{"id":5585,"date":"2018-03-01T17:31:11","date_gmt":"2018-03-01T17:31:11","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5585"},"modified":"2018-03-01T17:31:11","modified_gmt":"2018-03-01T17:31:11","slug":"1-marzo-2018-gerusalemme-la-serrata-del-santo-sepolcro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5585","title":{"rendered":"1 marzo 2018 &#8211; Gerusalemme: la serrata del Santo Sepolcro"},"content":{"rendered":"<p><strong>25 febbraio 2018 &#8211; Santo Sepolcro chiuso per protesta<\/strong> [fonte nota 1]<\/p>\n<p>Con un&#8217;azione senza precedenti, le Chiese cristiane hanno deciso la chiusura indefinita del Santo Sepolcro a Gerusalemme come protesta contro le autorit\u00e0 israeliane. Il passo \u00e8 stato annunciato congiuntamente dalla Chiesa cattolica, la chiesa greco ortodossa e la Chiesa Armena apostolica, in un comunicato in cui si parla di &#8220;campagna sistematica di abusi contro le Chiese e i Cristiani&#8221;.<br \/>\nAl centro della controversia, spiegano i media israeliani, vi \u00e8 l&#8217;intenzione della municipalit\u00e0 di Gerusalemme di congelare beni ecclesiastici per ottenere il pagamento di tasse anche sulle propriet\u00e0 delle chiese cristiane diverse dai luoghi d culto.<br \/>\nLA PROTESTA &#8211; Inoltre, i cristiani sono preoccupati per una legge in discussione alla Knesset che permetter\u00e0 allo Stato di espropriare propriet\u00e0 vendute dalle chiese cattolica e greca ortodossa a partire dal 2010.<br \/>\nVIOLAZIONE &#8211; Il documento diffuso dal Custode della Terrasanta Francesco Patton, il Patriarca greco ortodosso Teofilo III e il Patriarca armeno Nourhan Manougian parla di &#8220;flagrante violazione dello status quo&#8221; religioso di Gerusalemme e di &#8220;rottura degli accordi esistenti e degli obblighi internazionali&#8221;.<br \/>\nLA LEGGE &#8211; Il testo attacca con durezza &#8220;la legge razzista e discriminatoria che attacca soltanto le propriet\u00e0 della comunit\u00e0 cristiana&#8221;, un provvedimento che ricorda &#8220;leggi di simile natura che furono messe in opera contro gli ebrei in periodi bui della storia europea&#8221;.<\/p>\n<p><strong>28 febbraio Non \u00e8 questione di tasse, a Gerusalemme<\/strong> &#8211; <strong>dal blog di Paola Caridi<\/strong>. [fonte nota 2 &#8211; per la foto vedi nota 3]<\/p>\n<p>Il grande portone del Santo Sepolcro a Gerusalemme \u00e8 stato riaperto all\u2019alba.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5586\" rel=\"attachment wp-att-5586\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5586\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/x_holy-sepulchre-00019r-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/x_holy-sepulchre-00019r-208x300.jpg 208w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/x_holy-sepulchre-00019r.jpg 443w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a> La clamorosa protesta delle chiese cristiane presenti nella Citt\u00e0 Santa e proprietarie di immobili si \u00e8 chiusa, per il momento. O meglio, \u00e8 stata sospesa quando si \u00e8 aperta una linea di dialogo con il governo israeliano ed \u00e8 stato messo per ora in un cassetto il progetto di legge presentato alla Knesset dalla deputata Rachel Azaria su complesse questioni immobiliari.<br \/>\nSarebbe riduttivo descrivere lo scontro tra le chiese cristiane di Gerusalemme e Israele come una mera questione fiscale. Nessun parallelo \u00e8 possibile con l\u2019imposta sugli immobili di propriet\u00e0 ecclesiastica in Italia. Gerusalemme \u00e8, nella sua parte orientale, occupata. Nella parte orientale, peraltro, ricade il Santo Sepolcro, cos\u00ec come molti degli appartamenti in cui vive, per esempio, la piccola comunit\u00e0 cattolica. La municipalit\u00e0 israeliana di Gerusalemme ha chiesto alle chiese (soprattutto a quelle che possiedono pi\u00f9 immobili e pi\u00f9 terra, come il patriarcato greco-ortodosso, la Custodia francescana di Terrasanta, gli armeni) il pagamento di imposte arretrate. Non sulle chiese, viene detto, bens\u00ec su appartamenti e alberghi. Dal punto di vista della comunicazione, non c\u2019\u00e8 dubbio che le autorit\u00e0 israeliane abbiano toccato un nervo sensibile, soprattutto in Italia. Perch\u00e9 non dovrebbero pagare, come tutti, l\u2019esosa imposta sugli immobili che in loco porta il nome di \u201carnona\u201d? Peccato che Gerusalemme sia una citt\u00e0 completamente diversa da Roma, dal punto di vista del diritto internazionale. Peccato che la propriet\u00e0 immobiliare debba relazionarsi non con una semplice amministrazione comunale, ma con una potenza occupante, per quanto concerne Gerusalemme.