{"id":5174,"date":"2017-08-06T05:40:58","date_gmt":"2017-08-06T05:40:58","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5174"},"modified":"2017-08-06T05:40:58","modified_gmt":"2017-08-06T05:40:58","slug":"6-agosto-2017-no-tu-no-ma-perche-perche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5174","title":{"rendered":"6 agosto 2017  &#8211;  No tu no. Ma perch\u00e9? Perch\u00e9 no"},"content":{"rendered":"<p>La Stampa 6 agosto<br \/>\n<strong>L\u2019agenda dei diritti su un binario morto. Ecco le leggi che non vedranno la luce<\/strong><\/p>\n<p><em>Dallo Ius soli al biotestamento, mancano numeri e tempi per l\u2019approvazione entro febbraio<\/em><br \/>\n<em>Gabriele Martini Torino Pubblicato il 06\/08\/2017<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi le chiama leggi di civilt\u00e0. Unioni gay, divorzio breve, disposizioni sul \u00abdopo di noi\u00bb, introduzione del reato di tortura. Per un momento sembr\u00f2 che i diritti civili potessero essere il tratto distintivo di questa travagliata legislatura. Poi nella maggioranza qualcosa s\u2019\u00e8 inceppato. E le riforme ancora da approvare rischiano di non vedere la luce.<br \/>\nIl copione \u00e8 sempre lo stesso: i contrari fanno ostruzionismo, il dibattito s\u2019infiamma, i tempi s\u2019allungano e le proposte finiscono nel dimenticatoio. Ma quello che finora era un rischio, sta diventando una certezza: il fischio finale della legislatura potrebbe arrivare prima che i nuovi diritti diventino legge.<\/p>\n<p><strong>Dal fine vita alla cannabis<\/strong><br \/>\nLo Ius soli \u00abtemperato\u00bb prevede che il bambino nato in Italia acquisisca automaticamente la cittadinanza se almeno uno dei due genitori si trova legalmente nel Paese da almeno 5 anni. Gli alfaniani hanno minacciato la crisi di governo, il Pd non se l\u2019\u00e8 sentita di forzare la mano prima della pausa estiva e il dibattito \u00e8 stato rinviato all\u2019autunno. I centristi sono riusciti a bloccare anche il testamento biologico (zavorrato in Commissione Igiene e Sanit\u00e0 da 3 mila emendamenti), dietro cui i falchi cattolici scorgono un\u2019introduzione mascherata dell\u2019eutanasia. Anche la legge sugli orfani di femminicidio non convince gli alfaniani: approvata all\u2019unanimit\u00e0 alla Camera, da cinque mesi \u00e8 arenata nelle secche del Senato dopo il dietrofront del centrodestra. Sorte ancor peggiore \u00e8 toccata alla legge contro omofobia: il via libera di Montecitorio arriv\u00f2 il 19 settembre del 2013 (per capirci: all\u2019epoca governava Enrico Letta e Guglielmo Epifani era segretario del Pd), ma da quasi quattro anni il testo giace nel congelatore di Palazzo Madama. \u00c8 ferma al Senato da 34 mesi anche la norma che consente ai genitori la possibilit\u00e0 di dare al figlio il cognome della madre: nel mentre la Consulta ha dichiarato illegittima \u00abl\u2019automatica attribuzione\u00bb di quello paterno in presenza di una diversa volont\u00e0 della famiglia. Il ddl sulla cannabis, invece, \u00e8 stato affossato gi\u00e0 alla Camera: le norme riguardanti la legalizzazione sono state stralciate dal testo base, che ora punta a regolamentare soltanto l\u2019uso terapeutico della marijuana.