{"id":5395,"date":"2017-11-18T10:07:40","date_gmt":"2017-11-18T10:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5395"},"modified":"2017-11-18T10:07:40","modified_gmt":"2017-11-18T10:07:40","slug":"18-novembre-2017-mi-assicuro-una-fonte-certa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5395","title":{"rendered":"18 novembre 2017  &#8211;  Mi assicuro una fonte certa"},"content":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nAI PARTECIPANTI AL MEETING REGIONALE EUROPEO<br \/>\nDELLA &#8220;WORLD MEDICAL ASSOCIATION&#8221; SULLE QUESTIONI DEL &#8220;FINE-VITA&#8221;<br \/>\n[Vaticano, Aula Vecchia del Sinodo, 16-17 novembre 2017]<\/p>\n<p>Al Venerato Fratello Mons. Vincenzo Paglia<br \/>\nPresidente della Pontificia Accademia per la Vita<\/p>\n<p>Invio il mio cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto \u201cfine-vita\u201d, organizzato in Vaticano unitamente alla Pontificia Accademia per la Vita.<br \/>\nIl vostro incontro si concentrer\u00e0 sulle domande che riguardano la fine della vita terrena. Sono domande che hanno sempre interpellato l\u2019umanit\u00e0, ma oggi assumono forme nuove per l\u2019evoluzione delle conoscenze e degli strumenti tecnici resi disponibili dall\u2019ingegno umano. La medicina ha infatti sviluppato una sempre maggiore capacit\u00e0 terapeutica, che ha permesso di sconfiggere molte malattie, di migliorare la salute e prolungare il tempo della vita. Essa ha dunque svolto un ruolo molto positivo. D\u2019altra parte, oggi \u00e8 anche possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre pi\u00f9 efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perch\u00e9 oggi \u00e8 pi\u00f9 insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona.<br \/>\nIl Papa Pio XII, in un memorabile discorso rivolto 60 anni fa ad anestesisti e rianimatori, afferm\u00f2 che non c\u2019\u00e8 obbligo di impiegare sempre tutti i mezzi terapeutici potenzialmente disponibili e che, in casi ben determinati, \u00e8 lecito astenersene (cfr Acta Apostolicae Sedis XLIX [1957],1027-1033). \u00c8 dunque moralmente lecito rinunciare all\u2019applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verr\u00e0 in seguito definito \u201cproporzionalit\u00e0 delle cure\u201d (cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull\u2019eutanasia, 5 maggio 1980, IV: Acta Apostolicae Sedis LXXII [1980], 542-552). L\u2019aspetto peculiare di tale criterio \u00e8 che prende in considerazione \u00abil risultato che ci si pu\u00f2 aspettare, tenuto conto delle condizioni dell\u2019ammalato e delle sue forze fisiche e morali\u00bb (ibid.). Consente quindi di giungere a una decisione che si qualifica moralmente come rinuncia all\u2019\u201caccanimento terapeutico\u201d.<br \/>\n\u00c8 una scelta che assume responsabilmente il limite della condizione umana mortale, nel momento in cui prende atto di non poterlo pi\u00f9 contrastare. \u00abNon si vuole cos\u00ec procurare la morte: si accetta di non poterla impedire\u00bb, come specifica il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2278). Questa differenza di prospettiva restituisce umanit\u00e0 all\u2019accompagnamento del morire, senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere. Vediamo bene, infatti, che non attivare mezzi sproporzionati o sospenderne l\u2019uso, equivale a evitare l\u2019accanimento terapeutico, cio\u00e8 compiere un\u2019azione che ha un significato etico completamente diverso dall\u2019eutanasia, che rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte.<br \/>\nCerto, quando ci immergiamo nella concretezza delle congiunture drammatiche e nella pratica clinica, i fattori che entrano in gioco sono spesso difficili da valutare. Per stabilire se un intervento medico clinicamente appropriato sia effettivamente proporzionato non \u00e8 sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale. Occorre un attento discernimento, che consideri l\u2019oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti. La dimensione personale e relazionale della vita \u2013 e del morire stesso, che \u00e8 pur sempre un momento estremo del vivere \u2013 deve avere, nella cura e nell\u2019accompagnamento del malato, uno spazio adeguato alla dignit\u00e0 dell\u2019essere umano. In questo percorso la persona malata riveste il ruolo principale. Lo dice con chiarezza il Catechismo della Chiesa Cattolica: \u00abLe decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacit\u00e0\u00bb (ibid.). \u00c8 anzitutto lui che ha titolo, ovviamente in dialogo con i medici, di valutare i trattamenti che gli vengono proposti e giudicare sulla loro effettiva proporzionalit\u00e0 nella situazione concreta, rendendone doverosa la rinuncia qualora tale proporzionalit\u00e0 fosse riconosciuta mancante. \u00c8 una valutazione non facile nell\u2019odierna attivit\u00e0 medica, in cui la relazione terapeutica si fa sempre pi\u00f9 frammentata e l\u2019atto medico deve assumere molteplici mediazioni, richieste dal contesto tecnologico e organizzativo.