<br \/>\nE poi ci sono i nodi politici e diplomatici. La questione fiscale \u00e8 parte integrante del negoziato pluridecennale tra Vaticano e Israele. E\u2019 un negoziato complesso che non comprende solo gli alberghi per i pellegrini, ma propriet\u00e0 delicatissime come \u2013 per esempio \u2013 la famosa Collina del Papa, un pezzo di terra tra l\u2019area della Tomba di Lazzaro (quartiere palestinese) e la colonia israeliana di Maaleh Adumim che incide sulla stessa strategia di Tel Aviv verso il totale controllo della citt\u00e0. Re Hussein di Giordania don\u00f2 la Collina a Paolo VI in occasione della sua visita in Terrasanta nel 1964. Appena alla vigilia del nuovo stravolgimento della terra e dei confini sancito dalla Guerra dei Sei Giorni. La Collina del Papa \u00e8 all\u2019interno di un\u2019area cruciale per ridisegnare i confini municipali della citt\u00e0 e tagliare il collegamento tra i quartieri orientali palestinesi e Ramallah.<br \/>\nE poi ci sono le case, gli appartamenti di propriet\u00e0 della chiesa, dove vivono ad affitto calmierato famiglie palestinesi cristiane. A Beit Fage (l\u2019ingresso di Ges\u00f9 a Gerusalemme, per intenderci), cos\u00ec come a Beit Hanina o a Shuafat, quartiere dove sono stati costruiti edifici residenziali sulla terra di propriet\u00e0 ecclesiastica. Quelle case sono un piccolo polmone all\u2019interno di un contesto abitativo difficilissimo: i palestinesi (compresi i palestinesi di fede cristiana) debbono fronteggiare una carenza nell\u2019offerta immobiliare che penalizza la loro comunit\u00e0 a vantaggio degli abitanti israeliani. Praticamente impossibile ottenere una licenza per ampliare i piccoli edifici a Gerusalemme est, nella neanche tanto velata strategia di spingere i palestinesi fuori dalla citt\u00e0, verso Ramallah e Betlemme. Le famiglie che non vogliono abbandonare Gerusalemme e perdere il diritto di risiedervi hanno poche alternative: costruire abusivamente, senza licenza; essere costretti a vivere in piccoli spazi affollatissimi; pagare affitti sproporzionati nei pochi quartieri rimasti a maggioranza palestinese. Oppure, ma sono in pochi a poter avere questo privilegio, ottenere un appartamento di quelli che le chiese (greco-ortodossa e cattolica) riescono a costruire sulle terre di loro propriet\u00e0. L\u2019arnona \u00e8 l\u2019ultimo dei problemi, dunque, in una situazione cos\u00ec complessa, e soggetta a un evidente doppio standard.<br \/>\nIl gesto clamoroso ed eclatante di questi giorni, in cui le chiese hanno reagito a un chiaro tentativo di rompere uno status quo vecchio di circa 150 anni, ha indotto Israele a non spingere sull\u2019acceleratore. Il governo \u00e8 stato cio\u00e8 costretto a una ritirata tattica che non significa, per\u00f2, la chiusura del caso. Il caso, cio\u00e8, verr\u00e0 molto probabilmente riproposto quando si abbasseranno le luci per ora dirette sul portone del Santo Sepolcro. E dunque, sar\u00e0 necessario continuare a seguire la vicenda.<br \/>\nVi \u00e8 una riflessione ulteriore da fare. La chiusura eccezionale del Santo Sepolcro fa il paio con la protesta su Al Aqsa di un anno e mezzo fa. In entrambi i casi, toccare i Luoghi Santi di Gerusalemme ha suscitato reazioni immediate e ferme da parte sia delle istituzioni religiose sia della popolazione palestinese, scesa subito in massa a protestare senza distinzione di fede. Palestinesi musulmani e cristiani assieme. I Luoghi Santi non si toccano, perch\u00e9 incarnano una dimensione che va ben oltre quella religiosa: \u00e8 dimensione identitaria, comunitaria, nazionale, popolare, politica. Occorre non dimenticarlo, in queste settimane che preludono a una delle fasi pi\u00f9 delicate di Gerusalemme, e cio\u00e8 lo spostamento dell\u2019ambasciata americana da Tel Aviv. Proprio in concomitanza con il settantesimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele. In aperto conflitto con l\u2019anniversario coincidente, la naqba, la catastrofe palestinese.<\/p>\n<p>Nota 1:<br \/>\nhttp:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/esteri\/2018\/02\/25\/santo-sepolcro-chiuso-per-protesta_fFQcCCdhxsfBqrwqCTjRIL.html<br \/>\nNota 2<br \/>\nhttps:\/\/www.invisiblearabs.com\/tag\/santo-sepolcro\/<br \/>\nNota 3<br \/>\nLa foto del Santo Sepolcro \u00e8 di circa un secolo fa, ed \u00e8 conservata nel fondo Eric Matson presso la Library of Congress di Washington.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25 febbraio 2018 &#8211; Santo Sepolcro chiuso per protesta [fonte nota 1] Con un&#8217;azione senza precedenti, le Chiese cristiane hanno deciso la chiusura indefinita del Santo Sepolcro a Gerusalemme come protesta contro le autorit\u00e0 israeliane. 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