{"id":5421,"date":"2017-12-05T19:05:17","date_gmt":"2017-12-05T19:05:17","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5421"},"modified":"2017-12-05T19:17:13","modified_gmt":"2017-12-05T19:17:13","slug":"5-12-2017-la-storia-della-foto-che-non-allerto-il-mondo-del-pericolo-nazista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5421","title":{"rendered":"5 dicembre 2017 &#8211; La storia della foto che (non) allert\u00f2 il mondo del pericolo nazista"},"content":{"rendered":"<p><em>Ho ricopiato l\u2019articolo (link in fondo) di Renato Paone e in prima battuta ho modificato il titolo. Il non fra parentesi \u00e8 il mio commento, pi\u00f9 sconsolato dello scritto originale<\/em><\/p>\n<p><strong>La storia della foto che allert\u00f2 il mondo del pericolo nazista di Renato Paone<\/strong><\/p>\n<p>10 marzo 1933, sono passate poche settimane da quando Adolf Hitler \u00e8 salito al potere. In Germania qualcosa sta cambiando. In molti guardano curiosi agli sviluppi della politica interna tedesca, senza capire bene cosa stia realmente accadendo. Assistono curiosi. I nazionalsocialisti si insediano &#8211; legittimamente &#8211; nei municipi, come a Monaco. Si sono subito messi all&#8217;opera, girando per le strade della citt\u00e0 e prendendo di mira i negozi dei commercianti ebrei. Minacce perlopi\u00f9, ma in alcuni casi si passa alle maniere forti.<br \/>\nIl signor Max Uhlfeder, proprietario del secondo grande magazzino pi\u00f9 importante della citt\u00e0, si avvia come ogni giorno al lavo<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5422\" rel=\"attachment wp-att-5422\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5422\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/rischio-nazismo.png\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"121\" \/><\/a>ro. Quel che trova al suo arrivo \u00e8 solo distruzione: vetrine sfasciate e gli interni devastati dalla furia degli uomini delle SA. Non contenti, arrestano lo stesso Uhlfeder, che si unisce ad altre 280 persone, tutte trasportate nel campo di Dachau in &#8220;custodia protettiva&#8221;, come si legge nel documento redatto dagli ufficiali. Gli arrestati sono tutti ebrei.<\/p>\n<p>Il suo avvocato, il signor Michael Siegel &#8211; ritratto nella foto &#8211; viene contattato dalla famiglia dell&#8217;imprenditore, e subito si attiva. Valigetta alla mano, entra negli uffici della polizia per sporgere denuncia, quell&#8217;arresto non aveva alcun senso, Uhlfeder non aveva commesso alcun reato, i suoi diritti civili ignorati. Seduti alla scrivania, per\u00f2, Siegel non trova i soliti ufficiali di polizia, ma degli uomini in divisa che indossano delle camice brune. Sono gli uomini delle Sturmabteilung, un gruppo paramilitare del partito nazista.<br \/>\nSiegel inizia a esporre la questione, ma da dietro la scrivania partono solo grasse risate. Risate che si trasformano in insulti. E dagli insulti si passa alla violenza. Siegel viene colpito al volto, poi viene preso di forza e portato nel seminterrato del municipio, dove viene malmenato da alcuni uomini. Lo colpiscono, perde gli incisivi, un timpano perforato. Non contenti, gli strappano i pantaloni all&#8217;altezza del ginocchio e gettano le scarpe. Malmenato e tramortito, lo caricano di peso e lo portano fuori dagli uffici. Un uomo con in mano un cartello gli si avvicina, lo costringe a stare dritto e immobile: glielo deve mettere addosso. Su questo una scritta, un monito: &#8220;Non mi lamenter\u00f2 pi\u00f9 con la polizia&#8221;.<\/p>\n<p>Inizia la marcia di Siegel per le strade di Monaco, seguito da un drappello di sette uomini delle SA. Marciano baldanzosi, loro, mentre raccolgono qualche approvazione da parte delle persone che si fermano a osservare la scena. Altri rimangono di pietra vedendo quell&#8217;uomo ferito e pestato a sangue sfilare con quella scritta appesa al collo. Il piccolo corteo arriva fino alla stazione centrale. Siegel rimane eretto, il sangue che gli cola sugli occhi pesti, fino alla bocca senza denti. Le SA gli intimano di fermarsi, caricano i fucili, glieli puntano addosso. L&#8217;ufficiale lo schernisce, poi dice: &#8220;Jetzt stirbst du, Jud! &#8211; Ora morirai, ebreo&#8221;. Scoppiano a ridere, fanno dietro front e se ne vanno.<br \/>\nSiegel \u00e8 sconvolto, vuole e deve tornare a casa dalla sua famiglia. Si incammina tra la folla, qualcuno continua a deriderlo. Tra questi, per\u00f2, si trova il fotografo Heinrich Sanden. Con la sua macchina fotografica aveva immortalato quanto accaduto all&#8217;avvocato. Si avvicina a Siegel e gli chiede: &#8220;Ho il suo permesso di pubblicare le foto che le ho scattato?&#8221;. La risposta di Siegel \u00e8 secca: &#8220;S\u00ec&#8221;.<br \/>\nIl fotografo intuisce immediatamente l&#8217;importanza di quelle foto, ma allo stesso tempo del rischio che rappresentano: se lo dovessero trovare in possesso di quegli scatti farebbe di certo una brutta fine. Chiama un&#8217;agenzia giornalistica americana con sede a Berlino. La redazione gli compra le foto e gli dice di inviarle appena possibile. Foto che partono alla volta degli Usa, a Washington DC. Il 23 marzo il Washington Times le pubblica. Le foto fanno il giro del mondo.<br \/>\nNel frattempo, l&#8217;avvocato Siegel e la sua famiglia organizzano la fuga dalla Germania, da cui riescono a scappare nell&#8217;agosto del 1940, un lungo viaggio che parte da Berlino, passando per la Russia sulla transiberiana, in Corea e in Giappone. Da qui una nave li porter\u00e0 in America, ma loro andranno fino in Per\u00f9. Siegel \u00e8 cos\u00ec riuscito a sopravvivere fino all&#8217;et\u00e0 di 97anni. Un giorno gli chiesero cosa stesse pensando durante il pestaggio. Senza mezzi termini la risposta dell&#8217;avvocato: &#8220;Che sarei sopravvissuto a ognuno di loro&#8221;.<br \/>\nSanden continu\u00f2 la sua attivit\u00e0 di fotoreporter, ma quell&#8217;esperienza, quella scena di quell&#8217;uomo umiliato in pubblica piazza non la dimentic\u00f2 mai. E come lui tante altre persone. La gente cominci\u00f2 a capire che in Germania qualcosa stava cambiando e che forma questo cambiamento stesse prendendo<\/p>\n<p>FONTE :<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2016\/12\/01\/storia-foto-allerto-mondo-nazismo_n_13346104.html\">http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2016\/12\/01\/storia-foto-allerto-mondo-nazismo_n_13346104.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho ricopiato l\u2019articolo (link in fondo) di Renato Paone e in prima battuta ho modificato il titolo. 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