<br \/>\nVa poi notato il fatto che questi processi valutativi sono sottoposti al condizionamento del crescente divario di opportunit\u00e0, favorito dall\u2019azione combinata della potenza tecnoscientifica e degli interessi economici. Trattamenti progressivamente pi\u00f9 sofisticati e costosi sono accessibili a fasce sempre pi\u00f9 ristrette e privilegiate di persone e di popolazioni, ponendo serie domande sulla sostenibilit\u00e0 dei servizi sanitari. Una tendenza per cos\u00ec dire sistemica all\u2019incremento dell\u2019ineguaglianza terapeutica. Essa \u00e8 ben visibile a livello globale, soprattutto comparando i diversi continenti. Ma \u00e8 presente anche all\u2019interno dei Paesi pi\u00f9 ricchi, dove l\u2019accesso alle cure rischia di dipendere pi\u00f9 dalla disponibilit\u00e0 economica delle persone che dalle effettive esigenze di cura.<br \/>\nNella complessit\u00e0 determinata dall\u2019incidenza di questi diversi fattori sulla pratica clinica, ma anche sulla cultura della medicina in generale, occorre dunque tenere in assoluta evidenza il comandamento supremo della prossimit\u00e0 responsabile, come chiaramente appare nella pagina evangelica del Samaritano (cfr Luca 10, 25-37). Si potrebbe dire che l\u2019imperativo categorico \u00e8 quello di non abbandonare mai il malato. L\u2019angoscia della condizione che ci porta sulla soglia del limite umano supremo, e le scelte difficili che occorre assumere, ci espongono alla tentazione di sottrarci alla relazione. Ma questo \u00e8 il luogo in cui ci vengono chiesti amore e vicinanza, pi\u00f9 di ogni altra cosa, riconoscendo il limite che tutti ci accumuna e proprio l\u00ec rendendoci solidali. Ciascuno dia amore nel modo che gli \u00e8 proprio: come padre o madre, figlio o figlia, fratello o sorella, medico o infermiere. Ma lo dia! E se sappiamo che della malattia non possiamo sempre garantire la guarigione, della persona vivente possiamo e dobbiamo sempre prenderci cura: senza abbreviare noi stessi la sua vita, ma anche senza accanirci inutilmente contro la sua morte. In questa linea si muove la medicina palliativa. Essa riveste una grande importanza anche sul piano culturale, impegnandosi a combattere tutto ci\u00f2 che rende il morire pi\u00f9 angoscioso e sofferto, ossia il dolore e la solitudine.<br \/>\nIn seno alle societ\u00e0 democratiche, argomenti delicati come questi vanno affrontati con pacatezza: in modo serio e riflessivo, e ben disposti a trovare soluzioni \u2013 anche normative \u2013 il pi\u00f9 possibile condivise. Da una parte, infatti, occorre tenere conto della diversit\u00e0 delle visioni del mondo, delle convinzioni etiche e delle appartenenze religiose, in un clima di reciproco ascolto e accoglienza. D\u2019altra parte lo Stato non pu\u00f2 rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti, difendendo la fondamentale uguaglianza per cui ciascuno \u00e8 riconosciuto dal diritto come essere umano che vive insieme agli altri in societ\u00e0. Una particolare attenzione va riservata ai pi\u00f9 deboli, che non possono far valere da soli i propri interessi. Se questo nucleo di valori essenziali alla convivenza viene meno, cade anche la possibilit\u00e0 di intendersi su quel riconoscimento dell\u2019altro che \u00e8 presupposto di ogni dialogo e della stessa vita associata. Anche la legislazione in campo medico e sanitario richiede questa ampia visione e uno sguardo complessivo su cosa maggiormente promuova il bene comune nelle situazioni concrete.<br \/>\nNella speranza che queste riflessioni possano esservi di aiuto, vi auguro di cuore che il vostro incontro si svolga in un clima sereno e costruttivo; che possiate individuare le vie pi\u00f9 adeguate per affrontare queste delicate questioni, in vista del bene di tutti coloro che incontrate e con cui collaborate nella vostra esigente professione.<br \/>\nIl Signore vi benedica e la Madonna vi protegga.<br \/>\nDal Vaticano, 7 novembre 2017 Francesco<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/pont-messages\/2017\/documents\/papa-francesco_20171107_messaggio-monspaglia.html\">http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/pont-messages\/2017\/documents\/papa-francesco_20171107_messaggio-monspaglia.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL MEETING REGIONALE EUROPEO DELLA &#8220;WORLD MEDICAL ASSOCIATION&#8221; SULLE QUESTIONI DEL &#8220;FINE-VITA&#8221; [Vaticano, Aula Vecchia del Sinodo, 16-17 novembre 2017] Al Venerato Fratello Mons. Vincenzo Paglia Presidente della Pontificia Accademia per la Vita Invio il mio cordiale saluto a Lei e a tutti&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5395\" title=\"Read more 18 novembre 2017  &#8211;  Mi assicuro una fonte certa\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[20],"class_list":["post-5395","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-chiesa-cattolica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5395"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5397,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5395\/revisions\/5397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}