{"id":5138,"date":"2017-07-31T04:15:37","date_gmt":"2017-07-31T04:15:37","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5138"},"modified":"2017-07-31T04:15:37","modified_gmt":"2017-07-31T04:15:37","slug":"31-luglio-2017-trascrivo-un-articolo-di-eugenio-scalfari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5138","title":{"rendered":"31 luglio 2017  &#8211;    Trascrivo un articolo di Eugenio Scalfari"},"content":{"rendered":"<p><em>Mi sembra che Scalfari dica cose interessanti. Io avevo sperato \u2013 quando Macron si era presentato ai francesi con l\u2019Inno alla gioia &#8211; che si collocasse veramente in un contesto europeo.<\/em><br \/>\n<em>Adesso ritengo di essere stata ingenua e perci\u00f2 scema e di aver ceduto al bisogno di sperare. <\/em><br \/>\n<em>Alcune considerazioni di Scalfari mi interessano e le voglio conservare.<\/em><\/p>\n<p><strong>30 luglio 2017 Il presidente francese Emmanuel Macron di EUGENIO SCALFARI<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl segretario Pd deve superare i vecchi contrasti e formare una squadra di prima scelta. Tre nomi sono indispensabili: Prodi, Letta e Veltroni<br \/>\nOGNI giorno che passa aumentano le discussioni su Marcon. Pi\u00f9 che su Trump, pi\u00f9 che su Putin e su Erdogan. E non parliamo di Angela Merkel e tanto meno di Renzi. Chi \u00e8 Renzi? Il signor Nessuno. \u00c8 Macron che detta legge. Piace e dispiace, non solo sui punti di vista ma perfino secondo i giorni e soprattutto i suoi punti di vista si alternano sui giornali e nei talk show televisivi. Ma perch\u00e9? Vi ricordate De Gaulle? Era un ufficiale francese di scarso peso durante l&#8217;ultima guerra mondiale. Dopo la sconfitta di Dunkerque ripar\u00f2 in Inghilterra dove nessuno si occup\u00f2 di lui, salvo qualche pari grado inglese. Poi ritorn\u00f2 in Francia. Guidava una divisione francese ed ottenne di rientrare a Parigi per primo: questione di effetto pubblicitario. Ma da allora crebbe in Europa di giorno in giorno e il gollismo divent\u00f2 addirittura un partito che ispir\u00f2 la storia di Francia e d&#8217;Europa anche dopo la sua morte. Macron \u00e8 un gollista? Per certi versi no, ma per altri s\u00ec. Dopo dir\u00f2 quella che pu\u00f2 sembrare una bestemmia storica: il gollismo risale alla politica di Richelieu, di Mazzarino e del Re Sole, Luigi XIV. E Macron fa parte di quella tradizione che ha mezzo millennio di storia. Cerchiamo di capir bene: la Francia \u00e8 la Francia e da mezzo millennio vuole identificarsi con l&#8217;Europa. Col mondo no, con l&#8217;Europa s\u00ec. Perci\u00f2 stiamo molto attenti al nuovo presidente francese.<\/p>\n<p>Il problema attuale \u00e8 l&#8217;Africa, anche per la Francia che ha sempre controllato la costiera mediterranea africana, da Tobruk a Ceuta. Naturalmente la costiera africana riguarda anche l&#8217;Italia e questo profila lo scontro in atto: Macron vuole trattenere i migranti nell&#8217;Africa dalla quale fuggono e cerca di mettere insieme Tripoli e Bengasi per un accordo negoziato a Parigi. L&#8217;Italia di Gentiloni e di Minniti vuole invece che l&#8217;Africa cresca in popolazione e in investimenti italiani, europei, americani, che rinsanguino i migranti fuggitivi, offrano loro lavoro e reddito determinando un movimento inverso rispetto a quello francese: non sono i rifugiati ad essere di nuovo chiusi nei paesi d&#8217;origine, ma piuttosto tecnici, capitalisti privati e pubblici internazionali a trasferirsi in Africa per pilotarne lo sviluppo economico e sociale.<\/p>\n<p>Qui si confrontano due governi: Francia e Italia, Macron e Gentiloni-Minniti. Al di l\u00e0 delle apparenze, delle strette di mano e dei reciproci ringraziamenti, la realt\u00e0 \u00e8 questa. Qui cade opportuna la domanda: qual \u00e8 la presenza di Renzi in questa vicenda? \u00c8 assente o presente? E la sua presenza \u00e8 concreta oppure soltanto figurativa, una sorta di &#8220;Paese dei campanelli&#8221; che serve soltanto a far diventare cantati i talk show dei vari Mentana, Gruber e chiunque altro?<\/p>\n<p>***<br \/>\nHo parlato recentemente con Renzi, non del tema libico-africano che era solo nello sfondo, ma dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa, o meglio di Renzi e dell&#8217;Europa nelle sue varie posture economiche, sociali, politiche. Ecco che cosa ne ho ricavato, detto in parole povere: Renzi sente Macron come l&#8217;avversario. Non \u00e8 soltanto una valutazione politica, ma personale: Macron occupa la scena molto pi\u00f9 di Renzi e questo per Matteo \u00e8 intollerabile. Ecco perch\u00e9 ha deciso di aspettare la fine della legislatura prima di affrontare la competizione elettorale e tornare alla presidenza del Consiglio: deve avere una vasta forza politica per affrontare il rivale francese e deve essere una forza non solo vasta, ma coesa e qualificata, della quale lui sia la guida riconosciuta. Di centro-sinistra. Attenzione: prima viene la parola centro e poi sinistra. Se si scrive col trattino tra le due parole, quel &#8220;centro&#8221; acquista maggior peso; senza trattino \u00e8 una compagine unificante che non dovrebbe consentire una sinistra dissidente, ma una classe dirigente unica, che esamina i progetti, ne discute liberamente, ma alla fine trova una soluzione condivisa e agisce di conseguenza.