<\/p>\n<p><strong>Conto alla rovescia<\/strong><br \/>\nPer districarsi nel groviglio delle riforme in cantiere conviene sfogliare il calendario. Finora c\u2019\u00e8 un\u2019unica data sicura: Camera e Senato, chiusi per ferie, riaprono il 12 settembre. Gli onorevoli non lesinano sulle vacanze estive e torneranno a solcare i corridoi del Transatlantico fra 40 giorni. L\u2019altro appuntamento da cerchiare sull\u2019agenda \u00e8 la data delle elezioni politiche. Come previsto da Mattarella, dovrebbero svolgersi all\u2019inizio della primavera 2018. Fossero ai primi di aprile, le Camere andrebbero sciolte entro la met\u00e0 di febbraio (tra i 70 e i 45 giorni prima delle urne, recita la Costituzione). Sulla carta, quindi, i parlamentari hanno davanti a loro cinque mesi di lavoro. \u00c8 un periodo sufficiente per approvare le leggi sui diritti? La risposta \u00e8 no. Perch\u00e9 quei cinque mesi sono solo virtuali.<\/p>\n<p><strong>Parlamento intasato<\/strong><br \/>\nIl conto \u00e8 presto fatto. Deputati e senatori siedono in Aula mediamente tre giorni a settimana. Inoltre ci sono di mezzo le vacanze di Natale. Tocca poi sottrarre le giornate in cui l\u2019attivit\u00e0 parlamentare sar\u00e0 monopolizzata dall\u2019esame della legge di bilancio: la regola prevede che in quel periodo non possa essere esaminata nessuna altra legge che comporti anche un solo euro di spesa per le casse dello Stato. Rimangono quindi 40-45 giorni netti. Senza contare che in quel mese e mezzo c\u2019\u00e8 chi vorrebbe portare a casa anche una nuova legge elettorale. La riforma caldeggiata da Mattarella \u00e8 in alto mare e molto probabilmente finir\u00e0 per riempire l\u2019agenda dei partiti per almeno un paio di settimane. Morale della favola: il tempo da dedicare a ius soli, testamento biologico, legge sugli orfani da femminicidio e norme anti-omofobia rischia di ridursi a un pugno di giorni. Non pi\u00f9 di una ventina, ammettono dalle file del Pd. Probabilmente anche meno. Di certo non sufficienti per discutere e approvare leggi sulle quali per di pi\u00f9 gravano divisioni politiche.<\/p>\n<p><strong>Priorit\u00e0 alla manovra<\/strong><br \/>\nDa qualche settimana nella maggioranza si respira un clima da liberi tutti. Lo stallo sui diritti \u00e8 emblematico: da una parte i centristi frenano riforme care alla sinistra; dall\u2019altra Mdp non ha intenzione di accettare mediazioni al ribasso. In mezzo a questa tenaglia c\u2019\u00e8 il Pd, che promette &#8211; senza troppa convinzione \u2013 di voler andare fino in fondo per lo meno sullo ius soli. Ma i tempi sono stretti e al Senato i numeri sono risicati. Anche perch\u00e9 i grillini quasi mai si sono dimostrati disponibili a votare provvedimenti altrui. Infine c\u2019\u00e8 la variabile Gentiloni: il premier, per non restare stritolato, governa con passo felpato, consapevole di dover blindare la maggioranza in vista della manovra. Cos\u00ec l\u2019agenda dei diritti \u00e8 finita su un binario morto. E mentre i partiti sono pronti a gettarsi a capofitto nella campagna elettorale, i cittadini aspettano.<\/p>\n<p>http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/08\/06\/italia\/cronache\/lagenda-dei-diritti-su-un-binario-morto-ecco-le-leggi-che-non-vedranno-la-luce-YGlyzXO6M3p8qds9LzYIiJ\/pagina.htmlDa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Stampa 6 agosto L\u2019agenda dei diritti su un binario morto. Ecco le leggi che non vedranno la luce Dallo Ius soli al biotestamento, mancano numeri e tempi per l\u2019approvazione entro febbraio Gabriele Martini Torino Pubblicato il 06\/08\/2017 C\u2019\u00e8 chi le chiama leggi di civilt\u00e0. Unioni gay, divorzio breve, disposizioni&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5174\" title=\"Read more 6 agosto 2017  &#8211;  No tu no. Ma perch\u00e9? 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