimostra che non esiste un sistema perfetto. In vari paesi africani dopo l\u2019indipendenza, compreso il Congo di C\u00e9cile Kyenge che per prima semin\u00f2 sconcerto parlando del passaggio dallo \u00abius sanguinis\u00bb allo \u00abius soli\u00bb senza spiegare \u00abcome\u00bb, chi aveva lo ius soli l\u2019abol\u00ec all\u2019istante per passare allo ius sanguinis prevedendo in vari casi l\u2019\u00abobbligo\u00bb di pelle nera. Una ripicca razzista al razzismo dei colonizzatori.<br \/>\nI numeri dicono che nel 1948 lo ius soli, scrivono le due studiose, era \u00abapplicato nel 47% circa dei paesi (76 paesi su 162), lo ius sanguinis nel 41% (67 paesi)\u00bb e il misto nel 12% rimanente. Tra i paesi dove il neonato nel territorio patrio era automaticamente un cittadino c\u2019erano allora \u00abgli Stati Uniti, il Canada, tutti i paesi dell\u2019Oceania, la maggior parte dei paesi dell\u2019America Latina, le colonie inglesi e portoghesi in Africa e Asia e, in Europa, Regno Unito, Irlanda e Portogallo\u00bb. Da allora per\u00f2 solo gli States hanno conservato lo ius soli puro. Gli altri, spiegano ancora Bertocchi e Strozzi, davanti alle paure per le ondate migratorie che rischiavano di scatenare reazioni xenofobe destinate a nuocere agli stessi immigrati, hanno cambiato via via le regole. Meglio il sistema misto. Un percorso di buon senso imboccato sul fronte opposto da tanti paesi dove vigeva lo ius sanguinis. Fatto sta che dopo l\u2019abbandono dello ius soli puro in Irlanda, la maggioranza dei paesi europei vede oggi un sistema misto. Pi\u00f9 o meno aperto, ma misto.<br \/>\nUn punto per\u00f2 appare chiarissimo a chi abbia a cuore il diritto alla cittadinanza, con regole sagge e certe, di chi gi\u00e0 \u00e8 di fatto e si sente italiano. Lo scrive su lavoce.info di tre anni fa, profetica, la stessa Graziella Bertocchi: \u00abNon star\u00f2 qui a ripetere i tanti buoni motivi per introdurre elementi di ius soli. Una raccomandazione che per\u00f2 mi sentirei di fare \u00e8 di introdurre innovazioni solo se largamente condivise\u00bb. \u00abSolo se\u00bb. Cos\u00ec che possano \u00absopravvivere agli sviluppi politici per anni e anni a venire\u00bb. In tutta onest\u00e0: se lo sono posti davvero tutti, questo obiettivo<\/p>\n<p><strong>La cittadinanza negli altri principali Paesi europei di Monica Rubino\u00a0 <\/strong>21 giugno 2017<br \/>\nFrancia Ogni bambino nato in Francia da genitori stranieri diventa francese al compimento di 18 anni se ha vissuto stabilmente nel Paese per almeno 5 anni.<br \/>\nGermania \u00c8 cittadino tedesco automaticamente chi nasce in Germania, se almeno uno dei genitori risiede regolarmente nel Paese da minimo 8 anni.<br \/>\nRegno Unito Ha la cittadinanza chi nasce da un genitore con un permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Percorso facilitato per i figli di stranieri residenti da 10 anni.<br \/>\nSpagna L\u2019acquisizione della cittadinanza per la seconda generazione \u00e8 piuttosto semplice: se il soggetto nasce in Spagna e i genitori sono nati all\u2019estero \u00e8 sufficiente un anno di residenza nel paese. La procedura di naturalizzazione per tutti gli altri soggetti comporta la residenza per un periodo di 10 anni e la rinuncia alla cittadinanza precedente. Il tempo di residenza in Spagna si riduce per alcune categorie: 5 anni per i rifugiati, 2 anni per i cittadini dell\u2019America Latina e le persone originarie di Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale, Portogallo.<br \/>\nBelgio La cittadinanza \u00e8 automatica se si \u00e8 nati sul territorio nazionale, ma quando si compiono 18 anni o 12 se i genitori sono residenti da almeno dieci anni.<br \/>\nPaesi Bassi In base alla legge del 2003, la cittadinanza \u00e8 prevista non solo per i soggetti nati in Olanda ma anche per quelli che vi risiedono dall\u2019et\u00e0 di 4 anni.<br \/>\nDanimarca Per la naturalizzazione servono 9 anni di residenza e bisogna superare esami su lingua, storia, struttura sociale e politica del Paese.<br \/>\nGrecia I figli di immigrati acquisiscono la cittadinanza se i genitori sono residenti da almeno 5 anni.<br \/>\nPortogallo Ius soli automatico alla terza generazione di immigrati. La seconda generazione pu\u00f2 accedere alla cittadinanza dalla nascita su richiesta.<br \/>\nSvezia La legge si basa sullo ius sanguinis, ma la riforma del 2006 prevede la cittadinanza svedese per i minori che hanno vissuto per 5 anni in Svezia.<br \/>\nAustria La naturalizzazione richiede 10 anni di residenza, perch\u00e9 viene considerata come il riconoscimento di un\u2019integrazione riuscita.<\/p>\n<p><strong>FONTI:<\/strong><br \/>\nStella<br \/>\nhttp:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/17_luglio_24\/gli-errori-ius-soli-1f4264ba-6fd6-11e7-af64-bee1b3eecfa7.shtml<\/p>\n<p>Rubino<br \/>\nhttp:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/06\/21\/news\/ius_soli_ecco_come_funziona_nel_resto_d_europa-168672635\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli errori sullo ius soli: le leggi non sono uno slogan di Gian Antonio Stella 23 luglio 2017\u00a0 La cittadinanza automatica a chi nasce qui non era prevista. 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