<\/p>\n<p>Ho pi\u00f9 volte richiamato da questo punto di vista l&#8217;esperienza del Partito comunista italiano ai tempi degli anni Cinquanta dello scorso secolo, fino agli anni Ottanta. Il comitato centrale, insediato dal Congresso nazionale, era il gruppo storico che governava il partito. Spesso, anzi quasi sempre, le discussioni e le analisi erano diverse e contrastanti: Ingrao non la pensava mai come Amendola, Longo aveva un&#8217;altra visione rispetto a Berlinguer, Napolitano rispetto a Reichlin e cos\u00ec via; ma alla fine il gruppo dirigente trovava la soluzione e il partito si muoveva compatto, riunito da due elementi: l&#8217;ideologia marxista e la classe operaia.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale classe dirigente del Pd, che ha credibilit\u00e0, si compone di cattolici democratici e di sinistra marxiana, uniti insieme; non pu\u00f2 dar vita ad una sinistra-sinistra ostile al partito e a sua volta frazionata in una decina di gruppetti che nel loro insieme non pervengono neppure al 10 per cento. Questa situazione va superata ed \u00e8 a Renzi che spetta di imporlo. Deve avere una squadra di primaria scelta alla quale deve dimostrarsi sostanzialmente obbligato, superando vecchi ed aspri contrasti dei quali deve assumersi la responsabilit\u00e0 e il vivo desiderio di superarli. Se non si comporter\u00e0 in questo modo il partito pronto alle nuove e assai difficili incombenze nazionali ed europee non ci sar\u00e0 e se raggiunger\u00e0 un 25 per cento, con numerosi contrasti interni, diventer\u00e0 ancor pi\u00f9 friabile. In quel caso si profilano alleanze spurie con la destra berlusconiana e il relativo fallimento di un Capo che guarda solo se stesso. Per far questo bisogna avere alle spalle mezzo millennio di storia politica nazionale. Noi non ce l&#8217;abbiamo. Quella culturale s\u00ec, anche pi\u00f9 antica, ma non politica. Macron ha l&#8217;una e l&#8217;altra a sua disposizione e per questo \u00e8 imbattibile.<\/p>\n<p>La classe politica che Renzi deve mobilitare l&#8217;ho indicata con alcuni scenari gi\u00e0 due o tre volte indicati in precedenti miei interventi, perci\u00f2 li condenso in tre nomi, uno pi\u00f9 difficile dell&#8217;altro ma egualmente indispensabili: Enrico Letta, Romano Prodi, Walter Veltroni. A fianco a questi ce n&#8217;\u00e8 una trentina d&#8217;altri nomi, a cominciare da Gentiloni e da gran parte del suo governo, Minniti in testa.<\/p>\n<p>Una squadra cos\u00ec, se Renzi la mobilita non per amor suo ma per costruire una politica riformatrice e attuarla, sar\u00e0 un risultato determinante per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa. Diversamente torneremo a Enrico IV, Re di Francia e di Navarra e a suo nipote, il Re Sole,<br \/>\ndi cui saremo una pedina nello scacchiere dominato dai cavalli, dalle torri, dagli alfieri con il Re e la Regina. Partita chiusa, caro Matteo; una partita cos\u00ec \u00e8 perduta in partenza. Viene in mente il film Borsalino: anche in quel caso sembrava vinta e invece fu decisamente perduta.<\/p>\n<p>NOTE:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/07\/30\/news\/macron_ha_in_mano_l_europa_e_renzi_come_risponde_-171949622\/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P1-S1.4-T1\">http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/07\/30\/news\/macron_ha_in_mano_l_europa_e_renzi_come_risponde_-171949622\/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P1-S1.4-T1<\/a><\/p>\n<p>Borsalino 1970 \u2027 Film drammatico\/Letteratura gialla \u2027<br \/>\nBorsalino \u00e8 un film del 1970, diretto da Jacques Deray, tratto dal romanzo Bandits \u00e0 Marseille di Eug\u00e8ne Saccomano e ispirato alle figure di Paul Carbone e Fran\u00e7ois Spirito, due membri di spicco della malavita marsigliese degli anni trenta.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Borsalino_(film)\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Borsalino_(film)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sembra che Scalfari dica cose interessanti. 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